Frasi su compiacenza

Niente è più raro della vera bontà: quelli che credono di averla hanno in genere soltanto compiacenza o debolezza.

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François de La Rochefoucauld 223
scrittore, filosofo e aforista francese 1613 – 1680

La sensibilità, a creder mio, è l'idea dispiacevole del bisogno, in cui si trova il nostro simile; e nel tempo stesso la compiacenza che nasce dalla sicurezza di poterlo soccorrere. (p. 21)

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Domenico Cirillo 32
medico e botanico italiano 1739 – 1799

A sera tarda mi trovai cogli artisti che festeggiavano il Michetti. Figlio di pastori a 25 anni è già celebre in Italia e in Francia, e guadagna quello che vuole. Come vorrei essere in lui! avere tanto nome e tanto merito e dire: Per una fanciulla! festeggiato, amato, ammirato e dire: Col pensiero di una fanciulla! Che superba compiacenza!

Ambrogio Bazzero 130
scrittore e poeta italiano 1851 – 1882

[Riferendosi al voto di preferenza] Perché[.. ] non ci sono parlamentari che difendono il territorio, perché? Perche quando il parlamentare non deve la sua elezione al popolo, ma la deve al leader, la democrazia va in corto circuito, perché quando io quando sò di essere in parlamento non grazie a voi, ma grazie alla compiacenza di un capo, il mio problema sarà di non disturbare il manovratore (Citato in un comizio a Cosenza del 28 marzo 2009)

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Pier Ferdinando Casini 31
politico italiano 1955

Ero certo che riflettendo alle guerre crudeli provocate dal cristianesimo, alle persecuzioni, alle torture che i cristiani hanno inflitto ai cristiani; alla mancanza di carità, all'ipocrisia e all'intolleranza, il diavolo dovesse contemplare con compiacenza la chiusura del bilancio. E ricordando come il cristianesimo abbia imposto all'umanità l'amaro fardello del senso del peccato, che ha oscurato la bellezza delle notti stellate e gettato un'ombra maligna sui fuggevoli piaceri di un mondo fatto per la gioia, deve certo mormorare sogghignando: rendete grazie al diavolo. (Maugham: dal cap. V, IV)

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William Somerset Maugham 97
scrittore e commediografo britannico 1874 – 1965

Cos'è questa fuga? La parola è mal scelta per piacere. Il coraggio consiste tuttavia nell'accettare di fuggire piuttosto che vivere quietamente e ipocritamente in falsi rifugi. I valori, le morali, le patrie, le religioni e le certezze private che la nostra vanità e la nostra propria compiacenza ci concedono generosamente, sono altrettanti soggetti ingannevoli che il mondo appresta per quelli che credono di tenersi cosí in piedi e in riposo, tra le cose stabili. Non sanno nulla dell'immensa disfatta verso cui vanno, ignari di se stessi, nel brusio monotono dei loro passi sempre più rapidi che li portano impersonalmente con un grande movimento immobile. (Prendiamo uno di quegli uomini) che, avuta la rivelazione della misteriosa disfatta, non sopportano più di vivere nei falsi sembianti del soggiorno. Innanzitutto cercano di assumere su di sé questo movimento. Vorrebbero allontanarsi personalmente. Vivono ai margini... [Ma] la caduta è forse questo, il non poter più essere un destino personale, ma la sorte di ciascuno in tutti. (da L'amitié; citato in Gilles Deleuze e Félix Guattari L'Anti-Edipo, traduzione di Alessandro Fontana, Einaudi, 2002, pp. 391-392)

Maurice Blanchot 6
scrittore, critico letterario e filosofo francese 1907 – 2003

Ogni senatore in quest'aula è parzialmente responsabile per aver mandato 50.000 giovani americani nella tomba. Quest'aula puzza di sangue. Ogni senatore è parzialmente responsabile per i relitti umani negli ospedali militari e nel paese – giovani uomini senza gambe, braccia, genitali, facce, speranze. Non molti di questi ragazzi bruciati e mutilati pensano che questa guerra sia una gloriosa avventura. Non parlate loro di onore nazionale, di coraggio. Non ci vuole nessun coraggio per un parlamentare, per un senatore, per un presidente, ad avvolgersi nella bandiera e a dire che noi rimarremo in Vietnam, perché non è nostro il sangue versato. [... ] Se non facciamo finire questa guerra dannata, questi giovani imprecheranno contro di noi, per la nostra misera compiacenza nel lasciare al Governo la responsabilità che la Costituzione ci assegna. Dunque, prima di votare, ricordiamo l'ammonizione di Edmund Burke: «Un uomo combattivo dovrebbe essere cauto quando c'è di mezzo il sangue». (1970)

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George McGovern 3
politico statunitense 1922 – 2012

