Frasi su clericale

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Giuseppe Garibaldi 107
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„I clericali sono sudditi e militi di una potenza straniera, autorità mista ed universale, spirituale e politica, che comanda e non si lascia discutere, semina discordie e corrompe.“

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Gaetano Salvemini 11
storico, politico e antifascista italiano 1873 – 1957
„Il clericale domanda la libertà per sé in nome del principio liberale, salvo a sopprimerla negli altri, non appena gli sia possibile, in nome del principio clericale. (da Memorie di un fuoriuscito, a cura di Gaetano Arfè, Feltrinelli, Milano 1960)“


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Papa Pio X 11
257° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1835 – 1914
„Vi chiameranno papisti, retrogradi, intransigenti, clericali: siatene fieri! (Citato in Alessandro Gnocchi, Mario Palmaro – Vallecchi, Firenze 2010, pp. 182)“

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Carlos Ruiz Zafón 118
scrittore spagnolo 1964
„Lei non può capire Daniel perché è giovane, ma col tempo si renderà conto ché è più importante cedere che dare. Bernarda e io abbiamo parlato a lungo. È nata per essere madre, lei lo sa bene. La sua gioia più grande, io credo, sarebbe avere dei figli. E a me quella Donna piace più delle pesche sciroppate. Si figuri che per lei sono persino disposto a rimettere piede in una chiesa, dopo trentadue anni di totale astinenza clericale, per recitare i salmi di san Serafino o di qualsiasi altro beato".
"Come corre, Fermìn, vi conoscete appena..."
"Alla mia età, Daniel, se non hai le idee chiare sei fottuto. Ci sono due o tre ragioni per cui vale la pena di vivere, tutto il resto è letame. In passato ho fatto molte sciocchezze, ma ora il mio unico desiderio è rendere felice Bernarda e morire tra le sue braccia, quando sarà il momento. Voglio essere di nuovo un uomo rispettabile. Non per me, io me ne infischio del rispetto di quel branco di scimmie che sono gli esseri umani, ma per lei. Perché Bernarda crede negli sceneggiati, nei preti, nella rispettabilità e nella Madonna di Lourdes. È fatta così e io le voglio bene per come è, e non toglierei un solo pelo di quelli che ha sul mento. Per questo desidero che sia fiera di me. Voglio che pensi: Il mio Fermìn è un grand'uomo, come Cary Grant, Hemingway o Manolete.“

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Luca Coscioni 8
politico italiano 1967 – 2006
„All'onorevole D'Alema io rispondo che la politica, nel bene o nel male, è tutto questo. È vita o morte, civiltà o violenza. Alla violenza di questa cinica esclusione dei diritti fondamentali dei cittadini, rispondo io con il mio corpo, che gli oscurantisti, gli integralisti politici clericali e verdi, vorrebbero costringere in un gigante di pietra. (Noi che non possiamo aspettare, pp. 19-20)“

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George Eliot 5
scrittrice britannica 1819 – 1880
„In ogni separazione c'è un'immagine della morte. (da Scenes Of Clerical Life, X; citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013)“

Manuela Repetti 3
politica e imprenditrice italiana 1966
„Peccato che in questo Parlamento non si siano confrontate una sinistra e una destra liberale, come esiste in tutti i Paesi europei, bensì una sinistra e una destra populista e clericale, che nulla ha a che fare con il liberalismo e con un cattolicesimo democratico.“

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Giuseppe Garibaldi 107
generale, patriota e condottiero italiano 1807 – 1882
„Dobbiam reclamarla obbligatoria, gratuita e laica. Senza questa condizione, la scuola, dominata dalla setta clericale, pervertirebbe invece di educare. Lo Stato non può favorire le dottrine della fede cieca, che s'insinua coi primi insegnamenti, e prepara la schiavitù dell'anima e del pensiero. (Appello alla democrazia, Caprera, 1° agosto 1872; p. 628)“


