Frasi, citazioni e aforismi su collettivo

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“


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Antonio Gramsci 59
politico, filosofo e giornalista italiano 1891 – 1937
„L'illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettiva; la storia insegna, ma non ha scolari. (da Italia e Spagna, L'Ordine Nuovo, 11 marzo 1921, anno I, n. 70)“

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Antonio Gramsci 59
politico, filosofo e giornalista italiano 1891 – 1937
„Dei fatti maturano nell'ombra, perché mani non sorvegliate da nessun controllo tessono la tela della vita collettiva, e la massa ignora. E quando i fatti che hanno maturato vengono a sfociare, e avvengono grandi sventure storiche, si crede che siano fatalità come i terremoti. Pochi si domandano allora: «se avessi anch'io fatto il mio dovere di uomo, se avessi cercato di far valere la mia voce, il mio parere, la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?.“

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Robert M. Pirsig 38
scrittore e filosofo statunitense 1928
„La normalità è conformità alle aspettative collettive.“

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Piero Calamandrei 85
politico italiano 1889 – 1956
„Quando io considero questo misterioso e miracoloso moto di popolo, questo volontario accorrere di gente umile, fino a quel giorno inerme e pacifica, che in una improvvisa illuminazione sentì che era giunto il momento di darsi alla macchia, di prendere il fucile, di ritrovarsi in montagna per combattere contro il terrore, mi vien fatto di pensare a certi inesplicabili ritmi della vita cosmica, ai segreti comandi celesti che regolano i fenomeni collettivi, come le gemme degli alberi che spuntano lo stesso giorno, come certe piante subacquee che in tutti i laghi di una regione alpina affiorano nello stesso giorno alla superficie per guardare il cielo primaverile, come le rondini di un continente che lo stesso giorno s'accorgono che è giunta l'ora di mettersi in viaggio. Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini. (dal discorso tenuto al Teatro Lirico di Milano, 28 febbraio 1954, in Uomini e città della Resistenza: discorsi scritti ed epigrafi, Laterza)“

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Giorgio Gaber 94
cantautore, commediografo e regista teatrale italiano 1939 – 2003
„Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenze comuni, dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo no, è un pazzo. Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il mondo. (da Mi fa male il mondo)“

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Paolo Crepet 70
medico, psichiatra e scrittore italiano 1951
„Il tossico seme della infelicità odierna non è forse rintracciabile in quel muto accalcarsi, in quello sfuggire/sfuggirsi, in quella perdita di identità individuale e collettiva? Certa frenesia metropolitana non somiglia all'angosciante fuga continua di criceti in una gabbia troppo stretta, costretti a rincorrere la propria coda? L'uomo contemporaneo cerca invano di scappare per non dover riconoscere l'ombra della propria anima, per non fare i conti con la propria inaudita infelicità.“


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Giovannino Guareschi 45
scrittore italiano 1908 – 1968
„La verità non si insegna; bisogna scoprirla, conquistarla. Pensare, farsi una coscienza. Non cercare uno che pensi per voi, che vi insegni come doveteessere liberi. Qui si vedono gli effetti: dagli effetti risalire alle cause, individuare il male. Strapparsi dalla massa, dal pensiero collettivo, come una pietra dall'cciottolato, ritrovare in se stessi l'individuo, la coscienza personale. Impostare il problema morale. Domani, appena toccherete col piede la vostra terra troverete uno che vi insegnerà la verità, poi un secondo che vorrà insegnarvela, poi un quarto, un quinto che vorranno tutti insegnarvi la verità in termini diversi, spesso contrastanti. Bisogna prepararsi qui, "liberarsi" qui in prigiionia, per non rimanere prigionieri del primo che v'aspetta alla stazione, o del secondo o del terzo. Ma passare ogni parola loro al vaglio della propria coscienza e, dalle individuate falsità d'ognuno, scoprire la verità. (p. 159)“

„In altre parole, nella convinzione che l'opinione pubblica sia preda di paure irrazionali, il ministro Veronesi cerca di offrire rassicurazioni affidandosi all'epidemiologia, cioè ai numeri, per mostrare quanto il rischio sia basso, o comunque trascurabile rispetto ad altri rischi già accettati in passato. Ma le macellerie deserte mostrano che questo approccio non risulta convincente, perché non tiene conto del fatto che l'accettabilità individuale e collettiva di un rischio non dipende solo dalla sua valutazione probabilistica, ma anche da giudizi etici, politici e culturali: insomma, non tutti i rischi possono essere misurati con lo stesso metro. Inoltre, è molto probabile che in quei giorni il sentimento prevalente nell'opinione pubblica non sia tanto la paura, quanto piuttosto la diffidenza, o l'indignazione per la fiducia tradita. [... ] La fiducia del pubblico nell'operato del governo, dell'industria e degli esperti è dunque un elemento cruciale nella gestione dei pericoli, al punto che spesso i giudizi su un rischio nascondono in realtà un giudizio sulla credibilità delle istituzioni preposte alla sua gestione. (p. 130)“

