Frasi su corollario

[Corollario alla legge dell'anticipazione] Ogni bisogno la cui soddisfazione esige l'intervento dell'attività mentale (o che mobilita la condotta nel suo insieme) compare in anticipo.

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Edouard Claparéde 15
1873 – 1940

La matematica, ahinoi, si presta ai colpi bassi. C'è un «terrorismo matematico», che consiste nello spaventare l'avversario sparandogli contro raffiche di equazioni, derivate, integrali, logaritmi, matrici, teoremi e corollari. (p. 79)

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Sergio Ricossa 33
economista italiano 1927 – 2016

Che divengono le anime? Come esse vivono? Dove esse sono? La pluralità delle esistenze è il corollario normale della pluralità dei mondi? Nel 1865 un filosofo francese, Andrea Pezzani, laureato all'Istituto, pubblicò un'opera: La Pluralità delle esistenze dell'anima, facendo seguito nel suo pensiero alla mia opera: «La pluralità dei mondi abitati» – e in questo libro, al Capitolo intitolato «Jean Reynard, Henri Martin, Flammarion» egli presenta tale dottrina come scientificamente stabilita. Eccoci presso a sessant'anni da allora, vi ho sempre pensato dopo e mi pare che la dimostrazione non siasi ancora raggiunta. (p. 43)

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Camille Flammarion 7
astronomo, editore e divulgatore scientifico francese 1842 – 1925

A tesi e corollario diede ali oratorie e dignità accademica Adolfo Omodeo, prontamente eletto rettore magnifico dell'università di Napoli, nel suo discorso inaugurale: «Voi, soldati d'Inghilterra e d'America, avete bombardato per più di cento volte la nostra città. Pure, quando siete venuti fra noi, nei vostri volti abbiamo visto la nostra stessa umanità, e abbiamo sentito la possibilità di collaborare con voi che eravate ufficialmente i nostri nemici di ieri. Non così coi tedeschi. Nulla parlava a noi nella cupa, gelida, pietrificata rigidità dei loro volti. Quando essi mostrarono ciò di cui erano capaci rivelarono un abisso cli abominio. Provammo lo stesso orrore che, secondo la tradizione antica, provarono i Goti quando vennero a contatto con gli Unni, figli delle steppe». (p. 170)

Enzo Erra 26
politico, giornalista e scrittore italiano 1926 – 2011

In queste prime parole, stampate e affisse mentre ancora durava l'eco viva dei fatti, era già evidente l'intenzione di usare le «giornate», per quante fossero o non fossero state, come supporto per una precisa tesi ideologica: gli italiani — e nel caso specifico i napoletani — non avevano mai considerato gli angloamericani come nemici, tanto è vero che avevano già dimenticato (e, prima ancora, vissuto «senza odiare») lo spaventoso massacro a cui, talvolta persino senza motivo, erano stati sottoposti; avevano invece sempre odiato i tedeschi, e avevano accolto in massa e con gioia la prima occasione per trattarli da nemici quali erano sempre stati, e per rinverdire il conflitto '15-' 18. Tesi che conduceva per via logica al corollario: guerra ingiusta e impopolare la prima; guerra giusta e popolare la seconda. (p. 170)

Enzo Erra 26
politico, giornalista e scrittore italiano 1926 – 2011

La scuola fa male alla cultura perché non comunica. Perché il ceto del sottoproletariato intellettuale l'ha conquistata come proprio terreno di sicurezza economica sbattendosene della funzione. Lo schema che si ripete è quasi sempre lo stesso: studenti di fronte ad "educatori" spenti, preoccupati di finire un programma ministeriale, di riempire un registro, corollari fastidiosi alla vera occupazione della stesura dell'itinerario-vacanze. Non è neppure sfiorato uno dei principi della pedagogia classica: la trasmissione della passione per la lettura e la trasfusione della curiosità culturale. Si leggono i classici come se fossero la bolletta del telefono o le ricette del medico. Le parole lette, anche quelle dei grandi autori, restano solo parole, svuotate di tutta la loro forza, perché ridotte al rango di esercizio. La cultura non arriva al cervello perché è stata ridotta a compito da svolgere per il giorno dopo, a pedaggio da pagare per ottenere un voto, che poi darà diritto ad un diploma, e quindi, eventualmente e fortunosamente, ad un impiego, in attesa della pensione. (da La scuola degli asini, Liberal, 27 maggio 1999)

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Mina 197
pagina di disambiguazione di un progetto Wikimedia 1940

Ma la parola d'ordine di quest'avvio di 2010 calcistico, con rispetto parlando, è schifo. Secondo Pirlo fanno schifo praticamente tutti i campi di casa nostra, e dopo aver visto quello di Verona su cui si è giocata ieri Chievo-Inter la definizione è approssimata per difetto. Secondo Balotelli fa sempre più schifo anche il pubblico della stessa Verona, ma in questo caso l'approssimazione è per eccesso. Almeno a dar retta non solo alle indignate reazioni di parte veronese, calcistiche e istituzionali, ma anche alla presa di distanza da parte del suo allenatore, Mourinho. Il campionato insomma è ricominciato più o meno come si era interrotto per la pausa natalizia. Con il corollario di una bomba carta a Cagliari che ha sfiorato il romanista Pizarro, dell'assedio degli ultras bergamaschi alla squadra e all'allenatore dopo la sconfitta col Napoli, degli scontri preventivi tra tifosi parmigiani e juventini. Da notare che l'anticipo veronese all'ora di pranzo era stato programmato sia come test per la prossima stagione, in cui diventerà un appuntamento fisso, sia come promozione per il mercato televisivo asiatico, dove l'appeal del nostro calcio è ancora misteriosamente alto e, soprattutto, quello è l'orario di massimo ascolto. (7 gennaio 2010)

