Frasi su concorrenza

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Simone Weil 204
1909 – 1943
„Da una parte, la guerra è soltanto il prolungamento di quell'altra guerra che si chiama concorrenza e che fa della produzione stessa una semplice forma di lotta per la supremazia; dall'altra, tutta la vita economica contemporanea è orientata verso una guerra futura. (p. 36)“

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Alessandro Del Piero 57
calciatore italiano 1974
„[Su Roger Federer] Durare nel tempo, saper superare le difficoltà, resistere alla concorrenza sempre più agguerrita, non smettere mai di migliorarsi e di porsi nuovi obiettivi senza adagiarsi sul talento e sui risultati già acquisiti: queste sono le caratteristiche di un campione vero. E Roger Federer le possiede tutte. Lo svizzero è riuscito a vincere nell'unico torneo dello Slam che gli mancava – il Roland Garros – e si è confermato a Wimbledon. Una stagione straordinaria, chiusa ovviamente al numero uno della classifica Atp. Quest'anno ho anche avuto il privilegio di conoscerlo e stare un po' con lui in occasione della Coppa Davis giocata a Genova, dove ci ha battuto con la sua Svizzera. Una leggenda. (ivi)“


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Enzo Ferrari 42
1898 – 1988
„Lauda è peggio di Giuda. Si è venduto alla concorrenza per trenta salami. [fonte 6]“

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Fabrice Hadjadj 191
scrittore e filosofo francese 1971
„Cancellare la differenza sessuale, in effetti, permette all'uomo ed alla donna di entrare in una rivalità mimetica. Rinunciano alla disuguaglianza apparente per una concorrenza generalizzata.“

Annette Baier 6
filosofa neozelandese 1929 – 2012
„Il fatto che le tecniche formali sviluppate dalla teoria della decisione siano quelle finalizzate a soddisfare le esigenze dei capitalisti e dei militari, è forse una dura realtà storica, non è però una buona ragione per fare dell'etica l'equivalente morale della guerra e della concorrenza economica. (p. 77)“

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Max Horkheimer 18
filosofo tedesco 1895 – 1973
„Il dispiegamento dei soggetti in tutte le direzioni, l'autonomia dei molti individui, la concorrenza che legittimava l'autonomia, servirono alla società per liberare la scienza e la tecnica dalle loro catene. Con la vittoria della tecnica, anzi col suo progresso, con il dominio degli uomini sulla natura, con la loro indipendenza, con la loro autonomia, ecco che l'autonomia regredisce, nega se stessa. Ciò che si sviluppa nell'era borghese trova il suo compimento nel mondo automatizzato. In quanto il soggetto si realizza, esso scompare.“

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Ferruccio De Bortoli 7
giornalista italiano 1953
„Con il tempo, cari lettori, ho imparato che i giornali devono essere scomodi e temuti per poter svolgere un'utile funzione civile. Scomodi anche quando sono moderati ed equilibrati come il Corriere. La verità è che i bravi giornalisti spesso ne sanno di più di coloro che vorrebbero zittirli. In questo Paese, di modesta cultura delle regole, l'informazione è considerata da gran parte della classe dirigente un male necessario. Uno dei tanti segni di arretratezza. Piaccia o no, le notizie sono notizie. I fatti sono i fatti, anche quando smentiscono le opinioni di chi scrive. E le inchieste sono un dovere civile, oltre che professionale. Perché le democrazie si nutrono di trasparenza e confronto, di attenzione e rispetto. Dove c'è trasparenza c'è riconoscimento del merito, concorrenza e crescita. Nell'opacità si regredisce. Una società democratica non deperisce solo se ha un’opinione pubblica avvertita e responsabile, alla quale - come diceva Luigi Einaudi, collaboratore del Corriere e presidente della Repubblica - devono essere forniti gli ingredienti utili per scegliere. Non solo nelle urne ma nella vita di ogni giorno. Conoscere per deliberare. L'opinione pubblica, architrave di una democrazia evoluta, è composta da cittadini con spirito critico non da sudditi che se le bevono tutte. E le opinioni vanno rispettate. Tutte.“

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Dario Franceschini 3
politico, avvocato e scrittore italiano 1958
„Di Pietro pare più impegnato a far concorrenza al PD che a fare opposizione al centro-destra. (da Il Sole 24 Ore, 12 maggio 2009)“


