Frasi su coltre

Denis Diderot foto
Denis Diderot 33
filosofo, enciclopedista, scrittore e critico d'arte fra... 1713 – 1784
„Andiamo, amico, diamoci un po' meno d'importanza. Noi siamo nella natura, un momento ci stiamo bene, un momento male: credetemi, coloro che lodano la natura per aver tappezzato a primavera la terra di verde, un colore amico dei nostri occhi, sono degli impertinenti che dimenticano che questa stessa natura, di cui vogliono trovare ovunque la benevolenza, stende d'inverno una grande coltre bianca che ferisce i nostri occhi, ci dà il capogiro e ci espone a morire congelati. La natura è bella e buona quando ci è propizia, brutta e cattiva quando ci affligge. Sovente è ai nostri stessi sforzi ch'essa deve almeno una parte del suo fascino...“

Giulio Bedeschi 3
scrittore e medico italiano 1915 – 1990
„Era buona paglia asciutta quella su cui gli alpini finalmente dormivano, perfino profumata perché conservava un lontano odore di campi e d'estate, odore di terra che si screpola al sole; il più bel sogno per chi rischia di morire di freddo; era quasi come mormorare «Italia...» all'orecchio d'uno qualsiasi di quei dormienti accucciati uno a ridosso dell'altro nell'isba del comando della ventisei, o in quelle accanto, sotto la luna che faceva brillare l'alta coltre di neve che ricopriva Popowka. (Tempo quarto, Capitolo XXIII, p. 288)“


„Oltre la coltre dell'inconsapevolezza
si cela l'illimitato che è in noi.“

Alphonse De Lamartine foto
Alphonse De Lamartine 35
poeta, scrittore e storico francese 1790 – 1869
„Un giorno dell'anno 1830, entrando di sera in una chiesa di Parigi, vidi la bara d'una giovinetta, coperta da una coltre bianca. Questa bara mi ricordò Graziella. Mi nascosi all'ombra di un pilastro e pensai a Procida, piangendo a lungo.
Le mie lagrime si asciugarono, ma le nubi che avevano attraversato il mio pensiero durante la tristezza del funerale non dileguarono.
Rientrai silenzioso nella mia camera, svolsi i ricordi che sono tracciati in questo libro e scrissi tutto d'un fiato, piangendo, i versi intitolati: Primo rimpianto. È la nota, resa fievole da vent'anni di distanza, d'un sentimento che fece zampillare la prima sorgente del mio cuore. Ma vi si sente ancora la lacerazione d'una fibra intima che non guarirà mai.
Ecco queste strofe, balsamo d'una ferita, sboccio di un cuore, profumo di un fiore sepolcrale: Non vi manca che il nome di Graziella. Ve lo incastonerei in una strofa, se vi fosse quaggiù un cristallo abbastanza puro per rinchiudere questa lagrima, questo ricordo, questo nome! (p. 151)“

Eugenio Montale foto
Eugenio Montale 60
poeta, giornalista e critico musicale italiano 1896 – 1981
„Folta la nuvola bianca delle falene impazzite | turbina intorno agli scialbi fanali e sulle spallette, | stende a terra una coltre su cui scricchia | come su zucchero il piede [... ] | e l'acqua seguita a rodere | le sponde e più nessuno è incolpevole. (da La primavera hitleriana, in La bufera e altro)“

Herta Müller foto
Herta Müller 31
scrittrice tedesca 1953
„Durante l'appello mi esercitavo immobile a dimenticare me stesso e a non separare l'inspirazione dall'espirazione. E a volgere verso l'alto gli occhi senza sollevare la testa. E a cercare nel cielo l'angolo di una nuvola a cui poter appendere le ossa. Quando avevo dimenticato me stesso e trovato l'uncino celeste, lui mi reggeva. Spesso non c'erano nuvole ma solo un azzurro uniforme, come una distesa d'acqua. Spesso c'era solo una coltre chiusa di nuvole, un grigio uniforme. Spesso le nuvole correvano e nessun uncino si fermava. Spesso la pioggia bruciava negli occhi e mi incollava i vestiti alla pelle. Spesso il gelo mi rosicchiava le viscere. In quei giorni il cielo mi rigirava i bulbi degli occhi verso l'alto, e l'appello li ritrascinava giù - le ossa pendevano senza un sostegno, soltanto in me.“

