Frasi su comune

Pier Paolo Pasolini foto
Pier Paolo Pasolini 144
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell'aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell'omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente.“

Stefano Rodotà foto
Stefano Rodotà 59
giurista e politico italiano 1933
„L’apertura verso un diritto a Internet rafforza indirettamente, ma in modo evidente, il principio di neutralità della rete e la considerazione della conoscenza in rete come bene comune, al quale deve essere sempre possibile l’accesso. (libro Il mondo nella rete)“


Björn Larsson foto
Björn Larsson 5
scrittore svedese 1953
„Esistono tante maniere diverse per imparare a conoscere un'altra persona. L'amore è uno di questi. Alcuni amano soprattutto con la testa: devono sapere tutto dell'altro e parlano continuamente per assicurarsi di ragionare nello stesso modo e provare le stesse emozioni. Il loro amore passa attraverso le parole. Altri amano soprattutto con il cuore: hanno quasi paura di dire troppo. Temono di poter scoprire che l'amore è l'unica cosa che hanno in comune.“

„Per il poeta Gottfried Benn, l'Espressionismo non è che la versione, la variante tedesca di un movimento d'avanguardia comune a tutta l'Europa e che si è chiamato altrove Cubismo o Futurismo... Analoga è la tesi degli esegeti dell'Espressionismo Herwarth Walden ed Hermann Bahr. Entrambi assimilano Futurismo ed Espressionismo. (p. 18)“

Karl Rahner foto
Karl Rahner 31
gesuita e teologo tedesco 1904 – 1984
„È un vero pacifista chi è capace di cambiare opinione, perché solo così si può sperare di poter riappacificare avversari che sostenevano pareri diversi. È pacifista solo chi è capace di rimetterci, dando ragione al suo cosiddetto avversario e terminando una discussione diverso da come è entrato. È pacifista chi riesce a lodare almeno una volta il sostenitore di opinioni e di decisioni contro le quali egli è convinto in coscienza del proprio dovere di resistenza e opposizione. È pacifista chi tratta con pazienza e cortesia anche chi gli dà sui nervi. Siamo pacifisti solo quando non disprezziamo gli atteggiamenti e gli sforzi degli altri con grossolani e declassanti giudizi facili da evitare; quando abbandoniamo il nostro modo di pensare fatto di luoghi comuni; quando cerchiamo di scoprire, dietro le parole, il concetto sul quale siamo forse dello stesso parere. Siamo pacifisti solo se confrontiamo noi stessi con gli ideali degli altri, secondo le possibilità reali; quando non difendiamo il nostro prestigio sociale e combattiamo in modo leale e corretto, anche se questa correttezza dovesse diminuire le possibilità della nostra vittoria.
Serviamo la pace solo se abbiamo davvero capito che possiamo assumerci delle responsabilità anche esitando o tacendo, se stimiamo i politici solo quando si dimostrano veri uomini in tutte le situazioni e non banali rappresentanti del nostro egoismo e quando sospettiamo dei politici che ci danno troppo ragione, confermando la nostra opinione. Avremo la beatitudine promessa dal Vangelo agli operatori di pace, quando combatteremo per la libertà nostra e per quella degli altri, e impareremo, piano piano, a sentire nostra l'ingiustizia commessa non solo verso noi stessi, ma anche verso gli altri.<br /Ci sono anche piccole virtù quotidiane del pacifista. È cortese verso chi gli è subordinato e non è servile davanti a quelli più potenti di lui. Mette di fronte al suo errore chi ha mancato, ma sa tacere di fronte agli altri. Non si considera troppo importante ed insostituibile; sa che in tutti noi l'autodifesa tende a prendere il sopravvento sull'autocritica; sa anche di poter delegare la responsabilità e non crede sempre di fare tutto meglio degli altri. Sa che a volte è meglio che l'altro faccia bene qualcosa che lui stesso avrebbe fatto meglio, perché la libertà dell'altro, che è veramente la cosa più importante, può svilupparsi solo quando gli si permette di fare bene ciò che sa fare. Il pacifista non si fa costringere ad accettare alternative primitive; tenta di formulare gli argomenti del suo avversario nel modo migliore e più convincente di quanto lui stesso non sia riuscito a fare, perché il pacifista non cerca la misera vittoria su un avversario che ha già ridotto ad un fantoccio. Cerca, invece, di superare i propri pregiudizi là dove riconosce che si tratta di parzialità emotiva, perché sa che siamo ancora fin troppo ottusi dove crediamo di essere aperti. Il pacifista cerca di convincersi sempre che l'altro non è sciocco o cattivo solo per il fatto che sostiene un'altra opinione; si rende conto, infatti, che le possibilità di essere sciocchi o cattivi, e quindi egoisti, sono regolarmente presenti in tutti gli uomini. (Da La pace come impegno, 1968; pp. 138-139)“

