Frasi su commozione

„In Europa gli uomini differiscono molto e per la statura e per le forme, a cause delle grandi e frequenti mutazioni di tempo che hanno luogo nel corso dell'anno. Calori forti, inverni rigidi, piogge abbondanti, siccite ostinate venti impetuosi, in una parola tutte le temperature vi regnano alternativamente e vi si rimpiazzano senza interruzione.... Ecco perché tutte le apparenze esteriori degli Europei differiscono da una città all'altra... Gli effetti del clima si fanno osservare egualmente nei costumi. Queste circostanze producono caratteri più energici, più disciplinati. Le perpetue commozioni menano una durezza meno socievole; esse permettono difficilmente alla dulcezza ed all'urbanità di passare nelle abitudini. Per la medesima ragione, gli Europei devono essere più coraggiosi degli Asiatici. Lo ripeto, uno stato di cose sempre lo stesso, genera l'inerzia: la varietà al contrario eccita il corpo e lo spirito alla fatica.“

Ernesto Olivero 19
attivista e scrittore italiano 1940
„L'inizio di ogni bella e grande avventura, come è quella del Sermig, penso sia sempre segnato da una commozione alla quale si dice "sì.“


Patrick Süskind 8
scrittore, sceneggiatore e drammaturgo tedesco 1949
„Lo sguardo di Richis era fisso su di lui. C'era una benevolenza infinita in quello sguardo, c'erano tenerezza, commozione e la profondità vuota e sciocca di chi ama.“

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Papa Benedetto XVI 304
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927
„Per il clima che lo contraddistingue, il Natale è una festa universale. Anche chi non si professa credente, infatti, può percepire in questa annuale ricorrenza cristiana qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore. È la festa che canta il dono della vita. La nascita di un bambino dovrebbe essere sempre un evento che reca gioia; l'abbraccio di un neonato suscita normalmente sentimenti di attenzione e di premura, di commozione e di tenerezza. Il Natale è l'incontro con un neonato che vagisce in una misera grotta. Contemplandolo nel presepe come non pensare ai tanti bambini che ancora oggi vengono alla luce in una grande povertà, in molte regioni del mondo? Come non pensare ai neonati non accolti e rifiutati, a quelli che non riescono a sopravvivere per carenza di cure e di attenzioni? Come non pensare anche alle famiglie che vorrebbero la gioia di un figlio e non vedono colmata questa loro attesa? Sotto la spinta di un consumismo edonista, purtroppo, il Natale rischia di perdere il suo significato spirituale per ridursi a mera occasione commerciale di acquisti e scambi di doni! In verità, però, le difficoltà, le incertezze e la stessa crisi economica che in questi mesi stanno vivendo tantissime famiglie, e che tocca l'intera l'umanità, possono essere uno stimolo a riscoprire il calore della semplicità, dell'amicizia e della solidarietà, valori tipici del Natale. Spogliato delle incrostazioni consumistiche e materialistiche, il Natale può diventare così un'occasione per accogliere, come regalo personale, il messaggio di speranza che promana dal mistero della nascita di Cristo. (dall'Udienza Generale, 17 dicembre 2008)“

