Frasi su contrada

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Vinicio Capossela 44
cantautore e polistrumentista italiano 1965
„Solo chi cade offre la vista edificante di rialzare il capo dal fondale sottostante. (da Contrada Chiavicone, n.° 10)“

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Giuseppe Mazzini 54
patriota, politico e filosofo italiano 1805 – 1872
„Volete voi, Operai Italiani, onorare davvero la memoria de' vostri Grandi e dar pace all'anima di Dante Allighieri? Verificate il concetto che lo affaticò nella sua vita terrestre. Fate UNA e potente e libera la vostra contrada. Spegnete fra voi tutte quelle meschinissime divisioni contro le quali Dante predicò tanto, che condannarono lui, l'uomo che più di tutti sentiva ed amava il vostro avvenire, alla sventura e all'esilio, e voi a una impotenza di secoli che ancor dura. Liberate le sepolture de' vostri Grandi, degli uomini che hanno messo una corona di gloria sulla vostra Patria, dall'onta d'essere calpeste dal piede d'un soldato straniero. E quando sarete fatti degni di Dante nell'amore e nell'odio — quando la terra vostra sarà vostra e non d'altri — quando l'anima di Dante potrà guardare in voi senza dolore e lieta di tutto il santo orgoglio Italiano — noi innalzeremo la statua del Poeta sulla maggiore altezza di Roma, e scriveremo sulla base: AL PROFETA DELLA NAZIONE ITALIANA GLI ITALIANI DEGNI DI LUI. (da Dante, in Scritti editi ed inediti, vol. XXIX, pp. 14-15)“


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Marco Polo 5
mercante, ambasciatore e viaggiatore italiano, appartene... 1254 – 1324
„Or avenne che nel 1187 anni li Tartari fecero uno loro re ch'ebbe nome Cinghis Kane. Costui fu uomo di grande valenza e di senno e di prodezza; e sí vi dico, quando costui fue chiamato re, tutti li Tartari, quanti n'era al mondo che per quelle contrade erano, si vennero a lui e tennello per signore; e questo Cinghis Kane tenea la segnoria bene e francamente. E quivi venne tanta moltitudine di Tartari che no si potrebbe credere; quando Cinghi si vide tanta gente, s'aparechiò con sua gente per andare a conquistare altre terre. E sí vi dico ch'egli conquistò bene otto province in poco tempo, né no li face' male a cui egli pigliava né no rubavano, ma menavaglisi drieto per conquistare l'altre contrade, e cosí conquistò molta gente. E tutta gente andavano volontieri dietro a questo signore, veggendo la sua bontà; quando Cinghi si vide tanta gente, disse che volea conquistare tutto 'l mondo. (cap. 64, Come Cinghis fue il primaio Kane)“

Giovita Scalvini 7
scrittore, poeta e patriota italiano 1791 – 1843
„Il Padre Cristoforo è certamente la persona più alta, più ideale del romanzo, è quella che rivela di più le vie misteriose che congiungono il finito con l'infinito. Pare che in lui la religione non sia, a così dire, che una forma che ha assunto la sua stoica virtù, il suo sentimento imprescindibile del dovere. Gli altri personaggi, se ebbero qualche merito in terra, ebbero pure in terra la loro ricompensa. Renzo e Lucia hanno sopravvissuto alla peste per unirsi insieme con nodi che non li separeranno più. Don Abbondio ha la consolazione, grandissima per lui, di veder sparire dal mondo colui che lo teneva in tanta paura. L'Innominato vede quelli stessi ch'egli aveva offeso, rispettarlo e riverirlo. Ma il Padre Cristoforo è cacciato, fatto viaggiare lungi da ciò che aveva di più caro; egli va attraverso la vita oscuro, mendico, paziente; egli va a raccogliersi dove sono più guai, dove più l'uomo soffre tra le piaghe e il tanfo, estenuato, col corpo oppresso ma coll'anima pronta e placida. Il nostro cuore che è affezionato a lui, che lo ammira, gode di vederlo uscire da tanta miseria, e appena ci si sottrae all'occhio qui sulla terra, noi non possiamo a meno di vederlo in cielo. È il Padre Cristoforo solo, adunque, che ci eleva l'anima a dire: dove e quando che sia la virtù non può fallire a una ricompensa. Se questo non fosse vero, la vita sarebbe un campo di guerra e di dolori spaventosi. L'anima ne sarebbe atterrita, ella non vorrebbe sostenerla. Dimenticate il cappuccio di P. Cristoforo, dimenticate i suoi zoccoli e la sua sporta che vi hanno talvolta fatto adirare, e troverete in lui un filosofo: non di coloro che gridano nelle cattedre per raccogliere a sera i plausi nei circoli, ma caritatevole e umile, e non rimane del cappuccino che quella cieca obbedienza colla quale lascia la contrada e Renzo e Lucia negli impacci. (pp. 245-246; in 1973, pp. 265-266)“

