Frasi su cinico

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Immanuel Kant 59
filosofo tedesco 1724 – 1804
„La scuola epicurea sosteneva che il sommo bene derivasse dall'arte e non dalla natura, come voleva la scuola cinica. La diversità tra le due scuole consisteva appunto in questo, che l'una affermava l'opposto dell'altra. Epicuro sosteneva che, se anche per natura non possedessimo alcun vizio, pure ne conserveremmo la tendenza, perciò l'innocenza e la semplicità non sono assicurate e deve intervenire l'arte. Su questo punto Zenone andava d'accordo con Epicuro, considerando la virtù come un prodotto dell'arte. (p. 10)“

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Léon Degrelle 20
politico belga 1906 – 1994
„Mi ricordo tre parole che un giorno avevo decifrato su una tomba di marmo nero giù a Damme in Fiandra, dentro una chiesa della mia patria perduta: ETSI MORTUUS URIT.
"Seppur morto, egli arde..."
Possano queste pagine, ultimo fuoco di quel che io fui, ardere ancora un momento, riscaldare ancora un istante le anime possedute dalla passione di donarsi e di credere: di credere malgrado tutto, malgrado la disinvoltura dei corrotti e dei cinici, malgrado il triste gusto amaro che ci lasciano nell'anima il ricordo delle nostre colpe, la coscienza della nostra miseria e l'immenso campo di rovine morali di un mondo che è certo di non aver più bisogno di salvezza, che da questo trae motivo di gloria ma che deve tutta via essere salvato. Deve più che mai essere salvato. (p. 23)“


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Kurt Cobain 60
cantante statunitense 1967 – 1994
„Mi conservo appositamente naïf e sto alla larga dalle informazioni di questa terra perché è l'unico modo di evitare un atteggiamento cinico. Tutto quello che faccio è profondamente inconscio perché non è possibile razionalizzare la spiritualità. Non meritiamo questo privilegio. Non so parlare. So solo sentire. Forse un giorno mi trasformerò in Helen Keller, perforandomi le orecchie con un coltello, e tagliandomi le corde vocali.“

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Friedrich Nietzsche 463
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Per la ventesima volta ho ieri assistito al capolavoro di Bizet e ancora l'ho udito con la stessa gentile reverenza. Mi sorprende di poter così vincere la mia impazienza. Ma guardare come un'opera siffatta integri la natura di un uomo. Essa è malvagia, perversa, raffinata, fantastica, eppure avanza con passo leggero e composto; la sua raffinatezza non è quella di un individuo, bensì di una razza. Si sono mai uditi sulla scena accenti più tragici, più dolorosi? E come sono ottenuti? Senza smorfie, senza contraffazioni di alcun genere, in piena libertà dalle bugie del "grande stile". Io mi sento diventar migliore quando questo Bizet mi parla. Il mio udito si sprofonda in quella musica; ne percepisco le origini; mi par di assistere alla sua nascita e tremo davanti ai pericoli che ci accompagnano a qualunque audacia; mi trovo incantato dai felici ritrovamenti che Bizet stesso ignora. Sopra quest'opera la fatalità sta sospesa; la felicità di essa è corta, fulminea, e non conosce dilazioni. Io invidio a Bizet il coraggio di questa sua sensibilità eccezionale, che prima di adesso non aveva trovato mezzo per esprimersi nella musica colta d'Europa; il coraggio di questa sensibilità meridionale, brunita, arsa dal sole... Ah finalmente l'amore, l'amore ricondotto indietro verso la natura!... L'amore come destino, come un destino cinico, innocente, crudele, l'amore esatto nella sua forma natura. Io non conosco altro esempio dove la tragica ironia che costituisce il nocciolo dell'amore sia stata espressa con tale severità, con formula così terribile come nell'ultimo grido di José: Oui, c'est moi qui l'a tuée, Carmen, ma Carmen adorée....“

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Giuseppe Antonio Borgese 26
scrittore, giornalista e critico letterario italiano 1882 – 1952
„Giacché tale è la caratteristica dell'arte di Luigi Pirandello: un realismo cinico. Non ch'egli sia incapace di pagine sottilmente e dolorosamente poetiche, ove vibri un umorismo di superiore qualità spirituale. (recensione di La vita nuda di Luigi Pirandello, p. 206)“

