Frasi, citazioni e aforismi su corollario

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“


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Camille Flammarion 6
astronomo, editore e divulgatore scientifico francese 1842 – 1925
„Che divengono le anime? Come esse vivono? Dove esse sono? La pluralità delle esistenze è il corollario normale della pluralità dei mondi? Nel 1865 un filosofo francese, Andrea Pezzani, laureato all'Istituto, pubblicò un'opera: La Pluralità delle esistenze dell'anima, facendo seguito nel suo pensiero alla mia opera: «La pluralità dei mondi abitati» – e in questo libro, al Capitolo intitolato «Jean Reynard, Henri Martin, Flammarion» egli presenta tale dottrina come scientificamente stabilita. Eccoci presso a sessant'anni da allora, vi ho sempre pensato dopo e mi pare che la dimostrazione non siasi ancora raggiunta. (p. 43)“

Enzo Erra 26
politico, giornalista e scrittore italiano 1926 – 2011
„A tesi e corollario diede ali oratorie e dignità accademica Adolfo Omodeo, prontamente eletto rettore magnifico dell'università di Napoli, nel suo discorso inaugurale: «Voi, soldati d'Inghilterra e d'America, avete bombardato per più di cento volte la nostra città. Pure, quando siete venuti fra noi, nei vostri volti abbiamo visto la nostra stessa umanità, e abbiamo sentito la possibilità di collaborare con voi che eravate ufficialmente i nostri nemici di ieri. Non così coi tedeschi. Nulla parlava a noi nella cupa, gelida, pietrificata rigidità dei loro volti. Quando essi mostrarono ciò di cui erano capaci rivelarono un abisso cli abominio. Provammo lo stesso orrore che, secondo la tradizione antica, provarono i Goti quando vennero a contatto con gli Unni, figli delle steppe». (p. 170)“

Enzo Erra 26
politico, giornalista e scrittore italiano 1926 – 2011
„In queste prime parole, stampate e affisse mentre ancora durava l'eco viva dei fatti, era già evidente l'intenzione di usare le «giornate», per quante fossero o non fossero state, come supporto per una precisa tesi ideologica: gli italiani — e nel caso specifico i napoletani — non avevano mai considerato gli angloamericani come nemici, tanto è vero che avevano già dimenticato (e, prima ancora, vissuto «senza odiare») lo spaventoso massacro a cui, talvolta persino senza motivo, erano stati sottoposti; avevano invece sempre odiato i tedeschi, e avevano accolto in massa e con gioia la prima occasione per trattarli da nemici quali erano sempre stati, e per rinverdire il conflitto '15-' 18. Tesi che conduceva per via logica al corollario: guerra ingiusta e impopolare la prima; guerra giusta e popolare la seconda. (p. 170)“

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Mina 195
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia
„La scuola fa male alla cultura perché non comunica. Perché il ceto del sottoproletariato intellettuale l'ha conquistata come proprio terreno di sicurezza economica sbattendosene della funzione. Lo schema che si ripete è quasi sempre lo stesso: studenti di fronte ad "educatori" spenti, preoccupati di finire un programma ministeriale, di riempire un registro, corollari fastidiosi alla vera occupazione della stesura dell'itinerario-vacanze. Non è neppure sfiorato uno dei principi della pedagogia classica: la trasmissione della passione per la lettura e la trasfusione della curiosità culturale. Si leggono i classici come se fossero la bolletta del telefono o le ricette del medico. Le parole lette, anche quelle dei grandi autori, restano solo parole, svuotate di tutta la loro forza, perché ridotte al rango di esercizio. La cultura non arriva al cervello perché è stata ridotta a compito da svolgere per il giorno dopo, a pedaggio da pagare per ottenere un voto, che poi darà diritto ad un diploma, e quindi, eventualmente e fortunosamente, ad un impiego, in attesa della pensione. (da La scuola degli asini, Liberal, 27 maggio 1999)“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Ma la parola d'ordine di quest'avvio di 2010 calcistico, con rispetto parlando, è schifo. Secondo Pirlo fanno schifo praticamente tutti i campi di casa nostra, e dopo aver visto quello di Verona su cui si è giocata ieri Chievo-Inter la definizione è approssimata per difetto. Secondo Balotelli fa sempre più schifo anche il pubblico della stessa Verona, ma in questo caso l'approssimazione è per eccesso. Almeno a dar retta non solo alle indignate reazioni di parte veronese, calcistiche e istituzionali, ma anche alla presa di distanza da parte del suo allenatore, Mourinho. Il campionato insomma è ricominciato più o meno come si era interrotto per la pausa natalizia. Con il corollario di una bomba carta a Cagliari che ha sfiorato il romanista Pizarro, dell'assedio degli ultras bergamaschi alla squadra e all'allenatore dopo la sconfitta col Napoli, degli scontri preventivi tra tifosi parmigiani e juventini. Da notare che l'anticipo veronese all'ora di pranzo era stato programmato sia come test per la prossima stagione, in cui diventerà un appuntamento fisso, sia come promozione per il mercato televisivo asiatico, dove l'appeal del nostro calcio è ancora misteriosamente alto e, soprattutto, quello è l'orario di massimo ascolto. (7 gennaio 2010)“

