Frasi su ciglio

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Haruki Murakami 104
scrittore, traduttore e saggista giapponese 1949
„Sai, – riprende – i ricordi sono solo un combustibile per alimentare la vita. Che un ricordo sia importante o meno, in pratica fa lo stesso, è soltanto combustibile. La vita va avanti comunque. Un foglio di giornale, un libro di filosofia, una stampa erotica, una mazzetta di biglietti da diecimila... è uguale, quando finiscono nel fuoco, diventano semplici fogli di carta. Non è che il fuoco mentre brucia pensa "toh, questo è Kant" o "ecco l'edizione serale dello Yomiuri Shinbun" oppure "ma guarda che belle tette!". Per il fuoco sono soltanto fogli di carta, niente di più. Bè, con i ricordi è la stessa cosa. Quelli importanti, quelli così così, quelli completamente inutili, sono solo combustibile, tutti quanti senza distinzione, – dice Korogi, annuendo sulle proprie parole. Poi continua: – E se per caso quel combustibile non ce l'avessi, se il cassetto dei ricordi dentro di me non esistesse, penso che già da un bel po'sarei stata spazzata in due di netto. Sarei morta sul ciglio della strada, raggomitolata in qualche miserabile buco. Che si tratti di cose importanti o di cavolate, è perché riesco a pescare nel cassetto tanti ricordi, uno dopo l'altro, che posso continuare a modo mio a tirare avanti, anche se questa esistenza mi sembra un brutto sogno. Quando penso di non farcela più, quando sto per gettare la spugna, in qualche modo riesco sempre a venirne fuori.“

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Petronio Arbitro 25
27 – 66
„LXII. «Il caso volle che il padrone andasse a Capua per vendere qualche cianfrusaglia fuori uso. Approfitto dell'occasione e persuado un nostro ospite ad accompagnarmi fino al quinto miglio. Si trattava d'un soldato coraggioso come un leone. Ci avviammo al canto del gallo: splendeva una luna che pareva giorno. Ma, arrivati a certe tombe, il mio uomo si nasconde a fare i suoi bisogni tra le pietre, mentre io continuo a camminare canticchiando e mi metto a contarle. Mi volto e che ti vedo? Il mio compagno si spogliava e buttava le vesti sul ciglio della strada. Mi sentii venir meno il respiro e cominciai a sudare freddo. Sennonché quello si mette a inzuppare di orina le vesti e diventa d'improvviso un lupo. [Gaio Petronio Arbitro, Il lupo mannaro (dal "Satyricon"), traduzione di G. A. Cibotto, in "Storie di lupi mannari", a cura di Gianni Pilo, Newton & Compton, 1994]“


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Ibn Arabi 19
filosofo, mistico e poeta arabo 1165 – 1240
„Lei come il sole ha candida la fronte, | come la notte neri ha chioma e ciglio: | è lei un sole, ed una notte insieme: | la più stupefacente delle forme! || Noi nella notte siamo | nella luce del giorno, grazie a lei, | e siamo, a mezzogiorno, | della sua chioma nella mezzanotte. (XXXIX, ss. 7-8; 2008)“

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Bertolt Brecht 67
drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco 1898 – 1956
„Chi non batte ciglio | alla vista di sanguinosi delitti conferisce loro propriamente | l'apparenza delle cose naturali. Designa | il crimine atroce come alcunché di scarsa rilevanza quale è | la pioggia e, come la pioggia, altrettanto inevitabile. (da Poesie di Svendborg)“

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Mathias Malzieu 16
cantante, musicista e scrittore francese 1974
„Colleziono immagini mentali delle sue lunghe ciglia, delle fossette, del naso perfetto e delle pieghe delle labbra. Cullo il suo ricordo con la stessa cura che riserviamo a un fiore delicato. Le dedico molto tempo.“

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Manlio Sgalambro 53
filosofo, scrittore e poeta italiano 1924 – 2014
„Nella musica 'industriale' è immanente l'irreversibilità del tempo. Essa è musica entropica, musica che si distrugge da sé. La musica leggera è la fattispecie dell'autodissolvimento della musica. E tuttavia è l'unica forma di musica che ha senso per tutti. Sul ciglio dell'abisso, Mahler compone Il canto della terra ma canticchia una canzone napoletana.“

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Dean Martin 29
cantante e attore statunitense 1917 – 1995
„[Jerry Lewis descrive il suo primo incontro con Dean] Di colpo, tra Broadway e la Cinquantaquattresima, Sonny vide qualcuno che attraversava la strada: un uomo alto, scuro e incredibilmente bello, con un cappotto di cammello. Si chiama Dean Martin, disse Sonny. Il solo guardarlo mi intimidì: Come fa uno a essere così bello? [... ] Attraversammo la strada. Mi entusiasmai nuovamente nel vedere da vicino quanto fosse bello: un viso lungo e duro, un grande profilo, sopracciglia e ciglia spesse e nere. [... ] Emanava una sorta di scintillio. Più in là avrei imparato la parola "carisma". All'epoca sapevo solo che non riuscivo a distogliere lo sguardo dall'amico di Sonny. [... ] Mi piacque, mi piacque all'istante. [... ] Aveva una voce calda e indolente, con una leggera inflessione del sud. Sembrava infischiarsene del mondo, come se conquistasse tutti ovunque andasse. Ne ero convinto. Di lui sapevo solo che era indebitato fino al collo. (pp. 9-10-11)“

