Frasi su consolato

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Vittorio Arrigoni 62
scrittore e attivista italiano 1975 – 2011
„Non ce ne andiamo, perché riteniamo essenziale la nostra presenza come testimoni oculari dei crimini contro l'inerme popolazione civile ora per ora, minuto per minuto. [... ] Non siamo fuggiti come ci hanno consigliato i nostri consolati, perché siamo ben consci che il nostro apporto sulle ambulanze, come scudi umani e nel dare prima assistenza ai soccorsi, potrebbe rivelarsi determinante per salvare vite. [... ] Personalmente, non mi muovo da qui, perché sono gli amici ad avermi pregato di non abbandonarli. Quelli ancora vivi, ma anche quelli morti, che come fantasmi popolano le mie notti insonni. I loro volti diafani ancora mi sorridono. (pp. 40-41)“

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Augusto Murri 11
medico italiano 1841 – 1932
„Se potete curare, curate; se non potete curare, calmate; se non potete calmare, consolate. (Iscrizione presso l'Ospedale San Giacomo di Roma)“


„E Cales, la cui grande civiltà fanno arguire le ultime scoverte, dovette fare i suoi di buon'ora. Laonde vince per antichità quello di Venafro, forse opera Augustea. È rimarchevole eziandio che il Venafrano era alto pal. 7, largo pal. 3; e il Caleno è alto palmi 8, e largo quattro. Pel modo di costruzione corrisponde a quelli di cui lasciarono le norme Vitruvio e Frontino.
È preziosa poi la ricordanza del consolato di Cinna nella dipinta iscrizione, che circa due mila anni non hanno potuto distruggere, perché ci conferma che Cales fosse già soggetta a Roma, dove che gli storici erano incerti su le condizioni dei Sidicini e de' Caleni, all'altalena degli avvenimenti della guerra sociale; nella quale Cales rimase fedele ai Romani. (p. 18)“

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Charlie Chaplin 80
attore, regista, sceneggiatore, compositore e produttore... 1889 – 1977
„In un'occasione il consolato russo diede in suo onore una cena alla quale partecipai anch'io. Fu un incontro internazionale che si svolse in una atmosfera di grande solennità. Durante la cena vennero pronunciati molti brindisi e discorsi, alcuni in francese e altri in russo. Credo fui l'unico inglese invitato. Però, prima che venisse il mio turno di parlare, un professore russo tenne un brillante panegirico sull'arte della Pavlova, nella sua lingua. A un certo punto scoppiò in lacrime, poi si avvicinò alla ballerina e la baciò con ardore. Dopodiché, compresi che qualsiasi discorso da parte mia sarebbe stato straordinariamente insipido, e allora mi alzai per dire che, essendo il mio inglese del tutto insufficiente ad esprimere la grandezza dell'arte della Pavlova, avrei parlato in cinese. Finsi dunque di parlare in cinese, entusiasmandomi come aveva fatto il professore e finendo per baciare la Pavlova con maggiore trasporto di lui: presi anzi un tovagliolo e me lo misi sopra la testa per nascondere quella gragnuola di baci. Tutti i presenti cominciarono a sghignazzare e il ricevimento si spogliò della sua solennità. (p. 232)“

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Joris Karl Huysmans 4
scrittore francese 1848 – 1907
„Il pessimismo non ha mai consolato né i malati nel corpo, né gli infermi nell'anima. (da Controcorrente, a cura di V. Finzi Ghisi, traduzione di C. Sbarbaro, Garzanti, 1975)“

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Antoine de Saint-Exupéry 57
scrittore e aviatore francese 1888 – 1957
„«Quando la notte guarderai il cielo, poiché io abiterò in una di esse, e riderò in una di esse, per te sarà come se ridessero tutte le stelle. Avrai stelle che sapranno ridere!» E rise ancora. «E quando ti sarai consolato (poiché ci si consola sempre) sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E ogni tanto aprirai la finestra, così, per puro piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu gli dirai: "Sì, le stelle mi fanno sempre ridere!". E penseranno che sei pazzo. Ti avrò fatto un bello scherzetto...» E rise ancora. «Sarà come se, invece delle stelle, ti avessi dato tanti sonagli che sanno ridere...» (Piccolo principe: cap. XXVI, pp. 116-117)“

