Frasi su comunanza

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Alphonse De Lamartine 57
poeta, scrittore e storico francese 1790 – 1869
„Dio mio! Ho rimpianto spesso di esser nato! Ho desiderato spesso di indietreggiare sino al nulla, invece di procedere a traverso tante menzogne, tante sofferenze e tante perdite successive, fino a quella perdita di noi stessi che chiamiamo la morte. Tuttavia, anche in quei momenti nei quali la disperazione supera il ragionamento e nei quali si dimentica che la vita deve essere opera di perfezionamento di noi stessi, mi son sempre detto: — Vi è qualche cosa che rimpiangerei di non aver conosciuto, ed è il latte di una madre, l'affetto di un padre e la comunanza di animo e di cuore con i fratelli.
Sono le gioie ed anche le tristezze della famiglia! La famiglia, evidentemente, è un secondo noi stessi, esistente prima di noi e sopraviventeci con quello che vi è di migliore in noi: è l'immagine della santa e amorosa unità degli esseri, rivelata dal piccolo gruppo di esseri collegati fra loro, e resa visibile dal sentimento! (I, II, p. 18)“

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Michele Salvati 6
economista e politico italiano 1937
„Un partito è una comunità d'intenti, e si è partito se si riconosce lo stesso spirito di parte, la stessa comunanza profonda, lo stesso soffio vitale, alle principali tendenze che in esso operano, non se si respinge una di esse al di fuori dei confini del partito.“


Cormac McCarthy 85
scrittore statunitense 1933
„BIANCO... La comunanza di cui lei parla è basata solo e soltanto sul dolore. E se quel dolore fosse veramente collettivo invece che soltanto ripetitivo, il suo peso basterebbe a staccare il mondo dalle pareti dell'universo e a farlo precipitare in fiamme in mezzo a quel po' di notte che saprebbe ancora generare prima di ridursi a un nulla che non è neppure cenere. (p. 114)“

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Mina (cantante) 37
cantante italiana 1940
„Ci si associa da sempre. Per andare a caccia, per attraversare i mari alla ricerca di nuove terre. E senza associarsi non si vede come i mastri scalpellini delle Alpi Apuane avrebbero potuto scavare il marmo da consegnare a Michelangelo o come le splendide individualità tecniche di un Rossi, Conti o Cabrini, avrebbero potuto esplodere nella corale vittoria di un Mondiale senza paragoni. Ci si associa perché l'uomo è "animale sociale". Esageri, dunque, nel contestare il dato di fatto. Ma se ti riferisci agli "... ismi", al passaggio dal naturale bisogno umano di sentirsi associato all'istituzionalizzazione del senso di appartenenza che porta al gruppo etichettabile e marchiato, posso avvicinarmi alla tua diffidenza. Per arrivare al gruppone non basta la somma di un migliaio indistinto: occorre la comunanza di reciproche unità che esistono a priori e che, forse, nell'accostarsi e nel mescolarsi, potenziano un'identità già costituita. Nella liquidità contemporanea si è privilegiato il "social" al "personal". E ci si illude di essere associati. Ma occorre una notevole dose di fortuna per ritrovare un pensiero che sia espressione di un io potente, districandosi tra foto di costumini estivi o tutine da sci, postate con intento ammiccante per il pubblico virtuale, in un casino totale di scosciamenti e di inni al fancazzismo. No, almeno in un gruppo fisico ci si può ancora guardare in faccia. (dalla rubrica [http://minapervoi. vanityfair. it/2015/01/12/viviamo-in-una-societa-in-cui-si-e-privilegiato-il-%E2%80%9Csocial%E2%80%9D-al-%E2%80%9Cpersonal%E2%80%9D/#more-2145 "Mina per voi"], 12 gennaio 2015)“

Hans Carossa 8
scrittore e poeta tedesco 1878 – 1956
„In cospetto dei morti ogni parola non interamente vera, non interamente sobria, si spegne come in uno spazio senz'aria. In fondo ognuno percepisce dentro di sé un senso che si foggia una comunanza di pensiero e d'azione al di sopra di tutti i pianeti. Restiamo vigili entro il nostro cerchio più ristretto! Come può una stella errante essere avversa a chi dal proprio centro riconosce e risolve le cose più vicine e necessarie? Egli si è alleato allo spirito di tutti gli astri, e asseconda i moti dell'eterna vicenda. (da Nota di diario del 4 novembre 1916, p. 79)“

