Frasi su colonnello

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Sergio Romano 21
storico, scrittore e giornalista italiano 1929
„[Sulla Primavera araba] Per una serie di circostanze, che lascio volentieri agli storici e ai sociologi, quello a cui stiamo assistendo, dopo la rivolta tunisina del dicembre 2010, è il fallimento dello Stato arabo-musulmano. È fallito lo Stato dei nuovi sultani: l’Egitto di Hosni Mubarak, la Tunisia di Zine El Abidine Ben Ali, la Libia del colonnello Gheddafi. È fallito il nazionalsocialismo iracheno di Saddam Hussein e quello siriano della famiglia Assad. È fallita la democrazia multireligiosa e multiculturale del Libano. È fallita la Lega Araba. E potrebbero fallire, prima o dopo, gli Stati patrimoniali del Golfo. Sopravvivono paradossalmente le monarchie, da quella di Mohammed VI in Marocco a quella di Abdullah II in Giordania, ma il rischio del contagio, soprattutto nella seconda, è altissimo. In alcuni casi, Siria e Libia, la crisi è diventata rapidamente guerra civile. In altri casi, Egitto e Libano, la guerra civile potrebbe scoppiare da un momento all’altro.“

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Gerolamo Rovetta 17
scrittore e drammaturgo italiano 1851 – 1910
„Come stanno le nostre Alpi? – L'eco italico risponde vindice alla nordica bestemmia, col verso magnanino o magnifico del mio povero Prati? – Salutamele. E al Caffaro e a Bezzecca, alle Sante Termopili della terza Roma, l'evviva, l'excelsior del vecchio colonnello garibaldino! (p. 77)“


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Gabriel García Márquez 138
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014
„Il colonnello Aureliano Buendía comprese a malapena che il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine. (1968, p. 210)“

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Gabriel García Márquez 138
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014
„Il colonnello Aureliano Buendìa grattò per parecchie ore, cercando di romperla, la dura crosta della sua solitudine.“

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Gabriel García Márquez 138
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014
„Non si muore quando si deve, ma quando si può. (Il colonnello Aureliano Buendía a Ursula: 1968, p. 252)“

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Roger Ebert 25
critico cinematografico statunitense 1942 – 2013
„Scent of a Woman di Martin Brest prende Charlie e il colonnello e li inserisce in una combinazione di due generi affidabili. C'è la formula del raggiungimento della maturità, in cui un uomo più anziano insegna a quello più giovane come comportarsi. Qui è incrociata con la ricetta del film scolastico, da A Separate Peace a Se..., Taps - Squilli di rivolta, L'attimo fuggente e I corridoi del potere, che coinvolge sempre un disadattato che impara a lottare per ciò in cui crede. I due generi si adattano bene a "Profumo di donna", forse perché l'unica cosa di cui Charlie ha bisogno a scuola è un modello, e l'unica cosa che il colonnello ha sempre saputo fare è fornire uno.“

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Benito Mussolini 159
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945
„Ma... ma... ma, signor colonnello.“

Basilide Del Zio 9
medico e scrittore italiano 1839 – 1919
„Intanto si avvicinava il momento della insurrezione in Basilicata. Garibaldi era stato vittorioso in tutta la Sicilia, ed era prossimo lo sbarco sul continente. E sin dal 6 agosto 1860, da Messina aveva diretto il famoso proclama alle popolazioni del continente napoletano. E fra gl'insorti vi era Crocco coi suoi compagni, sperando così di farsi perdonare le passate colpe. E realmente, il colonnello Camillo Boldoni, o per prudenza, o per necessità, aveva dato loro promessa della libertà e del perdono. Ma questa tranquillità del Crocco doveva durare ben poco.“


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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Forse avrei dovuto mostrare un po' più di generosità, e andarmene in punta di piedi. Ma ormai lo odiavo talmente che avrei dato la vita pur di colpirlo con un'ultima coltellata.«Colonnello, posso farle un'ultima domanda?»«Sì, ma breve» rispose. «La delegazione iraniana mi aspetta. Devo far liberare quegli ostaggi.»«Lei crede in Dio?»«Ovvio che credo in Dio! Perché mi chiede una cosa simile?»«Perché credevo che Dio fosse lei, colonnello.»Mi guardò senza capire.“

