Frasi su clinica

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Patch Adams 33
medico statunitense 1945
„[Nel 1961] non riuscivo ad accettare che i neri non godessero di uguali diritti e vedere queste discriminazioni mi ha portato a partecipare ai movimenti di opposizione. Fui picchiato spesso per questo, finendo per ben tre volte, nel corso di un anno, in clinica psichiatrica. Fu durante il terzo ricovero che ebbi l'illuminazione: pensai che dovevo fare la rivoluzione dell'amore. Così presi due decisioni: la prima era che dovevo servire l'umanità facendo il medico, la seconda che dovevo diventare strumento di pace e giustizia. (dall'intervista di Cinzia Agostini, Hunter "Patch" Adams a Padova, PadovaNews. it, 18 dicembre 2007)“

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Kobe Bryant 35
cestista statunitense 1978
„I giocatori europei sono molto più tecnici degli americani, in Europa insegnano a giocare a pallacanestro sin da piccoli, hanno più tecnica. È qualcosa che qui in America dobbiamo sistemare, dobbiamo insegnare ai più piccoli a giocare. Qui si insegna un basket ridicolo, i fondamentali vengono trascurati, per questo abbiamo giocatori come i fratelli Gasol e gli Spurs hanno il 90% del roster composto da giocatori europei. Se non fossi cresciuto in Italia non avrei imparato a palleggiare, a tirare con la sinistra e ad avere un corretto movimento dei piedi. Mentre ero in Italia ho avuto la fortuna di assistere ai clinic di Red Auerbach e Tex Winters. Io, Manu ed altri nati in quegli anni siamo stato figli di quelli insegnamenti. Gli allenatori Americani dovrebbero insegnare i fondamentali ai bambini e non trattarli come “vacche da soldi” traendone profitti.“


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Tommaso Buscetta 13
criminale italiano 1928 – 2000
„Noi, in Cosa Nostra, avevamo un medico che era proprietario di due cliniche ben avviate. Ma avevamo anche il ragazzo che vendeva i fiori nelle latte di conserva di pomodoro, agli angoli delle strade e vicino ai cimiteri. E avevamo i fornai, i direttori di banca, ma anche i ragazzi alle pompe di benzina, gli "gnurri", i cocchieri, e i garzoni di macelleria, che ci segnalavano tutto ciò che accadeva sul territorio. La mafia che io ho conosciuto non tornerà più. Non farà più parte di Cosa Nostra l'uomo che vendeva i fiori e si vedeva riconosciuto lo stesso rispetto che aveva il dottore. Di Cosa Nostra faranno parte uomini con grandi uffici e centinaia di impiegati. Sotto sotto, anche loro agiranno come Cosa Nostra. Saranno molto rispettati e riveriti. E salterà per sempre il giuramento, l'iniziazione, almeno come io l'ho conosciuta. La nuova mafia sarà composta da persone molto più intelligenti di quanto lo eravamo noi, sicuramente dotate di un altro spirito. Capaci di adottare nuovi accorgimenti. Il vecchio modo di riconoscerci sarà superato. Ma ne sarà inventato un altro. (Intervista rilasciata negli Stati Uniti, 1999)“

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Vittorino Andreoli 77
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta. (da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002)“

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Fabri Fibra 282
rapper, produttore discografico e scrittore italiano 1976
„Ma dimmi chi ti critica | se cambi mezza faccia in clinica | anche la mimica | se la qualità è sparita | hai paura della sorte naa io della vita-vita. (da Troppi Limiti, n.° 2)“

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Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„L'Italia è un caso clinico, e Napoli è una sua esponente significativa. Anche perché ha una eco planetaria, a differenza di Busto Arsizio.“

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Ronald Laing 38
psichiatra scozzese 1927 – 1989
„La fenomenologia esistenziale tenta di caratterizzare la natura dell'esperienza della persona del suo mondo e sé stesso. Non è propriamente un tentativo di definire particolari oggetti della sua esperienza come fissare tutte le esperienze particolari all'interno del contesto dell'intero essere-nel-suo-mondo. Le cose folli dette e fatte dallo schizofrenico resteranno essenzialmente un libro chiuso, se non si comprende il loro contesto esistenziale. Nel descrivere un modo di diventare matto, devo cercare di mostrare che vi è una transizione comprensibile dal sano modo schizoide di essere-nel-mondo verso un modo psicotico di essere-nel-mondo. Circoscrivendo i termini schizoide e schizofrenico per le condizioni rispettivamente di sano e psicotico, non userò, naturalmente, questi termini nel loro solito quadro clinico psichiatrico di riferimento, ma in modo fenomenologico ed esistenziale. (Cap. 1 : Fondamenti esistenziali-fenomenologici per la scienza delle persone)“

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Christopher Hitchens 67
giornalista, saggista e critico letterario britannico 1949 – 2011
„Una volta Madre Teresa (che personalmente, va rilevato, si è fatta ricoverare in cliniche e ospedali tra i più eleganti e costosi dell'Occidente per i suoi problemi di cuore e di vecchiaia) ha scoperto il proprio gioco in un'intervista filmata. (p. 65)“


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Novalis 69
poeta e teologo tedesco 1772 – 1801
„I romanzi sentimentali corrispondono a quelle che sono, in medicina, storie cliniche.“

„Andare ingessata in una clinica specializzata in aborti, perché il tuo insegnante di sci non era bravo sotto nessun aspetto.“

