Frasi su contraffazione

Marx affermava che il lusso è un vizio esattamente come la povertà e che dovremmo proporci come meta quella di "essere" molto, non già di "avere" molto. (Mi riferisco qui al vero Marx, all'umanista radicale, non alla sua volgare contraffazione costituita dal «comunismo» sovietico.) (pp. 40)

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Erich Fromm 86
psicoanalista e sociologo tedesco 1900 – 1980

Per la ventesima volta ho ieri assistito al capolavoro di Bizet e ancora l'ho udito con la stessa gentile reverenza. Mi sorprende di poter così vincere la mia impazienza. Ma guardare come un'opera siffatta integri la natura di un uomo. Essa è malvagia, perversa, raffinata, fantastica, eppure avanza con passo leggero e composto; la sua raffinatezza non è quella di un individuo, bensì di una razza. Si sono mai uditi sulla scena accenti più tragici, più dolorosi? E come sono ottenuti? Senza smorfie, senza contraffazioni di alcun genere, in piena libertà dalle bugie del "grande stile". Io mi sento diventar migliore quando questo Bizet mi parla. Il mio udito si sprofonda in quella musica; ne percepisco le origini; mi par di assistere alla sua nascita e tremo davanti ai pericoli che ci accompagnano a qualunque audacia; mi trovo incantato dai felici ritrovamenti che Bizet stesso ignora. Sopra quest'opera la fatalità sta sospesa; la felicità di essa è corta, fulminea, e non conosce dilazioni. Io invidio a Bizet il coraggio di questa sua sensibilità eccezionale, che prima di adesso non aveva trovato mezzo per esprimersi nella musica colta d'Europa; il coraggio di questa sensibilità meridionale, brunita, arsa dal sole... Ah finalmente l'amore, l'amore ricondotto indietro verso la natura!... L'amore come destino, come un destino cinico, innocente, crudele, l'amore esatto nella sua forma natura. Io non conosco altro esempio dove la tragica ironia che costituisce il nocciolo dell'amore sia stata espressa con tale severità, con formula così terribile come nell'ultimo grido di José: Oui, c'est moi qui l'a tuée, Carmen, ma Carmen adorée....

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900

[Sull'11 settembre 2001] Si ripresentano anche in questo caso le tesi «complottistiche», che vorrebbero attribuire il devastante attacco terroristico a dipartimenti o agenzie di intelligence dall'amministrazione degli Stati Uniti, motivato dalla volontà di creare l'occasione per una offensiva contro l'Islam. Il «complottismo» è una teorica storico-ideologica volta a negare la realtà pura e semplice per evitare le conseguenze di un fatto, ed in questo caso il pericolo di una «guerra di civiltà», ed a negare la realtà di un pericolo attuale, quello di una «guerra contro gli ebrei e i crociati», cioè l'Occidente cristiano e liberale. Rifiuto la teorica «complottista» che è un'abile e talvolta sincera contraffazione della realtà per il timore di essa: Moro sarebbe stato rapito dalle «così dette» Brigate Rosse, strumento della CIA, o del KGB o della P2 o del... Priorato di Sion; Stalin non è morto per un ictus ma è stato fatto avvelenare da Beria, e secondo le ultime rivelazioni dell'ultimo capo del KGB sovietico – autore del tentativo di colpo di stato contro il presidente Gorbaciov – questi e Eltsin sarebbero stati in realtà agenti della CIA... Ricordando quanto «aperta» sia la società americana (pensiamo al fatto che la «gola profonda» del caso Nixon si scoprì essere stata il vice-direttore del FBI), ed alla congiura contro Bill Clinton, mi sembra improbabile anzi impossibile che l'11 settembre sia stato frutto di un complotto americano. Anche perché la guerra che ne è derivata sta portando alla sconfitta degli Stati Uniti in Iraq, in Afghanistan e nel Medio Oriente, e alla pericolosa quasi-sconfitta di Israele nei confronti degli Hezbollah, ma in realtà della Siria e soprattutto dell'Iran. (da La realtà travisata: Si teorizzano i complotti per non vedere, La Stampa, 4 settembre 2006)

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Francesco Cossiga 64
8º Presidente della Repubblica Italiana 1928 – 2010