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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Caro direttore, sono quasi 6 anni che non ci sentiamo. Da quel 22 luglio 2001 quando, dopo avere speso gli ultimi respiri a mettere in guardia gli italiani dal virus Berlusconi, te ne volasti in cielo. Ora che sei in Paradiso, immagino che tu abbia di meglio da fare che occuparti dell'Italia: in 92 anni di vita, hai già dato. Ma qui succedono cose talmente strane che devo proprio raccontartele. Intanto Berlusconi non c'è più, al governo intendo. Ma non è che si noti molto. Anzi, forse torna. Il vaccino non ha funzionato. Ora c'è di nuovo Prodi, almeno fino a un paio di minuti fa c'era. Non sappiamo. Si parla, tanto per cambiare, di crisi della politica. E in quel vuoto s'infilano indovina chi? La Confindustria e il Vaticano. Come diceva Totò, quando vedo un buco ci entro. Tu eri un laico risorgimentale a 24 carati, ma due papi, Roncalli e poi Woytjla, ti vollero conoscere perché eri molto rispettoso della religione. Un po' meno di certi Preti e di certi Vescovi che s'impicciavano di politica. Dicevi: "Aborro i preti, esseri autoritari e prepotenti. Quando qualcuno mi dice che stiamo andando verso il fascismo, vorrei quasi rispondere: magari! Il fascismo è brutto, ma passa. Invece andiamo incontro a forme di vita clericale, anzi ci siamo dentro, perché non abbiam saputo amministrare il nostro libero esame. Abbiamo liquidato la coscienza, dandola in appalto al prete. Ecco dove nasce il più macroscopico difetto degli italiani: la mancanza di una coscienza morale. Non siamo religiosi: siamo cattolici per comodità, abitudine, tradizione, non per coscienza. Il problema di Dio gli italiani non se lo pongono. Perciò non siamo mai stati una Nazione: l'unico Stato che conosciamo è quello Pontificio". Ecco, ci siamo dentro fino al collo adesso, direttore. I cattolici liberali si sono estinti. Già tu rimpiangevi De Gasperi, "un democristiano che credeva in Dio e non aveva bisogno di fare il bigotto, forse perché era nato in Austria. In chiesa De Gasperi parlava con Dio, Andreotti col prete". Oggi con Dio ci parlano in pochi, persino tra i cardinali. In compenso tutti parlano con i preti e i cardinali. Ma anche con Andreotti, che a 90 anni è sempre un bijou: è vivo e lotta insieme a noi. Il Papa invece è cambiato: Woytjla non c'è più, ora c'è Ratzinger. Quando dice no alle coppie di fatto, si mettono tutti sull'attenti. Quando invece dice che il capitalismo non è molto meglio del socialismo, quando dice che bisogna salvaguardare l'occupazione, privilegiare i poveri, gli ultimi, difendere l'ambiente da uno sviluppo scriteriato, parlano d'altro e fanno finta di non sentire. Un giorno, di recente, ha detto addirittura che bisogna cacciare i corrotti dalla politica, e lì anche i politici più bigotti sono diventati anticlericali: come si permette di impicciarsi in affari che non gli riguardano? Ti parlo dallo studio di Santoro, che è tornato in tv dopo 5 anni di riposo, diciamo così: l'ultima volta che in Rai si sentì la tua voce fu da Biagi e da Santoro, entrambi i programmi furono subito chiusi. Stiamo per trasmettere un reportage della Bbc sulla pedofilia nel clero, già visto su internet da alcune decine di milioni di persone nel mondo e 3-4 milioni in Italia. Mi dirai: "dov'è il problema, già ai miei tempi tutti volevano una Rai modello Bbc". Appunto: adesso hanno visto cosa fa la Bbc e gli è passata la voglia. Persino la Cei ha detto: "Nessuna censura, discutiamo pure con equilibrio". La censura la invocano i politici e alcuni papaveri Rai, che sono più papisti del Papa. C'è un tale Landolfi, lo stesso capo della Vigilanza che nel 2001 ti accusò di linciare Berlusconi e chiese addirittura a Ciampi di intervenire per la tua intervista a Biagi a ridare dignità