Frasi su condivisione

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Luce Irigaray 3
filosofa, psicoanalista e linguista belga 1930
„L'attrazione sessuale è ciò che ci può facilitare il passaggio dai bisogni individuali legati alla sopravvivenza a una condivisione con l'altro. È ciò che ci può aiutare a trascendere il nostro corpo come materia attraverso il desiderio, un desiderio che fa da ponte e mediazione tra corpo e anima, e anche fra l'altro e noi stessi. Questa spiritualizzazione del corpo e dell'amore carnale è resa impossibile per mancanza di una cultura della sessualità, per la sua repressione e riduzione a un bisogno, sessuale e perfino procreativo, che non ha più nulla di propriamente umano. Troppo spesso, la nostra tradizione, specialmente la nostra tradizione morale, incoraggia questa decadenza dell'attrazione amorosa che fa nascere nella stessa anima ogni sorta di fantasmi e desideri sostituitivi. Da allora, non è più soltanto il corpo che è prostituito o si prostituisce, ma l'anima che si vende per ottenere soldi, potere o gloria.“

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Papa Benedetto XVI 304
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927
„La giovinezza è un periodo di continua scoperta della vita, del mondo, degli altri e di se stessi. È un tempo di apertura verso il futuro, in cui si manifestano i grandi desideri di felicità, di amicizia, di condivisione e di verità, in cui si è mossi da ideali e si concepiscono progetti.“


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Abbé Pierre 12
presbitero francese 1912 – 2007
„Siamo condannati a sapere tutto. L'urgenza è la condivisione, condivisione anche del bene lavoro, del tempo libero...“

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Margaret Thatcher 129
primo ministro del Regno Unito 1925 – 2013
„Signor presidente, mi hai invitato a parlare sul tema della Gran Bretagna in Europa. Forse dovrei congratularmi per il suo coraggio. Se conosce alcune delle cose dette e scritte e i miei punti di vista sull'Europa, deve sembrare un po' come invitare Gengis Khan a parlare sulle virtù della coesistenza pacifica! [... ] La Comunità europea è una [delle tante] manifestazione dell'identità europea, ma non solo. Non dobbiamo mai dimenticare che ad est della cortina di ferro, ai popoli che un tempo godevano di una piena condivisione della cultura europea, la libertà e l'identità sono state tagliate fuori dalle loro radici. Staremo sempre a guardare Varsavia, Praga e Budapest come grandi città d'Europa. [... ] Cercare di sopprimere una nazione e concentrare il potere al centro di un conglomerato europeo sarebbe altamente dannoso e metterebbe a repentaglio gli obiettivi che cerchiamo di raggiungere. L'Europa sarà più forte proprio perché la Francia è Francia, perché la Spagna è Spagna, la Gran Bretagna è la Gran Bretagna, ognuna con le proprie usanze, tradizioni e identità. Sarebbe una follia cercare di inserirli in una sorta di identikit della personalità europee [... ], è ironico che proprio nel momento in cui in quei paesi come l'Unione Sovietica, che hanno cercato di eseguire tutto dal centro, stanno imparando che il successo dipende dalla dispersione del potere e delle decisioni decentralizzate, ci sono alcuni nella Comunità che sembrano voler muoversi in direzione opposta. In Gran Bretagna non abbiamo implementato con successo le frontiere di Stato, solo per vederle nuovamente infrante a livello europeo con un super-stato europeo che esercita un nuovo dominio da Bruxelles. (dal Discorso di Bruges rivolto al presidente dell'Unione Europea Andreas Papandreou, 20 settembre 1988)“

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Vittorino Andreoli 47
psichiatra e scrittore italiano 1940
„La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta. (da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002)“

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Rania di Giordania 3
regina di Giordania 1970
„Internet, e più in particolare i network sociali, costituiscono una normale forma di comunicazione del mondo moderno. È una piattaforma utile alla condivisione, sia per informare gli amici con notizie relative al proprio lavoro sia per portarli a conoscenza di tematiche che ci stanno a cuore. I Social Media possano esporti a una diversità di idee e opinioni.“