Russel Lynes 4
1910 – 1991
„Un cinico è uno che quando annusa i fiori cerca intorno la bara.“

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Susanna Tamaro 90
scrittrice italiana 1957
„È un grave problema, certo. Però quella spazzatura è soprattutto una metafora della modernità: quello che abbiamo dentro è là fuori. Non coltiviamo giardini perché in noi non c'è più pace, non c'è più bellezza. La spazzatura è lo specchio di una cultura che consuma, di una cultura crudele, agitata, cinica che produce spazzatura interiore, che si trasforma in tonnellate di spazzatura reale. La spazzatura l'abbiamo innanzitutto dentro di noi ed è dentro di noi che dovremmo fare pulizia. Dove si semina bellezza nasce qualcosa ed è triste che oggi non si abbia bisogno dell'arte e del potere sanificante della cultura.“

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Susanna Tamaro 90
scrittrice italiana 1957
„La centralità della nostra vita di donne è lo spirito della maternità. Ripartire da lì. La maternità. Questa maternità, però, va intesa in senso nuovo, ben al di là della mera capacità fisica di procreare. Si può infatti non aver generato ed essere colme di maternità, come si può essere madri biologiche ed esserne totalmente prive. Questa società così fredda, così necrofila, così impaurita, così cinica – e allo stesso tempo così travolta dalle sbornie del sentimentalismo – ha paura dello spirito femminile perché questo spirito, che è concreto, attivo, la spingerebbe in una direzione opposta. Tornare alla nostra vera natura vuol dire rimettere al centro dei nostri giorni una forza armata di dolcezza. Vuol dire collaborare, invece di competere, saper accogliere e accudire tutto ciò che è piccolo e bisognoso di protezione, tutto ciò che è fragile. Sapere che il grande sforzo – quello che giustamente assorbe ogni nostra energia – è quello della crescita, perché costantemente cambiare, costantemente crescere è il senso di ogni essere umano e di ogni nuova vita che viene al mondo.“


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Susanna Tamaro 90
scrittrice italiana 1957
„In una società profondamente cinica come la nostra, che allo stesso tempo è nemica della vita e rimuove la morte, queste tragedie fanno scattare impreviste gare di solidarietà. Quegli uomini così lontani dal nostro mondo, per cultura, tradizioni e stili di vita, uomini che sembrano appartenere quasi ad altre epoche storiche, diventano improvvisamente persone da soccorrere. E questo sentimento ci rende consapevoli di qualcosa di misterioso che ci unisce tutti e che si chiama natura umana. È questa natura che ci permette di soffrire per le persone che soffrono, è questa stessa natura che ci rende felici quando possiamo alleviare la sofferenza altrui. L'uomo è un essere che si realizza pienamente nella relazione. L'anoressica povertà relazionale del nostro mondo ipertecnologico viene così scossa dalla nudità, dalla fragilità, a cui, seppur inconfessabilmente, sentiamo di far parte. È la consapevolezza della fragilità ciò che permette di costruire relazioni veramente umane, società veramente civili. (da [https://web. archive. org/web/20160101000000/http://archiviostorico. corriere. it/2010/gennaio/17/Quando_appare_fragilita_del_mondo_co_8_100117021. shtml Quando ci appare la fragilità del mondo], Corriere della sera, 17 gennaio 2010)“

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Lars Gustafsson 11
scrittore svedese 1936 – 2016
„No. Per quanto meditasse, il prevosto Tim non riusciva a far quadrare il tutto. Un dio crea un mondo che nella sua crudeltà, nella sua totale innaturalità, è totalmente artificiale nel suo stile ridicolo, volgarmente retorico, dai quanti d'azione alle galassie rotanti, un mondo che con il suo spazio elastico e il suo tempo elastico somiglia più che altro allo stupido giocattolo di un bambino molto cattivo, questo dio si trasforma tranquillamente in uomo, prende decisamente le distanze dalla sua stessa creazione – comunica che "il Mio regno non è di questo mondo" – e si lascia poi uccidere in forme estremamente dolorose. Per cosa? Per riconciliare ovviamente. Ma chi si dovrebbe riconciliare con chi? Davvero Dio dovrebbe riconciliarsi con se stesso? O gli esseri umani con Dio? Perché mai? Perché l'avevano trattato male? Ma non era stato piuttosto Dio a trattare male gli uomini? Ci si poteva immaginare un mondo più spietato, più cinico di quello aveva creato? Con questi insetti che si avvelenano vicendevolmente dopo l'accoppiamento, che si divorano, o che con i loro membri chiodati lacerano la vagina della femmina per fare sì che nessun gene estraneo possa mai introdursi nei suoi sacri domini. (pp. 165-166)“

