Frasi su clamore

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Sunzi 17
generale e filosofo cinese -543 – 251 d.C.
„Una strategia senza tattiche è il cammino più lento verso la vittoria. Le tattiche senza una strategia sono il clamore prima della sconfitta.“

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Vinicio Capossela 62
cantautore e polistrumentista italiano 1965
„Ma ancora proteggi la grazia del mio cuore, | adesso e per quando tornerà il tempo. | Il tempo per partire, | il tempo di restare, | il tempo di lasciare, | il tempo di abbracciare. | In ricchezza e in fortuna, | in pena e in povertà, | nella gioia e nel clamore, | nel lutto e nel dolore, | nel freddo e nel sole, | nel sonno e nell'amore | Ovunque proteggi la grazia del mio cuore.“


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Lucio Anneo Seneca 174
filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano -4 – 65 d.C.
„Tutti, o fratello Gallione, vogliono vivere felici, ma quando poi si tratta di riconoscere cos'è che rende felice la vita, ecco che ti vanno a tentoni. […]
Perciò dobbiamo prima chiederci che cosa desideriamo; poi considerare per quale strada possiamo pervenirvi nel tempo più breve, e renderci conto, durante il cammino, sempre che sia quello giusto, di quanto ogni giorno ne abbiamo compiuto e di quanto ci stiamo sempre più avvicinando a ciò verso cui il nostro naturale istinto ci spinge. Finché vaghiamo a caso, senza seguire una guida ma solo lo strepito e il clamore discorde di chi ci chiama da tutte le parti, la nostra vita si consumerà in un continuo andirivieni e sarà breve anche se noi ci daremo giorno e notte da fare con le migliori intenzioni.
Si stabilisca dunque dove vogliamo arrivare e per quale strada, non senza una guida cui sia noto il cammino che abbiamo intrapreso, perché qui non si tratta delle solite circostanze cui si va incontro in tutti gli altri viaggi; in quelli, per non sbagliare, basta seguire la strada o chiedere alla gente del luogo, qui, invece, sono proprio le strade più frequentate e più conosciute a trarre maggiormente in inganno. Da nulla, quindi, bisogna guardarsi meglio che dal seguire, come fanno le pecore, il gregge che ci cammina davanti, dirigendoci non dove si deve andare, ma dove tutti vanno. E niente ci tira addosso i mali peggiori come l'andar dietro alle chiacchiere della gente, convinti che le cose accettate per generale consenso siano le migliori e che, dal momento che gli esempi che abbiamo sono molti, sia meglio vivere non secondo ragione, ma per imitazione. (I)“

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Marcel Proust 229
scrittore, saggista e critico letterario francese 1871 – 1922
„E da molto tempo a mio padre non è più possibile dire alla mamma "vai col piccolo". Quelle ore mi sono ormai inaccessibili. Ma da un po'di tempo ho ricominciato a sentire molto bene, se mi concentro, i singhiozzi che ebbi la forza di trattenere davanti a mio padre e che scoppiarono quando, più tardi, mi ritrovai solo con mamma. In realtà, essi non sono mai cessati; ed è soltanto perché la vita si è fatta più silenziosa intorno a me che li sento di nuovo, come quelle campane di conventi che il clamore delle città copre tanto bene durante il giorno da far pensare che siano state messe a tacere e invece si rimettono a suonare nel silenzio della sera. (1965)“

