Frasi su connotato

Dopo il Sessantotto la "Sinistra" è diventata l'ala culturale ed artistica marciante di un nuovo capitalismo post-borghese, che ha cancellato la stessa matrice originaria dello stesso comunismo di Marx, e cioè la coscienza infelice (Hegel) della borghesia europea. Dal momento che qualsiasi programma di de-globalizzazione (Lordon, Sapir) implica il rafforzamento del "pubblico", e cioè della sovranità economico-politica dello stato nazionale, la sinistra sicuramente vi si opporrà, dando luogo ad un curioso e funesto gioco delle parti, e cioè la globalizzazione "liberista" a destra e la globalizzazione "anarchica" a sinistra, che marceranno separate, e colpiranno unite qualsiasi programma di liberazione nazionale e sociale, infallibilmente connotato come "populista", ispirato dalla destra eterna.

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Costanzo Preve 55
filosofo e saggista italiano 1943 – 2013

Il terreno su cui poggiano le nostre prospettive di vita è notoriamente instabile, come sono instabili i nostri posti di lavoro e le società che li offrono, i nostri partner e le nostre reti di amicizie, la posizione di cui godiamo nella società in generale e l'autostima e la fiducia in noi stessi che ne conseguono. Il "progresso", un tempo la manifestazione più estrema dell'ottimismo radicale e promessa di felicità universalmente condivisa e duratura, si è spostato all'altra estremità dell'asse delle aspettative, connotata da distopia e fatalismo: adesso "progresso" sta ad indicare la minaccia di un cambiamento inesorabile e ineludibile che invece di promettere pace e sollievo non preannuncia altro che crisi e affanni continui, senza un attimo di tregua. Il progresso è diventato una sorta di "gioco delle sedie" senza fine e senza sosta, in cui un momento di distrazione si traduce in sconfitta irreversibile ed esclusione irrevocabile. Invece di grandi aspettative di sogni d'oro, il "progresso" evoca un'insonnia piena di incubi di "essere lasciati indietro", di perdere il treno, o di cadere dal finestrino di un veicolo che accelera in fretta. (da Modus vivendi, Laterza, 2008)

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Zygmunt Bauman 75
sociologo e filosofo polacco 1925 – 2017

La vita contemporanea, all'apparenza così piena di luce (in tutti i sensi), contiene in realtà vaste zone d'ombra, dove solo la letteratura e le arti sono in grado di penetrare; sicuramente non riusciranno a illuminarla per intero, tanto meno potranno cambiarne il connotato, ma possono aiutarci a percepirne l'estensione e la complessità, il che sarebbe già un risultato notevole. (p. 113)

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Corrado Augias 51
giornalista italiano 1935

[Riferendosi ai film da lui creati] Novità non ci devono mai essere, naturalmente, senò siamo rovinati. Sempre lo stesso film bisogna fare. Cambia la storia, chiaramente, cambiano i soggetti, cambiano le avventure, cambiano gli attori in qualche caso, però, diciamo il connotato è divertimento. Gli ingredienti sono sempre quelli: ridere, ridere, ritmo, azione. (dall'intervista Neri Parenti: "Faccio sempre lo stesso film", VideoRepubblica. it, 17 dicembre 2009)

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Neri Parenti 5
regista e sceneggiatore italiano 1950

Se un film propone valori universali, è impossibile non sia capito dovunque anche se si svolge in un microcosmo e si serve di una lingua di modesta diffusione (se, poi, è parlato in inglese o in spagnolo non avrà quasi difficoltà a imporre il suo discorso...). Deve possedere, naturalmente, dei connotati precisi (validità della storia e dei personaggi, guida profonda degli attori ecc.) che corrispondano all'autenticità dei motivi di fondo. (da Il mestiere del narratore (conversazione con Francesco Rosi), p. 35)

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Francesco Rosi 12
regista italiano 1922 – 2015

Un tal uomo nasce e si sviluppa unicamente per prender moglie e, ammogliatosi, immediatamente si trasforma in un accessorio della moglie, perfin nel caso in cui gli accadesse di avere un suo proprio, incontestabile carattere. Principale connotato di un tal marito è il noto ornamento. Non essere cornuto egli non può, esattamente come il sole non può non risplendere; ma egli di questo non soltanto non sa mai nulla, ma non può nemmeno mai venir a sapere per le leggi stesse della natura. (p. 45)