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David Maria Turoldo 8
religioso e poeta italiano 1916 – 1992
„Sempre sul ciglio di due abissi dobbiamo camminare, senza sapere quale seduzione, se del tutto o del nulla, ci abbatterà.“


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Luigi Pulci 40
poeta italiano 1432 – 1484
„Recar tanto orpimento | per rimondar le ciglia, | ch'er' una maraviglia; | vetro sottile e poi | la pomice e' rasoi, | mollette da pelare, | pentolin' da serbare | certa materia e 'ntriso | per far lustrare el viso.“

Cormac McCarthy 63
scrittore statunitense 1933
„Un uomo enorme con un impermeabile di tela cerata era entrato nella tenda e si era levato il cappello. Era calvo come un uovo, non aveva traccia di barba e i suoi occhi non avevano né sopracciglia né ciglia. Era alto più di due metri, fumava un sigaro perfino dentro quella casa di Dio ambulante e sembrava che si fosse levato il cappello solo per farne sgocciolare la pioggia perché se lo rimise subito in testa. (p. 8)“

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Aleardo Aleardi 14
poeta e politico italiano 1812 – 1878
„Un dì per le sublimi Alpi io movea | Dei nepoti di Tell. Da canto al ponte, | Che da Satana à nome, in giù fissava | La vanità del pauroso abisso, | Dove la Reissa, furibonda naiade | Sbatte l’urne di porfido, e ululando | Fugge non vista. Ivi afferrato un cembro, | Curvo sul ciglio lungamente stetti | Su la morte librato. Io non vedea | Che rupi ed ombra. Un indefesso e freddo | Vento recava sibili d’ignoti | Augelli; un rombo di cose cadenti, | E rimoto pei ciechi antri un perpetuo | Mugghio. L’arcano spirito del loco | A piombargli nel sen con malïarde | Vertigini invitava. Era un terrore | Con voluttà. (da È morta)“

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Stephenie Meyer 134
scrittrice statunitense 1973
„«Isabella Swan?» Mi guardò da dietro quelle ciglia incredibilmente lunghe, con occhi dorati, dolci e al tempo stesso ardenti. «Prometto di amarti per sempre, ogni singolo giorno, per l'eternità. Mi vuoi sposare?» Avrei voluto dire un sacco di cose, alcune per niente affatto belle, altre vergognosamente sdolcinate e romantiche, che forse nemmeno nei suoi sogni mi aveva mai sentito dire. Eppure, invece di sentirmi in imbarazzo, sussurrai: «Sì».“


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Luis Sepúlveda 74
scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949
„Quante volte avevamo lasciato l'auto sul ciglio della strada per addentrarci, mano nella mano, sui sentieri tracciati fra le dune, per vedere il mare e rifugiarci in un silenzio salvifico che, malgrado la sua forza, non riusciva a nascondere l'amore trattenuto e determinante della vecchia arte di respirare.“

Elena Ferrante 22
pseudonimo di una scrittrice 1943
„"Quando ci facciamo grandi ti voglio sposare". Poi mi chiese se nel frattempo mi volevo fidanzare con lui. Era un po’ più alto di me, magrissimo, il collo lungo, le orecchie un po’ scostate dalla testa. Aveva capelli ribelli, occhi intensi con ciglia lunghe. Era commovente lo sforzo che stava facendo per contenere la sua timidezza. Sebbene volessi sposarlo anch’io mi venne di rispondergli: "No, non posso." (volume primo)“

Carlo Castellaneta 5
scrittore italiano 1930 – 2013
„Eravamo finiti sul tappeto ai piedi del divano, e ancora resisteva, per un attimo ho avuto la sensazione d'essere vicino a una rivelazione, ma il suo volto era così acceso e straordinario, la sua bocca dischiusa nello sforzo di prender fiato, il corpo invitante di una sconosciuta posseduto con gli occhi all'alba, in quell'appartamentino popolare mentre il Fugazza saltava dai tetti, da non potermi chiedere grazia, anzi mi aiuta lei stessa a superare l'ultimo ostacolo, supina sul tappeto, ormai abbandonata, rassegnata a godere, felice di offrirsi come non s'è mai offerta, ti ha mai preso un uomo così? no, dice, nessuno; le braccia che di colpo mi rivendicano contro di sé; devi imparare ad obbedirgli quando ti cerca; sì, dice, imparerò; vergognosa di mostrarsi insanguinata alla luce del giorno, tutto il suo gran corpo sconfitto sotto di me, ormai sempre più partecipe, il campanello alla porta deve aver suonato, solo adesso lo sentiamo squillare di nuovo, limpidamente, mentre ci guardiamo sgomenti.
«Cosa fai, non apri?»
Un dito alle labbra mi fa segno di tacere, impudica scomposta incurante di come si mostra dopo avermi tanto resistito, una figura provocante che non avrei dimenticato, lo sguardo fisso all'anticamera nel timore di una chiave che sta girando nella serratura, strano che Pat non abbaiasse, deve averla lasciata in portineria prima di salire, un ultimo trillo del campanello le fa appena sbattere le ciglia, stringe con più forza la mano che era nella mia, finché un passo si allontana sul pianerottolo, rassegnato discende la scala. (p. 70-71)“

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Francesco De Gregori 275
cantautore italiano 1951
„E mi ricordo infatti un pomeriggio triste, | io col mio amico Culo di gomma, famoso meccanico, | sul ciglio di una strada a contemplare l'America: | diminuizione dei cavalli, aumento dell'ottimismo. (da Bufalo Bill, n. 1)“

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