Frasi su comunitario

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Luciano Moggi 45
dirigente sportivo italiano 1937
„[Sul "caso Iuliano-Ronaldo" in Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998] Non ci doveva proprio essere la partita: l'Inter doveva essere in serie B visto che aveva tesserato Córdoba come comunitario e comunitario non era.“

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Gillo Dorfles 10
critico d'arte, pittore e filosofo italiano 1910
„La borghesia in Italia ha fatto fiasco. Almeno una volta c'era una borghesia illuminata. Oggi è pochissimo illuminata. E il cialtrionismo è tipico della borghesia attuale. Finite le oasi di alcuni decenni fa, mentre la diffusione della cultura ha coinciso con l'involgarimento e l'appiattimento. È finita la coesione comunitaria. Da noi la destra non ha saputo fare cultura di punta né generare classi dirigenti, a differenza dei grandi paesi occidentali.“


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Costanzo Preve 55
filosofo e saggista italiano 1943 – 2013
„La concezione della verità come funzione della riproduzione comunitaria resta dunque più o meno la stessa sia nelle società preistoriche che nella polis di Atene. La novità sta però in ciò, che essa è ormai l'oggetto di un dialogo tendenzialmente "democratico", perché in potenza estesa a tutti. (p. 24)“

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Mario Mauro 6
politico italiano 1961
„Il diritto comunitario non è competente in materia di diritto di famiglia dei singoli Stati Ue e quindi nell'equiparazione della famiglia con le convivenze e le unioni omosessuali (2007, [http://www. votamauro. it/Comunicati/Comunicati2007/interrogazioneunionigay/tabid/354/Default. aspx])“

Adele Gambaro 2
politico italiano 1964
„Per mia storia personale e impostazione culturale trovo che l'Europa sia una risorsa imprescindibile per l'Italia. Questo Paese, con le sue tante debolezze, benché forte del peso della sua storia e delle sue eccellenze, ha bisogno del vecchio continente e dello schema comunitario di cui si è dotato per amministrarsi e gestirsi nel modo più efficiente e produttivo possibile.“

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Walter Barberis 8
storico italiano 1950
„La mancanza di una sensibilità comunitaria degli italiani – di una idea di patria se si preferisce – non si è rivelata né consolidata nei cinquant'anni appena trascorsi; chiama in causa almeno cinque, se non quindici secoli. (premessa; p. 9)“

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Vittorio Messori 30
giornalista e scrittore italiano 1941
„Nel maggio del 1949 fu istituito a Strasburgo il Consiglio d'Europa, organismo allora privo di poteri politici effettivi e incaricato solo di «porre le basi per la costruzione di una federazione europea». Così nell'atto della sua fondazione. L'anno dopo – dunque, nel 1950 – quel Consiglio bandì un concorso di idee, aperto a tutti gli artisti, per una bandiera della futura Europa unita. Un allora giovane disgnatore alsaziano, Arsène Heitz, partecipò con un bozzetto, dove dodici stelle bianche campeggiavano in un cerchio su uno sfondo azzurro. Come rivelò poi, l'idea non era casuale: devoto della Madonna, recitava ogni giorno il rosario. Proprio quando seppe del concorso europeo e decise di partecipare stava leggendo la storia di santa Catherine Labouré e – stimolato da quella lettura – si era deciso a procurarsi, per sé e per la moglie, una «Medaglia miracolosa», che sino allora non conosceva. Le stelle, dunque, del suo disegno vennero da lì: e, lì, venivano direttamente dall'Apocalisse e dalla sua «Donna vestita di sole» con la corona attorno al capo. Quanto all'azzurro, era il colore tradizionale della Vergine. Tra i 101 bozzetti giunti da tutto il mondo, «inspiegabilmente», come disse lo stesso Heitz (che aveva partecipato al concorso senza troppe speranze, quasi solo per rispondere a un impulso datogli dalla scoperta della Medaglia), il Consiglio d'Europa scelse proprio il suo. Si noti, tra l'altro, che il responsabile della commissione che procedeva alla scelta era un ebreo, Paul M. G. Lévy, direttore del Servizio di stampa e informazione del Consiglio. Non agirono, dunque, motivazioni confessionali [... ] Inoltre, a conferma della singolarità della scelta, contro la proposta di Heitz stava il fatto che, se dodici erano le stelle sulla bandiera proposta, non altrettanti erano allora gli Stati del Consiglio. In effetti, di fronte alle critiche, il disegnatore dovette replicare che il dodici rappresentava un «simbolo di pienezza» (e tale è, infatti, anche nell'Antico Testamento: dodici, tra l'altro, i figli di Giacobbe, come dodici le tribù di Israele; ed è perciò che dodici è il numero voluto da Gesù per i suoi apostoli, a significare che la Chiesa è il «nuovo popolo eletto»). Avendo adottato questa prospettiva simbolica, le autorità comunitarie, quando gli Stati membri dell'Europa finirono col superare la dozzina, stabilirono ufficialmente che il numero delle stelle sulla bandiera era da considerare immutabile. (pp. 107-108)“

„Il Sud [Italia] che conosciamo è molto diverso al suo interno per la combinazione di fattori di ricchezza, di occupazione, di tenuta istituzionale, di qualità della vita, di densità delle relazioni comunitarie, di presenza della criminalità organizzata. Anche al Sud vi sono aree di relativa ricchezza senza sviluppo e spesso i territori peggiori non sono quelli più poveri, ma quelli in cui il degrado delle relazioni sociali ha sostituito la comunità virtuosa con quella perversa. Sembra concretizzarsi, in tanti territori, quella che Elinor Ostrom, Nobel per l'economia nel 2009, nel suo libro Governare i beni collettivi, chiama la "tragedia dei beni collettivi": l'incapacità, cioè, delle comunità locali di valorizzare i beni comuni (pp. 6-7).“


