Frasi su conciliazione

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Pietro Gori 4
anarchico italiano 1865 – 1911
„[... ] la dinamica rivoluzionaria non può avere un obiettivo, che si restringa nella orbita angusta delle antiche frontiere politiche; non può limitarsi alla demolizione pura e semplice dei vecchi ceppi economici e politici, onde la borghesia avvince, da oltre un secolo, il proletariato. Non può, in una parola, significare, avvento al potere del quarto stato. Questa rivoluzione dovrà essere trasfigurazione immensa e profonda di tutti i rapporti sociali, o non sarà. Se non vorrà arrestarsi ad un'altra forma di tirannide, forse peggior dell'antica, alla signorìa demagogica, dovrà – nel rimescolìo infinito dei vecchi atomi sociali in movimento per la costruzione nuova – trovare la resultante di conciliazione fra gli interessi dell'individuo e quelli, supremi, della specie; dovrà cementare la spontanea e naturale armonia del benessere e della libertà. (dalla prefazione al Manifesto del Partito Comunista)“

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Apuleio 43
scrittore e filosofo romano 125 – 170
„E seppure non abbracciata effettivamente nella vita, quella religione che aveva tanti punti di contatto col platonismo, che non pretendeva faticosi percorsi di conversione, che pareva garantire una conciliazione tra il pensiero razionale e le esigenze spirituali, poté sembrare ad Apuleio una degna conclusione per quella storia che gli era piaciuta e che aveva voluto riscrivere e dotare di un senso più pieno; una conclusione almeno simbolica, rappresentativa delle sue più profonde aspirazioni: la conoscenza a ogni costo – un fine a cui aveva sacrificato un enorme patrimonio – e, forse, il tentativo di superamento del disordine angoscioso del mondo nell'ordine e nella quiete di una religione o, come più probabilmente avvenne, di una filosofia. (Lara Nicolini, introduzione, 2005, p. 56)“


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James Frazer 22
antropologo e storico delle religioni scozzese 1854 – 1941
„Per religione, dunque, intendo una propiziazione o conciliazione delle forze superiori all'uomo che si crede dirigano e controllino il corso della natura e della vita umana.“

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Iginio Ugo Tarchetti 66
scrittore, poeta e giornalista italiano 1839 – 1869
„L'amore è la fusione e la conciliazione di due egoismi che si soddisfano a vicenda. (libro Fosca)“

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Hugo Von Hofmannsthal 74
scrittore, drammaturgo e librettista austriaco 1874 – 1929
„La vita è integrale conciliazione dell'inconciliabile. (libro Il libro degli amici)“

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Konrad Adenauer 12
politico e statista tedesco 1876 – 1967
„Un metodo infallibile di conciliazione con una tigre è di consentire a se stessi di essere divorati.“

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Adolf Hitler 120
dittatore della Germania nazista dal 1933 al 1945 1889 – 1945
„Qualunque cosa accada, Duce, la nostra situazione non può peggiorare a causa di questo passo, essa può solo migliorare [... ]. Nondimeno se l'Inghilterra non dovesse trarre le debite conclusioni dai duri fatti, noi, avendo le spalle sicure, potremmo dedicarci con forze accresciute alla liquidazione del nostro nemico [... ]. Dopo che, lottando, sono giunto a questa decisione, mi sento di nuovo spiritualmente libero. L'associarmi all'Unione Sovietica, malgrado l'assoluta sincerità dei nostri sforzi per venire a una definitiva conciliazione, era stato per me assai fastidioso poiché, in un modo o nell'altro, ciò sembrava contrastare con tutto il mio atteggiamento primitivo, con le mie concezioni e con i miei impegni. Ora sono assai contento di essermi liberato da questo disagio spirituale.“

Ferruccio Masini 54
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Se così è, se il terreno del "tragico" è altro da quello di una razionalizzazione logocentrica o di una conciliazione dialettica, in senso hegeliano, della contraddizione, risulta evidente che la difficoltà di concettualizzare il tragico diventa essa stessa una prospettiva di lettura nella quale quest'ultimo emerge come tensione irrisolvibile, come gioco debordante e dislocante i significati, come eccesso, come infrenabile movimento estatico. Nel tragico sarebbe da vedersi dunque una preformazione di quella «magia degli estremi» a cui si riconduce il movimento trascendente-rovesciante della filosofia nietzscheana. (da Parte prima, Cap. II, Fisiologia del "tragico", p. 93)“


Ferruccio Masini 54
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Il rovesciamento di un opposto nell'altro, come la μεταβολή di Eraclito, non è sussumibile nella logica; di qui la vicinanza di quest'ottica alla dialettica kierkegaardiana del "salto qualitativo", per la fondamentale riduzione, comune ad entrambi, della mediazione a paradosso e per la disintegrazione dell'identità logico-metafisica in cui si realizzava, per Hegel, la "concretezza" razionale speculativa dell'Idea.
Mentre per Hegel la scissione (Entzweiung) è la fonte del «bisogno della filosofia»,» per Nietzsche è la filosofia che identificandosi nel movimento "estatico" della vita produce la scissione, esaspera i contrasti, impedendo perennemente una dialettica Aufhebung e una conciliazione assoluta. [... ] (da Parte Seconda, cap. I, Per una filosofia degli estremi, p. 114)“