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Sidney Sonnino 2
politico italiano 1847 – 1922
„Quanto alla libertà e comunanza dei mari, in tempo di pace nessuno la contesta; in tempo di guerra il difficile è di farla valere. Gli Imperi centrali dichiarano, in teoria, di accettarla, ma la loro risposta pratica l'avete avuta nel metodo ripetutamente e impunemente raccomandato al proprio governo, come fosse la cosa più naturale del mondo, dall'inviato germanico a Buenos Aires, mentre stava impegnando la parola del governo stesso al pieno rispetto della incolumità delle navi argentine: il consiglio cioè di affondarle senza lasciare traccia. (citato in Giuseppe Fumagalli, Chi l'ha detto?, Hoepli, 1921, p. 687-688)“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„Ci sono sempre alcuni pochi, troppo nobili per la vita. Cercano il bianco, la solitudine. La nobiltà di questi esseri, che si puliscono con la luce dal sudiciume, risalta spesso in maniera bellissima sulla loro maschera mortuaria.
Ciò che io amo nell'uomo è la sua essenza al di là della morte, e la comunanza con lei. L'amore qui non è altro che un opaco riflesso. (da Nota di diario del 23 febbraio 1942, Parigi, p. 78)“

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Aldo Palazzeschi 125
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„Il romanzo lo immaginai vedendo tanti di quegli uomini cattolici integrali, sentendo una certa atmosfera nella quale giganteggiavano, sempre più isolate, talune figure di nobili. Alla fin fine, si vede che il Principe, attorno al quale ruota tutto un ambiente nuovo, tutto un mondo nuovo, spregiudicato, vano, falso, è sullo stesso piano del servitore. Che cosa hanno in comune Filippo di Santo Stefano e il sor Checco? Ma la fede, la comunanza di virtù, di ideali, di religione, insomma! Il cristianesimo è l'elevazione degli umili. Il principio cristiano dell'uguaglianza di fronte a Dio, della fraternità degli uomini, dell'intesa, della comunione che può esistere fra due persone tanto distanti per posizione sociale, per cultura: il Principe, per l'appunto, e il vecchio, fedele servitore: il sor Checco personaggio emblematico quanto mai, dotato di una sua personalità, di una dignità ch'è tipica delle anime semplici e ingenue, quando fermamente credono nei valori della trascendenza. Essi sono profondamente uniti, pur essendo su due piani sociali diversissimi da qualcosa di più importante: il senso dello spirituale, l'obbedienza alla legge di Dio, la vita vissuta in conformità a questa legge.“


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Konrad Lorenz 113
zoologo e etologo austriaco 1903 – 1989
„Ad opera del linguaggio è sorta una comunanza, una comunanza del sapere e quindi del volere mai prima esistita.“

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Luciano Zuccoli 12
scrittore italiano 1868 – 1929
„Non ci sono doveri fra due che si amano. C'è la comunanza di tutto, dell'anima, del corpo, del danaro, di tutto!“

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Friedrich Engels 27
economista, filosofo e politico tedesco 1820 – 1895
„Come pensate che possa essere effettuata la transizione dalla situazione attuale alla comunanza della proprietà ? La prima, fondamentale condizione per l'introduzione della comunanza della proprietà è la liberazione politica del proletariato attraverso una costituzione democratica. (da Bozza della confessione di fede di un comunista, 1847)“

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Terenzio Mamiani 84
filosofo, politico e scrittore italiano 1799 – 1885
„Nazione vuol significare certo novero di genti per comunanza di sangue, conformità di genio, medesimezza di linguaggio atte e preordinate alla massima unione sociale. (p. 2, VI)“


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Henry Adams 26
scrittore e storico statunitense 1838 – 1918
„Un amico in un'intera vita è molto; due sono tanti; tre sono quasi impossibili. L'amicizia ha bisogno di un certo parallelismo delle vite, di una comunanza di pensiero, di una rivalità d'intenti.“

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Terenzio Mamiani 84
filosofo, politico e scrittore italiano 1799 – 1885
„Aristotile con molto senno incomincia dall'insegnar quello che spetta al buono stato della famiglia, perché della comunanza umana l'individuo compiuto non è lo scapolo, ma l'ammogliato con prole o vogliam dire la famiglia, rimossa la quale, come fu scritto nell'aforismo XIV, non rimane intermezzo alcuno che tempri l'amor proprio e la fiera e violenta natura nostra. (p. 400, I)“

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Carlo Levi 58
scrittore e pittore italiano 1902 – 1975
„Il vedermi con una sorella muoveva uno dei loro piú profondi sentimenti: quello della consanguineità, che, dove non c'è senso di Stato né di religione, tiene, con tanta maggiore intensità, il posto di quelli. Non è l'istituto familiare, vincolo sociale, giuridico e sentimentale; ma il senso sacro, arcano e magico di una comunanza. (1990, p. 78)“

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Terenzio Mamiani 84
filosofo, politico e scrittore italiano 1799 – 1885
„I prìncipi non sono, del certo, scelti da Dio immediatamente, ma sono da Dio immediatamente investiti di loro sovranità. Il popolo indica l'uomo a cui vuole obbedire e in quell'uomo è subito la pienezza della sovranità che da Dio gli proviene. Perocché come da Dio è islituito il fine della socievole comunanza, così è istituito il mezzo nella autorità del comando. (p. 71)“

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