Frasi su cliente

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Carlos Ruiz Zafón 118
scrittore spagnolo 1964
„Mi abbandonai a quell'incantesimo fino a quando la brezza dell'alba lambì i vetri della finestra e i miei occhi affaticati si posarono sull'ultima pagina. Solo allora mi sdraiai sul letto, il libro appoggiato sul petto, e ascoltai i suoni della città addormentata posarsi sui tetti screziati di porpora. Il sonno e la stanchezza bussavano alla porta, ma io resistetti. Non volevo abbandonare la magia di quella storia né, per il momento, dire addio ai suoi protagonisti. Un giorno sentii dire a un cliente della libreria che poche cose impressionano un lettore quanto il primo libro capace di toccargli il cuore. L'eco di parole che crediamo dimenticate ci accompagna per tutta la vita ed erige nella nostra memoria un palazzo al quale – non importa quanti altri libri leggeremo, quante cose apprenderemo o dimenticheremo – prima o poi faremo ritorno.“

Carlo Cracco 15
cuoco italiano 1965
„Un paio di frasi, come cuoco, mi piacciono tanto. La prima: "faccia lei". Quando il cliente la pronuncia, mi lascia campo libero. La seconda: "Questo gusto non l'avevo mai sentito in vita mia". Io ci metto l'anima e loro capiscono.“


Filippo Gatti 2
cantautore, musicista e produttore discografico italiano 1970
„Ho spento la televisione di domenica, ho smesso di pensare di nascosto, ho messo il mio cervello sotto l'acqua, e dopo sette giorni l'ho rimesso a posto. adesso tu mi sembri così stanca, ti spezzi e ti preoccupi per niente, non mi ricordo cosa cercavamo quando eravamo solo i venditori e il suo cliente. il mondo non è fatto per i deboli, te l'hanno ripetuto e l'hai imparato, e i deboli si arrendono e regalano l'applauso a chi è più forte e a chi se l'è sposato. lo vedo camminare sopra un filo e sotto siamo noi che lo guardiamo, in tasca abbiamo tutti delle forbici, e mentre lo guardiamo siamo fermi e non le usiamo. (da Ho spento la televisione di domenica, 2008)“

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Kiave 12
rapper italiano 1981
„Continuo e cammino incontro un mio amico marocchino | litiga con un cliente che pretende lo scontrino | e in più vuole vedere il prezzo di listino | è il destino che si forma il suo clan e in sto clan ognuno è un clandestino. (da Cerco Rmx, n.° 6)“

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Carl Sagan 32
astronomo e scrittore statunitense 1934 – 1996
„Una delle mie vignette preferite mostra un'indovina che esamina il palmo della mano di un cliente e poi sentenzia: "Lei è un credulone". (1997, p. 354)“

