Frasi, citazioni e aforismi su consumismo

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“


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Umberto Veronesi 75
medico, oncologo e politico italiano 1925
„L'umanità rischia un effetto a catena distruttivo: esaurimento di energia, di acqua potabile, di alimenti base per soddisfare consumismi alimentari errati. In Cina e in India è aumentato il consumo di carne, così come non si ferma in Occidente. I conti non tornano. Sei miliardi di abitanti, tre miliardi di bovini da macello (ogni chilo di carne brucia 20 mila litri d'acqua), 15 miliardi di volatili da alimentazione, produzione di combustibili dai cereali. Tra un po' non ci sarà più cibo. Grano, soia, riso, mais costano sempre di più e vanno a ingrassare gli animali da allevamento. Dobbiamo fermarci ora. Primo passo: diventare vegetariani, o quasi.“

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Papa Benedetto XVI 304
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927
„Per il clima che lo contraddistingue, il Natale è una festa universale. Anche chi non si professa credente, infatti, può percepire in questa annuale ricorrenza cristiana qualcosa di straordinario e di trascendente, qualcosa di intimo che parla al cuore. È la festa che canta il dono della vita. La nascita di un bambino dovrebbe essere sempre un evento che reca gioia; l'abbraccio di un neonato suscita normalmente sentimenti di attenzione e di premura, di commozione e di tenerezza. Il Natale è l'incontro con un neonato che vagisce in una misera grotta. Contemplandolo nel presepe come non pensare ai tanti bambini che ancora oggi vengono alla luce in una grande povertà, in molte regioni del mondo? Come non pensare ai neonati non accolti e rifiutati, a quelli che non riescono a sopravvivere per carenza di cure e di attenzioni? Come non pensare anche alle famiglie che vorrebbero la gioia di un figlio e non vedono colmata questa loro attesa? Sotto la spinta di un consumismo edonista, purtroppo, il Natale rischia di perdere il suo significato spirituale per ridursi a mera occasione commerciale di acquisti e scambi di doni! In verità, però, le difficoltà, le incertezze e la stessa crisi economica che in questi mesi stanno vivendo tantissime famiglie, e che tocca l'intera l'umanità, possono essere uno stimolo a riscoprire il calore della semplicità, dell'amicizia e della solidarietà, valori tipici del Natale. Spogliato delle incrostazioni consumistiche e materialistiche, il Natale può diventare così un'occasione per accogliere, come regalo personale, il messaggio di speranza che promana dal mistero della nascita di Cristo. (dall'Udienza Generale, 17 dicembre 2008)“

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Piero Bevilacqua 21
storico e saggista italiano 1944
„[Oggi è bollato come radicale ed estremista chi sostiene] la prospettiva di una società sobria, che ponga fine al consumismo smisurato, alla bulimia distruttiva di territorio e risorse, all'affanno della crescita infinita, alla mortificazione dell'umana operosità ridotta a merce, alla competizione senza quartiere, alla dissipazione nel lavoro e nel consumo del nostro tempo di vita.“

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Paul Ginsborg 20
storico inglese naturalizzato italiano 1945
„In una recente intervista il vicepresidente del Consiglio, il socialista Gianni De Michelis, ha parlato del 1968 come del «crepuscolo degli dèi», dell'ultimo grande momento collettivo della storia italiana, della fine di ogni sogno di nuova era. Sidney Tarrow ha sostenuto che la «transizione al capitalismo maturo» ha dato luogo alla «definitiva assimilazione della classe operaia». Entrambi i giudizi sembrano essere prematuri. Non c'è ragione di credere che la forte tradizione di azione collettiva nella recente, e meno recente, storia d'Italia sia morta improvvisamente. Né vi può essere molto fondamento nell'idea che il consumismo capitalista abbia risolto «l'enigma della storia». Come ha detto Hirschman, il consumismo ha probabilmente il suo bagaglio di disillusioni in serbo per ognuno di noi. Resta da vedere, dunque, se i valori degli anni '80 saranno duraturi, o se visioni alternative potranno ancora avere un ruolo piú che minimo nella storia della Repubblica italiana. (cap. 11, 3; p. 576)“