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Michel Foucault 21
sociologo, filosofo e psicologo francese 1926 – 1984
„Nei periodi ellenistico e imperiale, il concetto socratico del «prendersi cura di sé» divenne un tema filosofico comune, universale. La «cura di sé» fu accettata da Epicuro e dai suoi seguaci. dai cinici, dagli stoici come Seneca, Gaio Musonio Rufo, Galeno. i pitagorici si interessarono molto al concetto di una vita ordinata e comunitaria. La cura di sé non costituiva una raccomandazione astratta, ma una attività ampiamente diffusa, una rete di obblighi e servigi resi alla propria anima. (da Tecnologie del sé. Un seminario con Michel Foucault, a cura di Luther H. Martin, Huck Gutman, Patrick H. Hutton, traduzione di Saverio Marchignoli, Boringhieri, Torino, 1992, p. 23)“

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Marco Tullio Cicerone 101
avvocato, politico, scrittore, oratore e filosofo romano -106 – -43 a.C.
„Sicuramente non c'è nulla di più utile che comprendere che noi siamo nati per la giustizia e che il diritto non è stato costituito dalla convenzione, bensì dalla natura. La cosa risulterà evidente, se si considererà con attenzione l'attitudine umana alla socievolezza e alla vita comunitaria. Non c'è un individuo così simile a un altro individuo, quanto noi esseri umani siamo simili l'uno all'altro. Infatti, se la depravazione delle consuetudini, se la vanità delle opinioni non contorcesse le nostre deboli anime sviandole dal punto dove avevano cominciato a mirare, nessuno sarebbe simile a se stesso come ogni essere umano è simile a tutti gli altri. E pertanto, qualunque sia la definizione dell'essere umano, essa sarebbe unica e varrebbe per tutti. [... ] E non c'è nessun individuo di nessun popolo che, se guidato dalla natura, non possa pervenire alla virtù. (I, 10, 28-30)“

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Aldo Moro 13
politico e accademico italiano 1916 – 1978
„Il potere si legittima davvero e solo per il continuo contatto con la sua radice umana e si pone con un limite invalicabile: le forze sociali che contano per se stesse, il crescere dei centri di decisione, il pluralismo che esprime la molteplicità irriducibile delle libere forme della vita comunitaria. (durante il XI Congresso della Democrazia Cristiana, Roma, 29 giugno 1969)“

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Costanzo Preve 55
filosofo e saggista italiano 1943 – 2013
„Esiste una specifica verità religiosa, ed essa consiste nella consapevolezza piena, ad un tempo individuale e sociale, della dipendenza dalla natura e dalla cooperazione comunitaria. In quest'ottica il contrario del vero, e cioè il falso, consiste nell'illusione individualistica dell'indipendenza del singolo, concepito come originario, sia dalla natura che dalla cooperazione comunitaria. (p. 53)“


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Diego Fusaro 21
filosofo italiano 1983
„Nella verità filosofica Costanzo credeva profondamente: per lui, la filosofia era una pratica veritativa legata alla dimensione storica e sociale. Il suo pensiero, per chi vorrà approfondirlo, è un grandioso tentativo di coniugare Hegel con Marx, ossia una critica radicale della società frammentata con l'esigenza veritativa della filosofia come ricerca di una sintesi sociale comunitaria degna dell'uomo come zoon logon echon, ossia come animale dotato di ragione, di linguaggio e di giusto calcolo delle proporzioni sociali.“

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Valentina Nappi 22
attrice pornografica italiana 1990
„Mi piace il Cazzo. Mi piace il Cazzo. Mi piace il Cazzo. Mi piace il Cazzo. Il Cazzo, a differenza della Vulva, è un'idea di emancipazione, di liberazione dai legami comunitari, nell'eterno progetto di un'umanità liberata, nel segno del Logos universale. Un'idea che si coniuga con la deterritorializzazione, col superamento dei confini, con l'universalismo. Il Cazzo punta all'emancipazione dell'individuo dai lacci sociali, territoriali, linguistici, tradizionali. La sua azione pratico-politica è alimentata da una pulsione all'esplorazione del possibile. Il Cazzo è transumanesimo, è la cultura che sovverte la natura, la domina, la prende per il culo, glielo mette in culo, la porta al paradosso, al contro-natura. Del contro-natura costituiscono altissime manifestazioni il controintuitivo, la paradossalità dell'arte contemporanea, l'impeto della scienza e della tecnica che contraddicono il senso comune e umiliano la logica dell'"è sempre stato così". Viva il Cazzo!“

Marcello Veneziani 34
giornalista e scrittore italiano 1955
„Ci sono almeno tre destre: la destra liberale, un po' conservatrice sul piano dei valori, liberista in economia, anticomunista e garantista; la destra della tradizione, con significative varianti cattoliche o ribelli; la nuova destra, sociale e comunitaria, critica verso il dominio del mercato e il modello consumista. (da [http://www. ilgiornale. it/cultura/il_sobrio_orgoglio_essere_destri/06-10-2010/articolo-id=478234-page=0-comments=1 Il sobrio orgoglio di essere "destri"], il Giornale. it, 6 ottobre 2010)“

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Giuseppe Betori 13
cardinale e arcivescovo cattolico italiano 1947
„La comunicazione in rete sembra declinare nuovi profili sociali, relazioni altre rispetto a quelle reali, appartenenze che hanno pretesa di confini comunitari.“

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