Frasi su cigno

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Mina 195
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„Mi sento dentro il canto di un cigno | che vuol morire... (da Notte di San Valentino)“

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Mina 195
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„Non le spaccherà la noia | le ginocchia ma la gioia | E l'ebbrezza del tuo vino | non offenderà nessuno | Non affiorerà l'inganno, | le parole senza affanno | sono un lago nel mio cuore | per chi ha voglia di nuotare. (da Il cigno dell'amore)“


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Mike Oldfield 107
compositore e polistrumentista britannico 1953
„Può essere il sole che tramonta dietro la superficie piatta del lago o il Cigno Rosso che ondeggia, mentre sta volando ferito dalla Freccia Magica? Mentre macchia tutte le onde di rosso vivo, con il porpora del suo sangue vitale, mentre colma l'aria di splendore, mentre riempie l'aria con il suo piumaggio? [... ] Sopra di lui la Stella della Sera si fonde e palpita nel rosso purpureo, pende sospesa nel crepuscolo, cammina in silenzio attraverso i cieli...“

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Demócrito 12
filosofo greco antico
„Noi siamo stati discepoli delle bestie nelle arti più importanti: del ragno nel tessere e nel rammendare, della rondine nel costruire le case, degli uccelli canterini, del cigno e dell'usignolo nel canto, con l'imitazione.“

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Friedrich Hölderlin 55
poeta tedesco 1770 – 1843
„Non si conosce il cigno che naviga superbo, se giace sulla riva nel sonno. (p. 79)“

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Karl Ludwig Borne 7
1786 – 1837
„La maggior parte della gente è scontenta, perché pochi sanno che la distanza tra uno e niente è più grande che fra uno e mille. (da Il pazzo nel cigno bianco)“

Leone Traverso 39
traduttore italiano 1910 – 1968
„[... ] Ma non è un mondo fisico (presocratico, lucreziano, einsteiniano) di cui Rilke canti la metamorfosi; è il mondo dei moti umani ancora e sempre, che riduce e simula i moti cosmici; è ancora, perduta nell'universo, la terra, intrisa d'umanità che sola lo esalta: consolare di un po' d'eternità l'effimero deve l'uomo, celebrare è la missione del poeta. E se nelle Elegie, nei Sonetti e in alcune ultime poesie si rievocano le cose ormai in fuga — temi, profili, eco di puri nomi − nel breve rammemorare non è minore intensità che nel lungo indugio, cui l'amore l'aveva curvato in altri tempi, nel Libro delle Immagini o nelle Poesie nuove.
Da quello sguardo di commiato sono avvolte le "cose" in una luce che le riarde, e sfumano come in un vapore di lagrima; figure d'antichi miti (Narciso, kore, Perseo, il Cigno) esalano in musica. "Lontano, oscuro sulla soglia chiara" Orfeo saluta Euridice travolta nel buio. (da Sulle poesie sparse e ultime di Rilke, p. 281)“

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Nazir di Agra 2
1740 – 1830
„Chi ha la lingua, non riesce a parlare che a segni, | chi è muto vuol fare eloquenti discorsi in persiano. | La cornacchia si pavoneggia in un cappello di cigno, | e la ranocchia saltellando dà calci al grosso elefante. | Che dire? Insomma, è questo lo spettacolo del mondo. (in Bausani, p. 150)“


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David Hume 30
filosofo e storico scozzese 1711 – 1776
„Lo stesso portamento e l'andatura del cigno, o del tacchino, o del pavone, mostrano quale alta idea questi animali abbiano di se stessi, e il loro disprezzo per tutti gli altri. E, cosa ancor più notevole, in queste due ultime specie di animali l'orgoglio accompagna sempre la bellezza, e lo troviamo solo nel maschio. Si son molto spesso notate la vanità e l'emulazione degli usignoli nel canto [... ] Tutte queste sono prove evidenti che l'orgoglio e l'umiltà non sono soltanto passioni umane, ma si estendono a tutta la creazione animale. (II, I, 12; 1994, p. 700)“

