Frasi su congedo

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Erri De Luca 195
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950
„Un congedo opportuno lascia dietro una porta sempre aperta.“

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Efrem il Siro 22
teologo e santo siriano 306 – 373
„Siano rese grazie a colui che congedò |il sabato compiendolo“


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Diego Fusaro 21
filosofo italiano 1983
„Il nesso simbiotico che connette le due istanze del congedo dalle utopie e dell'immodificabilità del reale si fonda non soltanto sulla già richiamata fine postmoderna delle "grandi narrazioni" e sulla delegittimazione dell'idea di verità, ma anche sull'istanza sinergica della retorico della demonizzazione preventiva di ogni trasformazione come utopia sanguinaria. (p. 455)“

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Gabriel García Márquez 138
scrittore e giornalista colombiano 1927 – 2014
„Nel frattempo,» disse Abrenuncio «suonatele musica, riempite la casa di fiori, fate cantare gli uccelli, portatela a vedere i tramonti sul mare, datele tutto quanto può farla felice.» Si congedò con uno svolazzo del cappello per aria e la sentenza latina di rigore. Ma questa volta la tradusse in onore del marchese: «Non c'è medicina che guarisca quello che non guarisce la felicità.“

„Questo fatto si traduce nell'essere un oggetto di culto, ad altissima fidelizzazione, per chi ha continuato a seguirla per tutte le stagioni, a cominciare dai due curatori di questo libro e da molti dei suoi autori, che peraltro la ritengono, per qualità e intensità, poco sotto la Divina Commedia, di cui Lost ha approssimativamente l'estensione, o – dissacrazione per dissacrazione – poco sotto l'Odissea, con cui condivide il tema principale, quello del ritorno. (da La serialità televisiva. Uno sguardo complessivo in Marcello Aprile e Debora De Fazio, La serialità televisiva. Lingua e linguaggio nella fiction italiana e straniera, Congedo, Galatina 2010, p. 26)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Morti poeti, filosofi, preti, | martiri, artisti, inventori, governi da tempo scomparsi, | foggiatori di lingue su altre rive, | nazioni un giorno possenti, ora ridotte, rattratte e desolate, | non oso procedere oltre finché rispettosamente non v'abbia dato credito di quanto avete lasciato e a queste rive è pervenuto, | io l'ho esaminato (passandoci nel bel mezzo,) e riconosco che è ammirevole, | ritengo che nulla possa essere più grande, nulla meritare di più di quanto esso merita, | mentre lo contemplo con attenzione, a lungo, e poi lo congedo, | e assumo il mio posto, qui, con il mio tempo. (5, p. 26)“

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Luigi Vanvitelli 1
pittore e architetto italiano 1700 – 1773
„Dentro Benevento si vede un arco fatto a Traiano, il quale è oltremodo bellissimo, pieno di bassorilievi di ottima anzi eccellente scultura. (da Lettere 1751-1758 dalla Reggia di Caserta al fratello Urbano in Roma, a cura di Franco Strazzullo, Congedo editore, Napoli, 1976)“

Enrico Palandri 3
scrittore e traduttore italiano 1956
„Io inizio a scrivere lottando contro qualcosa che non so bene come dire. Che mi opprime, mi impedisce di vivere, di... esserci. E un libro lo finisco davvero quando riesco a sentire questo piacere del congedo, che un mio problema è diventato un libro e si fa storia, in qualche modo, di quella difficoltà di esistere. E infatti a me sembra che tutti i miei libri escano con questo uplift, no? (da Dialogo con Enrico Palandri, Edizioni Saecula, 2015)“


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Curzio Malaparte 73
scrittore italiano 1898 – 1957
„La notte mi assalì la febbre, e fino all'alba delirai, vegliato dal giovane ufficiale.(...) Il terzo giorno mi alzai dal letto e presi congedo dal giovane ufficiale (...) quando imboccammo il viale fiancheggiato d'alberi, chiusi gli occhi, e dato di sprone al cavallo m'inoltrai di galoppo fra le due terribili schiere d'uomini crocifissi. (...) A un tratto frenai il cavallo: "Che è questo silenzio?" gridai "perché questo silenzio?". Avevo riconosciuto quel silenzio. Aprii gli occhi, e guardai. Quegli orribili Cristi pendevano inerti dalle loro croci: gli occhi sbarrati, la bocca spalancata, e mi guardavano fisso.“

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Chuck Palahniuk 177
scrittore statunitense 1962
„Se riusciamo a perdonare ciò che gli altri ci hanno fatto... Se riusciamo a perdonare ciò che noi abbiamo fatto agli altri... Se riusciamo a prendere congedo da tutte le nostre storie. Dal nostro essere carnefici o vittime. Solo allora, forse, potremo salvare il mondo. (p. 395)“

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Aldo Palazzeschi 120
scrittore e poeta italiano 1885 – 1974
„E ora vi dico addio | perché la mia carriera | è finita: | evviva! | Muoiono i poeti | ma non muore la poesia | perché la poesia | è infinita | come la vita. (da Congedo)“

„[A Bruxelles, nell'ora del congedo dai sudditi che più gli erano stati fedeli] La mia vita è stata soltanto un lungo viaggio.“


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Sergej Aleksandrovič Esenin 65
poeta russo 1895 – 1925
„O caro amico, ci vedremo ancora, | ché sempre nel mio cuore tu rimani. | Ormai di separarsi è giunta l'ora, | ma promette un incontro per domani. | O caro amico addio, senza parole, | senza versare lacrime o sorridere. | Morire non è nuovo sotto il sole, | ma più nuovo non è nemmeno vivere. (da Congedo)“

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Zygmunt Bauman 45
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017
„La fiducia si trova in difficoltà nel momento in cui ci rendiamo conto che il male si può nascondere ovunque; che esso non è distinguibile in mezzo alla folla, non ha segni particolari né usa carta d'identità; e che chiunque potrebbe trovarsi a essere reclutato per la sua causa, in servizio effettivo, in congedo temporaneo o potenzialmente arruolabile. (p. 86)“

„[ a Vittorio Emanuele III] Gli dissi a voce forte e chiara il mio nome. Si accorse subito che ero piemontese; e mi rivolse la parola in dialetto. Mi domandò di che classe ero. Mi domandò che cosa facevo da borghese. Mi domandò che cosa era stato mio padre. Mi domandò se avevo parenti ufficiali effettivi. Mi domandò se mi intendevo di mitragliatrici. Mi domandò altre cose. E poi mi congedò.“

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Gabriele D'annunzio 95
scrittore, poeta e drammaturgo italiano 1863 – 1938
„Roma nostra vedrai. La vedrai da' suoi colli: | dal Quirinale fulgido al Gianicolo, | da l'Aventino al Pincio più fulgida ancor ne l'estremo | vespero, miracol sommo, irraggiare i cieli... | Nulla è più grande e sacro. Ha in sé la luce d'un astro. | Non i suoi cieli irragia solo, ma il mondo, Roma. (da Elegie Romane, Congedo, L'Oleandro)“

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