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Gabriele D'annunzio 95
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„E l'avvenire mi apparve spaventoso, senza speranza. L'immagine indeterminata del nascituro crebbe, si dilatò, come quelle orribili cose informi che vediamo talvolta negli incubi ed occupò tutto il campo. Non si trattava d'un rimpianto, d'un rimorso, d'un ricordo indistruttibile, ma di un essere vivente. Il mio avvenire era legato a un essere vivente d'una vita tenace e malefica; era legato a un estraneo, a un intruso, a una creatura abominevole contro cui non soltanto la mia anima ma la mia carne, tutto il mio sangue e le mie fibre provavano un'avversione bruta, feroce, implacabile fino alla morte, oltre la morte. Pensavo: "chi avrebbe mai potuto immaginare un supplizio peggiore per torturarmi insieme l'anima e la carne? Il più ingegnosamente efferato dei tiranni non saprebbe concepire certe crudeltà ironiche... Non erano ancora manifesti nella persona di Giuliana i segni esterni: l'allargamento dei fianchi, l'aumento del volume del ventre. Ella si trovava dunque ancora ai primi mesi: forse al terzo, forse al principio del quarto. Le aderenze che univano il feto alla matrice dovevano esser deboli. L'aborto doveva essere facilissimo. Come mai le violente commozioni della giornata di Villalilla e di quella notte, gli sforzi, gli spasmi, le contratture, non l'avevano provocato? Tutto m'era avverso, tutti i casi congiuravano contro di me. E la mia ostilità diveniva più acre. Impedire che il figlio nascesse divenne il mio segreto proposito. Tutto l'orrore della nostra condizione veniva dall'antiveggenza di quella natività, dalla minaccia dell'intruso. Come mai Giuliana, al primo sospetto, non aveva tentato ogni mezzo per distruggere il concepimento infame? Era stata ella trattenuta dal pregiudizio, dalla paura, dalla ripugnanza istintiva di madre? Aveva ella un senso materno anche per il feto adulterino? (da L'innocente, 1891)“

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Ernst Jünger 267
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Ogni tanto afferriamo con la mano un oggetto casualmente trovato, e lo rigiriamo dinanzi agli occhi – forse un cristallo di rocca, o un guscio rotto di chiocciola di cui ci sorprende la struttura interna a scala, o una punta di stalattite dal pallore lunare giunta qui dalle grotte sconosciute in cui il pipistrello traccia i suoi cerchi silenziosi. Questa è la terra d'origine dei musicali capricci, degli scherzi notturni che lo spirito senza alcuna commozione e non senza pericolo si gode come in una sua loggia solitaria. Ma ci sono anche pezzi rotondi di granito, molati e lavorati nelle marmitte glaciali, e si trovano nei punti in cui ci si affaccia su un ampio panorama, là dove il mondo appare un po' più piccolo ma anche più chiaro e regolare, come su nitide e precise carte geografiche, poiché l'ordine supremo si nasconde nel molteplice come in um rebus. Sono enigmi sorprendenti – quanto più cresce la distanza, tanto più ci avviciniamo alla soluzione. Nel punto estremo, all'infinito, la afferriamo. (da La cava di ghiaia, pp. 7-8)“

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Gianluca Signorini 1
calciatore, allenatore di calcio e dirigente sportivo it... 1960 – 2002
„Vorrei alzarmi e correre con voi, ma non posso. Vorrei urlare con voi canti di gioia, ma non posso. Vorrei che questo fosse un sogno dal quale svegliarmi felice, ma non lo è. Vorrei che la mia vita riprendesse da dove si è fermata. Grazie a tutti. (citato in Gaia Piccardi, Lacrime e commozione nella notte per Signorini, Corriere della sera, 25 maggio 2001)“

Luigi Pintor 62
giornalista, scrittore e politico italiano 1925 – 2003
„La commozione si impadronisce di grandi folle quando non costa nulla, non implica responsabilità ed è priva di conseguenze.“


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Italo Calvino 210
scrittore italiano 1923 – 1985
„Una questione privata [... ] è costruito con la geometrica tensione d'un romanzo di follia amorosa e cavallereschi inseguimenti come l'Orlando furioso, e nello stesso tempo c'è la Resistenza proprio com'era, di dentro e di fuori, vera come mai era stata scritta, serbata per tanti anni limpidamente dalla memoria fedele, e con tutti i valori morali, tanto più forti quanto più impliciti, e la commozione, e la furia. Ed è un libro di paesaggi, ed è un libro di figure rapide e tutte vive, ed è un libro di parole precise e vere. Ed è un libro assurdo, misterioso, in cui ciò che si insegue, si insegue per inseguire altro, e quest'altro per inseguire altro ancora e non si arriva al vero perché.“

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Giorgio Napolitano 49
11º Presidente della Repubblica Italiana 1925
„Apprendo con commozione la triste notizia. È stata una personalità di grande rilievo del mondo della cultura scientifica, che con i suoi studi e il suo impegno di docente ha costantemente servito e onorato l'Italia anche in campo internazionale. Ha rappresentato nello stesso tempo un forte esempio di passione civile, lasciando una nobile impronta nel dibattito pubblico e nel dialogo con i cittadini. Partecipo con sinceri sentimenti di vicinanza al cordoglio di tutte le persone che l'hanno avuta cara.“