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Marco Travaglio 114
giornalista, saggista e scrittore italiano 1964
„Da molti anni Israele ha il record degli attentati. Nessun paese ha avuto tanti civili morti per atti terroristici, nemmeno la Colombia, nemmeno l'Ulster. Per dare un'idea in rapporto alla popolazione, è come se l'Italia avesse subìto una strage di piazza Fontana alla settimana. Quanti stati, in quelle condizioni, sarebbero riusciti a mantenere intatte istituzioni e garanzie democratiche, in una regione dove la democrazia è quasi una bestemmia? Israele, pur con errori, eccessi e contraddizioni, ci è riuscito. Certo, ha risposto con le rappresaglie e le incursioni per stanare stragisti e mandanti nei loro covi, nascosti nei territori occupati. Ma quale governo, sapendo che i terroristi si annidano in un luogo preciso, li lascerebbe circolare? L'unica misura strutturale adottata finora per arginare gli assalti contro le popolazioni inermi (israeliane e arabe) è un muro. Un muro a fronte di una strage di piazza Fontana alla settimana. Sdegno unanime, orrore internazionale, condanna mondiale. Ora arriva il sondaggio della Commissione europea. Che è una benedizione dal cielo. Perché dà la misura della penetrazione del pregiudizio non antisemita, ma antisionista, nell'Europa del 2003. Ma anche perché mette a nudo i retropensieri di una burocrazia internazionale che, preparando le domande, non ha neppure pensato di inserire l'Autorità nazionale palestinese fra i governi che minacciano la pace. E dire che l'Anp è presieduta da Yasser Arafat, il leader di Al Fatah che mantiene un braccio armato: le brigate Al Aqsa, protagoniste dei più feroci attentati terroristici contro civili degli ultimi anni, in diretta concorrenza con Hamas e la Jihad. Arafat è lo stesso personaggio che sabota regolarmente ogni trattativa di pace, stracciando gli accordi con Barak, defenestrando il troppo autonomo Abu Mazen e commissariando Abu Ala che minacciava di pensare con la sua testa. (5 novembre 2003)“

Michele Ainis 12
costituzionalista italiano 1955
„Tutte le università italiane sono uguali davanti alla legge, ma non tutte offrono lo stesso livello d'insegnamento [... ] nei concorsi pubblici, si fa finta che ogni laureato abbia la stessa preparazione. Che fare, allora? In primo luogo, via il valore legale della laurea. Soluzione non particolarmente originale (ne parlava già, mezzo secolo addietro, Luigi Einaudi), ma rivoluzionaria nei suei effetti potenziali. Perché porrebbe le università in competizione fra loro [.. ] e perché non c'è efficienza senza concorrenza [.. ] In secondo luogo, via il valore legale della laurea. Mai più cattedre a vita, mai più lo stipendio a fine mese per chi non se lo suda. (pp. 104-105)“

Michele Ainis 12
costituzionalista italiano 1955
„L’ultima lama del tridente deve rivolgersi contro un eccesso normativo, anziché un vuoto di regolazione. È il troppo diritto che protegge ordini, albi, collegi, lasciando a torso nudo i giovani che s’affacciano al mondo delle professioni. Ne abbiamo in circolo settantadue […] Un lascito culturale del fascismo, dato che la legge fondamentale risale al 1938, l’anno delle leggi razziali. Una violenza semantica, oltre che economica, perché in Italia il mondo si divide fra professioni “ordinistiche” e quelle non regolamentate. Una camicia di gesso sulla libertà di concorrenza (p. 48)“

Walter Fontana 100
umorista, sceneggiatore e scrittore italiano 1957
„Carcarlo Pravettoni, l'unico uomo pagato dalla concorrenza per rimanere lì dov'è.“


Luigi Pintor 62
giornalista, scrittore e politico italiano 1925 – 2003
„L'occidente sa per esperienza che la ricchezza delle nazioni è impastata di lacrime e sangue e non è questa la particolarità che faceva di Stalin un nemico mortale. Fu una questione di concorrenza indebita.“

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Francesco Dall'Ongaro 15
poeta, drammaturgo e librettista italiano 1808 – 1873
„Ho sempre creduto e credo che la prima condizione al prosperare dell'arte come all'aumento d'ogni ricchezza, sia la libera concorrenza.“

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Wilbur Smith 13
scrittore britannico 1933
„Quando entrano in concorrenza per lo spazio vitale, gli animali perdono sempre. (da L'ultima preda)“

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Robert T. Bakker 18
paleontologo statunitense 1945
„La percezione classica dei dinosauri rivela un problema sconcertante. Il gruppo di vertebrati che dominavano la terra prima dell'ascesa dei dinosauri erano i sinapsidi, rettili simili a mammiferi... La maggior parte dei paleontologi ha creduto che la locomozione e la fisiologia di questi rettili-mammiferi fossero più simili a quelle dei mammiferi attivi a sangue caldo che non a quelle di lucertole o di goffi alligatori odierni. Sorprendentemente però, quando i dinosauri e i loro parenti apparirono nel periodo Triassico, i sinapsidi cominciarono a scomparire, fino all'estinzione. Successivamente, i dinosauri dominarono la terra senza opposizione per cento milioni di anni, mentre i mammiferi primitivi, i discendenti superstiti dei sinapsidi, rimasero minuscuoli in statura e in popolazione. Fu solo dopo la improvvisa scomparsa dei dinosauri circa settanta milioni di anni fa che i mammiferi si evolsero nella marea di vertebrati terrestri che abbiamo oggi. Il problema consiste in questo: se i sinapsidi fossero stati animali così ben avanzati dotati della fisiologia superiore dei mammiferi, e se i dinosauri fossero stati lenti e goffi, perché allora i sinapsidi furono sterminati durante la loro concorrenza con i primi dinosauri? E perché i mammiferi non si sono diversificati di più durante il regno dei dinosauri?“

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