Frasi su cocchiere


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Tommaso Buscetta 13
criminale italiano 1928 – 2000
„Noi, in Cosa Nostra, avevamo un medico che era proprietario di due cliniche ben avviate. Ma avevamo anche il ragazzo che vendeva i fiori nelle latte di conserva di pomodoro, agli angoli delle strade e vicino ai cimiteri. E avevamo i fornai, i direttori di banca, ma anche i ragazzi alle pompe di benzina, gli "gnurri", i cocchieri, e i garzoni di macelleria, che ci segnalavano tutto ciò che accadeva sul territorio. La mafia che io ho conosciuto non tornerà più. Non farà più parte di Cosa Nostra l'uomo che vendeva i fiori e si vedeva riconosciuto lo stesso rispetto che aveva il dottore. Di Cosa Nostra faranno parte uomini con grandi uffici e centinaia di impiegati. Sotto sotto, anche loro agiranno come Cosa Nostra. Saranno molto rispettati e riveriti. E salterà per sempre il giuramento, l'iniziazione, almeno come io l'ho conosciuta. La nuova mafia sarà composta da persone molto più intelligenti di quanto lo eravamo noi, sicuramente dotate di un altro spirito. Capaci di adottare nuovi accorgimenti. Il vecchio modo di riconoscerci sarà superato. Ma ne sarà inventato un altro. (Intervista rilasciata negli Stati Uniti, 1999)“

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Max Weber 26
economista, sociologo, filosofo e storico tedesco 1864 – 1920
„La sete di lucro, l'aspirazione a guadagnare denaro più che sia possibile, non ha di per sé stessa nulla in comune col capitalismo. Questa aspirazione si ritrova preso camerieri, medici, cocchieri, artisti, cocottes, impiegati corruttibili, soldati, banditi, presso i crociati, i frequentatori di bische, i mendicanti; si può dire relativamente a tutti i tipi di uomini, di qualsiasi ceto sociale, in tutte le epoche di tutti i paesi della terra, dove c'era e c'è la possibilità oggettiva.“


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Silvio Berlusconi 727
politico e imprenditore italiano 1936
„Non c'è più niente da fare. Ormai Berlusconi ha vinto. Dopo 15 anni di slogan falsi bombardati con gli ordigni radioattivi delle sue televisioni e della sua Rai, è riuscito a contaminare tutto il paese, tutto l'ambiente che lo circonda, compresi i politici del centrosinistra che dovrebbero opporglisi, compresi tanti intellettuali e giornalisti. Per cui, ormai, parlano e pensano (si fa per dire) quasi tutti come lui. Lo dimostrano, se ve ne fosse ancora bisogno, gli alti lai del Club degli Intoccabili – da Bertinotti a Mastella, da Franceschini a Berlusconi, per non parlare delle mosche cocchiere dalemian-veltroniane Latorre, Caldarola e Polito e dei cerchiobottisti alla Sergio Romano – contro le intercettazioni, chi le effettua e chi le pubblica.“

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Paul-louis Courier 33
scrittore e grecista francese 1773 – 1825
„Tanto, non ci è piú che un modo di governare; soprattutto dopo che un altro emissario dell'inferno se n'è venuto con quest'altro ritrovato, di distribuire ogni mattina a venti o trentamila associati un foglio dove si legge tutto quello che gli uomini dicono e pensano e i disegni dei governanti, e i timori de' governati. Se tale abuso continuasse che cosa potrebbesi piú fare in corte che non fosse poi riveduto, considerato, vagliato, criticato, giudicato? Il pubblico s'impaccerebbe di tutto, vorrebbe ficcare in tutto le sue zampe, rivedere i conti di depositeria, tener gli occhi aperti sull'alta polizia, e burlarsi della diplomazia. All'ultimo, la nazione farebbe camminare innanzi il governo, a mo' di cocchiere pagato per condurci non già dove e com'egli vuole, ma dove noi si ha voglia di andare, e per la strada che meglio ci accomoda: cosa orribile a solo pensarla, contraria al dritto divino ed alle capitolari (pp. 33-34)“

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François Lenormant 13
assiriologo e numismatico francese 1837 – 1883
„Una ripida discesa, che si prolunga sul fianco del dirupo, ci conduce al fondo della vallata del torrente che sbocca alla Marina di Catanzaro. All'inizio di questo pendìo un gruppo di platani secolari, dal tronco marmorato, offrirebbe ai paesaggisti magnifici modelli per degli studi di alberi. Avvezzo alla abitudini del paese, io non stupisco né mi spavento di vedere il nostro cocchiere spingere le sue bestie a gran corsa nella discesa; so già per esperienza che i cavalli calabresi hanno il piede di una sicurezza mirabile, e sono abituati a scendere a tutto galoppo i più forti pendii, girando con una precisione meravigliosa nelle curve più brusche della strada, quando s'immaginerebbe che il loro slancio stia per trascinarli nell'abisso. In fondo alla vallata lasciamo sulla destra, a un centinaio di metri di distanza, una vasta chiusa di aranci e di altri alberi fruttiferi, perfettamente irrigua, di una vegetazione meravigliosa, circondata da tutti i lati da rocce a picco bruciata dal sole e coperte da cactus, di agavi e aloe. Questa chiusa passa per una delle meraviglie dei dintorni di Catanzaro; è uno dei siti in cui si conducono i forestieri. La si chiama il Paradiso, e tal nome è ben dato, perché è un vero paradiso di frescura e di ridente vegetazione, una deliziosa solitudine, nella quale è possibile credersi isolato dal resto del mondo. (pp. 8-9)“