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Antonio Stoppani 3
geologo, paleontologo e patriota italiano 1824 – 1891
„Se queste pagine avranno la fortuna, pur troppo rara, di uscir dalle mura delle scuole di città, per diffondersi nelle campagne, in seno alle Alpi, nelle montagne dell'Appennino, al piede del Vesuvio e dell'Etna, insegneranno agli abitanti di quelle contrade ad apprezzare un po' meglio sé stessi e le bellezze e i favori d'ogni genere di cui la natura, ministra di Dio, non fu avara alle diverse province d'Italia. (Prefazione, Agli istitutori, p. 8)“

Gianluigi Melega 1
giornalista, scrittore e politico italiano 1935 – 2014
„In ogni occasione il telecronista Paolo Frajese si fa interprete e voce delle manifestazioni più fanatiche del tifo contradaiolo, con frasi come "vivono tutto un anno per due minuti di corsa", "in questi minuti passano di mano enormi somme di denaro", rievocando ogni volta un folclore tramandato, fatto di violenze, di demenze e di incoscienze, "passato ogni volta per buono": come direbbero i sociologi, per valore positivo da incoraggiare. Le scene immediatamente successive, con gente in lacrime che abbraccia e bacia un cavallo, altri che si scazzottano belluinamente, altri che vengono portati via in barella, vengono accomunate alle "scene di esultanza" con cui gli alfieri sventolano i gonfaloni delle contrade. Se vogliamo ammazzarci, sembra essere la filosofia della piazza e del suo telecronista, lasciate che lo facciamo in festa. Si dice: il Palio è una tradizione, un rito. E anche: è un colossale affare economico. Erano riti, anche, i sacrifici umani, un tempo. E sono colossali affari economici moderni, per esempio, il gioco del calcio e la caccia. Eppure quelli, e tanti altri meno sanguinosi, li si è aboliti; e questi lì si sta sottoponendo a limitazioni e controlli.“

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Girolamo Gigli 8
letterato e commediografo italiano 1660 – 1722
„La Contrada della Pantera, credesi che abbia avuto il nome in memoria della confederazione, che fecesi tra Senesi e Lucchesi, la cui repubblica ha per arme la Pantera, come si additò al giorno de 2 Luglio. (vol. II, p. 457)“

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Ferdinand Gregorovius 21
storico e medievista tedesco 1821 – 1891
„Vidi per la prima volta il paesaggio grandioso di Siracusa al momento in cui il sole stava per tramontare, illuminando tutta la contrada dal mare Jonio ai monti d'Ibla, di quelle tinte calde, le quali non si vedono che sotto il cielo di Sicilia. Non potrei esprimere con parole l'impressione che tal vista mi produsse. Neppure in cima all'Etna, di dove si scorgono l'isola tutta quanta, tre mari, le coste d'Italia, io non mi sentii scosso come nel vedere tra il profondo silenzio di una bella sera, questi ampli e morti campi di Siracusa. Gli spettacoli della natura parlano meno all'anima che la storia; di essi non hanno ricordi, e l'uomo non vive che le memorie.“


Kitabatake Chikafusa 3
1293 – 1374
„Il grande Giappone è una contrada divina. Solo il nostro paese fu fondato dalle divinità e trasmesso da Amaterasu ad una lunga serie di discendenti. Non vi è cosa simile nei paesi stranieri. Per questo il Giappone viene chiamato una contrada divina. (p. 68)“

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Ferdinando Petruccelli della Gattina 47
giornalista, scrittore e patriota italiano 1815 – 1890
„Voi avete visto certamente una renna, in qualche giardino zoologico, o in qualche museo di storia naturale. Essa rassomiglia un poco al daino, avendo il muso, il piede e la taglia di un vitello. Essa ha le corna come quelle del cervo, palmate in cima; il pelo baio chiaro, talvolta bianco e brizzolato. Nulla di più elegante che il suo andare. La rapidità della sua corsa è favolosa; al contrario dell'alce, essa vola sugli strati più sottili di neve senza affondare. Discesa o salita, nulla arresta o rallenta la sua corsa. Messa sopra una direzione, essa trova la sua via, senza aver mestieri di esser guidata o condotta. Essa si affeziona all'uomo, di cui è la vera provvidenza, un benefattore in quelle contrade ed in quei climi. Quando la renna è stanca, o quando ha fame, si ferma. La si scapola. Essa va a disotterrare sotto la neve e pascere un po' di lichene come può; e quando si è riposata e nudrita, viene a prendere spontaneamente la coreggia della slitta. Coraggiosa al lavoro, la renna percorre da trenta a quaranta chilometri di un sol fiato; poi si corica un istante sulla neve, ed un quarto di ora dopo riprende il suo volo di rondine. La sua carne è squisita, sopra tutto la lingua; la sua pelle è preziosa a mille usi. (Il conte Giovanni Lowanowicz, VIII)“