Si può ricercare la forma primitiva di un dato canto, ma non la forma primitiva e genuina della poesia popolare che, nel suo complesso, va considerata come un essere in perpetuo stato di trasmutazione. Inquinamenti ci possono essere, ma non nella poesia popolare, sì bene nelle raccolte, e sono le contraffazioni, ossia, per meglio spiegarci, il dare come vivente nella tradizione quello che non è tale, come raccolto dalla viva voce quello che nella tradizione orale non è mai entrato, o non vi è rimasto tanto da produrre qualsiasi elaborazione da parte del popolo (quanti ce ne sono di siffatti canti nella ’raccolta amplissima’ del Vigo?); ma la poesia che si canta da un intero popolo, che non conosce limiti né di luoghi né di anni, può avere acquisti nuovi, e anche, se si vuole, infiltramenti, ma inquinamenti no: è un fiume che, come abbiam detto, scorre limpido sempre. (da Per la storia della poesia popolare, pp. 45-46)

Michele Barbi 3
filologo e letterato italiano 1867 – 1941

La tecnica a volte è la contraffazione del talento. (libro Canone Inverso)

Paolo Maurensig 48
scrittore italiano 1943

Ci hanno propinato contraffazioni e depistaggi, abbiamo fatto grandi passi avanti in un anno. Stiamo scippando nomi e verità al governo egiziano. Abbiamo tenacia e pazienza e non ci fermeremo.

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Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950

Ogni libro è una contraffazione della vera vita umana, è uno spasimo del pensiero, i libri sono una morgue, una sala anatomica, dove sono sepolti la vita palpitante, i pensieri, le passioni umane, come nel forno crematorio. (p. 256)

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Boris Andreevič Pil'njak 5
scrittore russo 1894 – 1938

Quando utilizziamo Gesù il Cristo all'interno dei nostri paradigmi umani, per darci un fondamento, una giustificazione ed una spiegazione, ecco che allora inevitabilmente lo travestiamo e lo trasformiamo in una contraffazione ed in una menzogna.

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Jacques Ellul 5
sociologo e teologo francese 1912 – 1994

Le cose, quando vengono magnificate, sono le contraffazioni della felicità.

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Abraham Joshua Heschel 17
rabbino e filosofo polacco 1907 – 1972

La più intensa lealtà, osando il restauro dell'irreparabile, coincide con la contraffazione.

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Erri De Luca 222
scrittore, traduttore e poeta italiano 1950

Io ho portato il ministro Saverio Romano qui in Abruzzo, appena è stato nominato ministro, e al che dopo sono stato consigliere suo e abbiamo portato avanti specialmente la contraffazione, e io ero responsabile sulla contraffazione. (citato in [http://www. huffingtonpost. it/2013/02/07/spot-elettorale-di-antoni_n_2637395. html Spot elettorale di Antonio Razzi, i nuovi video dell'ex deputato Idv su Imu e Agricoltura: "Le famiglie si forma con la casa"], L'Huffington Post, 7 febbraio 2013)

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Antonio Razzi 16
politico italiano 1948

Uno Stigma del satanico è il grottesco: lo sghignazzo, il cachinno derisorio che il "princeps" non riesce a trattenere quando ci presenta la sua normalità rovesciata e sconcia, le sue merendine al cianuro che ingolliamo sentendole persino gustose, il metanolo offerto nei bicchieri di cristallo. Chi abbia conservato o recuperato la sensibilità minima, non potrà non guardare con orrore, poniamo, figure come Platinette, Luxuria o quelle larve umane che frequentano gli spettacoli della Pivetti, di Maurizio Costanzo o di sua moglie (o sua moglie stessa) come spaventose contraffazioni e caricature "cadaveriche" della sensualità, vere "epifanie" o evocazioni delle Tenebre nelle ore di massimo ascolto. (da Selvaggi con telefonino, Effedieffe, 2006)

Maurizio Blondet 7
giornalista e scrittore italiano 1944

Articoli

Robert Fulghum: Tutto quello che mi serve l'ho imparato all'asilo

La saggezza non si trova al vertice della montagna di studi superiori, bensì nei castelli di sabbia del giardino dell'infanzia. Queste sono le cose che ho appreso