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Fëdor Dostoevskij 256
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881

La parola "stampa liberal" in questo Paese è stata coniata dai conservatori, per i quali ha un connotato negativo. La realtà è che i media in America sono in mano a conservatori e repubblicani e il fatto stesso che siano giudicati "liberal" è la migliore testimonianza di libertà e d'indipendenza dalla proprietà che si possa immaginare. Soprattutto nel caso di testate influenti come il New York Times e il Washington Post. (da "Non c'è lo sdegno del Watergate: la gente l'assolve", Corriere della sera, 20 dicembre 1998)

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Walter Cronkite 14
giornalista e personaggio televisivo statunitense 1916 – 2009

[... ] uno dei connotati dell'energia formante è la capacità di pietrificare i simboli in una ripetizione infinita che ricorda il modo di procedere della natura, come nella foglia d'acanto, nel fallo, nel lingam, nello scarabeo, nel cobra, nel disco solare, nel Buddha in riposo. In mondi di questa fisionomia lo straniero non prova meraviglia, ma timore, e ancora non è possibile trovarsi faccia a faccia con la grande piramide in piena notte, o con il solitario tempio di Segesta immerso nello splendore solare, senza provare paura.
A un simile mondo nitido e chiuso in sé come un anello magico si avvicina palesemente anche quel tipo umano che rappresenta la forma dell'operaio; tanto più gli si avvicina, quanto più chiaramente il singolo appare come tipo. (da L'arte come raffigurazione del mondo del lavoro, in p. 207-208)

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998

[Dichiarazione rilasciata dopo la condanna di Marcello Dell'Utri per concorso esterno in associazione mafiosa] Confesso di non riuscire ad appassionarmi a questo derby in cui entrambe le squadre mi sembrano poco meritevoli di supporto. In nessun paese occidentale del mondo, infatti, avremmo a che fare con inquisitori così, che nulla hanno fatto e nulla fanno per celare un connotato apertamente politico della loro opera; e in nessun paese al mondo avremmo una opposizione desiderosa di liberarsi dei suoi avversari attraverso scorciatoie giudiziarie. Ma, allo stesso modo, in nessun paese al mondo avremmo un premier così. Per essere chiaro, voglio prescindere dall'esito dei processi di ieri e di oggi, e perfino, se possibile, dalla rilevanza penale dei fatti che sono emersi. Ma è però incontrovertibile che Silvio Berlusconi (prescrizione o no) abbia pagato o fatto pagare magistrati; così come da Palermo (ripeto: quale che sia la qualificazione giuridica di questi fatti) emergono fatti e comportamenti oscuri, di cui qualcuno (Berlusconi in testa) dovrà assumersi la responsabilità politica. (da www. radicali. it, 11 dicembre 2004)

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Daniele Capezzone 33
politico italiano 1972

Vivremo in un mondo di statuette di Capodimonte. Tutte ugualmente lucide, uniformi, con proporzioni e sproporzioni ripetute in serie. La chirurgia estetica e i suoi miracoli sono a disposizione per far diventare tutti un po' più uguali tra loro. Il suo potere supera, oggi, quello della moda d'abbigliamento, del conformismo espressivo, del gusto spersonalizzato. Bambini, cani, vecchie carampane, uomini ipodotati, uomini normo o iper con qualche «ma» distante dalla regione pubica, donne giovani quasi belle o quasi brutte, polpacci, ginocchia, occhi a mandorla fisiologici o patologici, genitori premurosi, figli pretenziosi, spiccioli di intelligenza, maree di ignoranza e invidia. Un bell'insieme di mondo in viaggio verso la minuta speranza di cambiare i connotati attraverso cicatrici invisibili. Le statuette diventano tutte pronte e perfettamente omologate per essere piazzate in classiche composizioni come presepi, scene campestri, festine da ballo, botteghe del pizzicagnolo, studi televisivi, concorsi di bellezza, cartoline di vacanze al mare, consessi multietnici. (da L'officina dei figli statuine, La Stampa, 28 giugno 2009)

