Frasi su cinepresa

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Gian Maria Volonté 4
attore italiano 1933 – 1994
„Tu pensa a dove vuoi mettere la cinepresa, al personaggio ci penso io. (1984; citato in Un attore contro. Gian Maria Volonté. I film e le testimonianze., a cura di Franco Montini e Piero Spila, ed. BURsenzafiltro)“

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Antonio Muñoz Molina 7
scrittore e saggista spagnolo 1956
„I dittatori sono propensi alla cinefilia. Lenin, che detestava la musica perché era irritato dal fatto che lo faceva diventare sentimentale, considerava che tra tutte le arti il cinema poteva essere la più utile alla causa del proletariato. Hitler vedeva quasi tutte le sere in una sala cinematografica perfettamente attrezzata operette viennesi d’epoca e musical americani, e regalò a Eva Braun una cinepresa per girare a colori scene che ancora oggi ci gelano il sangue, un misto di ridenti immagini domestiche e igure genocide che prendono il sole sulle terrazze con vista sulle Alpi. Anche a Stalin piacevano i musical americani e i film western e, dato che sofriva d’insonnia come Hitler e si divertiva a tenere svegli i suoi cortigiani fino a notte fonda, a volte prolungava la sessione cinematograica con una festa alcolica, durante la quale osservava in silenzio adulatori e future vittime come se stesse inventando per ognuno un copione sinistro dall’epilogo ignoto a tutti tranne che a lui. Il generale Franco non andava a letto tardi e non beveva, ma la sua passione per il cinema era altrettanto forte, al punto che scrisse la sceneggiatura di un film, Raza, che era una patetica fantasia ricamata sulla sua biograia, e una dimostrazione del fatto che il cinema può rovinare l’immaginazione di chiunque. Forse ai dittatori piacciono tanto i film perché hanno pochissime opportunità di uscire la sera e perché sono costantemente circondati da persone servili di cui non sanno più che fare.“


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Jean Renoir 12
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese 1894 – 1979
„Il sogno? Non so cosa sia. Mi risulta difficile cogliere la differenza tra il sogno e la realtà. Cosa che mi procura molte noie: per esempio, mi fa mentire. Mento molto spesso, perché rispondo alle persone, agli amici (nel mio lavoro, negli affari), uniformando le mie risposte a una realtà che non è una realtà, ma un sogno. Sono dunque perfettamente sincero. [... ] Non conosco molto bene i sogni che faccio nel sonno. Conosco di più i miei sogni da sveglio [... ] Al cinema la differenza fra il sogno e la realtà è abbastanza fluida. [... ] È un lavoro che si fa con delle lampade, con delle cineprese, con una pellicola, uno sviluppo, un lavoro in cui i problemi materiali contano enormemente. Si comincia sempre con dei sogni imprecisi. Poi si fanno rientrare questi sogni nel quadro della realtà; e, prima che il film sia terminato, è la realtà che prevale. [... ] Come tutti i sognatori – cioè come tutti, poiché tutti sognano – io credo che, a conti fatti, la realtà vale più del sogno. È più fantasiosa. Non c'è sogno capace di presentarci i mille, mille, mille aspetti diversi che un fatto qualsiasi ci presenta. (Jean Renoir, Testo rivisto e corretto dal regista nel novembre del 1973, versione curata da Louis Mollion, pubblicato originariamente su Cahiers du Cinéma, n. 38, agosto settembre 1954)“

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Jean Renoir 12
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico francese 1894 – 1979
„Sono prima di tutto un narratore di storie. Sono continuamente preso dalla voglia irresistibile di raccontare delle storie che mi sembrano eccellenti, e vorrei far condividere la mia gioia ai miei amici e al pubblico. Mi è sempre sembrato che, per raccontare queste storie, la cinepresa fosse lo strumento migliore – poniamo – di una penna o di una macchina per scrivere. Per me, la mia concezione del cinema è che si tratta di una nuova stampa; è un'invenzione che ha quasi l'importanza dell'invenzione di Gutenberg (Jean Renoir, Conferenza tenuta da Renoir all'Institut des Hautes Etudes Cinématographiques, pubblicata su Arts, n. 470, 30 giugno 1954)“

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David Lynch 15
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico stat... 1946
„Le idee arrivano nei modi più impensati. Basta tenere gli occhi aperti. Qualche volta sul set capitano dei piccoli incidenti che mettono in moto l'immaginazione. Durante le riprese dell'episodio pilota dei Segreti di Twin Peaks, nella nostra troupe c'era un arredatore di nome Frank Silva. Mai e poi mai sarebbe dovuto comparire nella serie. Mentre giravamo alcune scene nella casa di Laura Palmer, Frank stava spostando dei mobili nella camera da letto della ragazza. Io mi trovavo nell'ingresso, sotto un ventilatore a soffitto. Una donna disse: "Frank, non spostare il cassettone davanti alla porta in quel modo. Non chiuderti dentro." Ebbi così una visione di Frank nella stanza. Lo raggiunsi di corsa e gli domandai: "Sei un attore?". Rispose: "Guarda caso sì", perché a Los Angeles sono tutti attori. Forse al mondo lo sono tutti. Così dissi: "Frank, in questa scena ci sarai tu". Girammo tre panoramiche della camera, due senza e una con Frank accucciato e immobile ai piedi del letto. Non avevo idea però di cosa significasse o a che cosa servisse questa scena. Di sera scesi al piano inferiore, stavamo girando la scena in cui la madre di Laura Palmer è sdraiata sul divano. Annientata dal dolore e dalla disperazione. Improvvisamente, vede qualcosa con l'occhio della mente e scatta a sedere di colpo, urlando. Sean, il cineoperatore, doveva manovrare la cinepresa e seguire il volto della donna mentre si alzava all'improvviso. Mi parve che avesse fatto un ottimo lavoro. Così dissi: "Stop! Perfetto, stupendo!". Sean dissentì: "No, per niente". "Perché?" "C'era qualcuno riflesso nello specchio." "Chi?" "Frank." Sono incidenti che capitano e mettono in moto l'immaginazione. Da cosa nasce cosa e se lasci fare ne nascerà un'altra completamente diversa.“