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Gino Paoli 26
cantautore e musicista italiano 1934
„Sono rimasto fuori dal corteo. La ricerca della comodità, del benessere materiale, porterà la nostra società in un baratro definitivo. Non sappiamo più come alimentare il consumismo, mentre pian piano ci erodono la nostra individualità.“

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Volfango De Biasi 17
regista e sceneggiatore italiano 1972
„7 aprile. Il vuoto pneumatico continua a regnare supremo. Il mondo è infestato da gente che assomiglia a Barbie e Ken. Sono tanti, troppi. Sono una massa di gente indistinta. Senza personalità né dignità, plasmabili come pupazzetti di plastilina. Non sono persone ma servi del consumismo, figli del nostro tempo, sfornati a stock. Spero che un giorno si abbatta su di loro l'Angelo dell'Apocalisse e metta fine alle loro inutili esistenze. 'È giunta la vostra ora. Avete fatto tendenza, parlato di gossip, ammirato i Vip. E adesso la spada calerà su di voi. Anche questa volta avete i nomi in lista, ma non per entrare in un locale trendy' Già lo vedo l'Angelo sorridere crudele e felice, mentre le Barbie e i Ken si accasciano sotto i suoi occhi. (Stralcio dal taccuino di Giada)“


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Caparezza 313
cantautore e rapper italiano 1973
„È una grande soddisfazione in un periodo di consumismo sfrenato come questo, con la vendita digitale della musica che sta portando verso una direzione molto anni Sessanta: singoli, singoli, singoli. Io resto ancorato all'idea della centralità dell'album. Prediligo l'idea del concept, di una storia da raccontare con le canzoni.“

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Luigi Lombardi Vallauri 18
filosofo italiano 1936
„Io sono vicino al Movimento per la decrescita felice e sono convinto che valga la pena battersi contro il consumismo, gli sprechi, l'abuso della natura. Ma credo che la chiave filosofica per l'uscita dalla crisi attuale sia un riorientamento radicale del desiderio, oggi concentrato sui beni esclusivi e da indirizzare invece verso i beni non esclusivi. [... ] I beni esclusivi sono anzitutto quelli materiali (la ricchezza) e poi il potere e il successo/visibilità. Sono beni il cui possesso da parte di un soggetto esclude o riduce quello altrui: più ne ho io, meno ne hai tu. I beni non esclusivi possono essere invece posseduti in quantità illimitata da un numero illimitato di persone: sono la buona salute e le abilità fisiche, la cultura, la contemplazione, le relazioni umane positive. [... ] La riduzione del desiderio e del possesso di beni esclusivi sarebbe compensata dai beni non esclusivi. E la decrescita sarebbe non solo inevitabile, ma anche felice.“

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Michela Vittoria Brambilla 31
politica e imprenditrice italiana 1967
„La più esecrabile tra le stragi che alimentano ogni giorno l'industria della carne è la mattanza di Pasqua, perché costa la vita di moltissimi animali in tenera età: agnelli e capretti. Strappati alle madri, che trascorrono giorni interi cercandoli e disperandosi, sottratti ai loro giochi spensierati per essere ammassati su furgoni che li portano verso la morte, senza più un filo di voce per i belati di terrore, gemiti simili al pianto di un bambino, che emettono fino all'ultimo istante di vita: tutto questo in nome di un consumismo che si nutre di una tradizione insensata. Nulla può giustificare un simile massacro: un cocktail di crudeltà, business, e ignoranza, con cui le prescrizioni religiose non hanno nulla a che vedere.
Mangiare carne di capretto o di agnello a Pasqua non è una tradizione né tantomeno un obbligo, ma un oltraggio al mondo animale. (p. 150)“