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940

[Su Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena] La figlia dell'Imperatrice era una ragazza piacente, ma non bella. Colpivano i suoi tratti imperiosamente asburgici e quello charme che emana dalla consapevolezza di un rango assoluto. Non alta, la sicurezza e la grazia con cui si muoveva, il busto eretto, il volto composto, lo sguardo penetrante di chi è destinato a comandare, slanciavano la sua figura. Sulla carnagione bianca si estendeva un impercettibile velo rosa che, senza eclissarle, ombreggiava le efelidi. Gli occhi celesti erano il connotato più notevole dell'intera fisionomia, enfatizzato da una folta capigliatura bionda, infiammata qua e là da ciocche tizianesche. Colpiva anche la mobilità della sua bocca, o, piuttosto, delle labbra, che ora si serravano in una smorfia di severa determinazione, ora si dischiudevano al sorriso più aperto e benevolo, mai confidenziale. C'era già in lei, nonostante fosse appena uscita dalla pubertà, il segno della stirpe, di cui la madre fu l'incarnazione più maestosa.

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Roberto Gervaso 325
storico, scrittore, giornalista 1937

Voglio fare a questo punto una considerazione in margine a ciò che ci chiede il gruppo comunista e cioè un nostro voto di solidarietà indiscriminata nei confronti dell'intero movimento di protesta. Cari colleghi, questo non lo possiamo fare e non lo faremo perché non sarebbe giusto. Voi sapete benissimo, ancor meglio di me, come all'interno di questo movimento fermentino umori che sono torbidi. Sapete benissimo che si tratta di tendenze che all'interno del movimento studentesco vengono contrastate e spesso giudicate negativamente dalla parte più sana, responsabile, veramente impegnata in una lotta per la riforma dell'università e della società e che io chiamo l'ala democratica del movimento studentesco. Sono tendenze che, in situazioni di tensione create anche da errori delle autorità responsabili, vogliono prevalere e dare al movimento studentesco connotati ch'esso non ha e che, certamente nella sua grande maggioranza non vuole avere (Intervento al Consiglio Comunale di Milano del 3 aprile 1968, p. 72).

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Bettino Craxi 38
politico italiano 1934 – 2000

L'etica non si difende solo con regole di efficacia, ma con regole di verità: solo queste hanno connotato morale, sono cioè degne dell'uomo.

Sergio Lanza 49
sacerdote e teologo italiano 1945 – 2012

È evidente che nel rapporto tra la Juventus e i media – ma in generale tra la Juventus e gli italiani (o almeno gli italiani non juventini, ovvero la netta maggioranza della popolazione) – c'è qualcosa che non va. L'anti-juventinismo, che da decenni è divenuto un connotato rilevante del costume degli italiani (se non della loro antropologia) sta ormai assumendo tratti patologici. I media alimentano in modo poco responsabile questo "sentimento popolare" [... ] pur di blandire la parte maggioritaria delle platee. Eppure la Juventus dovrebbe costituire un motivo di vanto per il nostro Paese: è infatti, oggettivamente, una delle autentiche eccellenze italiane. Dall'Italia del Nord, per essere precisi. Un'eccellenza settentrionale che ha saputo dare lustro all'intera nazione, tanto da venire "adottata" da milioni di italiani del Sud: un lustro che deriva dalla quantità di successi; dal numero di calciatori – superiore a qualsiasi altra squadra – forniti alla Nazionale; da tutti i campioni che della Juve hanno indossato la maglia. E da tanti altri motivi.

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Giuseppe Pollicelli 11
giornalista, poeta e regista cinematografico italiano 1974

Connotati d’insieme: lo sfumarsi dei confini tra i reparti fino all’annullarsi della nozione stessa di reparto, con le variazioni dal 4-4-2 al 4-3-3 che diventano, se non irrilevanti, secondarie; la visibilità del principio che in scienza si dice «olistico», secondo cui il tutto è più della somma delle parti (ovvero, applicato al calcio, la squadra è qualcosa di più e di diverso rispetto alla somma tecnica, atletica e psicologica dei giocatori); e il concetto di polivalenza sia individuale (il giocatore capace di affrontare tutte le fasi di gioco) sia collettiva (la predisposizione ad affrontare tutte le possibili situazioni tattiche). (libro Il Barça)

Sandro Modeo 12
scrittore

L'esecuzione di un progetto ha un connotato negativo in arte. Un progetto è un "disegno, piano di una costruzione da eseguire", e l'esecuzione è, secondo il Webster's Dictionary, una "messa a morte".

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Robert Houghwout Jackson 4
politico statunitense 1892 – 1954

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