Frasi su contante

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Noyz Narcos 129
rapper, beatmaker e writer italiano 1979
„Ti insegno il rap visto che in tele passa spazzatura | copi dagli USA sembri giusto una caricatura | quarto di pollo fritto, quando performo zitto| resta muto resti un superomo, Narcos Lex Luthor | Se fai la mossa dei contanti poi falli volare | sopra 'sta giostra non ci sali se non sai viaggiare | resta a casa, lo vuoi un consiglio? Brasati una tavoletta | de Trafalgar che te damo sempre in culo sulla traccia. (da The Chef)“

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Stefano Benni 123
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1947
„Il pianeta più strano di cui ho sentito raccontare è il pianeta della Sacra Merda. In esso la merda è la più grande ricchezza, la moneta con cui si compra tutto. Gli abitanti non hanno portafogli: ma grossi vasi che portano in giro, e più sono grossi e puzzano e più si vantano. Le banche sono dei giganteschi pozzi neri, guardati a vista da poliziotti e vigilantes. Qua si effettuano i versamenti. Dai più piccoli, alla vecchina che viene a consegnare due palline da coniglio, tutti i suoi risparmi, al commerciante che viene a portare l'incasso della giornata, una carriolona ben odorosa. Naturalmente, nelle case non si dice "vado nel bagno", ma si dice "metto nel salvadanaio". Ogni bambino ha il suo vasino fatto a maialino. Ahimè! Anche in questo paese c'è chi vende anima e corpo, per diventare merdoso a dismisura! C'è chi rapina, e sotto la minaccia di una pistola ti obbliga a depositare lì, per strada, tutto il malloppo che hai in pancia! Se qualcuno, incautamente, si ferma in un prato per fabbricare un po' di contante, stia attento che nel breve tempo che si tira su i pantaloni, qualcuno gli avrà già sottratto il suo bene. Per non parlare degli esibizionisti: quelli che quando entrano al ristorante, eccoli mettere merda qua e là in mano ai camerieri: e lasciano come mancia uno stronzo come un cotechino: e dicono, non per vantarmi, ma ho tanta merda che non so più dove metterla! L'economia in questo pianeta è naturalmente soggetta agli sbalzi di questo genere primario: qui la mancanza di investimenti si chiama stipsi, e l'inflazione si chiama diarrea. Speriamo di mantenere il tetto della diarrea sotto il dieci per cento, dicono i governanti. E poi scoppiano gli scandali, e si scopre che segretamente i governanti prendevano quintali di merda dagli industriali e chiudevano un occhio sul contrabbando di merda all'estero. Esistono anche le cambiali, uno può acquistare una macchina, ad esempio, prendendo dieci purganti al momento dell'acquisto: ma poi se la cambiale andrà in protesto, sarà dichiarata panciarotta. E ci saranno perquisizioni e a volte anche sequestri da parte di chirurghi-finanzieri. Ma questo capita ai pochi sfortunati: questo pianeta è ricco. Tutti i mesi, ogni giorno sei, San Libero, si fa la festa della Santa Merda. I più grandi merdoni del paese convengono con grandi macchine color crema e marron, e riempiono saloni pieni di lampadari e bei quadri e porcellane da bagno. Le signore sono vestite tutte di bianco e i signori in rosa. Si sente dire: lo vedi quello? Ha fatto la merda con le bische: è un parvenù. Quello invece: uh, è di sangue blu, la sua famiglia è sempre stata un letamaio. E tutti ballano, e soprattutto scorreggiano, per mostrare la loro ricchezza. Le grosse signore scorreggiano in tonalità di bordone gonfiando come vele i vestitoni stretti di raso, le giovani signori scorreggiano deliziosamente con virtuosismi di flauto e clarinetto, i ricchi commercianti petano come cannoni scambiandosi pacche sulle spalle, gli intellettuali sfiatano con grande sofferenza, spiegando che la merda non è poi tutto al mondo, i giovani brillanti tirano bronze pungenti che alzano le falde dei loro frac in eleganti impennate, i vecchi nobili brontolano e spetazzano e non raramente nel far ciò cade nelle loro mutande qualche spicciolo, i bambini trillano ventini, i neonati pigolano e il padrone di casa, apparendo sulla soglia rosso e trionfale, spara un peditone storico con fremente interminabile premito che scrolla le cristallerie e a voce alta dice: "Il pranzo è servito!" E tutti vanno a lavarsi le mani.“


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Noyz Narcos 129
rapper, beatmaker e writer italiano 1979
„Io ci ho pregato pe' sti bei tempi, pe' i contanti | guadagnati, per le notti nne 'sti alberghi profumati. | Col culo sopra un'Alitalia, in culo se ne | deve anna' st'Italia, linciata, Black Dahlia. | Ho visto i miei sogni finire, gl'incubi diventa' veri | quando ho scelto questo gioco ho messo i guanti neri. (da Via Con Me)“