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Benito Mussolini 180
politico, giornalista e dittatore italiano 1883 – 1945
„Il fascismo non fece una rivoluzione: c'era una monarchia prima e una monarchia rimase. Se la Camera appariva un'emanazione del partito, il Senato sottolineava il suo lealismo monarchico per la sua nomina regia e la sua stessa composizione. Il numero dei generali, degli ammiragli, dei senatori per censo, era sempre imponente, una forza materiale e una riserva dello Stato in favore della monarchia. Tutta l'aristocrazia italiana, prima la bianca, poi dopo la Conciliazione anche la nera, costituiva un'altra forza monarchica. Definita la Questione Romana, la curia e il clero entrarono nell'orbita regia. La grossa borghesia industriale, agraria, bancaria, pur non esponendosi in prima linea, marciava anch'essa sotto le insegne regie. (citato in Paolo Pavolini, 1943, la caduta del fascismo)“

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Mario Perniola 28
filosofo italiano 1941
„Il sentire del Novecento invece si è mosso in una direzione opposta alla conciliazione estetica, verso l'esperienza di un conflitto più grande della contraddizione dialettica, verso l'esplorazione dell'opposizione tra termini che non sono simmetricamente polari l'uno con l'altro. Tutta questa grande vicenda filosofica, che non esito a considerare come la più originale e la più importante del Novecento, sta sotto la nozione di differenza, intesa come non-identità, come una dissomiglianza più grande del concetto logico di diversità e di quello dialettico di distinzione. (p. 158)“

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Vittorio Messori 35
giornalista e scrittore italiano 1941
„Parlare di sé è irritante e rischioso. Se mi ci azzardo è perché vorrei rassicurare il lettore: sono partito dal dubbio; o meglio dall'indifferenza. Come lui, come tanti oggi. Non certo dalla fede. Sono arrivato a questi studi dopo 18 anni di scuola di stato. Ho dovuto imparare tutto, partendo dal niente. A scuola, gli unici preti sono dunque stati per me quelli delle "ore di religione" imposte dalla conciliazione con i fascisti. Poi, improvvisa, è cominciata una caccia al tesoro, sempre più appassionante, nella Palestina del primo secolo. Il primo biglietto della catena fu una copia dei Pensieri di Pascal, acquistata per certe ricerche marginali del corso di laurea in scienze politiche. A Blaise Pascal questo libro è dedicato: senza di lui non sarebbe mai stato scritto. O sarebbe stato del tutto diverso. (cap. I)“


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Massimo Bontempelli 57
scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 – 1960
„La distinzione spengleriana tra civiltà e cultura sarebbe per ora da accettare. Ma vorrei che, venute da cammini e contenuti diversi, esse potessero un giorno arrivare a coincidere. La immedesimazione tra cultura e civiltà dovrebbe significare l'avvento di una superiore epoca del mondo umano, ove si presenti per la prima volta la conciliazione tra umanità e storia.“

Ferruccio Masini 54
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„L'unità della physis (che sarà per il Nietzsche maturo la dionysische Welt della doppia voluttà creativa-distruttiva) sta alla base della stessa conciliazione degli istinti apollineo e dionisiaco nella tragedia: questi istinti, infatti, possono essere concepiti sul piano della loro trascrizione metaforica come i lottatori di Eraclito. I lottatori sono le coppie dei contrari che si fronteggiano e si provocano ad una eterna contesa sulla grande arena cosmica. Il loro confronto è anche un consentire insieme: essi si ghermiscono e si serrano l'uno all'altro per soggiogarsi, ma sono solidali nell'abbraccio di una lotta che li divide e al tempo steso li unisce. (da Parte prima, Cap. II, Fisiologia del "tragico", pp. 101-102)“

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Stefan Zweig 80
scrittore, giornalista e drammaturgo austriaco 1881 – 1942
„Dopo di lui continua a scrivere la buona novella della bontà intelligente il suo discepolo Montaigne, per il quale l'inhumanité è il peggiore dei vizi, «que je n'ay point le courage de concevoir sans horreur». Spinoza invoca al posto della cieca passione l' amor intellectualis, Diderot, Voltaire, Lessing, scettici ed idealisti ad un tempo, combattono ogni angustia mentale e propugnano la comprensione e la tolleranza. Schiller dà slancio poetico al messaggio dell'internazionalismo, Kant invoca la pace perenne e sempre, sino a Tolstoi, a Gandhi, a Rolland, lo spirito della conciliazione afferma con forza logica il proprio diritto morale accanto a quello della violenza. (da L'eredità di Erasmo, pp. 172-173)“

Vincenzo Arangio-Ruiz 3
giurista italiano 1884 – 1964
„*Così Benedetto Croce mi appare in certi contatti personali e in altri sottili riflessi della sua personalità: una personalità che, aliena da ogni tendenza al drammatismo, esprime una così perfetta proporzione fra l'erudito e il pensatore e lo scrittore, una così spontanea conciliazione della più alta signorilità – frutto, possiamo anche dire, di non vana nobiltà di sangue – con la più infettibile sincerità, una tale coerenza fra pensiero ed azione, quale è difficile trovare in altri spiriti anche magni. (dall'introduzione a Benedetto Croce)“

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