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Emmy Rossum 2
attrice e cantante statunitense 1986
„Clint Eastwood, il regista di Mystic River, è estremamente quieto. Dice sempre che non si può lavorare nel caos. Ronald Emmerich, invece, urla nel megafono e c'è un gran chiasso fra una ripresa e l'altra. Mi sembrava di essere diventata schizofrenica: Clint ed i suoi collaboratori sussurrano, e quando Clint deve dire qualcosa, lo fa stando vicino alla cinepresa, non come altri registi che stanno davanti al monitor.“

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Oliver Stone 10
regista statunitense 1946
„Poi vidi 8½, il culmine della sua carriera. Sembrava a quel tempo così strano per la fine aperta, così misterioso e ambiguo. Nei film americani si ha sempre la necessità di un inizio, una parte centrale e una fine. Fellini ha realizzato una sorta di decostruttivismo della realtà. 8½ è un puzzle che induce a porsi delle domande, pratica una sorta di impressionismo, il punto di vista del protagonista e della cinepresa si fondono.“

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David Mamet 26
drammaturgo, sceneggiatore e regista statunitense 1947
„Fare un film è un processo di una semplicità spaventosa. Ci vogliono una cinepresa, della pellicola e un'idea (optional). (p. 22)“


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Jim Morrison 374
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971
„Gran parte della stampa è costituita da avvoltoi che calano sulla scena per l'indifferenza della curiosa America. Cineprese che intervistano vermi all'interno di una bara.“

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Emir Kusturica 13
regista, musicista e sceneggiatore jugoslavo 1954
„Son finito dietro la cinepresa perché adoravo Bergman, ma anche Bruce Lee. Underground è puro Shakespeare filtrato dai fratelli Marx: più che dal cinema discende dai Clash.“

„Con Carmelo si tendeva sempre a creare l'immagine, non ci si poteva accontentare di fotografare soltanto, di riprendere senza intervenire con colori rinforzati dai filtri, senza usare la cinepresa come un organo prensile. (citato in Fondazione Immemoriale di Carmelo Bene)“

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attore, regista, compositore e produttore cinematografic... 1930
„È difficile lavorare su un set. Non puoi conoscere tutti. Ci sono cinquanta, a volte anche sessanta persone in giro... uno ti pettina, l'altro parla del tuo guardaroba, e tutti fanno pressione, ti fanno fretta mentre pensi: Dio, adesso devo andare davanti alla cinepresa e recitare.“


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George Lucas 15
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico stat... 1944
„Soffro se qualcuno pensa o scrive che gli effetti speciali di Star Wars hanno impoverito la fantasia creativa del cinema. Star Wars è stato per me un sogno reale ed esoterico al tempo stesso: sono qui per dirvelo anche con i mezzi digitali, ma prima con la mia passione di narratore di storie armato di parole, emozioni, cinepresa.“

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Dan O'Herlihy 2
attore cinematografico irlandese 1919 – 2005
„[Rispondendo a una domanda sulla differenza fra recitare sul palco e davanti alla cinepresa] È esattamente la stessa cosa, non c'è alcuna differenza. Be', forse dovete parlare a voce un po' più alta a teatro perché non avete il microfono, ma, a parte questo, non c'è differenza. (citato in Richard Schickel, Clint Eastwood – L'uomo dalla cravatta di cuoio)“

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Claudia Cardinale 118
attrice italiana 1938
„Peter Sellers che ci faceva tanto ridere sul set che a volte era difficile girare con lui, nel momento in cui le cineprese si spegnevano era il più cupo degli uomini. [... ] Non ho mai conosciuto un attore più triste nella vita. Era facile indovinare perché aveva bisogno di recitare! Non si piaceva, continuava a deridersi. [... ] Il formidabile Peter Sellers faceva cinema perché, al di fuori del set, non si sentiva esistere. (p. 144)“

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Claudia Cardinale 118
attrice italiana 1938
„Germi è stato il primo a mostrarmi che cos'è veramente il mestiere dell'attore: mi ha insegnato a recitare. Mi si è messo vicino, durante la lavorazione del film, e mi ha spiegato, scena per scena, cosa significava, cosa dovevo esprimere [... ] Per la prima volta, con Pietro Germi, mi sono sentita a mio agio davanti alla macchina da presa: ho cominciato a capire che potevo fare tutt'uno con quell'occhio fisso su di me [... ] Ho cominciato a vivere la cinepresa nel ruolo di un'amica, la mia complice: «l'ho sentita» per la prima volta. E mi sono sentita, davanti a lei, libera e senza inibizioni. (p. 44)“

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