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Silvio Berlusconi 715
politico e imprenditore italiano 1936
„Ora basta, non facciamoci sopraffare dalla commozione, bunga bunga per tutti!“

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John Percy Farrar 1
1857 – 1929
„Alexander Burgener è morto, ma egli vivrà eternamente nella storia delle Alpi come uno dei più intrepidi montanari del suo tempo. Alla guida di Mummery, Güssfeldt, Schulz, von Küffner, ha portato a termine alcune scalate tra le più difficili delle Alpi. E se la montagna l'ha vinto, egli non ha fatto che dividere il destino di uomini quali Michel Croz, Christian Rangetiner, Ferdinand Imseng, Michel Innerkofler, Jean-Antoine Carrel, Jean-Joseph Maquignaz, Emilio Rey, Zsigmondy, Purtscheller e lo stesso Mummery, raggiungendoli nella immortalità. Chi lo ha conosciuto nei migliori giorni non dimenticherà la sua forza, il suo coraggio indomabile fino agli ultimi anni della sua vita, quando il tempo pareva non contare per lui. Per tutti coloro che conoscono il valore delle sue imprese e le apprezzano, il ricordo del suo nome farà loro provare una involontaria commozione, il più sincero omaggio che l'uomo può offrire all'indomato coraggio. (dall'Alpine Journal, 1910; citato in Alfonso Bernardi, Il Gran Cervino, Bologna, Nicola Zanichelli Editore, 1963, p. 214)“


Rocco Montano 6
1913 – 1999
„La Chiesa che per il barbaro potrebbe essere un cubo di pietra, diventa per l'uomo di religione, o per chi sa risentirne l'animo, qualcosa che è fonte di commozione e di amore. (p. 39)“

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Scipio Slataper 16
scrittore e militare italiano 1888 – 1915
„Il mito nell'arte non è stimato troppo nel giudizio estetico dei popoli meridionali. Ci sembra esso sia un'aggiunta intellettuale che raffreddi la commozione artistica. Il poeta vede un concreto, e ne vuol fare un'astratto; crede di accrescere intensità, e invece la disperde. Il campo dell'arte è la realtà, cioè l'individuo e non la verità, cioè l'universale. [... ] Ma ci sono dei poeti in cui non c'è aggiunta: mondo intellettuale e mondo estetico si compenetrano, condizionandosi l'un l'altro: Goethe, p. e., e ancor più Dante. Di fronte a Dante il De Sanctis è l'esempio classico di questo nostro comportamento. Partito, hagelianamente, dalla distinzione delle due opposte attività spirituali, egli, con tutto il suo genio, non può far altro che tentare di dimostrarle pur nel Paradiso staccate l'una dall'altra e volute riunire dal poeta a terribile detrimento dell'opera d'arte. In realtà, se non si comprende come intelletto e immagine siano nel Paradiso di Dante una sola e identica cosa, non si comprende tutta la grandezza di Dante, anche se esso, apparentemente, è solo poeta. Dimostrarlo qui mi porterebbe troppo lontano. Basta per il mio scopo mostrare che lo stesso errore s'è commesso davanti al simbolismo d'Ibsen. (p. 111-112)“

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Vittorio Gassman 16
attore italiano 1922 – 2000
„Un altro voglio ricordarne con affettuosa, sincera commozione: Enrico Maria Salerno, il cui più alto pregio stava, prima che nei guizzi dell'estro e del temperamento, nell'innata capacità di rendere le parole con rispetto semantico, corrispondenza lineare dei toni e dei significati.“

Enzo Miccio 3
conduttore televisivo italiano 1971
„Sì e non poche, ma non tanto nell’organizzazione fine a se stessa, quanto nella felicità che si respira durante la cerimonia. Il mondo gay viene da anni di battaglie e ora si gode, finalmente, il suo riscatto sociale e civile. Nelle cerimonie gay noto una commozione generale che non vedo assolutamente in altre situazioni.“

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