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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Il declino dell'intelligenza è declino della Ragione. E tutto ciò che oggi accade in Europa, in Eurabia, ma soprattutto in Italia è declino della Ragione. Prima d'essere eticamente sbagliato è intellettualmente sbagliato. Contro Ragione. Illudersi che esista un Islam buono e un Islam cattivo ossia non capire che esiste un Islam e basta, che tutto l'Islam è uno stagno e che di questo passo finiamo con l'affogar dentro lo stagno, è contro Ragione. Non difendere il proprio territorio, la propria casa, i propri figli, la propria dignità, la propria essenza, è contro Ragione. Accettare passivamente le sciocche o ciniche menzogne che ci vengono somministrate come l'arsenico nella minestra è contro Ragione. Assuefarsi, rassegnarsi, arrendersi per viltà o per pigrizia è contro Ragione. Morire di sete e di solitudine in un deserto sul quale il Sole di Allah brilla al posto del Sol dell'Avvenir è contro Ragione. E contro Ragione anche sperare che l'incendio si spenga da sé grazie a un temporale o a un miracolo della Madonna.“

„«A tutto c'è rimedio» dicono quelli che hanno provocato il danno. (L'ora di Educazione Cinica)“


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Nicholas Sparks 143
scrittore statunitense 1965
„[... ] Ero innamorato di lei, al punto che non mi importava che fosse malata. Non mi importava se avremmo avuto poco tempo per stare insieme. Mi interessava fare solo quello che mi dettava il cuore. Dentro di me sentivo che era la prima volta che Dio mi aveva parlato direttamente e sapevo con certezza che non avrei disubbidito. Forse alcuni di voi si chiederanno se il mio gesto non fosse stato ispirato dalla pietà. Altri, più cinici, arriveranno a domandarsi se io l'avessi fatto perché sapevo che lei se ne sarebbe andata presto e quindi il mio legame non sarebbe stato troppo impegnativo. La risposta in entrambi i casi è no. Avrei sposato Jamie Sullivan anche se il miracolo per cui speravo si fosse avverato. Lo sapevo nel momento in cui glielo chiesi e lo so ancora oggi.“

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Giuseppe Saragat 4
5º Presidente della Repubblica Italiana 1898 – 1988
„Destino cinico e baro.“

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Primo Levi 115
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Auschwitz è fuori di noi, ma è intorno a noi, è nell'aria. La peste si è spenta, ma l'infezione serpeggia: sarebbe sciocco negarlo. In questo libro se ne descrivono i segni: il disconoscimento della solidarietà umana, l'indifferenza ottusa o cinica per il dolore altrui, l'abdicazione dell'intelletto e del senso morale davanti al principio d'autorità, e principalmente, alla radice di tutto, una marea di viltà, una viltà abissale, in maschera di virtù guerriera, di amor patrio e di fedeltà a un'idea. (dalla prefazione a Léon Poliakov, Auschwitz, Veutro, Roma, 1968)“

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Giuseppe Giulietti 2
politico italiano 1953
„Il silenzio servirà ad onorare nel modo migliore Eluana e i suoi familiari. Il silenzio servirà anche a far risuonare meglio le parole ciniche e barbare di chi è disposto a calpestare tutto e tutti per guadagnare una manciata di voti. (da [http://temi. repubblica. it/micromega-online/10209-perdonali-perche-non-sanno-quello-che-dicono/ Perdonali perché non sanno quello che dicono], micormega, 10 febbraio 2009)“

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