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Ruggero Pesce 2
giudice italiano 1938
„Ben venga la tecnologia, dunque, perché rappresenta certamente il futuro, ma ricordiamo che l'elemento uomo, che parrebbe da essa quasi relegato in secondo piano, rimane il centro, il motore, l'anima di quest'universo che ci sforziamo di governare. L'uomo e l'inquietudine, figlia dei tempi, che l'accompagna.
Perché inquietudine? Guardiamo in particolare al mondo della Magistratura e pensiamo all'aria avvelenata in cui essa si trova troppo spesso ad operare, e ci chiediamo se ciò avvenga per colpe proprie ovvero per gratuiti e interessati attacchi esterni. Ma è vano cercare di sciogliere il dilemma; occorre invece che ci si adoperi con ogni energia per togliere voce a quanti imputano ad alcuni esponenti della magistratura scarsa diligenza o vanità personale o spinte ideologiche che li orienterebbero altrove rispetto a un'interpretazione corretta e serena della norma. Se queste incrostazioni esistono devono essere rimosse perché lo esige la collettività e lo merita la stragrande maggioranza dei magistrati, per i quali la disposizione prevalente è quella della dedizione incondizionata, della volontà tenace di esercitare il proprio ministero in vista del solo bene comune, con spirito di sacrificio e senza clamori: nel silenzio che spesso non paga ma è dignità di servizio e gratificazione di coscienza. Parimenti, non sono più sopportabili quegli attacchi gratuiti, di provenienza varia, ingeneroso esercizio ormai troppo diffuso di quanti applicano la regola secondo cui la miglior difesa consiste nel distruggere l'immagine del "nemico". Il convincimento da taluni nutrito, da altri propagandato, del giudice come di un soggetto onnipotente e sordo ai problemi di coscienza, e teso a chissà quali fini impropri, è fasullo e banale: quanti ci sono vicini per ragioni di lavoro o affettive conoscono l'ansia del dubitare, la paura di non sapere offrire le corrette risposte, di non poter cogliere il frutto che a volta pare proibito e si chiama giustizia.
Non c'è e non ci può essere indifferenza nell'atto del giudicare. Non si avvia un uomo al calvario di un processo penale né lo si condanna con il sorriso sulle labbra, non si respinge un immigrato onesto con una scrollata di spalle, non si toglie un bambino a una madre o a un padre senza subirne un contraccolpo doloroso come un pugno nello stomaco. Stati d'animo con i quali il buon magistrato fa i conti in compagnia delle sole voci di dentro che impietosamente gli ricordano giorno dopo giorno come una decisione sbagliata possa stravolgere una vita e uccidere una speranza.
Rubo ancora un minuto alla vostra pazienza per un'ultima annotazione: entro pochi giorni o settimane un gruppo di magistrati milanesi chiuderà la propria attività, e a loro voglio dire: per quaranta e più anni s'è combattuta, credo, la buona battaglia – mi perdoni San Paolo per la citazione che non vuole essere irriverente – e ho speranza che ora, giunti al termine della corsa, integra si sia conservata in ognuno la fiducia negli ideali per i quali tutti fummo avviati a questo lavoro. A quanti operano e opereranno nel mondo del diritto, magistrati, avvocati, personale amministrativo, ai giovani soprattutto, auguro di raccogliere in abbondanza, forti del loro impegno e con l'aiuto di Dio, i frutti di quanto di buono si va seminando perché questo Paese, che è stato la culla del diritto e che a volte ci dilettiamo noi stessi a bistrattare al di là dei suoi demeriti, mentre dispensiamo ammirazione incondizionata a quasi tutti gli altri popoli del mondo che hanno invece, quasi tutti, tanto da imparare; questo Paese al quale, fuor d'ogni retorica, credete, mi onoro e sono fiero di appartenere, rivendichi e riprenda il suo ruolo di portabandiera nella faticosa ma entusiasmante corsa di civiltà che porta al traguardo della Giustizia. (da Discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario 2010 per il distretto della Corte d'Appello di Milano del Presidente Ruggero Pesce)“

Aldo De Martino 1
attore e cabarettista italiano 1947
„Ho sempre considerato leggendari non tanto gli eroi di imprese fuori dal comune, ma le persone che, senza clamore e nel silenzio, hanno operato, professionalmente o da dilettanti, con amore e passione autentica e non per ambizione o egoismo fini a se stessi.“

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Vitaliano Brancati 32
scrittore, sceneggiatore 1907 – 1954
„A nessuno viene il sospetto che il mondo possa aver torto, nessuno chiede la felicità di andare per il verso opposto. Chi dice mai: Tutti la pensano così, dunque la verità bisogna trovarla da un’altra parte? Chi prova più il piacere di cercare dentro a sé stesso allontanandosi a perdita d’udito dai clamori popolari, una voce discorde? E tuttavia il progresso nasce da una stonatura.“

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Izaak Walton 11
scrittore britannico 1593 – 1683
„Luminoso splende il sol, suonate, suonate mendicanti,
che gli avanzi per il giorno son bastanti.
Non vi son suoni di viole tanto armoniosi
quanto il gaio clamore dei nostri simposi?
Quando i mendici s’incontran il riso non è mancante.
E’ degna di un re la vita del mendicante:
mangiar, bere e suonare, quando ci va dormire,
andar dove vogliamo, e alla gogna sfuggire.“


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Diodoro Siculo 16
storico siceliota -90 – -30 a.C.
„Dionigi [... ] ordinò a tutti quelli, che erano atti alle armi, e non usciti oltre il quarantesimo anno, che provveduti di viveri per trenta giorni avessero da recarsi armati alla città de' Leontini, la quale allora stava in luogo di rocca forte per Siracusa, ed era piena di esuli, e di forestieri d'ogni maniera. Sperava egli, che tutti costoro, come inclinati a novità, gli sarebbero stati di comodo appoggio, massimamente che prevedeva che la massima parte de' Siracusani non sarebbe andata al luogo prefisso. Intanto essendosi la notte attendato alla campagna, finge macchinarsegli insidie; ed eccitatosi da' suoi famigliari tumulto con grande forza di clamore e di strida, va a ripararsi nella rocca, ove accesi molti fuochi, e chiamati i più valorosi tra soldati, passò quella notte. Venuto poi giorno, e congregatasi moltitudine di gente nella città de' Leontini, ragionando con molti argomenti sull'accaduto, indusse la turba ad accordargli la facoltà di scegliersi seicento guardie a piacimento suo. (XIII, 95; vol. IV, pp. 143-144)“

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Walt Whitman 276
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Tra il clamore della folla ce ne stiamo io e te, felici di essere insieme, parlando senza dire nemmeno una parola.“