Christopher Paolini foto
Christopher Paolini 53
scrittore italoamericano 1983
„Ora conosco la vera natura dell'impero e di Galbatorix: essi sono il male. Galbatorix è una piaga purulenta sulla faccia della terra. ha distrutto i Cavalieri e cancellato la pace e la prosperità. I suoi servi sono demoni ripugnanti generati da chissà quale nero abisso. Ma Galbatorix si contenta di schiacciarci sotto il suo tallone? No! Lui vuole avvelenare tutta Alagaesia e soffocarci sotto una coltre di miseria. I nostri figli e i loro discendenti dovranno vivere all'ombra delle sue tenebre fino alla fine dei tempi, ridotti in schiavitù come vermi, come insetti da torturare a suo piacimento! (Roran)“

Dino Provenzal 7
1877 – 1972
„Dante ammonisce che «seggendo in piuma in fama non si vien né sotto coltre.“


Papa Benedetto XVI foto
Papa Benedetto XVI 304
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927
„Chi avendo ricevuto il Battesimo, la Comunione, la Cresima seppellisce poi tali doni sotto una coltre di pregiudizi, sotto una falsa immagine di Dio che paralizza la fede e le opere, così da tradire le attese del Signore [non porta frutto]. (16 novembre 2008)“

Joumana Haddad foto
Joumana Haddad 28
poetessa, giornalista e traduttrice libanese 1970
„Chi sei, strano ricordo al tatto | e strane radici in fuga | rilassamento oscuro simile alla coltre delle nubi | ed estinzione simile all'essenza dell'essere? (da Il tuo paese, questa notte ardente, in Non ho peccato abbastanza)“

Fernando Pessoa foto
Fernando Pessoa 124
poeta, scrittore e aforista portoghese 1888 – 1935
„Voglio finire tra le rose, perché le ho amate nell'infanzia. | I crisantemi, li ho sfogliati a freddo. | Parlino poco, lentamente. | Che io non oda, soprattutto col pensiero. | Cosa volli? Ho le mani vuote, | contratte flebilmente sulla coltre lontana. | Cosa pensai? Ho la bocca secca, astratta. | Cosa vissi? Era così bello dormire!. (da Magnificat, pag. 303)“

Giovanni Testori foto
Giovanni Testori 13
scrittore, drammaturgo e storico dell'arte italiano 1923 – 1993
„Abitando in un paese appena fuori Milano, uso servirmi, pei miei quotidiani spostamenti, delle Ferrovie Nord; greve eppur cara dimestichezza che dura dai lontani tempi della scuola e durerà, spero, fino alla conclusione stessa della vita. Chi li abbia frequentati sa che quei treni, grigi e malandati, risultano quasi sempre disagevoli, tanto son colmi di viaggiatori: pendolari del lavoro, dell'impiego, dello studio, e, insomma, nei modi più diversi, della fatica. Solo la notte, all'ultime corse, capita di trovarli vuoti; o quasi.
Era, quella di ier l'altro, una notte freddissima; terso e come ripulito da un vento di cristallo, il cielo; innumeri, dentro di esso, a portata, ecco, di mano, le tremanti luci delle stelle. Resti di neve, per le strade, là dove il traffico non l'aveva di già ridotta a pantano; e, tuttavia, bianchissima coltre appena, passate le gallerie, il treno avrebbe accostato gli ultimi, derelitti orti della Bovisa... (da Il Giorno, 30 luglio 1999, p. 69)“