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948

Credo si possa tentare in questa fine mandato di tirare fuori dalle secche della commissione Giustizia la legge Scalfarotto sull’omofobia. Sarebbe il giusto corollario: le persone dello stesso sesso che si amano sono uscite dall’ombra, ma questo non li salva dall’orrenda omofobia strisciante che andrebbe trattata come aggravante di reato. La legge è passata alla Camera, potremmo farcela anche al Senato.

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Monica Cirinnà 3
politica italiana 1963

Il cocktail è un corollario della cultura del lavoro duro: una vita di superlavoro necessita di un superalcolico per neutralizzare l’infelicità. In una vita in cui il lavoro e il gioco si fondono maggiormente, nella vera vita oziosa, una bevanda più leggera è probabilmente tutto ciò di cui si ha bisogno. Suppongo che se fossimo davvero felici, non avremmo alcun bisogno di bere, ma una vita senza alcol mi sembra una prospettiva assai triste. (libro L'ozio come stile di vita)

Tom Hodgkinson 30
scrittore britannico 1968

Esiste un regno oscuro che gli occhi dell'uomo evitano perché il suo orizzonte manca notevolmente di compiacerlo. Questa oscurità, che egli immagina di poter evitare di considerare nel descrivere la luce, è l'errore con le sue caratteristiche sconosciute. L'errore è il costante compagno della certezza. L'errore è il corollario dell'evidenza. E qualunque cosa sia detta della verità può ugualmente venire detta dell'errore: la delusione non sarebbe più grande.

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Louis Aragon 19
scrittore francese 1897 – 1982

Gli insetti si dispersero, ma tornarono dopo un attimo e ripresero a girare intorno alla fiammella tremolante. Il dottor Fischelson si asciugò il sudore dalla fronte grinzosa e sospirò: «Sono come gli uomini, non desiderano altro che il piacere del momento». Sul tavolo era aperto un libro in latino, con gli ampi margini pieni di note e commenti aggiunti dal dottor Fischelson in uno stampatello minuto: era l'Etica di Spinoza, che egli studiava da trent'anni. Sapeva a memoria ogni proposizione, ogni dimostrazione, ogni corollario e ogni scolio, e quando voleva rileggere un determinato passo apriva quasi sempre il libro alla pagina giusta senza doverla cercare; eppure continuava a studiare l'Etica ogni giorno, per ore e ore, con una lente d'ingrandimento nella mano ossuta, mormorando fra sé e annuendo col capo. La verità era che più studiava e più scopriva punti di difficile interpretazione, passi oscuri e osservazioni enigmatiche; in ogni frase c'erano significati riposti che nessuno studioso di Spinoza aveva mai decifrato. Il filosofo, in realtà, aveva precorso tutte le critiche della ragion pura formulate da Kant e dai suoi seguaci. (Lo Spinoza di via del Mercato; 2005, pp. 127-128)

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Isaac Bashevis Singer 88
scrittore polacco 1902 – 1991

Da vivo la Chiesa lo definì ufficialmente un impostore. Da morto è stato subito beatificato e a tempo di record santificato. Un altro miracolo postumo di padre Pio? No: è il fiume di miliardi originato dalla leggenda del frate miracoloso, un enorme business che ha lavato l'impostura e ha fatto assurgere il frate di Pietrelcina alla santità. La Chiesa di Roma, ridotta a una vera e propria "industria di anime", è ormai votata al Dio denaro. E dunque, il business le ha consentito di trasformare un impostore in un santo. Del resto, il solo vero miracolo del frate con le stigmate-fantasma è stato ed è quello affaristico: un giro di denaro enorme, con le diramazioni più impensabili, il cui epicentro è a San Giovanni Rotondo e la regia in Vaticano. Tutt'intorno un corollario di intrighi, maneggi e scandali. (p. 149)

Mario Guarino 8
scrittore e giornalista italiano 1945

[... ] chi è a favore della vivisezione si dovrebbe candidare come volontario per essere sperimentato nei casi in cui dovesse diventare equivalente agli animali non umani da un punto di vista cognitivo – ad esempio, a seguito di un trauma cranico – e [... ] questa ricerca dovrebbe essere considerata prioritaria rispetto a quella che utilizza animali non umani, in quanto infinitamente più efficace. Con questo, ovviamente, non intendo sostenere letteralmente la necessità di un tale testamento biologico, piuttosto voglio mostrare che questo è un corollario sgradito della posizione vivisezionista.

David Sztybel 2
filosofo canadese 1967

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