al servizio pubblico, che 10 giorni fa già sapeva che avremmo imbastito un processo mediatico contro la Chiesa: una specie di Nostradamus. E ha aggiunto: "Non sono queste le finalità del servizio pubblico, non è per questo che i cittadini pagano il canone". Lui li conosce uno per uno, gli telefona tutti i giorni per sapere che cosa vogliono. Poi c'è Fassino, che una volta era comunista, però ha studiato dai gesuiti: ora parla come don Abbondio e ci invita al massimo equilibrio e alla massima prudenza. Fini l'altra sera ha annunciato a "Ballarò" che il nostro programma non andrà mai in onda: deve averglielo detto in sogno l'Arcangelo Gabriele, ma era un imitatore: infatti siamo in onda. Casini chiese un programma riparatore che raccontasse tutto il bene che fa la Chiesa nel mondo. Potrebbe commissionarlo ai suoi uomini alla Rai, che sono un po' più numerosi di quelli che aveva la Dc una volta, però la Dc aveva anche il decuplo dei suoi voti; oppure potrebbe chiederlo a Buttiglione, che ha mezza famiglia in Rai e l'altra mezza a Mediaset; invece chiede a noi. Tu dirai: che c'entrano i politici con la libera informazione? Da quando i giornalisti prendono ordini dai segretari di partiti? Ecco, il problema è che ormai non se lo domanda più nessuno. Trovano tutto ciò molto normale. I politici non si accontentano di lottizzare la Rai: vogliono fare i palinsesti e i critici televisivi; prima o poi condurranno direttamente programmi e si intervisteranno da soli. Ricordi Giuliano Ferrara? L'avevi lasciato ateo. Bene, adesso è rimasto ateo ma è diventato anche clericale, nel frattempo. Dice che il reportage Bbc è una schifezza. E lui se ne intende. C'è perfino chi pretendeva che mostrassimo in anticipo all'editore una scaletta sicura prima di decidere se mandarci in onda oppure no. Come se l'amministratore della Fiat Marchionne volesse leggere gli articoli della Stampa o De Benedetti quelli della Repubblica, prima di mandare in stampa i giornali. Anche questo, è un po' strano, è passato sotto silenzio, come una cosa normale. La nostra categoria non ha brillato, ma questa per te non è una novità: già 30 anni fa tu scrivevi che "il giornalismo italiano è servo per vecchia abitudine: i potenti vogliono il monumento equestre e il piedistallo, e noi glielo diamo". Non ti dico gli intellettuali sedicenti liberali: tutti zitti, o addirittura solidali con i censori. Sono quelli che tu definivi "una grossa camorra al servizio di ogni potere". L'altro giorno, rileggendo i tuoi ultimi articoli, mi è capitata una lettera a Franco Modigliani, Nobel dell'Economia, in cui tu parlavi della corruzione e dicevi: "Dopo tanti secoli che la pratichiamo, dietro l'esempio e sotto il magistero di nostra Santa Madre Chiesa, ineguagliabile maestra d'indulgenze, perdoni e condoni, noi italiani siamo riusciti a corrompere anche la corruzione e a stabilire con essa il rapporto di pacifica convivenza che alcuni popoli africani hanno stabilito con la sifilide, diventata nel loro sangue un'afflizioncella di ordine genetico senza più gravi controindicazioni... Un popolo italiano consapevole della propria identità e ben deciso a difenderla, non c'è. E non c'è perché, nei secoli in cui questa coscienza nazionale maturava nel resto dell'Occidente, in Italia veniva soffocata da una Chiesa timorosa che il cittadino soppiantasse il fedele e creasse un potere temporale laico contrapposto al suo". Questo scrivevi sulla prima pagina del Corriere della Sera non 1000 anni fa, 6 anni fa. Oggi passeresti per un nemico della fede, della famiglia, dell'Occidente, forse per un fiancheggiatore di Al Qaeda. Non è che potresti prenderti una libera uscita e tornare giù un po' da noi per un paio di giorni, non di più? Ci manchi tanto, e non sai quanto. Ciao, direttore. (dalla coperina di Annozero, 31 maggio 2007)“