Rayden 238
rapper e beatmaker italiano 1983
„Andiamo via senza fare i bagagli | tu corri e non voltarti | porta con te solo le emozioni che sai darmi | né carte né contanti | e non importa dove | se stiamo assieme siamo lontani da tutti | come se fossimo su Plutone. (da Via con te, n. 8)“

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Gianluigi Nuzzi 25
giornalista e scrittore italiano 1969
„Il primo passo segreto lo ritroviamo nell'archivio Dardozzi: de Bonis firma regolare richiesta e lo Ior apre il primo conto corrente del neonato sistema offshore. Conto n. 001-3-14774-C: primo deposito in contanti di 494.400.000 lire ed elevato tasso d'interesse garantito, il 9 per cento annuo.“

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Gue Pequeno 90
rapper italiano 1980
„Ora faccio il cantante, anche se non so cantare. Ora faccio il contante, anche se non so contare. (da Sul tetto del mondo)“

„Persona che consegna i problemi irrisolti della propria vita, abilmente incartati, ad altri. Contro contante.“

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Robert Anson Heinlein 151
autore di fantascienza statunitense 1907 – 1988
„Il denaro è sincero. Se un uomo parla del suo onore, fallo pagare in contanti.“


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Marcello Macchia 147
comico italiano 1978
„Questi vostri danari, li farò pervenire... al Signore! (Padre Maronno dopo aver ricevuto un'ingente somma di contanti da due fedeli)“

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Althea Gibson 3
tennista statunitense 1927 – 2003
„È bellissimo essere la regina del tennis, ma non puoi mangiare una corona, e non puoi neanche mandare un pezzo di trono per pagare le tasse. Il padrone di casa, il panettiere e quelli del fisco sono un po' strani: vogliono i soldi in contanti... io regno su un conto in banca vuoto e non posso pretendere di riempirlo giocando nel circuito dilettantistico.“

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Leo Buscaglia 24
1924 – 1998
„Ieri, ha detto qualcuno, è un assegno annullato, e domani è soltanto una cambiale. Solo oggi è denaro contante.“

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Robert Anson Heinlein 151
autore di fantascienza statunitense 1907 – 1988
„Dio è onnipotente, onnisciente e onnibenevolo… c'è scritto sull'etichetta. Se hai una mente capace di credere simultaneamente a tutti e tre i divini attributi, ho un magnifico affare da proporti. Niente assegni, prego. Contanti e in banconote di piccolo taglio.“


Diego Cugia 27
giornalista, scrittore e regista italiano 1953
„Ricordavo la platea del De Meis, quella sì. Luccicante quanto la cassa alla quale rimane abbracciato anche quando ti saluta, tanto che "Buonasera" lo dice ai contanti che gli entrano, non al cliente che glieli dà.“

Maurizio Milani 30
comico, scrittore e attore teatrale italiano 1961
„Chiedo a un amico che lavora come "produttore" presso un concessionario Mercedes: Quali sono i clienti migliori? Gli zingari. Non ti fanno tribulare per il colore e gli optional obbligatori: quello che c'è disponibile prendono e non tirano neanche il prezzo. Hanno delle borse di plastica, come quelle del supermercato; sono piene di banconote, ti mettono li 130/140 milioni, un foglio di filigrana sull'altro. In contanti. Non aspettano neanche le targhe, le fanno loro.“

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Hunter Stockton Thompson 5
giornalista e scrittore statunitense 1937 – 2005
„L'editore sportivo mi aveva dato anche un anticipo di 300 dollari in contanti, la maggior parte dei quali era già stata spesa in droghe estremamente pesanti. Il baule della macchina pareva un laboratorio mobile della narcotici. Avevamo due borsate di erba, settantacinque palline di mescalina, cinque fogli di LSD super-potente, una saliera piena zeppa di cocaina, e un'intera galassia di pillole multicolori, eccitanti, calmanti, esilaranti... e anche un litro di tequila, uno di rum, una cassa di Budweiser, una pinta di etere puro e due dozzine di fiale di popper. (p. 12)“

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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„Bisogna ribellarsi fintanto che si è a tempo, fintanto che ciò che subiamo non viene a tal punto interiorizzato e fatto nostro da sembrarci così e basta; bisogna espellerlo, creare un margine fra sé e la propria sofferenza, non permetterle di fagocitarci, di usare i nostri pronomi al nostro posto, non lasciarle dire "io"; bisogna ribellarsi sempre, ributtarla fuori, in faccia a chi ce la fa subire, sconfiggerla o farne un'arma tagliente sempre sospesa, che serva come contrappeso nei contratti, che diventi denaro contante, cioè capitale, cioè forza contrattuale.“

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