Frasi su claustrofobia


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Morrissey 39
cantante inglese 1959
„Avevo una cameretta piccolissima, e in certi periodi, tra i diciotto e i diciannove anni, non uscivo letteralmente per tre o quattro settimane. Restavo lì dentro giorno dopo giorno, il sole era cocente e io avevo le tende chiuse. Me ne stavo seduto da solo, quasi al buio, con la macchina da scrivere, circondato di tantissima carta Le pareti erano completamente ricoperte da poster di James Dean, quasi al limite della claustrofobia, e avevo dei foglietti appiccicati ovunque con delle riflessioni profonde. [... ] Sembrava quasi che ci fossi nato in quella stanza. Tutto ciò che mi ha reso come sono è lì dentro. Avevo un terribile complesso del territorio. [... ] Ero maniacale: ogni cosa era in ordine cronologico: un posto per tutto, tutto al suo posto. Ossessione totale. [... ] Oggi mi sembra una cosa completamente folle. È strano come le cose che prima sembravano tanto importanti, alla fine non contino più.“

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Romain Gary 125
scrittore francese 1914 – 1980
„Sempre questa misteriosa claustrofobia. Qualcosa è stato rinchiuso in me per errore, nella mia pelle di uomo.“


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Maurizio Porro 9
critico cinematografico italiano 1942
„[Su Le ali della libertà] Dialoghi ruvidi, forza bruta, claustrofobia, amicizia e inimicizia virile, gigantesco happy end: un film decisamente ben scritto, diretto e ben recitato. In cui contano il ritmo e la sintonia di grandi caratteristi accanto ai protagonisti.“

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Gesualdo Bufalino 245
scrittore 1920 – 1996
„Capire la Sicilia significa dunque per un siciliano capire se stesso, assolversi o condannarsi. Ma significa, insieme, definire il dissidio fondamentale che ci travaglia, l'oscillazione fra claustrofobia e claustrofilia, fra odio e amor di clausura, secondo che ci tenti l'espatrio o ci lusinghi l'intimità di una tana, la seduzione di vivere la vita con un vizio solitario. L'insularità, voglio dire, non è una segregazione solo geografica, ma se ne porta dietro altre: della provincia, della famiglia, della stanza, del proprio cuore. Da qui il nostro orgoglio, la diffidenza, il pudore; e il senso di essere diversi.“

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Paolo Rumiz 54
giornalista e scrittore italiano 1947
„Partire continuamente era l’ossessione di papa Wojtyła e il nomadismo è una malattia nazionale polacca. Non è solo la voglia di libertà dopo il comunismo. È anche il riflesso di un’antica claustrofobia, quella nata dal sapersi schiacciati da ingombranti vicini, Russia e Germania. (libro Trans Europa Express)“

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Steven Alexander Wright 30
comico e attore statunitense 1955
„La prossima settimana dovrò fare una Risonanza Magnetica per scoprire se soffro oppure no di claustrofobia.“

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Marc Levy 38
scrittore francese 1961
„Se vuoi capire che cosa è un anno di vita, chiedilo a uno studente che è appena stato bocciato all’esame di fine anno. Un mese di vita: parlane con una madre che ha partorito un bimbo prematuro e aspetta che esca dall’incubatrice per stringerlo tra le braccia, sano e salvo. Una settimana: chiedilo a un uomo che lavora in fabbrica o in miniera per nutrire la sua famiglia. Un giorno: domandalo a due innamorati persi che aspettano di vedersi. Un’ora: chiedilo a una persona che soffre di claustrofobia, bloccata in un ascensore. Un secondo: osserva l’espressione di un uomo che è appena scampato a un incidente d’auto. Un millesimo di secondo: chiedilo all’atleta che alle Olimpiadi ha vinto la medaglia d’argento e non quella d’oro per la quale si era allenato tutta la vita. (libro Se solo fosse vero)“

Alan Coren 5
umorista, scrittore 1938 – 2007
„Sono spesso con lui per vincere la sua claustrofobia, ma non è facile trovare un dottore che lo aiuterà a stare nel bel mezzo di un campo.“


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Charles M. Schulz 138
fumettista statunitense 1922 – 2000
„Linus: Ieri sono stato in ascensore.
Violet: Io soffro di claustrofobia negli ascensori.
Linus: Io soffro di claustrofobia perfino in una stanza piccola...
Violet: Io soffro di claustrofobia nei negozi, se c'è tanta gente.
Linus: Io soffro di claustrofobia solo a essere in certe città...
Charlie Brown: Io soffro di claustrofobia nel mondo. (3 novembre 1971)“

Raul Montanari 10
scrittore italiano 1959
„[…] perché sapevo che lei non pensava solo ai miei problemi ma anche ai suoi – a tutto quello che ci eravamo promessi di vincere insieme, come due soldati di un valoroso piccolo esercito, senza capire che ciò di cui soffrivamo (io la claustrofobia, lei tante cose dolorose e senza nome) era anche tutto quello che ci univa. (p. 76-77)“