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Nichi Vendola 53
politico italiano 1958
„Guai se rispondessimo al clericalismo con vecchie pulsioni anticlericali, rinunciando alla sfida del dialogo e della conoscenza reciproca, dell'analisi differenziata e dell'apertura di varchi da usare come feritoie per spingere oltre il nostro sguardo. Parliamo di mondi che non sono mummificati ma in movimento, di arcipelaghi di grandi culture e di grandi storie. Penso a come Gramsci irrise a un certo anticlericalismo risorgimentale, spingendo il mondo verso un confronto fondato sul senso delle proporzioni e sul rispetto profondo. Ispirarci a questo non significa assumere atteggiamenti ipocriti o di fuga dal dissenso, quando esso si manifesta. Ma la cosa peggiore è chiudere la discussione prima che cominci. Clericali e anticlericali, clericali e laicisti, sono tutte definizioni che servono a imbrigliare un dibattito che va liberato.“

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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Così le pagine più corrosive sono quelle sulla sinistra all'italiana, che di Berlinguer ha seppellito il meglio, la questione morale, e ha salvato il peggio, cioè il compromesso storico, riuscendo per giunta a corromperlo nell'eterno inciucio: "È un antico vezzo della sinistra voler apparire furba come i padroni". Oggi siamo ammorbati dalla figura del "berlusconiano però di sinistra, ultimo esito barocco del decadentismo intellettuale", dalla Bicamerale all'ultima spartizione della Rai. Intanto, a destra come a sinistra, s'avanza quello strano anfibio che è l'ateo clericale, da Pera a Rutelli, molto distratto sul Padreterno ma devotissimo al cardinal Ruini, insensibile all'imitazione di Cristo ma perfetto in quella di Andreotti. (da [http://www. marcotravaglio. it/vetrinalibri/cometiseiridotto. htm presentazione Come ti sei ridotto di Curzio Maltese])“

Antonio Socci 37
giornalista e scrittore italiano 1959
„[... ] l'operazione fatta in questi anni da Benigni è stata proprio questa: trasformare Dante in un autore "politically correct". [... ] Infatti Benigni, per renderlo digeribile al delicato stomaco della sinistra salottiera, ha "appannato" il vero Dante, quello "politicamente scorretto", scomodo e urticante. [... ] Oggi il vero Dante, redivivo, sarebbe letteralmente schifato e considerato quasi un appestato, sia nelle curie ecclesiastiche che in quelle laiche, come del resto gli accadde in vita. [... ] Ma il Poema sacro [... ] contiene pure un'impressionante e "spudorata" serie di violazioni del politically correct, tale da fare impallidire l'odierna mentalità dominante. [... ] Infine, come se non bastasse, condanna con parole di fuoco diversi papi del suo tempo, mettendoli all'inferno e sparando a zero sulla corte pontificia, pur professandosi cattolicissimo. Anzi, proprio perché cattolico. Cosa che oggi, in tempo di bigottismo imperante, sarebbe ritenuta inammissibile: ma lui era cattolico, non clericale, né papolatra, mentre oggi tutti sono clericali e papolatri, senza però professare la fede cattolica. [... ] Dante non fu solo il più grande dei poeti, ma – essendo davvero cristiano – fu un uomo libero. E per questo scomodo. (10 marzo 2015)“


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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„Il presidente del PD è inesistente. Finché la sinistra sarà clericale sarà solo una brutta copia della destra.“