Zygmunt Bauman foto
Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017
„Nel mondo liquido-moderno la solidità delle cose, così come la solidità dei rapporti umani, tende a essere considerata male, come una minaccia: dopotutto, qualsiasi giuramento di fedeltà e ogni impegno a lungo termine (per non parlare di quelli a tempo indeterminato) sembrano annunciare un futuro gravato da obblighi che limitano la libertà di movimento e riducono la capacità di accettare le opportunità nuove e ancora sconosciute che (inevitabilmente) si presenteranno. La prospettiva di trovarsi invischiati per l’intera durata della vita in qualcosa o in un rapporto non rinegoziabile ci appare decisamente ripugnante e spaventosa. (libro Cose che abbiamo in comune: 44 lettere dal mondo liquido)“

Stephen Hawking foto
Stephen Hawking 42
matematico, fisico e cosmologo britannico 1942
„Viviamo in un mondo che ci disorienta con la sua complessità. Vogliamo comprendere ciò che vediamo attorno a noi e chiederci: Qual è la natura dell'universo? Qual è il nostro posto in esso? Da che cosa ha avuto origine l'universo e da dove veniamo noi? [... ] quand'anche ci fosse una sola teoria unificata possibile, essa sarebbe solo un insieme di regole e di equazioni. Che cos'è che infonde vita nelle equazioni e che costruisce un universo che possa essere descritto da esse? L'approccio consueto della scienza, consistente nel costruire un modello matematico, non può rispondere alle domande del perché dovrebbe esserci un universo reale descrivibile da quel modello. Perché l'universo si dà la pena di esistere? [... ] Se però perverremo a scoprire una teoria completa, essa dovrebbe essere col tempo comprensibile a tutti nei suoi principi generali, e non solo a pochi scienziati. Noi tutti – filosofi, scienziati e gente comune – dovremmo allora essere in grado di partecipare alla discussione del problema del perché noi e l'universo esistiamo. Se riusciremo a trovare la risposta a questa domanda, decreteremo il trionfo definitivo della ragione umana: giacché allora conosceremmo la mente di Dio.“

Francesco Alberoni foto
Francesco Alberoni 69
sociologo, giornalista e scrittore italiano 1929
„Ogni essere vivente [... ] porta in sé una volontà di sperimentare, vivere, espandersi, affermarsi, dominare sugli altri. Tutti gli animali delimitano un proprio territorio e lottano per espanderlo e impedire agli estranei di entrarvi. Tutti i maschi cercano di accoppiarsi con tutte le femmine più belle e le femmine con i maschi più forti o più vistosi. Tutti inoltre lottano per affermare e vedere riconosciuta la propria superiorità, il proprio rango. Nietzsche, che per primo ha capito questa tendenza universale, l'ha chiamata "volontà di potenza". [... ] Ciò che invece continua a contare, e sempre di più, è la volontà di potenza in se stessa, purché intesa nel suo senso più ampio, come energia vitale, volontà di creare, di realizzare, di superare gli altri. E questo in tutti i campi, nella scienza, nella musica, nel cinema, negli affari, nella politica. Dovunque il fattore decisivo resta questo slancio interiore che si presenta come irrequietezza, ambizione, curiosità, coraggio di sperimentare il nuovo, tenacia, voglia di riuscire. Lo si vede già nei bambini, negli adolescenti destinati al successo. Qualche volta si presenta come capacità specifica, come nei geni matematici o musicali precoci, ma spesso assume solo l'aspetto di una inquietudine evasiva, conturbante. Lo si vede negli uomini e nelle donne che riusciranno, che hanno tutti, indistintamente, una grande fede in se stessi, una caparbia volontà di realizzare la propria meta da cui nessuno riesce a distoglierli. Per cui cadono e si rialzano. E gli altri percepiscono la loro superiorità. Spesso li invidiano, li temono, cercano di fermarli, ma inutilmente. (da Leoni o volpi, in comune abbiamo la volontà di potenza, Corriere della sera, 5 luglio 2004)“