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Alain de Benoist 9
scrittore francese 1943
„I partiti politici specializzati nella denuncia anti-immigratoria non sono nient'altro che partiti demagogici piccolo-borghesi, che cercano di capitalizzare sulle paure e sulle miserie del mondo attuale praticando la politica del capro espiatorio. L'esperienza storica ci ha mostrato verso cosa conducono tali flautisti! Bisogna adesso distinguere l'immigrazione e gli immigrati. L'immigrazione è un fenomeno negativo, in quanto è lei stessa il frutto della miseria e della necessità, e i seri problemi che pone sono ben conosciuti. È quindi necessario cercare, se non di sopprimerla, almeno di rimuovere il carattere troppo rapido e troppo massiccio che la caratterizza attualmente. È chiaramente evidente che non risolveremo i problemi del Terzo mondo invitando i suoi popoli a venire ad installarsi in massa nei paesi occidentali! Nello stesso tempo, bisogna avere uno sguardo più globale dei problemi. Credere che è l'immigrazione a minacciare principalmente l'identità collettiva del paese d'accoglienza è un errore. Ciò che minaccia le identità collettiva, è inanzitutto il tipo di esistenza che prevale oggi nei paesi occidentali e che rischia di estendersi progressivamente al mondo intero. Non è colpa degli immigrati se gli Europei non sono più capaci di dare al mondo l'esempio di un modo di vita che sia loro! L'immigrazione, da questo punto di vista, è una conseguenza prima di essere un causa: costituisce un problema perché, di fronte a degli immigrati che hanno spesso saputo conservare le loro tradizioni, gli Occidentali hanno già scelto di rinunciare alle loro. L'americanizzazione del mondo, l'omogeneità dei modi di produzione e di consumazione, i regno della merce, l'estensione del mercato planetario, l'erosione sistematica delle culture sotto l'effetto della mondializzazione mettono in pericolo l'identità dei popoli molto di più dell'immigrazione. (C'est-à-dire, Les Amis d'Alain de Benoist, 2006)“

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Carl Gustav Jung 109
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961
„L'inconscio collettivo è il precipitato di tutte le esperienze mondiali di ogni epoca, è quindi un'immagine del mondo che si è venuta formando nel corso di eoni. In questa immagine si sono delineati nel corso del tempo determinati tratti, i cosiddetti dominanti. Questi dominanti rappresentano i dominatori, gli dèi, sono cioè immagini dileggi e principi dominanti, i quali si ripresentano con regolarità media nei fluire delle immagini che il cervello ha assorbito dal fluire dei processi secolari. (p. 80; 1997)“


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Antonio Simon Mossa 3
architetto, politico e giornalista italiano 1916 – 1971
„... Ma ciò che più ci avvilisce è il fatto che l'Italia ha impostato tutta la sua politica economica e la pro­grammazione in termini chiaramente capitalistici, per cui qualsiasi intervento di «solidarietà» nazionale nei riguardi della Sardegna si risolve in un rafforzamento del neocolonialismo che già ci soffoca. Diminuisce in altri termini la nostra libertà individuale e collettiva, a vantaggio dei nuovi feudatari industriali. E non pos­siamo fare riforme. Se avessimo invece lo Stato saremmo noi a dirigere la politica economica e la pianificazione, saremmo noi a fare le riforme sociali, a far cessare il regime coloniale. La rivoluzione sociale non è dunque possibile senza la conquista dell'Indipendenza. Ed è con questa indipendenza, con questa autonomia politica ed economica, che noi possiamo inserirci nell'Europa Confederale e disporre, ben diversamente da oggi, del nostro destino. (Stralcio di un intervento tenuto ad Ollolai il 10 giugno del 1967, "Le ragioni della comunità etnica")“

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Henry Jenkins 9
accademico e saggista statunitense 1958
„Ciò che tiene unita una intelligenza collettiva non è il possesso del sapere – relativamente statico – ma il processo sociale di acquisizione della conoscenza in quanto dinamico e partecipativo, che continuamente mette alla prova e riafferma i legami del gruppo. (p. 34)“

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Renzo Arbore 32
cantautore, showman e conduttore radiofonico italiano 1937
„Gaetano ha scritto alcune delle canzoni della memoria del nostro Paese. Sono importanti le canzoni della memoria, pensate, non so, Zazà, I papaveri alti alti sono canzoni della memoria che non hanno avuto un successo di vendita o chissà di che, però non vivono soltanto lo spazio di una moda, di un periodo, sono quelle che poi rimangano nella memoria collettiva, vengono tramandate per via orale.“

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Primo Mazzolari 78
presbitero, scrittore e partigiano italiano 1890 – 1959
„Noi riconosciamo una gerarchia di valori personali e collettivi, ove il primo sia colui che serva.“

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