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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Dipendesse da me, il crocifisso resterebbe appeso nelle scuole. E non per le penose ragioni accampate da politici e tromboni di destra, centro, sinistra e persino dal Vaticano. Anzi, se fosse per quelle, lo leverei anch'io. [... ] Se dobbiamo difendere il crocifisso come "arredo", tanto vale staccarlo subito. Gesù in croce non è nemmeno il simbolo di una "tradizione" (come Santa Klaus o la zucca di Halloween) o della presunta "civiltà ebraico-cristiana" (furbesco gingillo dei Pera, dei Ferrara e altri ateoclericali che poi non dicono una parola sulle leggi razziali contro i bambini rom e sui profughi respinti in alto mare). Gesù Cristo è un fatto storico e una persona reale, morta ammazzata dopo indicibili torture, pur potendosi agevolmente salvare con qualche parola ambigua, accomodante, politichese, paracula. È, da duemila anni, uno "scandalo" sia per chi crede alla resurrezione, sia per chi si ferma al dato storico della crocifissione. L'immagine vivente di libertà e umanità, di sofferenza e speranza, di resistenza inerme all'ingiustizia, ma soprattutto di laicità ("date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio") e gratuità ("Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno"). Gratuità: la parola più scandalosa per questi tempi dominati dagli interessi, dove tutto è in vendita e troppi sono all'asta. Gesù Cristo è riconosciuto non solo dai cristiani, ma anche dagli ebrei e dai musulmani, come un grande profeta. Infatti fu proprio l'ideologia più pagana della storia, il nazismo – l'ha ricordato Antonio Socci – a scatenare la guerra ai crocifissi. È significativo che oggi nessun politico né la Chiesa riescano a trovare le parole giuste per raccontarlo. [... ] Basterebbe raccontarlo a tanti ignorantissimi genitori, insegnanti, ragazzi: e nessuno – ateo, cristiano, islamico, ebreo, buddista che sia – si sentirebbe minimamente offeso dal crocifisso. Ma, all'uscita della sentenza europea, nessun uomo di Chiesa è riuscito a farlo. Forse la gerarchia è troppo occupata a fare spot per l'8 per mille, a batter cassa per le scuole private e le esenzioni fiscali, a combattere Dan Brown e Halloween, e le manca il tempo per quell'uomo in croce. Anzi, le mancano proprio le parole. Oggi i peggiori nemici del crocifisso sono proprio i chierici. E i clericali. (da Ma io difendo quella croce, 5 novembre 2009)“

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Fiorella Mannoia 24
cantante italiana 1954
„Sembra incredibile che nel terzo millennio si debba ritornare a rimettere in discussione la legge sull'aborto, sembra impossibile che si debba ritornare nelle piazze a rivendicare un diritto che sembrava ormai inalienabile, ed invece eccoci qui a rispondere ad attacchi che avrebbero dovuto ormai far parte di un passato che credevamo lontano. Le altissime personalità, ecclesiastiche, clericali o neoclericali, vogliono rimettere in discussione la legge sull'aborto; ora, è vero che tutte le leggi sono modificabili, nessuno esclude la possibilità di migliorarle, ma mi sembra che la tendenza sia quella restrittiva piuttosto che migliorativa. E nessuno per esempio ha affrontato fino ad ora il problema dell'obiezione di coscienza. L'obiezione di coscienza aveva un senso quando la legge è entrata in vigore. Chi allora faceva il ginecologo, aveva scelto una professione che non contemplava il diritto della donna a decidere, ed eventualmente ad abortire. Oggi, invece, che il diritto della donna all'interruzione di gravidanza esiste da tempo, l'obiezione del ginecologo o dell'infermiere lede quel diritto. In molti casi, anzi, lo vanifica.“

Mario Missiroli 13
scrittore e giornalista italiano 1886 – 1974
„Noi liberali dobbiamo molto a Hegel. Egli ha contribuito a darci non solo una dottrina, ma una convinzione e una norma di pensiero e di vita. Forse per questo ci rifiutiamo di aderire a certe posizioni dogmatiche e passiamo per clericali dinanzi agli anticlericali e anticlericali dinanzi ai clericali.“

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