Frasi su condivisione

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Vittorino Andreoli 77
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta. (da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002)“

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Luce Irigaray 3
filosofa, psicoanalista e linguista belga 1930
„L'attrazione sessuale è ciò che ci può facilitare il passaggio dai bisogni individuali legati alla sopravvivenza a una condivisione con l'altro. È ciò che ci può aiutare a trascendere il nostro corpo come materia attraverso il desiderio, un desiderio che fa da ponte e mediazione tra corpo e anima, e anche fra l'altro e noi stessi. Questa spiritualizzazione del corpo e dell'amore carnale è resa impossibile per mancanza di una cultura della sessualità, per la sua repressione e riduzione a un bisogno, sessuale e perfino procreativo, che non ha più nulla di propriamente umano. Troppo spesso, la nostra tradizione, specialmente la nostra tradizione morale, incoraggia questa decadenza dell'attrazione amorosa che fa nascere nella stessa anima ogni sorta di fantasmi e desideri sostituitivi. Da allora, non è più soltanto il corpo che è prostituito o si prostituisce, ma l'anima che si vende per ottenere soldi, potere o gloria.“


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Papa Benedetto XVI 333
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927
„La giovinezza è un periodo di continua scoperta della vita, del mondo, degli altri e di se stessi. È un tempo di apertura verso il futuro, in cui si manifestano i grandi desideri di felicità, di amicizia, di condivisione e di verità, in cui si è mossi da ideali e si concepiscono progetti.“

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Abbé Pierre 19
presbitero francese 1912 – 2007
„Siamo condannati a sapere tutto. L'urgenza è la condivisione, condivisione anche del bene lavoro, del tempo libero...“

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Margaret Thatcher 151
primo ministro del Regno Unito 1925 – 2013
„Signor presidente, mi hai invitato a parlare sul tema della Gran Bretagna in Europa. Forse dovrei congratularmi per il suo coraggio. Se conosce alcune delle cose dette e scritte e i miei punti di vista sull'Europa, deve sembrare un po' come invitare Gengis Khan a parlare sulle virtù della coesistenza pacifica! [... ] La Comunità europea è una [delle tante] manifestazione dell'identità europea, ma non solo. Non dobbiamo mai dimenticare che ad est della cortina di ferro, ai popoli che un tempo godevano di una piena condivisione della cultura europea, la libertà e l'identità sono state tagliate fuori dalle loro radici. Staremo sempre a guardare Varsavia, Praga e Budapest come grandi città d'Europa. [... ] Cercare di sopprimere una nazione e concentrare il potere al centro di un conglomerato europeo sarebbe altamente dannoso e metterebbe a repentaglio gli obiettivi che cerchiamo di raggiungere. L'Europa sarà più forte proprio perché la Francia è Francia, perché la Spagna è Spagna, la Gran Bretagna è la Gran Bretagna, ognuna con le proprie usanze, tradizioni e identità. Sarebbe una follia cercare di inserirli in una sorta di identikit della personalità europee [... ], è ironico che proprio nel momento in cui in quei paesi come l'Unione Sovietica, che hanno cercato di eseguire tutto dal centro, stanno imparando che il successo dipende dalla dispersione del potere e delle decisioni decentralizzate, ci sono alcuni nella Comunità che sembrano voler muoversi in direzione opposta. In Gran Bretagna non abbiamo implementato con successo le frontiere di Stato, solo per vederle nuovamente infrante a livello europeo con un super-stato europeo che esercita un nuovo dominio da Bruxelles. (dal Discorso di Bruges rivolto al presidente dell'Unione Europea Andreas Papandreou, 20 settembre 1988)“

Tom Shadyac 5
regista, sceneggiatore e produttore cinematografico stat... 1958
„Il vero successo è qualcosa di intrinseco... è amore, gentilezza, condivisione.“

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Cristiana Capotondi 7
attrice italiana 1980
„La mia educazione sentimentale è stata passare da un senso di appartenenza a un senso di meravigliosa solitudine, che dopo si è aperta alla condivisione.“

Stefano Zecchi 20
scrittore, giornalista e docente italiano 1945
„L’amore epico è una continua condivisione di realtà vissute: si cresce insieme, si muore insieme, perché la vita ha trovato un senso nell’amore che scandisce le ore del giorno e della notte. (libro Dopo l'infinito cosa c'è, papà?)“