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Indro Montanelli 413
giornalista italiano 1909 – 2001
„Tutto pensavo che potesse capitarmi, fuorché di essere un giorno tentato di spendere qualche parola, per poco che valga, in difesa di Togliatti. [... ] Un processo a Togliatti per stalinismo, se glielo intentano i socialisti, che nell'era dello Stalinismo gli fecero da mosca cocchiera, è una burletta. Se lo intentano i comunisti – come sembra che qualcuno di loro voglia fare –, oltre che oltraggio al pudore, diventa quiescenza alla voce del nuovo padrone, cioè stalinismo della più brutt'acqua, anzi una parodia dello Stalinismo. Per la caccia alle streghe, anche dello Stalinismo, ci vogliono degli stalinisti doc, qual era Togliatti. Non è roba da dilettanti, quali sono i suoi pallidi epigoni. (3 marzo 1988)“

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Pietro Aretino 67
poeta, scrittore, drammaturgo 1492 – 1556
„Un cocchiero Lombardo aveva in casa una cognata detta Dorotea; del cocchiero una notte il cazzo annasa e finge che la madre le dolea; quei forse che l'avea già persuasa a questo, il cazzo ritto le porgea dicendo: or prendi su, cognata questo. Lo prese. Or cerco se commesse incesto? (libro Sonetti lussuriosi e dubbi amorosi)“

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Andrzej Towiański 3
filosofo polacco 1799 – 1878
„La fraternità cogli animali è considerata generalmente come cosa di poca importanza: il mancarvi è ritenuto come un nulla, né vien preso in attenzione. Che v'ha di più comune, ad esempio, che il vedere un uomo forte e sano, il quale, dopo aver pranzato, fuori, prende ancora una carrozza per tornarsene a casa senza fatica e non si cruccia che sia tirata da un cavallo smagrito, affamato, il quale, potendo appena portare se stesso, deve ancora trascinarlo?... Quest'uomo non immagina che vi sia in ciò un male qualunque; ha pagato, è dunque nel suo diritto e ordina ancora al cocchiere di andar più svelto. Queste cose senza valore agli occhi del mondo, hanno invece un grande peso di fronte a Dio: perché sono una macchia alla purezza del carattere: non è puro dinanzi a Dio colui che pecca contro una creatura, qualunque essa sia; non è puro colui che non vive nel mare dell'amore universale.“


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Francesco de Sanctis 51
scrittore, critico letterario e politico italiano 1817 – 1883
„Voi disputate se Nerina era figlia di un cocchiere o di un cappellaio. Ohimè, mi avete ucciso Nerina. (libro Saggi critici)“

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Washington Irving 30
scrittore statunitense 1783 – 1859
„C'è un certo sollievo nel cambiamento, anche se di male in peggio! Come ho spesso scoperto quando viaggiavo come cocchiere, è spesso confortevole cambiare la propria posizione, ed ammaccarsi in un posto diverso.“

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Nikolaj Vasiljevič Gogol 87
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Un giorno, mentre egli andava distratto, per poco non gli ando' addosso il calesse di un certo signore polacco, e il cocchiere che sedeva a cassetta coi suoi formidabili baffi, gli diede un ben aggiustato colpo di frusta. Il giovine collegiale montò in collera: con un ardimento insensato egli afferrò con la sua mano una delle ruote di dietro, e fece fermare il calesse. Ma il cocchiere, per paura di una rappresaglia, frustò i cavalli; questi tirarono... e Andrea che per sua fortuna s'era affrettato a staccare la mano, stramazzò a terra, addirittura con la faccia nel fango. La più sonora e armoniosa risata risuonò sopra di lui. Levando lo sguardo, egli vide affacciata a una finestra una ragazza, bella come finora da quando era al mondo non ne aveva ancora veduta nessuna: dagli occhi neri, dalle carni bianche come la neve illuminata dal sole rosseggiante del mattino. Ella rideva proprio di gusto, e il riso dava più vivo risalto alla sua bellezza abbagliante. Egli rimase sconcertato. La guardava come fuori di sé, mentre distrattamente cercava di pulirsi il viso dal fango e se ne imbrattava sempre peggio. Chi poteva essere quella bellezza?“

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Giuseppe Parini 30
poeta, librettista e traduttore italiano 1729 – 1799
„Ma a possente signor scender non lice | dale stanze superne infin che al gelo | o al meriggio non abbia il cocchier stanco | durato un pezzo, onde l'uom servo intenda | per quanto immensa via natura il parta | dal suo signore. (1049-1054)“