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Pier Paolo Pasolini 125
poeta, giornalista, regista, sceneggiatore, attore, paro... 1922 – 1975
„Che cos'è che ha trasformato i proletari e i sottoproletari italiani, sostanzialmente, in piccolo borghesi, divorati, per di più, dall'ansia economica di esserlo? Che cos'è che ha trasformato le «masse» dei giovani in «masse» di criminaloidi? L'ho detto e ripetuto ormai decine di volte: una «seconda» rivoluzione industriale che in realtà in Italia è la «prima»: il consumismo che ha distrutto cinicamente un mondo «reale», trasformandolo in una totale irrealtà, dove non c'è più scelta possibile tra male e bene. Donde l'ambiguità che caratterizza i criminali: e la loro ferocia, prodotta dall'assoluta mancanza di ogni tradizionale conflitto interiore. Non c'è stata in loro scelta tra male e bene: ma una scelta tuttavia c'è stata: la scelta dell'impietrimento, della mancanza di ogni pietà. (Due modeste proposte per eliminare la criminalità in Italia: p. 168)“


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Ignazio Fresu 19
scultore italiano 1957
„[L]'utilizzo di materiali quali imballi di cartone e polistirolo non nasce dall'esigenza di realizzare opere legate al riciclaggio fine a se stesso, così come generalmente viene attribuito a questa tipologia di lavori, ma il recupero di questi, sono un mezzo con cui appropriarsi di materiali "disponibili", privi di costi e dalla forte pregnanza simbolica. Recuperare non significa riciclare, nell'idea di riciclaggio come fine, vedo una qualche forma di giustificazione, inclusa "l'assoluzione", nei confronti di questa nostra società basata sul consumismo.“

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Papa Giovanni Paolo II 156
264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1920 – 2005
„Non possiamo pertanto trasformare ed avvilire il Natale in una festività di inutile spreco, in una manifestazione all'insegna del facile consumismo: il Natale è la festa dell'Umiltà, della Povertà, della Spogliazione, dell'Abbassamento del Figlio di Dio, che viene a donarci il suo infinito Amore; deve pertanto essere celebrata con autentico spirito di condivisione, di compartecipazione con i fratelli, che hanno bisogno del nostro aiuto affettuoso. Deve essere una tappa fondamentale per la meditazione sul nostro comportamento nei confronti del "Dio che viene"; e questo Dio che viene possiamo incontrarlo in un bimbo indifeso che vagisce; in un ammalato che sente venir meno inesorabilmente le forze del suo corpo; in un anziano, che dopo aver lavorato per tutta la vita, si trova di fatto emarginato e tollerato nella nostra moderna società, basata sulla produttività e sul successo. (22 dicembre 1982)“

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Murray Bookchin 30
scrittore statunitense 1921 – 2006
„Il lavoratore diviene un rivoluzionario non accentuando le proprie caratteristiche di operaio, ma proprio liberandosene [... ]. Il lavoratore diviene un rivoluzionario quando si libera del proprio 'operaismo', quando giunge a detestare il proprio ruolo di classe senza mezzi termini, qui e ora, e quando comincia a scrollarsi di dosso quei caratteri che i marxisti più gli ammirano – l'etica del lavoro, la struttura caratteriale derivante dalla disciplina industriale, il rispetto per la gerarchia, l'obbedienza ai capi, il consumismo, le scorie del puritanesimo. In questo senso, il lavoratore diviene un rivoluzionario nella misura in cui si libera del proprio ruolo di classe e acquista una coscienza di non-classe. (Ascolta, marxista! (Listen, Marxist!, 1969), pp. 124-125; citato in Varengo 2007, p. 137)“

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Giorgio Bassani 82
scrittore e poeta italiano 1916 – 2000
„L'America mi interessa perché è la sede, il punto di parenza della civiltà industriale nella quale siamo tutti coinvolti. Le origini sono qui. Anche noi italiani ci riferiamo all'America. Ora, la cosa la stupirà, ma sento che qui c'è qualcosa d'altro: quialcosa di quella religione della società che fu il portato della rivoluzione protestante. È questo fondamento di religiosità che impedisce al consumismo materialistco di trasformare i suoi utenti in oggetti, in puri robots. Per esempio, ammiro molto il senso della privacy che è qui, il culto della casa. E lo stesso modo di gestire il traffico. (Una mostra in Canada, 1980)“

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