„Dieci cose da evitare con un uomo

1. La mamma in flanella
Diventare madri è la cosa più bella del mondo. Quando si ha un bambino, c’è un comprensibile periodo di adattamento, nel quale il piccolo assorbe tutta l’attenzione della mamma e il padre è un po’ relegato ai margini. E’ una cosa naturale ed è così evidente che la capiscono persino gli uomini. Se, però, questo periodo si prolunga fino ai 30 anni del figlio e la maternità diventa sinonimo di sciatteria, allora bisogna correre ai ripari. Non lasciarsi andare, non scordarsi della propria esistenza e dei propri bisogni è una regola che farà bene a tutti, figli e marito in primis. Amare il proprio corpo e coccolarlo è un dovere per ogni donna.
2. Mummie mute
A volte il sesso proprio non ci va. Altre volte ci andrebbe, ma non fatto così. Altre volte ancora è fantastico e speriamo che si ripeta presto allo stesso modo. Come garantirsi tale diritto? Parlate. Gli uomini hanno tante qualità, chi più chi meno, ma non sono dotati di telepatia e fanno ancora un po’ di fatica ad immaginare ciò che passa nella testa di una donna. Sgelate la vostra ugola, vincete la timidezza, tentate nuovi esperimenti vocali.
Fate capire al vostro compagno cosa vi piace, cosa vi fa eccitare. Mugolate un po’, che non fa mai male. Prendetevi la responsabilità del vostro piacere. Un "potresti evitare di grattugiarmi il clitoride?" è molto più chiaro rispetto ad un’ora di scenata perché vi sentite un po’ nervose.
3. Condivisione eccessiva
Vi ha sposate, vi ama, vive con voi. Ma perché condividere tutto? Perché metterlo a parte della crescita progressiva della vostra peluria, della qualità dell’ultimo assorbente provato, o del braccio di ferro tra voi e il vostro intestino? Perché sottoporlo al supplizio del gambaletto, la tortura che si effettua estraendo il piede sudaticcio da una scarpa di plastica?
Imparate a tacere. Lasciate che lui si goda i frutti della vostra ceretta, passando le mani su gambe lisce e piacevoli o che vi immagini serene, non immerse in una pozza di sangue mestruale. Ritagliare dei momenti per la cura del corpo vi farà sentire molto meglio.
4. Questioni morali
La pornografia è un argomento delicato. Ma gli uomini sono creature visive e per loro guardare un filmino o studiare il calendario Pirelli è un gioco stuzzicante. Certo, se il vostro lui passa ore incollato al dvd di Rocco Siffredi o si eccita solo davanti al paginone centrale di playboy, qualche cosa potete pur dirla. Siate furbe. Tutto ciò che è illecito diventa eccitante. Se il vostro uomo esagera, provate a condividere la cosa. Se riuscite a togliere l’allure del proibito, la mania si attenuerà notevolmente. Poi, chissà, potrebbe anche piacervi.
5. Parole educate
E diteglielo, una buona volta, qualcosa di veramente sconcio. Provate l’ebbrezza di sentirvi volgari, maleducate e cattive. Se lui ci tiene tanto, qualche concessione si può anche fare. Siete timide? Provate a parlare con gli occhi chiusi, in un momento in cui lui non se ne accorga. Il contatto visivo aumenta il disagio. Giocate con i ruoli. Immaginate di essere qualcun’altra, magari una professionista del sesso e parlate come parlerebbe lei.
6. Insicure e infelici
Vi ha scelto, è lì con voi. Quindi gli piacete. Smettete di giudicarvi con il metro di una modella asfittica. Siete belle così, con la vostra ciccia, il naso a patata, il seno adolescenziale. Se continuate a mostrare solo la testa, perché quella si può guardare, sarà difficile che lui vi consideri sexy. Spogliatevi e girate per casa così, vestite solo dei vostri difetti. Amate le parti peggiori, accendete la luce e lasciate che vi osservi tutta, nel vostro splendore.
7. Hai visto quella?
Si, l’ha vista, la sta guardando. Chissenefrega se voi pensate che sia una sgualdrina, a girare con tutta quella roba in mostra. Agli uomini, se non ve ne siete accorte, le cose in mostra piacciono molto. Non comprano il calendario della squadra femminile dell’oratorio né hanno su Pc lo screensaver della mamma del mese. Ma Playboy e Pamela Anderson popolano i loro sogni. Non triturategli la pazienza criticando ogni donna del globo, specie quelle che sono più sexy di voi. È perfettamente inutile passare il tempo a denigrare Scarlett Johansonn perché ha le gambe storte e non lunghe come le vostre. Fatevene una ragione. Avete, di certo, altre qualità.
8. Libere interpretazioni
È molto doloroso ammetterlo, ma bisogna essere spietate. Se LUI non vi ha esplicitamente detto che state insieme, se non porta una fede al dito, non vive con voi e non vi presenta come fidanzate, non state insieme. Rapporti sessuali, intensi o occasionali, non bastano. Deve dirlo chiaramente, senza zone d’ombra. Altrimenti, prendetevi il vostro spazio e godetevi la situazione. Se avete scelto un uomo non disponibile, forse è perché anche voi siete poco disponibili.
9. Preconcetti erogeni
Alle donne piace che si tocchi li seno, agli uomini no. L’uomo non ama le carezze, non vuole che gli tocchiate i capezzoli e desidera essere toccato solo sui genitali. Ma perché? Scordatevi di tutte le fesserie generaliste, tipo gli uomini sono questo e le donne quello. L’unica regola è sperimentare. Scoprite insieme a lui ciò che gli piace. Non ci sono regole. Solo scoperte preziose.
10. Mostrare i denti
Non ci sono scuse. Non usate i denti durante il rapporto orale. Neanche se i vostri sono morbidi morbidi. Sfoderate un’abilità a prova di pornostar. Lui non vedrà l’ora di tornare a casa. (sito internet da: http://www. wellme. it)“

