Frasi su consacrazione

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Georges Bataille 32
scrittore, antropologo e filosofo francese 1897 – 1962
„Parto da un principio semplice e indipendente da ogni analisi economica. A mio parere, la legge generale della vita richiede che in condizioni nuove un organismo produca una somma di energia maggiore di quella di cui ha bisogno per sussistere. Ne deriva che il sovrappiù di energia disponibile può essere impiegato o per la crescita o per la produzione, altrimenti viene sprecato. Nell'ambito dell'attività umana il dilemma assume questa forma: o la maggior parte delle risorse disponibili (vale a dire lavoro) vengono impiegate per fabbricare nuovi mezzi di produzione – e abbiamo l'economia capitalistica (l'accumulazione, la crescita delle ricchezze) – oppure l'eccedente viene sprecato senza cercare di aumentare il potenziale di produzione – e abbiamo l'economia di festa. Nel primo caso, il valore umano è funzione della produttività; nel secondo, si lega agli esiti più belli dell'arte, alla poesia, al pieno rigoglio della vita umana. Nel primo caso, ci si cura solo del tempo a venire, subordinando ad esso il tempo presente; nel secondo, è solo l'istante presente che conta, e la vita, almeno di quando in quando e quanto più è possibile, viene liberata da considerazioni servili che dominano un mondo consacrato alla crescita della produzione. I due sistemi di produzione non possono esistere allo stato puro; c'è sempre un minimo di compromesso. Tuttavia, l'umanità in cui viviamo si è formata sotto il primato dell'accumulazione, della consacrazione delle ricchezze all'aumento del potenziale di produzione. Le nostre concezioni morali e politiche sono ancora dominate da un principio: l'eccellenza dello sviluppo delle forze produttive. Ma se è vero che un tale principio ha incontrato negli uomini poche obiezioni, non è così nel gioco stesso dell'economia: messo alla prova, il principio dello sviluppo infinito ha mostrato che poteva portare a conseguenze imprevista […] E se l'umanità, nel suo complesso, continua a volerlo e a regolare i suoi giudizi di valore su questo desiderio, in molti si è installato il dubbio circa la validità infinita dell'operazione. Possiamo andare oltre, e porre in modo più preciso la domanda: le concezioni morali e politiche che continuano a dominare la nostra attività – vale a dire l'economia – non sono in ritardo sui fatti? Nei nostri giudizi complessivi non rifacciamo l' errore di quegli stati maggiori che si mostrano ogni volta in ritardo su una guerra? Insomma, il pensiero umano non dovrebbe seguire il rapido movimento dell'economia? Certo, non si tratterebbe di rinunciare bruscamente ai beni crescenti del globo, ma potrebbe essere arrivato il momento di riformare le nostre concezioni sull'uso delle ricchezze […] per contribuirvi, mi propongo di mostrare una serie di lavori e di saggi […] da un parte le profonde deformazioni dell'equilibrio generale che lo sviluppo attuale dell'industria ha comportato, dall'altra le prospettive di un'economa non centrate sulla crescita. Per la prima parte non ci sarà da far altro che proseguire l'analisi già avviata dalla scienza economica moderna, mentre per l'altra si tratterà di introdurre considerazioni teoriche nuove e fondare la rappresentazione generale del gioco economico sulla descrizione dei sistemi antecedenti all'accumulazione capitalistica. Questi studi dovranno allora includere un campo considerato generalmente estrinseco all'economia: quello delle religioni, primitive o non, cui è concesso il campo della storia delle arti. In effetti, a mio parere, l'uso delle ricchezze, o più precisamente il loro fine, è essenzialmente lo spreco: il loro ritiro dal circuito della produzione. Ora, questa verità non solo ha fondato fin dall'inizio i profondi valori umani (quelli del disinteresse) e tutti i tesori umani che i secoli ci hanno trasmesso; ma in più, è la sola verità su cui potremmo fondarci ora per risolvere i problemi posti dallo sviluppo industriale. Soltanto il dono senza speranza di profitto, così come lo richiede un principio di eccedenza finale delle risorse, può far uscire il mondo attuale dall'impasse. L'economia attuale ha fin da ora determinato in profondità un rovesciamento radicale delle idee; questo rovesciamento deve però ancora essere realizzato per rispondere alle esigenze dell'economia. (da Choix de lettres 1917-1962, pp. 377-79)“

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Josemaría Escrivá de Balaguer 29
presbitero spagnolo 1902 – 1975
„La meraviglia della Pentecoste è la consacrazione di tutti i cammini: non la si può mai intendere come monopolio, né come preferenza di uno solo a detrimento di altri. (226)“


Andrea Cau 12
naturalista e paleontologo italiano 1978
„Il "successo" di questo theropode nella nostra cultura, la sua consacrazione a mito, devono molto al battesimo di Osborn, a quel nome così accattivante, all'iconografia iniziale, che prima ancora di esporre i fatti scientifici di una nuova scoperta paleontologica, sancirono la nascita di un essere mitico, un titano postmoderno ormai radicato nel Pantheon dei nostri tempi.“

Maurice Zundel 122
1887 – 1975
„La consacrazione consiste nel metterci nella linea della cattolicità.“

Maurice Zundel 122
1887 – 1975
„Le parole della consacrazione sgorgano dunque dal profondo del corpo mistico.“