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Luca Rastello 8
scrittore e giornalista italiano 1961 – 2015
„Via Asti è un nome dall'eco sinistra a Torino, un lungo isolato silenzioso in un quartiere elegante che la sera - come le contrade dei ricchi - appare quasi disabitato. Era una caserma, il quartier generale delle brigate nere durante la guerra mondiale: c'è chi, passando, ha ancora la sensazione di udire le gride dei torturati, capita soprattutto ai vecchi. La caserma è abbandonata da tanto tempo, intorno si svolge la vita ordinata di poche famiglie privilegiate. «Un'oasi», così definiscono il loro quartiere gli abitanti: «per favore, non guastatecela». Chi vuole guastare l'oasi? L'uomo nero: sta per arrivare, occupare gli stanzoni che furono carcere per partigiani e antifascisti, viene a portare il disordine, minacciare la convivenza. (da La frontiera addosso. Così si deportano i diritti umani, Editori Laterza, 2010, p. 10-11)“

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Ljudmil Stojanov 15
poeta e scrittore bulgaro 1886 – 1973
„Chi mi avrebbe mai detto che sarei stato lì, coricato e morente di colera, in quella contrada straniera e coperta di noccioli e di pruni? Non avevo mai pensato una cosa simile: ecco che cosa fa la guerra dell'uomo. Lo mette nella posizione più anormale, più idiota e più umiliante, per schiacciarlo in ultimo come una mosca o come un verme. (da Sotto le stelle del Golak, p. 57)“


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Domenico Ciampoli 2
scrittore e bibliotecario italiano 1852 – 1929
„Vigiak (Sorte, Foruna, Destino), che ricorda la tradizione pagana, è una delle principali feste armene, che comincia il giovedì dell'Ascensione e dura fino alla domenica di Pentecoste. Alla vigilia dell'Ascensione le ragazze del villaggio si riuniscono e scelgono fra loro una brigatella per organizzare la festa. Le prescelte prendono un'anfora di terra cotta, l'empiono d'acqua attinta a sette fonti o pozzi, ne ornano la bocca con fiori colti in sette campi diversi, poi vi gettano dentro un oggetto caro (bracciali, anelli, grani di monili o di corone, orecchini, fermagli, ecc.), facendo voti di gioia pei parenti e per l'amato, a occhi chiusi e con profondo raccoglimento. La notte dal mercoledì al giovedì, esse nascondono l'anfora in un cantuccio segreto di giardino, all'aperto, per esporla all'influsso delle stelle, e la sorvegliano, perché non sia rapita dai giovanotti, che la cercano per portarla via. Se i giovani vi riescono, le fanciulle, per riaver l'anfora, devono offrir loro gran quantità di non la rapiscano. – La domenica di Pentecoste, le ragazze si raccolgono per l'ultima volta; circondano l'anfora, e, dopo averla baciata, la mettono fra le braccia d'una di loro; poi, un'altra fanciulla, vestita da sposa, a rappresentar appunto la sposa della festa della "Vigiak", trae dal'anfora un oggetto, mentre una vecchia canta un ritornello, di felicità o di mal augurio o di burla; e così via via per ciascun oggetto gettato nell'anfora; onde le fanciulle si rallegrano o si attristano secondo il presagio lieto o triste. Nelle varie contrade dell'Armenia, la festa della Vigiak presenta qualche cambiamento; ma in tutte è deliziosamente gentile e pensosa, degna d'un popolo delle tradizioni derivate dall'India, la più poetica delle antiche nazioni.“

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Gianna Nannini 129
cantautrice e musicista italiana 1954
„Per me la Contrada è più d'una casa. Quando vengo a Siena ci torno sempre a visitare la stanza dell'abitazione dove sono nata, in via delle Terme, all'angolo con via Santa Caterina, al secondo piano, e mi pare di ritrovare la sorgente di tutta la mia vita. Fui battezzata dell'Oca prima della cerimonia ufficiale. Appena nacqui fu Jolanda a sventolarmi addosso la bandiera dai tre colori. Ne fui avvolta e il fruscio di quella bandiera fu la prima musica che mi entrò in testa.“

Umberto Zanotti Bianco 2
patriota, ambientalista e filantropo italiano 1889 – 1963
„Un triste pensiero mi soffocava la gioia di quel crepuscolo mattutino sì puro, il pensiero dell’ispettore scolastico brutalmente ucciso a Reggio Calabria [... ] per aver rifiutato di trasferire una maestra da un paesello montano al capoluogo. [... ] Da chi ha ereditato questa gente la mancanza di misura, che gli Dei dell'Ellade, sì familiari un tempo in queste contrade, punivano crudelmente come figlia dell'empietà? Ogni qualvolta mi imbatto in una assenza così assoluta di dominio su se stessi, in un travolgimento così completo dell'essere sconvolto dalla passione, io, che pure da anni cerco di compenetrarmi, di capire gli interessi, le aspirazioni, i dolori di questo popolo, mi sento d'un tratto straniero e sento acuirsi la discordanza profonda tra le nostre umanità. (pp. 61-62)“

Carlo Mazza 1
sacerdote italiano 1738 – 1808
„Chi mira la rozzezza, l'oscurità ed irregolarità delle case di Asso, e la strettezza e tortuosità delle sue contrade, non dura gran fatica a riconoscere (in uno con la più decisa barbarie) l'antichità de' primi di lui fondatori. (da Memorie storiche della Vallassina)“

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