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David Krumholtz 9
attore statunitense 1978
„La scienza si basa sulla condivisione. (Film Numb3rs - Numbers)“

Arisa 6
cantante, scrittore, doppiatore 1982
„L'amore deve essere serenità, compagnia, condivisione, e invece certe volte pensiamo che l'amore sia quello tormentato e sofferente.“

Lorenzo Amurri 15
scrittore italiano 1971 – 2016
„Mettendo per un attimo da parte religione, fede e miracoli, forse, per loro, è stata una parentesi gioiosa, un momento di condivisione, di divertimento senza le barriere della diversità, un sentirsi liberi da lacci esistenziali, lontani dalla noia e dalla solitudine di giorni che scorrono sempre allo stesso modo. Forse è questo il vero miracolo che avviene a Lourdes. (libro Perché non lo portate a Lourdes?)“


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Jeremy Rifkin 50
economista, attivista e saggista statunitense 1945
„Una generazione cresciuta con Internet sembra non curarsi dell’avversione degli economisti classici per la condivisione della creatività, delle competenze e delle esperienze, e perfino di beni e servizi in un ambito collettivo e indiviso, finalizzato alla promozione del bene comune. Gli economisti classici considererebbero un contesto economico di questo tipo contrario alla natura umana e destinato al fallimento per la semplice ragione che gli uomini sono innanzitutto e soprattutto egoisti, competitivi e predatori, e quindi approfitterebbero della buona fede e dell’ingenuità dei propri simili per impossessarsi dei contributi altrui e fare da sé, ottenendo un rendimento superiore. Queste idee sembrano aver perso ogni forza: oggi centinaia di milioni di persone sono attivamente impegnate in reti sociali collaborative su Internet, alle quali offrono il proprio tempo e le proprie conoscenze, di solito in modo gratuito, per promuovere il benessere di tutti. Perché lo fanno? Per la pura gioia di condividere la propria vita con gli altri, nella convinzione che contribuire al benessere dell’insieme non diminuisce in alcun modo la parte che loro spetta, ma, anzi, l’amplifica e la moltiplica. Gli spazi sociali di Wikipedia e di Facebook, per esempio, costituiscono una sorta di sfida alle basi della teoria economica classica, secondo la quale l’uomo è una creatura egoista, continuamente tesa all’autonomia. L’energia e la comunicazione della Terza rivoluzione industriale fanno emergere una gamma del tutto diversa di pulsioni biologiche: il bisogno di socialità e la ricerca di condivisione. (libro La terza rivoluzione industriale)“

Cormac McCarthy 85
scrittore statunitense 1933
„Quello che unisce gli uomini non è la condivisione del pane ma la condivisione dei nemici. (libro Meridiano di sangue)“

Milton Zelman 1
editore (editore di Chocolate News)
„Dare cioccolato agli altri è una forma intima di comunicazione, una condivisione di profondi, oscuri segreti.“

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Antonio Spadaro 48
gesuita, scrittore e teologo italiano 1966
„Connessione e condivisione di rete non si identificano con ‘incontro’, che è un’esperienza molto impegnativa a livello di relazione. (libro Cyberteologia. Pensare il cristianesimo al tempo della rete)“

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