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Giovanna d'Arco 12
eroina nazionale francese, venerata come santa dalla Chi... 1412 – 1431
„[Nella Cattedrale di Reims, dopo la consacrazione di Carlo VII] O gentile Re, ora è compiuto il volere di Dio, che voleva che vi conducessi a Reims per ricevere la Consacrazione, dimostrando che siete il vero re, e colui al quale il Regno di Francia deve appartenere!“

Sabino Acquaviva 13
sociologo, giornalista e scrittore italiano 1927 – 2015
„Il romanticismo è la consacrazione laica dell'amore che subentra quando la religione che sublima comincia a perdere la sua presa. Nella società moderna, la consacrazione dell'eros si privatizza, si fa romanticismo a due: diventa sempre più soggettiva e invisibile, come la religione. Si perde quindi la polarità: sublimazione (religione istituzionale), adattamento (religiosità polare) (p. 17)“

Virgilio Estival 15
patriota e scrittore francese 1835 – 1870
„La consacrazione del genio di Beranger fu nell'onesta sua povertà, e che la negazione morale del genio di Prati sta nell'aver fatto merce de' suoni della poetica e armonica sua lira ai despoti di una sventurata nazione. (p. IX)“


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Pier Paolo Pasolini 125
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„È esperienza di ogni giorno: si richiede la santità agli altri, per tenere tranquilla la coscienza, nel momento i cui ci si accorge che non sono santi. Ma nel momento in cui ci si accorge che lo sono, li si consacra. La consacrazione li discrimina, li cataloga: li rende innocui, e anche un po' ridicoli e ufficiali. (7 dicembre 1968)“

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Albert Schweitzer 31
medico, teologo, musicista e missionario luterano tedesc... 1875 – 1965
„Non c'è niente di più negativo del risultato della ricerca sulla vita di Gesù. Il Gesù di Nazareth che si presentò come messia, annunciò il regno di Dio e morì per dare alla propria opera la consacrazione, non è mai esistito.“

„È esperienza di ogni giorno: si richiede la santità agli altri, per tenere tranquilla la coscienza, nel momento i cui ci si accorge che non sono santi. Ma nel momento in cui ci si accorge che lo sono, li si consacra. La consacrazione li discrimina, li cataloga: li rende innocui, e anche un po' ridicoli e ufficiali. (Pier Paolo Pasolini)“

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Antonio Rosmini 25
filosofo e sacerdote italiano 1797 – 1855
„La carità perfetta (nella quale consiste la perfezione de' Cristiani tutti) portando tutto l'uomo nel suo Creatore, si può definire una totale consacrazione o sacrificio che l'uomo fa di sé a Dio, ad imitazione di quanto fece l'unigenito suo Figliuolo il nostro Redentore Gesù Cristo: per la quale consacrazione egli propone di non aver altro scopo ultimo in tutte le azioni sue, fuori che il culto di Dio, e di non far altra professione, né cercar altro bene o gusto sulla terra, fuori che in ordine a quello di piacere a Dio e di servirlo. (Lezione I)“


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Mario Perniola 28
filosofo italiano 1941
„La bolla speculativa di quel "mondo dell'arte", iniziato alla fine degli anni cinquanta del Novecento e caratterizzato dalla solennizzazione culturale delle avanguardie storiche, il cui nume tutelare fu Marcel Duchamp, è finalmente scoppiata. Essa aveva creato un microambiente culturale che ha cercato per cinque decenni di rinnovarsi continuamente, ricorrendo a tutta una serie di mode più o meno effimere che si presentavano sotto nomi provocatori e preoccupandosi soltanto di mantenere sotto il controllo di pochi galleristi, collezionisti e mediatori rapaci, con la complicità delle istituzioni pubbliche, il diritto alla legittimazione e alla consacrazione di prodotti che solo nominalmente potevano essere definite "opere d'arte", ma erano in realtà feticci artistici. (p. 3)“

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Papa Niccolò II 3
155° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica
„Il pane ed il vino che sono posti sull'altare sono, dopo la consacrazione, non il solo sacramento ma anche il vero corpo e sangue del Signore nostro Gesù Cristo che, in modo sensibile, non solo in sacramento, ma in verità, è toccato e spezzato dalle mani dei sacerdoti ed è masticato dai denti dei fedeli. (dal Sinodo di Roma, 690)“

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Fabio Cannavaro 13
dirigente sportivo ed ex calciatore italiano 1973
„Napoli-Parma è un po' la mia partita. Sono le prime due squadre nelle quali ho giocato da professionista, mi hanno segnato in serie A. A Napoli ero giovane, una promessa, mentre a Parma c'è stata la mia consacrazione. Lì abbiamo vinto con una squadra fortissima, soprattutto coppe. Un grande gruppo che viveva senza la pressione delle grandi squadre. Parma mi ha permesso di crescere ad altissimo livello.“

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Claudia Cardinale 118
attrice italiana 1938
„[Pier Paolo Pasolini] L'ho conosciuto quando faceva lo sceneggiatore: l'ho visto spesso, per esempio, ai tempi in cui giravo Il bell'Antonio. [... ] Gli devo la mia prima, autorevole, critica positiva [per l'interpretazione in Un maledetto imbroglio]: scrisse di me cose bellissime, e, al suo solito, assolutamente non banali. Considero quella sua recensione la mia prima, vera, consacrazione come attrice. (p. 197)“

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