Frasi su conato


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Baruch Spinoza 146
filosofo olandese 1632 – 1677
„Nessuna cosa potrebbe tendere alla propria distruzione per sua natura, ma, al contrario, ciascuna cosa possiede in sé un conato sia a conservarsi nel suo stato, sia a portarsi ad uno [stato] migliore.“

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Aldo Grasso 66
giornalista, critico televisivo e docente italiano 1948
„Al diavolo «La pupa e il secchione»! Al diavolo Platinette e i suoi conati di moralismo! Al diavolo la categoria infestante degli opinionisti (l'opinione inghiotte il pensiero e lo restituisce come sterco)! Al diavolo Crozza! Fermi tutti, c'è Carlo Fruttero.“


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Albert Camus 172
filosofo, saggista e scrittore francese 1913 – 1960
„Ho male al cuore, Cesonia. [... ] Sono tutto scosso da conati di vomito. Mi fanno male le gambe, le braccia. Mi fa male la pelle. Ho la testa svuotata, ma la cosa più rivoltante è questo sapore che ho in bocca. Non sa di sangue né di morte né di febbre, ma di tutto questo messo insieme. Mi basta muovere la lingua perché tutto si faccia nero e l'umanità mi ripugni.“

Giuseppe Cacciatore 1
filosofo italiano 1945
„Qui [ nel De triplici minimo] Bruno, come Vico, tende a trasformare l'atomo in punto metafisico e in conato, ma non certo al fine di restaurare l'antica dottrina atomistica lucreziana, ma per concepirli come forze e come «operazioni dell'anima del mondo». (da Vico e Bruno, in Autobiografia e filosofia. L'esperienza di Giordano Bruno, Istituto nazionale di studi sul Rinascimento – Atti del convegno (Trento, 18-20 maggio 2000), a cura di Nestore Pirillo, Edizioni di storia e letteratura, Roma, 2003)“

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Diablo Cody 15
sceneggiatrice e scrittrice statunitense 1978
„Ho scritto questo libro perché non avrei mai potuto lasciare che tutti questi detriti psichici mi fermentassero dentro per sempre. Certe storie implorano di essere raccontate (una regola, così a occhio: una storia con un'asta di mutandine deve essere raccontata). Per cui ho vuotato il sacco. Spero che siate stati degnamente intrattenuti, e che i periodici conati di nausea siano stati se non altro stemperati dagli occasionali frisson di piacere. (p. 217)“

Tommaso Landolfi 41
scrittore, poeta e traduttore italiano 1908 – 1979
„Ed ecco anche il massimo effetto che possono ormai sortire i miei conati di terza persona. Quasi la terza persona non fosse un'attitudine profonda dell'animo, ma una mera questione grammaticale. (È manifesto che col riportare questa ignobile prosa vo perseguendo ragioni tutt'altre dalle letterarie. Santo nome di Balzac qui sopra invocato! dove meglio tornerebbe al proposito un Ferenc o un Lajos.) (p. 110)“

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Italo Svevo 91
poeta, scrittore 1861 – 1928
„Compresi finalmente che cosa fosse la perfetta salute umana quando indovinai che il presente per lei era una verità tangibile in cui si poteva segregarsi e starci caldi. Cercai di esservi ammesso e tentai di soggiornarvi risoluto di non deridere me e lei, perché questo conato non poteva essere altro che la mia malattia ed io dovevo almeno guardarmi dall'infettare chi a me s'era confidato. Anche perciò, nello sforzo di proteggere lei, seppi per qualche tempo movermi come un uomo sano. (cap. 6; 1988, p. 147)“

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Tahar Ben Jelloun 35
scrittore marocchino 1944
„[Sulla Libia] Arrivando in Libia, già all'aeroporto ci si ritrova come catapultati nei tempi passati dei paesi totalitari dell'Est europeo. I poliziotti in uniforme o in borghese sono sospettosi e onnipresenti. Si ha la sensazione di essere arrivati in un paese immaginato da Georges Orwell e Franz Kafka insieme. Tutto è fermo, assurdo, strano. Si è spiati, sorvegliati, ci si sente a disagio. La prima notte trascorsa all'hotel l'ho passata in bianco. Impossibile conciliare il sonno. Se l'ambasciata di Francia non mi avesse soccorso, non sarei potuto restare in quel paese che mi faceva venire il mal di testa e i conati di vomito. Sono sensazioni non facili da spiegare.“