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Massimo Bontempelli 57
scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 – 1960
„La sentenza è importante, perché aiuta la cronaca in quello che è il più paradossale dei suoi doveri: dar corpo e peso a una quantità di fatti estremamente insignificanti. Dovendo servire un pubblico frivolo e pettegolo, che si interessa in modo inverosimile a ogni truffarella con la patacca, a ogni cornificazione che desti qualche clamore nell'ambito del quartiere ove si è consumata, il povero cronista è costretto a inauditi sforzi di trasformazione coloristica, che io ammiro ogni giorno con rinnovata maraviglia. Il cronista è lo stilista per eccellenza, dappoiché spesso egli deve per sola virtù narrativa foggiare un'apparenza di singolarità agli episodi più banali. (p. 138)“

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Cristiano Malgioglio 4
cantautore, paroliere e personaggio televisivo italiano 1945
„Mi sembra una cosa da carnevale, li trovo confusi questi gay e trans in costume da bagno. Vadano a Cuba, dove c'è una marcia diversa senza tutto questo clamore. Bisogna avere anche un po' di pudore.“


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Piero Calamandrei 107
politico italiano 1889 – 1956
„Più grave è quello che avviene senza clamore, giorno per giorno, sul piano economico e sociale; dove la Democrazia cristiana, con ammirevole pazienza e coerenza, sta sistemando i suoi fedeli non soltanto nei pubblici uffici, necessariamente temporanei, ma nelle più stabili e più lucrose cariche direttive degli istituti controllati dallo Stato, nelle banche, nei giornali, nei consigli di amministrazione delle grandi industrie: ovunque ci sia un profitto da trarre, una prebenda da lucrare, un gettone di presenza da riscuotere, una poltrona comoda con molti campanelli sulla scrivania e alla porta un'automobile da sdraiarcisi senza pagare. [... ] E c'è qualcos'altro: cioè la frode e la corruzione ammesse come sistema di finanziamento del partito, il quale non si rifiuta di farsi complice di speculatori e di avventurieri a spese dello Stato, purché questi versino nelle casse del partito una parte delle loro ruberie.“

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Natalia Ginzburg 64
scrittrice italiana 1916 – 1991
„Era, il dopoguerra, un tempo in cui tutti pensavano d'essere dei poeti, e tutti pensavano d'essere dei politici; tutti s'immaginavano che si potesse e si dovesse anzi far poesia di tutto, dopo tanti anni in cui era sembrato che il mondo fosse ammutolito e pietrificato e la realtà era stata guardata come di là da un vetro, in una vitrea, cristallina e muta immobilità. Romanzieri e poeti avevano, negli anni del fascismo, digiunato, non essendovi intorno molte parole che fosse consentito usare; e i pochi che ancora avevano usato parole le avevano scelte con ogni cura nel magro patrimonio di briciole che ancora restava. Nel tempo del fascismo, i poeti s'erano trovati ad esprimere solo il mondo arido, chiuso e sibillino dei sogni. Ora c'erano di nuovo molte parole in circolazione, e la realtà di nuovo appariva a portata di mano; perciò quegli antichi digiunatori si diedero a vendemmiarvi con delizia. E la vendemmia fu generale, perché tutti ebbero l'idea di prendervi parte; e si determinò una confusione di linguaggio fra poesia e politica, le quali erano apparse mescolate insieme. Ma poi avvenne che la realtà si rivelò complessa e segreta, indecifrabile e oscura non meno che il mondo dei sogni; e si rivelò ancora situata di là dal vetro, e l'illusione di aver spezzato quel vetro si rivelò effimera. Cosí molti si ritrassero presto sconfortati e scorati; e ripiombarono in un amaro digiuno e in un profondo silenzio. Cosí il dopoguerra fu triste, pieno di sconforto dopo le allegre vendemmie dei primi tempi. Molti si appartarono e si isolarono di nuovo o nel mondo dei loro sogni, o in un lavoro qualsiasi che fruttasse da vivere, un lavoro assunto a caso e in fretta, e che sembrava piccolo e grigio dopo tanto clamore; e comunque tutti scordarono quella breve, illusoria compartecipazione alla vita del prossimo. Certo, per molti anni, nessuno fece piú il proprio mestiere, ma tutti credettero di poterne e doverne fare mille altri insieme; e passò del tempo prima che ciascuno riprendesse sulle sue spalle il proprio mestiere e ne accettasse il peso e la quotidiana fatica, e la quotidiana solitudine, che è l'unico mezzo che noi abbiamo di partecipare alla vita del prossimo, perduto e stretto in una solitudine uguale. (1963, pp. 165-166)“

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Martin Luther King 46
pastore protestante, politico e attivista statunitense, ... 1929 – 1968
„La più grande tragedia di questi tempi, non è nel clamore chiassoso dei cattivi, ma nel silenzio spaventoso delle persone oneste.“

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Anthony Trollope 9
scrittore inglese 1815 – 1882
„Di tutte le cose la più desiderabile sarebbe stata vederlo pubblicato per il pubblico, e poi vederlo annullato dal clamore di un mondo indignato, che difende ad alta voce i suoi diritti. Ma le probabilità di un evento simile erano minime; soltanto una piccola frazione del mondo sarebbe stata indignata, e quella frazione non sarebbe stata quella che era abituata a parlare ad alta voce.“

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