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Nichi Vendola 53
politico italiano 1958
„[... ] non vale niente se non hai condivisione del dolore del mondo! Non vale niente la politica se non sente le ferite dell'umanità! Non vale a niente, niente! Non vale niente studiare! Non vale pettinarsi... Non vale presentarsi bene al mondo... Non vale innamorarsi... Non vale inebriarsi nella buona musica... non vale conoscere la bellezza di un sonetto di Shakespeare... non vale innamorarsi del chiaro-scuro di una pittura di Caravaggio... non vale niente e niente se non sai piangere le lacrime del mondo quando quando l'umanità è ferita, vilipesa, umiliata, uccisa! Non vale niente! È inutile andare in Chiesa alla domenica e farsi il segno della croce per poi tradirlo tutti i giorni! È inutile! Siamo ipocriti! (da un comizio a Bari, 4 giugno 2009)“

„Il meglio e il peggio del nostro universo sono certamente determinati dal nostro modo di vivere nel mondo che abbiamo costruito, e questo mondo può essere salvato da ciò che custodiamo di più bello: la compassione, la condivisione, la moderazione, l'equità, la generosità, il rispetto della vita in tutte le sue forme. Questa bellezza è la sola in grado di salvare il mondo, poiché si nutre di quel fluido misterioso di cui niente può eguagliare la potenza costruttiva, e che noi chiamiamo Amore. (p. 136)“


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Andrea Riccardi 112
storico, accademico e pacifista italiano 1950
„Bergoglio incarna, fin dai tempi del suo ministero in Argentina, una Chiesa assetata di giustizia, coinvolta nelle «periferie dell'esistenza», vicina agli ultimi, agli emarginati, come gli anziani abbandonati al loro destino, come i profughi ricordati nella commovente visita a Lampedusa. Una Chiesa permeata dalla «cultura dell'incontro», che sappia creare condivisione negli sterminati spazi urbani dove rischia di dissolversi ogni senso di umanità. Una Chiesa capace di costruire un autentico dialogo in un mondo globalizzato dove persone di diverse religioni e storie convivono sempre più spesso negli stessi luoghi. Soprattutto, una Chiesa che parli della misericordia di Dio.“

Sergio Lanza 49
sacerdote e teologo italiano 1945 – 2012
„Senza responsabilità nei confronti dell'altro, non c'è etica, non c'è condivisione, non c'è relazione intersoggetiva reale.“

„Per i bandi europei si è affermata una singolare figura professionale che si fa fatica a definire progettista: quelli che sono in grado di rispondere al bando. La qualità della proposta progettuale lascia il campo ad una sorta di capacità di adesione alle richieste del bando; e questi professionisti accumulano una strana, e per certi versi invidiata, competenza fatta di timbri messi al posto giusto, di ceralacca per sigillare le offerte, di conoscenza dei requisiti formali, di capacità per capire se "vale la pena" partecipare, di nessuna passione e condivisione della sostanza progettuale. (pp. 39-40)“

Claudio Sabelli Fioretti 7
giornalista, scrittore e blogger italiano 1944
„Sopra al tetto di cristallo ci arrivano solo quelle che vengono selezionate dagli uomini, in base alla loro somiglianza agli uomini, all'appartenza al loro mondo, alla condivisione dei loro valori. [... ] È triste ammetterlo: le donne che comandano sono uomini.“


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Roger Etchegaray 6
cardinale e arcivescovo cattolico francese 1922
„C'è vera condivisione solo nella povertà. C'è vera ricchezza solo nella condivisione.“

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Gherardo Colombo 4
magistrato italiano 1946
„La giustizia non può funzionare senza che esista prima una condivisione del fatto che debba funzionare. (da Colombo lascia: vedo riabilitati i corrotti)“

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Anthony Kiedis 120
cantante statunitense 1962
„Non siamo mai stati confusi sul fatto che tutto sarebbe dovuto essere uguale: la condivisone del lavoro, la condivisione del denaro, della gioia, del dolore. Si è trattato per noi del grande passo verso la giusta direzione per avere il potenziale per la longevità, perché molte band litigano dicendo "Hey, quello l'ho scritto io!" Noi ci amiamo e ci rispettiamo; litighiamo regolarmente. Le nostre attitudini, i nostri modi, e i nostri ego si scontrano, ma siamo in grado di farcela. Siamo stati capaci di fare a pugni. Io e Flea siamo come fratelli. Non penso che la nostra amicizia possa mai finire, perché non puoi abbandonare tuo fratello. Non puoi e basta.“

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Papa Benedetto XVI 304
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927
„La compassione cristiana non ha niente a che vedere col pietismo, con l'assistenzialismo. Piuttosto, è sinonimo di solidarietà e di condivisione, ed è animata dalla speranza. (15 giugno 2008)“

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