Heinrich Ahrens 8
filosofo e giurista tedesco 1808 – 1874
„Accade del mondo intellettuale delle idee lo stesso che del mondo fisico; in questo l'occhio scorge a grandissima lontananza gli oggetti, massime i più elevati; ma per raggiungerli, spesso fa duopo d'un lungo cammino. Medesimamente l'intelligenza può chiaramente comprendere le idee più elevate, i principii generali; ma perché si traducano nella realtà, perché acquistino il diritto di cittadinanza, perché siano applicate alle presenti condizioni sociali, sovente vi abbisognano i conati di più secoli. Oggi il mondo sociale procede più franco, e la sua mossa si fa ognor più accelerata a misura che progredisce; però in nessuna epoca è dato di conoscere la distanza che separa la teoria dalla pratica, e le modificazioni che questa può a quella arrecare. (dalla Prefazione alla prima edizione)“

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Nikolaj Vasiljevič Gogol 87
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Cosí diranno molti lettori, e rimprovereranno l'autore d'inverosimiglianza, o daranno dell'imbecille ai poveri funzionari, giacché l'uomo è generoso di questa parola imbecille, e pronto a somministrarla venti volte al giorno al suo prossimo. È sufficiente, di dieci lati, averne uno un po' sciocco, per esser spacciato imbecille a onta dei nove buoni. Ai lettori riesce facile trinciar giudizi guardando dal loro angolo tranquillo, da una sommità da cui è tutta aperta la visuale su tutto quanto avviene in basso, dove l'uomo scorge soltanto gli oggetti vicini. Anche negli annali universali dell'umanità vi sono addirittura molti secoli, che, si direbbe, andrebbero cancellati e annullati, come superflui. Molti errori si sono compiuti a questo mondo, tali che, si direbbe, ora non li farebbe neppure un bambino. Che strade tortuose, cieche, anguste, impraticabili, lontane dal giusto orientamento, ha scelto l'umanità nel suo conato di pervenire alla verità eterna, mentre pure aveva innanzi tutta aperta la retta via, simile a quella che conduce alle splendide stanze, destinate all'imperatore in una reggia! Piú larga di tutte l'altre vie, piú fastosa era questa, rischiarata dal sole e illuminata tutta notte dai fuochi: ma fuori di essa, nella fitta oscurità, ha proceduto il flusso degli uomini. E quante volte, già guidati da un pensiero che scendeva dai cieli, essi hanno ancora saputo deviare e smarrirsi, hanno saputo nel pieno fulgore del giorno cacciarsi un'altra volta nei fondi impraticabili, hanno saputo un'altra volta spandersi l'un l'altro negli occhi una cieca nebbia, e vagando dietro ai fuochi fatui, hanno pur saputo spingersi fin sull'orlo dell'abisso, per poi, inorridendo, domandarsi l'un l'altro: – Dov'è l'uscita? dov'è la via? – Ora tutto appare chiaro alla generazione che passa, e si meraviglia degli errori, ride della semplicità dei suoi antenati, e non vede che un fuoco celeste irradia tutti questi annali, che grida da essi ogni lettera, e che di là, penetrante, un dito s'appunta proprio su essa, su essa, la generazione che passa. Ma ride la generazione che passa, e sicura di sé, orgogliosa, dà inizio a una nuova serie di errori, sui quali a loro volta rideranno i posteri. (I, 10; 1977, p. 210)“

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Areteo di Cappadocia 34
medico greco antico
„La voce svanisce: i polsi si fanno minimi e frequentissimi: e [... ] gli sforzi di vomito sono perpetui ma infruttuosi. La voglia di evacuare il ventre è vieppiù tormentosa, seguita da tenesmo, e da niuna materia evacuata. Infine s'affaccia la morte piena di dolori, miseranda tra le convulsioni, lo strangolamento, e gl'incessanti e vani conati per vomitare. Cosiffatto malore spesseggia nell'estate, meno frequente in autunno, meno ancora in primavera, rarissimo nell'inverno. Fra le eta le più soggette, sono a designarsi la gioventù, e quella che è congiunta a maggior robustezza. Ne' vecchi assai di rado lo vedrai. I fanciulli lo soffrono più de' vecchi; ma non è in loro pericoloso. (p. 17)“

Jean-Claude Izzo 81
scrittore, giornalista e poeta francese 1945 – 2000
„Ebbi un conato di vomito. Corsi in fondo alla terrazza e vomitai sugli scogli. Un'onda si infranse, divorando il mio rifiuto del mondo. La sua disumanità e la sua inutile violenza. Guardai la schiuma bianca lambire gli anfratti dello scoglio prima di ritirarsi. Mi faceva male lo stomaco. Il corpo cercava la bile. Ma non avevo più nulla da vomitare. Solo un'immensa tristezza.“