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Plutarco 141
biografo, scrittore e filosofo greco antico 46 – 127
„Forse però ci copriamo di ridicolo quando celebriamo la capacità di apprendere degli animali; soprattutto se pensiamo che, come mostra Democrito, essi sono stati i nostri maestri nei settori più importanti dell'esistenza. Dal ragno abbiamo appreso l'arte della tessitura e del rammendo, dalla rondine l'arte di costruire edifici, e imitando gli animali che emettono versi armoniosi, come il cigno e l'usignolo, abbiamo appreso il canto. (cap. 20)“

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Leonardo Da Vinci 136
pittore, ingegnere e scienziato italiano 1452 – 1519
„Cigno è candido, sanza alcuna macchia e dolcemente canta nel morire; il qual canto termina la vita. (Cigno; 1979, p. 59)“

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Renato Poggioli 15
critico letterario italiano 1907 – 1963
„[A proposito di Aleksandr Blok] Fu il bianco cigno della Russia.“


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Decimo Giunio Giovenale 36
poeta e oratore romano
„Un uccello raro sulla terra, e in tutto simile a un cigno nero. (VI, 165)“

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Corrado Guzzanti 217
comico, attore e sceneggiatore italiano 1965
„La donna cigno: è esistita veramente la leggendaria donna cigno? Sembra che me la sono inventata io adesso! Improvvisazioni, su... Rieducational Channel!“

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Enrico Brizzi 58
scrittore italiano 1974
„Ed in definitiva chi eri tu, a vent'anni, e chi erano i tuoi amici, ciascuno con la sua maschera, i comportamenti stilizzati. Le interpretazioni della vita al posto della vita vera, i patti di fratellanza che potevano essere violati, se solo riuscivano a tenerti abbastanza le canottiere a costine delle ragazze, o il lampo verdazzurro di uno sguardo che richiamando ti teneva indietro in un teatrino d'ombre, alla fine, in cui non c'era più posto per i giusti sogni, per immaginare qualcuno come un cigno e solo si bruciava di incazzature, e rabbie e seduzioni, in strade e discorsi sempre più poveri, davanti cui ci si sforzava, disperati e matti, di conferirlo a noialtri, un senso, intanto che iò passo fluviale del mondo tutti quanti noi, ciechi e sordi, ci trascinava.“

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Natalia Ginzburg 37
scrittrice italiana 1916 – 1991
„Se dovessi descrivere Paolo Poli a qualcuno che non l'avesse mai visto, direi di lui che la sua figura è quella di un giovinetto esile: ignoro la sua età, ma ho l'idea che comunque resterà sempre come un esile giovinetto; che il suo linguaggio è un puro toscano; che i suoi spettacoli sono, in genere, parodie di romanzi o di commedie dell'Ottocento, o del primo Novecento, inframmezzate da canzoni; che quando canta alza nell'aria le sue lunghe braccia snodate e le mani fini e soavi, assomigliando a una bella ragazza, o a un cigno, o a un fiore dall'altissimo stelo; che suscita ilarità con la grazia, in un tempo in cui la comicità sembra poter nascere soltanto su note stridenti e odiose, da volti e gesti scomposti e ripugnanti. Lui è comico restando sé stesso, conservando i suoi tratti lindi e gentili. Non c'è tuttavia nulla di lezioso o vezzoso nella sua grazia: non c'è in lui nessuna civetteria, e nessuna timidezza, nei confronti della realtà. La sua grazia sembra rispondere a un'armonia intima, sembra sprigionarsi da un'intima e lucidissima intelligenza. Fra i suoi molteplici volti nascosti, c'è essenzialmente quello d'un soave, ben educato e diabolico genio del male: è un lupo in pelli di agnello, e nelle sue farse sono parodiati insieme gli agnelli e i lupi, la crudeltà efferata e la casta e savia innocenza.“

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