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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„È una macchina diabolica, l'esercito, e il militarismo un ingranaggio mortale. Lo sai qual è la ricetta per fotter le reclute fin dal momento in cui arrivano alla caserma, Bernard? Prima si schierano sul piazzale coi loro abiti borghesi affinché ricordino d'appartenere a una società priva di uguaglianza, vale a dire un consorzio nel quale c'è chi veste bene e chi veste male. Poi gli si infila l'uniforme affinché si illudano d'accedere a un sodalizio di uguali, vale a dire un consorzio nel quale tutti vestono i medesimi panni. Subito dopo si rimbecilliscono con le esercitazioni e le marce che stroncano. E-marciando-cantate-così-tenete il passo. (Però il passo non c'entra, Bernard. C'entra che a cantare non pensano, e a non pensare non s'accorgono di venir fottuti.) Infine si cancella la loro personalità, la loro individualità. Perché il soldato non deve essere un individuo, una persona: deve esser parte d un nucleo perfetto che agisce all'unisono. E lo sai qual è l'ingrediente per ottenere un nucleo perfetto o quasi perfetto? L'odio. L'odio collettivo cioè diretto verso lo stesso bersaglio, e non il bersaglio rappresentato dal nemico che la guerra ti procura o ti procurerà: il bersaglio rappresentato da un paria coi gradi di sergente. Il sergente becero, ignorante, di cui subisci la tirannia che gli è stata delegata dal tenente al quale è stata delegata dal capitano al quale è stata delegata dal maggiore al quale è stata delegata dal colonnello al quale è stata delegata dal generale al quale è stata delegata dalla Macchina, a cui hanno insegnato a berciare come a un cantante si insegna a gorgheggiare do-re-mi-fa-sol-la. Sì, gli hanno insegnato a usare la voce per comandarti e sfotterti e umiliarti, Bernard. E lui la usa nel modo prescritto. «Sei laureato, tu? Bene, allora va' a pulire i cessi.» Al contadino e all'operaio, invece: «Razza di piercolo, da che fogna vieni? Non sai nemmeno contare, somaro?» Poi dispetti, addestramenti forzati, canagliate, fino a quando laureati e contadini e operai lo odiano in uguale misura, e il nucleo quasi perfetto è ottenuto. "Quasi" perché manca il tocco finale, l'ingrediente decisivo, e indovina qual è il tocco finale. L'ingrediente decisivo. È l'amore. L'amore concentrato sullo stesso bersaglio che stavolta è il tenente o meglio ancora il capitano. Insomma l'ufficiale buono, comprensivo, paterno, che ascolta e consola e magari si rivolge a te con il Lei. «È laureato, lei? Bravo, me ne rallegro. È contadino, lei? Bravo, me ne compiaccio. È operaio, lei? Bravo, me ne complimento.» Oppure: «Sì, la rampogna del sergente è stata eccessiva: lo rimprovererò a mia volta. Voglio essere un amico, per voi, in caso di bisogno rivolgetevi a me.» Bisogno? Che bisogno? Ormai l'unico bisogno di cui hanno bisogno è ricevere amore, darlo, e dall'odio per il sergente passano all'amore per il tenente o il capitano. Il-mio-capitano. Per il loro capitano accettano qualsiasi sacrificio, qualsiasi martirio, sono pronti a crepare. Con lui salteranno fuori dalla trincea, con lui si lanceranno contro la mitragliatrice che falcia, con lui uccideranno il nemico cioè il disgraziato che dall'altra parte della barricata ha subìto l'identico trattamento, con lui creperanno come bovi al macello. E questo, inutile dirlo, senza che sospettino d'esser le vittime d'un lurido imbroglio, le ruote di un ingranaggio ben oliato e ben collaudato. Perenne. (I, IV, I; pp. 110-112)“

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Luis Sepúlveda 74
scrittore, giornalista e sceneggiatore cileno 1949
„Zorba leccò la testa della piccola gabbiana. Rimpianse di non aver chiesto alla madre come si chiamava, perché se la figlia era destinata a proseguire il suo volo interrotto nella disgrazia, sarebbe stato bello che portasse il suo nome. «Visto che la pulcina ha avuto la fortuna di cadere sotto la nostra protezione» miagolò Colonnello, «propongo di chiamarla Fortunata». «Per il fegato di merluzzo! È un bel nome!» approvò Sopravento.“

Luigi Zini 1
politico italiano 1821 – 1894
„Omicida e ladrone dianzi uscito dalle galere, che s'intitolò Generale per Francesco li e tolse a luogotenenti due o tre similmente ladroni e micidiali, cui decorò del grado di colonnelli e di maggiori. (da Storia d'Italia dal 1850 al 1866: pte. 1, Guigoni, 1869, p. 869)“