Papa Leone XIII foto
Papa Leone XIII 36
256° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1810 – 1903
„Non può sorgere alcun dubbio intorno agli intenti della democrazia sociale e intorno a quelli della democrazia cristiana. Infatti la prima, da molti è portata a tanta malvagità da non tener in alcun conto l'ordine soprannaturale, cercando esclusivamente i beni corporali e terreni, e collocando tutta la felicità umana in tale acquisto e in tal godimento. Vuoi quindi che il governo venga in mano della plebe affinché, livellando quant'è possibile, le classi, le torni facile il passo all'eguaglianza economica; tende perciò a sopprimere ogni diritto di propretà, e a mettere tutto in comune, i patrimonii dei privati e perfino gli strumenti per guadagnarsi la vita. Al contrario la democrazia cristiana, per ciò stesso che si dice cristiana, deve avere necessariamente per sua base i principii della fede, e provvedere ai vantaggi dei ceti inferiori, ma sempre in modo di curarne il perfezionamento morale, in ordine ai beni eterni per cui son fatti. (p. 200-201)“

Papa Leone XIII foto
Papa Leone XIII 36
256° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1810 – 1903
„Se consideriamo che tutti gli uomini sono della stessa razza e della stessa natura e che devono tutti giungere allo stesso fine ultimo, e se esaminiamo i doveri e i diritti che derivano da questa origine e destino comuni, non si può dubitare che essi siano uguali.“

Winston Churchill foto
Winston Churchill 96
politico, storico e giornalista britannico 1874 – 1965
„È stato detto che la democrazia è la peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono sperimentate fino ad ora. (dal discorso alla Camera dei Comuni del novembre 1947)“

Hannah Arendt foto
Hannah Arendt 60
filosofa, storica e scrittrice tedesca 1906 – 1975
„I movimenti totalitari trovano un terreno fertile per il loro sviluppo dovunque ci sono delle masse che per una ragione o per l'altra si sentono spinte all'organizzazione politica, pur non essendo tenute unite da un interesse comune e mancando di una specifica coscienza classista, incline a proporsi obiettivi ben definiti, limitati e conseguibili.“


John Fitzgerald Kennedy foto
John Fitzgerald Kennedy 55
35º presidente degli Stati Uniti d'America 1917 – 1963
„Dunque non concentriamoci solo sulle nostre differenze, ma pensiamo anche ai nostri interessi comuni e a come superare tali differenze. E se le nostre divergenze non possono essere risolte oggi, almeno possiamo cercare di rendere il mondo un luogo sicuro per le diversità. Perché, in fin dei conti, il nostro più elementare legame è che tutti noi abitiamo questo piccolo pianeta, respiriamo la stessa aria, ci preoccupiamo per il futuro dei nostri figli, e siamo tutti mortali. (dal discorso alla American University, 10 giugno 1963)“

Robert Jordan foto
Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„Ti conosco, conosco il tuo sangue e la tua dinastia, su fino alla scintilla primordiale della vita, su fino al Primo Istante. Non puoi mai nasconderti a me. Mai! Siamo legati l'uno all'altro, come facce della stessa moneta. Uomini comuni possono nascondersi nelle pieghe del Disegno, ma i ta'veren spiccano come falò sulla cima d'una collina; e tu... tu spicchi come se nel cielo ci fossero diecimila frecce lucenti puntate su di te! Sei mio e sempre a portata della mia mano!(Ba'alzamon, capitolo 15)“

Fabio Caressa foto
Fabio Caressa 54
giornalista e conduttore televisivo italiano 1967
„Io sono un uomo di campo, io so cosa vuol dire cosa vuol dire combattere per vincere, io sono un uomo di sport, io so cosa vuol dire vivere nel gruppo, leggere negli altri le tue stesse speranze, io so cosa vuol dire avere un sogno comune e trovarsi ad un passo dal realizzarlo, io conosco i pensieri che attraversano le vostre menti, le paure che dovete vincere, io ci sono stato, io so che potete farcela, che farete di tutto, che sentite che vi siamo vicini, adesso ragazzi; adesso è il momento; noi ci crediamo. È il 9 di luglio del 2006, è l'Olimpiastadium di Berlino, Italia-Francia è la finale.“

Jean-Claude Juncker foto
Jean-Claude Juncker 18
politico lussemburghese 1954
„Un esercito di questo tipo dichiarerebbe al mondo che non ci sarà mai più una guerra tra Paesi Ue, ci aiuterebbe a costruire una politica di difesa e di sicurezza comune, e ad assumere tutti insieme le responsabilità dell'Europa nel mondo.“

Mostrando 1-16 frasi un totale di 1626 frasi