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Maurizio Costanzo 19
giornalista, conduttore televisivo e autore televisivo i... 1938
„[... ] occorre prestare attenzione al sacrificio che, spesso inconsapevolmente, richiediamo agli animali per sfamarci. Voi direte: è la catena alimentare. Io vi dico che è una catena alimentare non alla pari: un formichiere può mangiare solo formiche, un uomo può scegliere. La possibilità di scelta fa la differenza.
Basterebbe ascoltare anche una volta sola come si lamentano le aragoste, per non aver più voglia di mangiarne nemmeno un boccone. Ho letto con apprensione il saggio di uno scrittore americano, David Foster Wallace, dal titolo Considera l'aragosta. L'autore dedica decine di pagine al consumo del famoso crostaceo raccontando con dovizia scientifica, dati alla mano, che la prelibata bestiola dei fondali marini, quando viene immersa viva nell'acqua bollente non solo soffre, ma soffre lentamente perché non muore di colpo. Motivo in più per lasciar perdere, e lasciar vivere.
Io, da quando mi sono imbattuto in quella lettura, non le mangio. Evito i ristoranti con l'acquario in bella mostra, quelle specie di galere acquatiche in cui l'aragosta è segregata con le chele bloccate da un lacciolo, fino a quando un cliente non la sceglie, decretando la sua fine. Unica consolazione mi proviene dal conto sicuramente salato che quel commensale si troverà a fine pasto. Ma è una magra consolazione.“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 240
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Una delle più penose condizioni per i gelosi (e gelosi sono tutti nella nostra vita di società) è trovarsi costretti a quelle relazioni mondane che mettono in una grande e pericolosa intimità gli uomini e le donne. Bisogna diventar ridicoli oppure permettere l'intimità nei balli, l'intimità tra i medici e le loro clienti, l'intimità con gli artisti, i pittori e specialmente i musicisti. Le persone si occupano insieme della più nobile tra le arti, la musica: perciò è necessaria quella tale intimità, e quell'intimità non ha nulla di biasimevole: soltanto un marito scioccamente geloso può vedervi qualcosa di male. E intanto tutti sanno che proprio a mezzo di occupazioni, e specialmente della musica, avviene la maggior parte degli adultèri nel nostro mondo. Evidentemente li avevo messi nella medesima situazione penosa nella quale mi trovavo io: per un pezzo non mi riuscì di dir nulla. Ero come una bottiglia capovolta dalla quale l'acqua non esce perché è troppo piena. Volevo ingiuriarlo, scacciarlo, ma invece sentivo che dovevo invece mostrarmi amabile e affettuoso con lui. E così feci. Finsi di approvare tutto, per quello stesso strano sentimento che mi obbligava a rivolgermi a lui con tanta maggiore gentilezza quanto più la sua presenza mi era penosa. Gli dissi che mi affidavo al suo gusto e consigliai lo stesso a mia moglie. Egli rimase ancora un poco, quanto bastava per cancellare la sgradevole impressione che aveva prodotto la mia subitanea entrata nella stanza, con quel viso stravolto e quel mio silenzio, e poi se ne andò, figurando di aver finalmente deciso quel che si dovesse suonare. Io ero interamente persuaso che a paragone di ciò che li preoccupava la questione dei pezzi da suonare era per loro senza alcuna importanza. (cap. XXI, 1968)“

Carlo Cracco 15
cuoco italiano 1965
„Ma io sono essenzialmente un cuoco, passo qui dentro sedici ore al giorno, cucinare è un atto d'amore perché lo fai per gli altri. Vale anche per gli chef: cambia la difficoltà, non l'atto. Il difficile è capire il cliente, conoscerlo, intuirlo quando si mette a tavola, decidere dopo due parole cosa gli piacerà oppure no. Mi sento un po' psicologo e un po' alchimista. In Italia abbiamo l'immensa fortuna delle materie prime e della tradizione, se si mangia male la colpa è sempre di chi non sa cucinare, mai del cibo.“


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Philip Kotler 16
economista statunitense 1931
„Oppure, se si preferisce una definizione più dettagliata: «Il marketing è la funzione aziendale che individua esigenze e desideri insoddisfatti, definisce e misura la loro rilevanza e redditività potenziale, determina quali mercati obiettivo l'organizzazione può semre meglio, decide in merito a prodotti, servizi e progrrunmi appropriati per servire i mercati individuati e fa appello a tutte le componenti dell'organizzazione per assistere il cliente e servirlo.“

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Andrea Camilleri 95
scrittore, sceneggiatore e regista italiano 1925
„C'è chi dice che adopero il siciliano come l'uva passa: ne lascerei cadere qualche chicco su una struttura italiana. Non è così. La cosa è più complessa. Io utilizzo le parole che mi offre la realtà per descriverla in profondità. Non potrei mai ambientare un mio libro in una città che non conosco. Non è un problema di topografia. Oggi esistono guide che ti dicono anche come si chiama il tabaccaio all'angolo. Nessuno però ti può dire come e cosa pensa chi vi entra: quali sono i codici di comportamento dei clienti di quel tabaccaio. Detto questo non ho la pretesa di innovare la lingua. Semplicemente utilizzo la mia, il mio modo di scrivere.“

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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Da qualche tempo era divenuta assidua delle ricamatrici una bizzarra cliente che abitava a Settignano in una villa, una contessa russa scampata miracolosamente alla rivoluzione di Lenin, e sulla quale correvano molte voci e fantasiose. Il marito, uomo politico dell'antico règime, era rimasto ucciso nella rivoluzione e la contessa, avendo perduta la propria nazionalità, le aveva prese tutte, era figlia della Società delle Nazioni. (2004, p. 688)“