Felicità non è altro che contentezza del proprio essere e del proprio modo di essere, soddisfazione, amore perfetto del proprio stato, qualunque del resto esso stato si sia, e fosse pur arco il più spregevole. Ora da questa sola definizione si può comprendere che la felicità è di sua natura impossibile in un ente che ami se stesso sopra ogni cosa, quali sono per natura tutti i viventi, soli capaci d'altronde di felicità. Un amor di se stesso che non può cessare e che non ha limiti, è incompatibile colla contentezza, colla soddisfazione. Qualunque sia il bene di cui goda un vivente, egli si desidererà sempre un ben maggiore, perché il suo amor proprio [amore della propria persona] non cesserà, e perché quel bene, per grande che sia, sarà sempre limitato, e il suo amor proprio non può aver limite. Per amabile che sia il vostro stato, voi amerete voi stesso più che esso stato, quindi voi desidererete uno stato migliore. Quindi non sarete mai contento, mai in uno stato di soddisfazione, di perfetto amore del vostro modo di essere, di perfetta compiacenza di esso. Quindi non sarete mai e non potete esser felice, né in questo mondo, né in un altro. (4191-[[4192, 30 agosto 1826; 1898, Vol. VII, p. 122)

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Giacomo Leopardi 205
poeta, filosofo e scrittore italiano 1798 – 1837

Pregiudicati dalla scarsa domanda dell'esterno, i giovani stazionano nel "Reclusorio" grazie anche alla compiacenza degli amministratori, fino al punto di disattivare i criteri per il loro allontanamento. Alla fine del XVIII secolo, questo fenomeno è largamente rinvenibile, tanto da richiamare l'attenzione dei governatori che, nel 1790, dopo aver riscontrato che nei cinque anni precedenti nessun recluso è uscito impiegato, propongono alcune modifiche ai regolamenti vigenti. Considerando che i criteri fino ad allora osservati di licenziarsi dopo i diciotto anni i reclusi maschi, debbano essere rispettati più largamente, la Giunta dell'Albergo introduce alcune restrizioni per quanto riguarda la permanenza nell'Istituto, al fine di incentivare il reinserimento dei giovani nella società. Infatti, mentre si continua a raccomandare di non licenziare il recluso se non è perfettamente "istruito nell'arte", se ne prevede il trasporto nella casa di correzione di San Francesco fuori porta Capuana «se discepolo e resistente all'apprendere l'arte», oppure il passaggio ai vecchi dell'Albergo se "incapace e scimunito". Resta, invece, confermata la norma di dotare il giovane licenziato di un abito intero, ma questo misero incentivo, ben presto, è arricchito dalla dotazione dei basiliari strumenti di lavoro, nella vana speranza di invogliare i vittitanti a lasciare l'ospizio. Si tratta di espedienti poco convincenti che si scontrano, m annullandosi, contro i numeri sempre più grandi di quanti confluiscono nell'istituto (cap. 2, p. 51).


Odio constatare quanto la compiacenza prevalga nelle nostre vite, pur essendo contraria agli insegnamenti di Cristo.

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Jimmy Carter 26
39º presidente degli Stati Uniti d'America 1924

Una lunga familiarità col termine ci fa sapere cos'è l'onore. È ciò che consente all'individuo di agire correttamente davanti alla compiacenza e alla codardia. È ciò che consente al soldato di morire solo, al prigioniero politico di resistere, al cantante di cantare la sua canzone, difficilmente apprezzato, ai margini della strada.

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Mark Helprin 9
scrittore (commentatore politico conservatore), giornalista 1947

Forse osserverete in alcune mie opere compiacenze nelle riduzioni alquanto geometriche di alcuni elementi, sempre nel tentativo di avvicinamento al «Bello» nel senso di purezza e di pulizia di idea; meglio sarebbe una rappresentazione più umana senza omettere l'armonia. Spero domani di migliorare in tale direzione, così credo di aver fatto opera onesta. (da Leo Spaventa Filippi. Opere scelte 1930-1984)

Leo Spaventa Filippi 3
pittore italiano 1912 – 1999

I convegni politici si lasciano andare alla compiacenza, dato che pochi politici possono resistere alla tentazione di dire a un pubblico televisivo nazionale come governerebbero il paese se venissero eletti. Il problema è che non ci si aspetta che il governo mandi avanti il paese - si presume che noi si viva in un paese libero.

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Ron Paul 8
politico e medico ginecologo statunitense 1935

I consensi, gli applausi, i sorrisi, le compiacenze del prossimo sono il più potente farmaco contro l'invecchiamento, il più sicuro rimedio contro la fatica del vivere, il più potente afrodisiaco.

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Pablo Casals 7
violoncellista, compositore e direttore d'orchestra spagnolo 1876 – 1973

Dalla compiacenza deriva più cattiveria di quanta ne viene dai cattivi princìpi.

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Johann Gottfried Seume 1
scrittore tedesco 1763 – 1810

Si ha l'impressione precisa che Venezia sia stata davvero la musa geniale della pittura canalettiana. Non è la vibrazione molecolare ed atmosferica della pittura di Francesco Guardi, per cui la città è trasfigurata in una visione di capricciosa fantasia; è una serena compiacenza dell'impaginazione precisa di alcuni aspetti monumentali e scenografici, mediata attraverso i canoni rigorosi della prospettiva, rivissuta con una luminosità calda, armoniosa, quasi sensuale. (da Canaletto e Guardi, 1941)

Rodolfo Pallucchini 3
storico dell'arte italiano 1908 – 1989

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