Sergio Nazzaro 31
scrittore e giornalista italiano 1973
„Dove mi trovo adesso? Nel deserto di Dubai, vicino al confine con l'Oman. Quasi posso intravedere lo skyline, i suoi grattacieli che cercano di toccare il cielo. Hassan mi offre una sigaretta. Qui le stecche di Marlboro costano solo 9 euro. Ti viene proprio voglia di farti venire un cancro ai polmoni. Guardo l'orologio. Aspetto un alto funzionario di ambasciata. La nostra. Mentre tutto il mondo porta soldi a paccate, il consolato italiano di Dubai dispone di solo sei persone. E il console va in giro a piedi, o quasi. Non ha una macchina ufficiale con autista. Il funzionario, Claudio, lo avevo conosciuto a Dubai, durante una cena. La tavola era piena di gente, il conto, come al solito alla mia azienda. Non mia, io ero l'uomo sul terreno. Quello dei consigli nel buio, dalle soluzioni poco ortodosse e dalle notizie sempre fresche. Possibilmente compromettenti. (p. 15)“

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Eugenio Scalfari 46
giornalista, scrittore e politico italiano 1924
„Questi giovani insegnano qualcosa anche in termini operativi. L'assedio alle tipografie di Springer per bloccare l'uscita dei suoi giornali è un mezzo nuovo di lotta molto più sofisticato ed efficace delle barricate ottocentesche o degli scioperi generali. Ad un sistema «raffinato» si risponde con rappresaglie «raffinate». L'esempio è contagioso. Venerdì sera a Milano un corteo di studenti in marcia per dimostrare sotto il consolato tedesco si fermò a lungo e tumultuando sotto il palazzo del Corriere della sera. Può essere un ammonimento per tutte quelle grandi catene giornalistiche abituate ormai da lunghissimo tempo a nascondere le informazioni e a manipolare l'opinione pubblica. Ammesso che sia mai esistita, la società ad una dimensione sta dunque facendo naufragio. Chi ama la libertà ricca e piena non può che rallegrarsene e trarne felici presagi per l'avvenire.“


Ferruccio Parazzoli 4
scrittore e saggista italiano 1935
„La lingua, per uno scrittore, non è mai ovvia, scon­tata: la lingua dei gialli da classifica è morbida, penetrabile, adatta al mercato e al lettore debo­le, che vuole essere consolato o eccitato. Il letto­re vero cerca nella letteratura un mezzo per deci­frare il mondo e battersi contro il caos. Il letto­re vero cerca nella letteratura un mezzo per deci­frare il mondo e battersi contro il caos.“

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Publilio Siro 666
scrittore e drammaturgo romano
„Misericors civis patriae est consolatio. ()“

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Eugéne Delacroix 6
artista e pittore francese 1798 – 1863
„Tutta la natura porta un fardello e attende di essere consolata.“

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Lucio Anneo Seneca 147
filosofo, poeta, politico e drammaturgo romano -4 – 65 d.C.
„Una grande fortuna è una grande schiavitù. (da Ad Polybium consolatio, XXVI)“


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Francesco Guccini 220
cantautore italiano 1940
„Consolati e pensa che il tuo compleanno ritorna fra poco, soltanto fra un anno, gli amici gentili un regalo faranno, ed il tuo tempo va e non tornerà...(da Il Compleanno)“

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Giulio Andreotti 69
politico, scrittore e giornalista italiano 1919 – 2013
„È emerso [durante il funerale] un Agnelli silenziosamente devoto della Consolata e disponibile a prepararsi alla morte in modo edificante.“

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Adriano Sofri 8
giornalista, scrittore e attivista italiano 1942
„La peggiore delle tirannidi non è quella che uccide i suoi sudditi: è quella che arriva a impedire loro perfino di uccidersi. (da Tristi e consolati, la Repubblica, 14 novembre 2008)“

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Marguerite Yourcenar 111
scrittrice francese 1903 – 1987
„Il mio primo consolato fu anch'esso un anno di guerra, una lotta segreta, ma continua, in favore della pace. Ma non la combattevo da solo. Prima del mio ritorno, s'era verificato nell'atteggiamento di Licinio Sura, di Attiano, di Turbo, un cambiamento analogo a quello che si era prodotto in me, come se, a onta della severa censura che praticavo sulle mie lettere, i miei amici mi avessero già compreso, preceduto, o seguito. In altri tempi, gli alti e bassi della mia sorte mi impacciavano soprattutto riguardo a essi; paure, impazienze che da solo avrei sopportato a cuor leggero, si facevano opprimenti se mi vedevo costretto a celarle alla loro sollecitudine o a infliggerne loro la confidenza; mi risentivo di quell'affetto che li angustiava per me più di me stesso, e che mai li portava a scoprire, sotto le agitazioni esteriori, l'essere tranquillo, al quale nulla importa davvero, e che per conseguenza può sopravvivere a tutto. Ma, ormai, mi mancava il tempo per interessarmi a me stesso, come del resto per disinteressarmene. Calava nell'ombra la mia persona, proprio perché, il mio punto di vista cominciava a contare. Ciò che importava, era che qualcuno si opponesse alla politica di conquiste, ne valutasse le conseguenze e la fine, e si preparasse, se possibile, a ripararne gli errori.“

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