Jacopo Sigoni 1
medico, religioso e storiografo italiano 1579 – 1658
„La Campagna è proporzionata alle caccie, all'uccellare mediante boschi, selve e dilettevoli colline vi è da pescare mediante l'Arno et altri fiumi. Fertilissima è la sua pianura, non più par si possa desiderare dalla Natura, moltiplicandovi il grano fino in 40 per staio, le biade tutte vi vengono felicemente. Per tre anni continui si semina il grano, o il terzo la segale, et all'ultimo mietuto che si è, subito vi si semina fagioli, o miglio con rapi per buoi. L'Invernata veniente si vanga, o si coltra per raccor l'estate fave, o fagioli con saggina, o vero si fa a poponi con altri ortaggi che più vi è terreno, che in un anno da tre raccolte, cosa che rende stupore à Forestieri. I Monti e colline amene abbondano di tutto quello che al viver umano si ricerca di olio, di vino in particolare bianco, giallo, nero, vermiglio, di tutti i sapori, dolce, amarognolo, cotognino, di viola, mammola, subastringente, sottile, pieno, tutto odorifero. Frutte similmente d'ogni sorte per l'Estate, e per l'Inverno. Per tutto si trovano fonti di buone acque fino d'acque minerali di ferro et allume. Si dice acqua buona utilissima a molte infermità. Salutifera l'aria alla vita umana per tutto. Molti sono gli Artieri e Mercanti e da questo i Montevarchini mi credo sono chiamati Industriosi et ogni Giovedì si fa il Mercato da dirsi una gran Fiera. (da Cronica breve della Terra di Montevarchi)“

Victor Hugo foto
Victor Hugo 179
scrittore francese 1802 – 1885
„Nel centro della tela, nel posto ove suole stare il ragno, Gwynplaine vide una cosa formidabile e magnifica: una donna nuda.
Non assolutamente nuda. Questa donna era vestita e vestita dalla testa ai piedi. Indossava una camicia lunghissima, come le stole d'angeli nei quadri di santi, ma così sottile che sembrava bagnata, Donde un incirca di donna nuda, più fervido e pericoloso che la nudità assoluta.
La tela d'argento trasparente era una tenda. Fermata soltanto in alto, essa poteva essere sollevata. Separava la sala di marmo, ch'era una sala da bagno, da una camera, ch'era una camera da letto. Questa camera, piccolissima, era una specie di grotta tutta specchi. Ovunque cristalli veneziani, aggiustati poliedricamente, congiunti da bacchette dorate, riflettevano il letto ch'era nel centro. Su quel letto, d'argento come la toeletta e il canapè, era sdraitata la donna. Ella dormiva.
Dormiva col capo supino. Coi piedi respingeva le coltri, come il succubo sopra al quale aleggia il sogno.
Il suo guanciale di trine era caduto a terra sul tappeto. Fra la sua nudità e lo sguardo dell'uomo, erano due ostacoli: la camicia e la tenda di velo d'argento. Due trasparenze. La camera, più alcova che camera, era illuminata lievemente dal riflesso della sala da bagno.
Forse la donna non aveva pudore, e la luce invece ne aveva ancora.
Il letto era senza colonne, né cortinaggio, né cielo, così che la donna, aprendo gli occhi, poteva vedersi riflessa mille volte nuda negli specchi che aveva sopra il capo.
Una veste da camera di magnifica seta della Cina era gettata sulla sponda del letto.
Oltre il letto, in fondo all'alcova, era forse una porta, nascosta, segnata da uno specchio piuttosto grande, sul quale eran dipinti pavoni e cigni.
Al capezzale del letto era fermato un leggio d'argento ad aste girevoli, ed a fiaccole fisse, sul quale si poteva vedere un libro aperto, che in cima alle pagine aveva questo titolo a letteroni rossi: Alcoranus Mahumedis.
Gwynplaine non scorgeva nessuna di queste cose. La donna: ecco quello che vedeva. (1967, p. 236)“

Marco Malvaldi foto
Marco Malvaldi 81
scrittore italiano 1974
„La mattina di un giorno sereno, dopo giornate di pioggia e vento, mette sempre di buon umore. L'aria è tersa, limpida e cristallina, depurata da tutte le sue nanoscopiche schifezze, e ti entra nei polmoni facilmente, senza nessuno sforzo, dandoti una meravigliosa sensazione di convalescenza. Da lontano, le montagne si mostrano in tutti i loro particolari, non più offuscate dalla coltre di polveri e smog che impesta d'abitudine l'atmosfera, e la città stessa è più netta, più definita e più reale. (p. 99)“

Jorge Luis Borges foto
Jorge Luis Borges 106
scrittore, saggista, poeta, filosofo e traduttore argentino 1899 – 1986
„Mi occupo solo di letteratura, la mia mente riposa sotto una coltre di sogni.“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 38 frasi