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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Calma, signor mio, calma. Non dimenticare quel che nell'illuminato Settecento diceva il matematico e philosophe Jean-Baptiste d'Alembert. In un'isola selvaggia e disabitata diceva, un poeta (leggi scrittore) non sarebbe molto utile. Un geometra sì. Il fuoco non fu certo acceso da uno scrittore, la ruota non fu certo inventata da un romanziere. Quanto al mestiere più esaltante e più appagante del creato, aggiungerai, domandalo agli scrittori che scrivono ogni ora e ogni giorno per anni, che a un libro immolano la loro esistenza. Ti risponderanno colonnello, crede seriamente che per dare un tale giudizio basti scrivere qualche ora dopocena a Beirut? Crede seriamente che per scrivere un libro basti avere idee o costruire a grandi linee una storia? Crede seriamente che scrivere sia una gioia?!? Glielo spieghiamo noi che cos'è, colonnello. È la solitudine atroce d'una stanza che a poco a poco si trasforma in una prigione, una cella di tortura. È la paura del foglio bianco che ti scruta vuoto, beffardo. È il supplizio del vocabolo che non trovi e se lo trovi fa rima col vocabolo accanto, è il martirio della frase che zoppica, della metrica che non tiene, della struttura che non regge, della pagina che non funziona, del capitolo che devi smantellare e rifare rifare rifare finché le parole ti sembrano cibo che sfugge alla bocca affamata di Tantalo. È la rinuncia al sole, all'azzurro, al piacere di camminare, viaggiare, di usare tutto il tuo corpo: non solo la testa e le mani. È una disciplina da monaci, un sacrificio da eroi, e Colette sosteneva che è un masochismo: un crimine contro sé stessi, un delitto che dovrebb'esser punito per legge e alla pari degli altri delitti. Colonnello, c'è gente che è finita o finisce nelle cliniche psichiatriche o al cimitero per via dello scrivere. Alcoolizzata, drogata, impazzita, suicida. Scrivere ammala, signor mio, rovina. Uccide più delle bombe. (l'immaginaria moglie del Professore: II, VI, IV; p. 418)“

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H. G. Wells 15
scrittore britannico 1866 – 1946
„«Lei è stato straordinariamente energico e astuto, [... ] anche se io non riesco a immaginare che cosa spera di guadagnarci. Lei mi è contro. Per una giornata intera mi ha dato la caccia, ha cercato di privarmi anche del riposo notturno. Ma io ho trovato da mangiare e, nonostante tutto, ho anche dormito. Ora la partita è solo all'inizio: incomincia ora. Adesso incomincia il terrore. Questa lettera le annuncia il primo giorno del terrore. Port Burdock non è più sotto la regina, lo dica pure al colonnello di polizia e a tutti gli altri. È sotto di me: il terrore! Questo è il primo giorno, dell'anno primo, della nuova era. È l'era dell'uomo invisibile. Io sono l'uomo invisibile. Il mio governo sarà facile: tanto per cominciare, il primo giorno ci sarà un'esecuzione capitale, che serva da esempio, un uomo di nome Kemp. La morte, oggi, si mette in moto per lui; egli può rinchiudersi, nascondersi, circondarsi di guardie, mettersi pure un'armatura se vuole... ma la morte, la morte invisibile giungerà lo stesso. Che egli prenda pure le sue precauzioni: ciò colpirà di più i miei sudditi. La morte parte a mezzogiorno dalla cassetta postale. La lettera vi cadrà dentro all'arrivo del postino, e poi via! Incomincia la partita! La morte si mette in moto. Non lo aiutate, o miei sudditi, altrimenti la morte cadrà anche su di voi. Oggi Kempo deve morire». (lettera di Griffin: 1998, p. 171)“

Walter Haut 1
1922 – 2005
„Eravamo effettivamente in possesso di un disco volante, era stato trovato in un ranch a nord di Roswell. L'informazione fu data a me e al comandante, il colonnello Blanchard. La copertura fu orchestrata molto bene e velocemente da Washington attraverso vari canali. Dovevamo dire che era tutto falso, e che era solo un pallone meteorologico.“

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Raymond Benson 19
scrittore statunitense 1955
„"Sconvolgente, non è vero? Ha la carnagione più chiara della tua, i capelli sono biondi e non castani, ma per il resto hai ragione, siete identici". Il colonnello distolse lo sguardo, evitando quello di Snake. "Ecco perché abbiamo bisogno di te per questa missione. Crediamo che tu sia l'unica persona in grado di tenergli testa. [... ] Ha combattuto nella Guerra del Golfo quand'era appena un adolescente, il più giovane arruolato nei SAS. [... ] I dettagli sono segreti, ma sembra che inizialmente fosse stato infiltrato dal SIS in Medio Oriente, come dormiente"."Mi sta dicendo che era una spia degli inglesi?""Non ha mai messo piede in Century House, se è questo che intendi. È stato catturato in Iraq e da quel momento non abbiamo più avuto sue notizie per diversi anni. Dopo che ti sei ritirato è stato liberato ed è entrato a far parte di FOXHOUND". (cap. 2, pp. 21-22)“

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