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Monica Cirinnà 3
politica italiana 1963
„Credo si possa tentare in questa fine mandato di tirare fuori dalle secche della commissione Giustizia la legge Scalfarotto sull’omofobia. Sarebbe il giusto corollario: le persone dello stesso sesso che si amano sono uscite dall’ombra, ma questo non li salva dall’orrenda omofobia strisciante che andrebbe trattata come aggravante di reato. La legge è passata alla Camera, potremmo farcela anche al Senato.“


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Anwar al-Sadat 4
politico e militare egiziano 1918 – 1981
„Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con... [Israele]. Mai. Mai“

„A volte la carta è solo carta>, mormora mia madre. .(Madre di Cassia)“

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Leo Ortolani 87
autore di fumetti italiano, creatore di Rat-Man 1967
„[... ] Posso chiamarla parodia, posso chiamarla omaggio, [Diabolik] sa benissimo che cos'è, questo Ratolik.
È il furto di una grande, preziosa idea.
La sua.“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“


Liside 2
filosofo greco antico -388
„Si racconta che tu, o Ipparco, insegni filosofia a chiunque incontri, anche pubblicamente, cosa che Pitagora ha proibito severamente, come tu ben sai, ma tu non mantieni tale divieto perché hai gustato in Sicilia, mio caro, quel lussuoso stile di vita, rispetto a cui quella regola non doveva essere per te secondaria. Se tu dovessi cambiare atteggiamento, io me ne rallegrerò, diversamente tu sei morto. Infatti pietà vorrebbe che ci si ricordasse dei precetti sia divini che umani di Pitagora, e non si condividessero i beni della sua sapienza con coloro che nemmeno in sogno si sono purificati nell'anima, perché non è lecito offrire a chiunque capiti ciò che si è acquisito seriamente con cosi grandi battaglie, né esporre ai non iniziati i misteri delle due dee di Eleusi; coloro che questo sono tanto ingiusti quanto empi.“

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Isaac Bashevis Singer 65
scrittore polacco 1902 – 1991
„Gli insetti si dispersero, ma tornarono dopo un attimo e ripresero a girare intorno alla fiammella tremolante. Il dottor Fischelson si asciugò il sudore dalla fronte grinzosa e sospirò: «Sono come gli uomini, non desiderano altro che il piacere del momento». Sul tavolo era aperto un libro in latino, con gli ampi margini pieni di note e commenti aggiunti dal dottor Fischelson in uno stampatello minuto: era l'Etica di Spinoza, che egli studiava da trent'anni. Sapeva a memoria ogni proposizione, ogni dimostrazione, ogni corollario e ogni scolio, e quando voleva rileggere un determinato passo apriva quasi sempre il libro alla pagina giusta senza doverla cercare; eppure continuava a studiare l'Etica ogni giorno, per ore e ore, con una lente d'ingrandimento nella mano ossuta, mormorando fra sé e annuendo col capo. La verità era che più studiava e più scopriva punti di difficile interpretazione, passi oscuri e osservazioni enigmatiche; in ogni frase c'erano significati riposti che nessuno studioso di Spinoza aveva mai decifrato. Il filosofo, in realtà, aveva precorso tutte le critiche della ragion pura formulate da Kant e dai suoi seguaci. (Lo Spinoza di via del Mercato; 2005, pp. 127-128)“

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Alice Sebold 3
scrittrice statunitense 1963
„Mio padre non voleva rispondere oppure , ci voleva qualcosa di semplice, qualcosa che potesse spiegare la morte a un bambino di quattro anni. disse, incapace di farlo rientrare nelle regole di un gioco. . Buckley allungò la mano e coprì la candelina con la mano. Poi guardò mio padre per vedere se era la risposta giusta. Mio padre annuì. Papà si mise a piangere. Buckley lo guardò negli occhi, ma non capì del tutto. Tenne la candelina sul suo cassettone finché un giorno sparì e nessuno la trovo più nonostante le innumerevoli ricerche. (p. 80)“

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Giamblico 21
filosofo e esoterista greco antico 250 – 330
„[... ] incontrò dei pescatori che stavano ancora tirando dal fondo del mare la rete piena di pesci, e disse loro quanto sarebbe stato il loro pescato, determinando il numero dei pesci. E poiché i pescatori si dichiaravano disposti ad agire secondo il suo invito, nel caso che si fosse verificato quel che diceva, allora Pitagora li invitò a rilasciare i pesci ancora vivi, dopo averne controllato con precisione il numero. E, cosa più sorprendente, per tutto il tempo della conta dei pesci, nessuno di questi morì di asfissia, pur essendo rimasti fuori dell'acqua, almeno finché Pitagora rimase lì. (36, p. 103)“

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