„Chuck pensava che più denaro guadagnava, meno avrebbe dovuto impegnarsi per soddisfare la moglie quando era a casa. Pensava che il suo pingue assegno di fine mese valesse almeno trenta punti. Quando aprì una prima clinica privata raddoppiando i suoi introiti, credette di potersi attribuire sessanta punti al mese. Ignorava completamente che, agli occhi di Pam, il suo assegno valeva un punto soltanto... e che l’entità della cifra non aveva alcuna importanza. Chuck non capiva che dal punto di vista di Pam, più lui guadagnava meno lei riceveva. La nuova clinica esigeva da lui un dispendio di tempo ed energia ancora maggiore. Nel tentativo di migliorare la situazione, Pam cominciò a fare ancora di più per la loro vita di coppia. In questo modo, credeva di attribuirsi sessanta punti al mese contro l’unico del marito e naturalmente la sua infelicità e la sua frustrazione crebbero. (libro Gli uomini vengono da Marte le donne da Venere: Il libro sui rapporti di coppia più venduto nel mondo)“

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Hans Ruesch 24
pilota automobilistico, scrittore e sceneggiatore svizzero 1913 – 2007
„Il dott. George W. Crile, nel suo trattato Surgical Shock [... ] riferiva esperimenti da lui compiuti su 148 cani, asseritamente per scoprire che cosa sia lo "shock chirurgico". Una sintesi di quel libro si presenta così: «Ho cosparso alcuni cani di pece e li ho incendiati. Ho sventrato altri e ho versato acqua bollente nelle cavità, ho tenuto le loro zampe sulla fiamma ossidrica, ho schiacciato gli organi più sensibili dei maschi (leggi: ho ridotto in polpa i loro testicoli), ho spezzato tutte le ossa degli arti. Ad alcuni ho cavato gli occhi e ho raschiato l'orbita vuota. A molti cani ho manipolato l'intestino, oppure ho versato etere nella trachea. A uno ho sparato con una rivoltella calibro 38, a un altro con una rivoltella calibro 32. A uno ho manipolato i reni e il fegato, poi gli ho inflitto una grave ferita a un rene, poi gli ho sparato con una rivoltella calibro 32». (E così per 155 pagine). Dopo il libro del Crile, e fino ai giorni nostri, sono usciti innumerevoli altri lavori che, basandosi su torture di cani, gatti e rane, hanno tentato inutilmente di spiegare che cosa sia lo shock clinico dell'uomo.“


Ruediger Dahlke 9
medico, psicoterapeuta e scrittore tedesco 1951
„Sulla base della mia capacità di valutazione sostengo che assolutamente tutto ciò che assume un aspetto corporeo ha anche un lato spirituale. Laddove c'è una forma ci deve essere anche un contenuto, o come diceva Platone, migliaia di anni fa: "Dietro ad ogni cosa c'è un'idea". Non appena il contenuto lascia la forma, questa si sgretola, come si può facilmente osservare nei cadaveri. Il fatto della nascita di una medicina psicosomatica nell'ambito della medicina ufficiale può sembrare da un lato un’evoluzione favorevole, dall’altro rappresenta invece un sintomo preoccupante. Esso sottintende infatti che alcuni quadri clinici non siano di natura psicosomatica. Anche se negli ultimi anni sta crescendo il numero di malattie che la medicina ortodossa riconosce come psicosomatiche, rimangono sempre alcune che non avrebbero nulla a che fare con la psiche. Eppure ogni dentista sa che ad ogni dente è attaccato un uomo con la propria anima e che non esiste alcun posto nella vita, salvo nelle costruzioni mentali degli scienziati, dove si riesca a scindere il corpo dall'anima. (p. 32)“

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Carlo Giovanardi 20
politico italiano 1950
„In alcuni paesi dove il donatore è sconosciuto ci sono cliniche che si vantano di aver messo al mondo 16 mila bambini; ma questi bambini sono fratelli e sorelle tra di loro, e una di queste bambine potrebbe trovarsi un domani a sposare suo padre perché il donatore è sconosciuto. La figlia della Nannini potrebbe correre il rischio di sposare suo padre essendo nata da fecondazione eterologa. [... ] Una società costruita sui principi di Gianna Nannini non reggerebbe, sarebbe una società senza un futuro, una società di questo tipo morirebbe. Se i movimenti dell'orgoglio omosessuale fossero prevalenti o riuscissero a convincere il mondo che quella è la strada giusta allora il mondo finirebbe nell'arco di una generazione.“

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Alda Merini 294
poetessa italiana 1931 – 2009
„Il suo sperma bevuto dalle mie labbra
era la comunione con la terra.
Bevevo con la mia magnifica
esultanza
guardando i suoi occhi neri
che fuggivano come gazzelle.
E mai coltre fu più calda e lontana
e mai fu più feroce
il piacere dentro la carne.
Ci spezzavamo in due
come il timone di una nave
che si era aperta per un lungo viaggio.
Avevamo con noi i viveri
per molti anni ancora
i baci e le speranze
e non credevamo più in Dio
perché eravamo felici. (libro Clinica dell’abbandono)“

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Ennio Flaiano 194
scrittore italiano 1910 – 1972
„Non credo alla predestinazione. Esiste soltanto la predisposizione. Vi sono persone predisposte a morire di cancro e altre predisposte a morire impiccate, con lo stesso rigore clinico.“

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