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Massimo Vignelli 16
designer italiano 1931 – 2014
„Essere impegnati con il cliente per tutto quanto riguarda la comunicazione, non fermarsi al manifesto e non pensare alle parcelle: farlo perché si ha la passione dentro, perché si vuole far guarire il cliente, fare in modo che non vada in giro a non spargere l'infezione.“


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Daniel Pennac 154
scrittore francese 1944
„Il postino Cheval. Ha installato il cantiere neo-medievale ai piedi di una scala mobile. Troppo presi da quello che vengono a comprare, i clienti in arrivo non lo notano; troppo ansiosi di provare il loro nuovo materiale, nemmeno quelli che se ne vanno lo notano. Lui stesso non nota né gli uni né gli altri. Dolce autismo del fai-da-te che rende l'uomo pacifico e la donna disponibile. (XIX; p. 94)“

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Kate Millett 7
scrittrice e attivista statunitense 1934
„Mi sembra che la prostituzione sia una specie di paradigma, che sia, in qualche modo, il centro stesso della condizione sociale femminile. Non soltanto la soggezione della donna è resa apertamente manifesta, e i rapporti di denaro tra i sessi sono dichiarati in moneta corrente piuttosto che dissimulati sotto un contratto di matrimonio (che riconosce ancora il principio dello scambio sesso - sicurezza economica e lo sostiene storicamente), ma l'atto stesso della prostituzione è in sé una dichiarazione del nostro valore commerciale, della nostra reificaione. Non è il sesso, in realtà, che si fa vendere alla prostituta: è la sua degradazione. E il compratore, il cliente, non sta comprando la sessualità, ma il potere, il potere sopra un altro essere umano, l'inebriante ambizione di signoreggiare sulla volontà di un'altra persona per un determinato periodo di tempo, l'euforizzante facoltà di dirigere e comandare un'attività che dovrebbe essere la meno soggetta alla coercizione ed è certamente la più soggetta alla vergogna e ai tabù.“

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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„A lui non frega nulla di Eluana. A lui interessa affermare il principio che una sentenza definitiva può essere ribaltata per decreto, o per legge ordinaria, o per legge costituzionale. A lui non frega nulla della vita e della morte. A lui interessa compiacere il Vaticano con un decreto impopolare ma a costo zero, fatto già sapendo che il Quirinale non lo firmerà, dunque senza pagare alcun prezzo di impopolarità. A lui non frega nulla delle questioni etiche. A lui interessa coprire il colpo di mano contro la giustizia e la civiltà: i medici trasformati in questurini e delatori contro i malati clandestini; le ronde illegali legalizzate; le intercettazioni legali proibite; gli avvocati promossi a padroni del processo, che faranno durare decenni convocando migliaia di testimoni inutili per procacciare ai clienti ricchi l'agognata prescrizione; i pm degradati ad «avvocati dell'accusa», come negli stati di polizia, dove appunto la polizia, braccio armato del governo, fa il bello e il cattivo tempo senza controlli della magistratura indipendente; dulcis in fundo, abolito l'appello del pm contro l'assoluzione o la prescrizione in primo grado, ma non quello del condannato (non hai vinto? Ritenta, sarai più fortunato), sempre all'insegna della «parità fra difesa e accusa». Tutte leggi incostituzionali che, dopo il no del Quirinale al decreto contra Eluana, hanno molte possibilità in più di passare. Per giunta, inosservati. Parlare di colpo di Stato è puro eufemismo. E poi, che sarà mai un colpo di Stato? Se la Costituzione non lo prevede, si cambia la Costituzione. (Tecnica di un colpo di Stato, 11 febbraio 2009)“

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Antonino Cannavacciuolo 2
cuoco e conduttore televisivo italiano 1975
„Il sogno per chi cucina è proprio aprirsi un ristorante. Proprio per questo avverto: non lo facciamo diventare un incubo, apriamo un ristorante quando lo si può fare. La tempistica giusta sono 1.000 giorni: tre anni infatti sono necessari, secondo me, per acquisire l'esperienza giusta per affrontare un lavoro che è molto duro sia per la fatica fisica che comporta che per l'impegno economico. In più è un periodo giusto per iniziare a farsi dei clienti fissi. L'errore più comune? Improvvisarsi: sarebbe come fare il meccanico senza saper avvitare un bullone.“

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