Frasi su corteccia

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice.

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José Saramago 228
scrittore, critico letterario e poeta portoghese 1922 – 2010

Il bourbon è un infuso maligno, richiama un siero di temerarietà, un veleno raffinato di scarafaggi e corteccia, foglie e ali di mosca raschiate dalla terra, una pellicola spessa; fluidi mestruali certo contribuiscono col loro splendore. È la bevanda delle aquile.

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Jim Morrison 404
cantautore e poeta statunitense 1943 – 1971

[Anassimandro]... Dice che la terra ha forma cilindrica e altezza corrispondente a un terzo della larghezza. Dice che quel che dall'eterno produce caldo e freddo si sparò alla nascita in questo mondo e che da esso una sfera di fuoco si distese intorno all'aria che avvolgeva la terra, come corteccia intorno all'albero: spaccatasi poi questa sfera e separatasi in taluni cerchi, si formarono il sole, la luna gli astri. Dice pure che da principio l'uomo fu generato da animali di altra specie. (da Doxa)

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Plutarco 169
biografo, scrittore e filosofo greco antico 46 – 127

È molto difficile cancellare i segni profondi che gli avvenimenti hanno impresso sulla nostra anima. Siamo il frutto del nostro passato, siamo la vita stessa che ci è cresciuta dentro come il fusto di un albero con i colori, i profumi e le imperfezioni che i venti e le piogge hanno fissato per sempre sulla sua corteccia. Siamo anche il tempo trascorso: sta in noi scegliere se diventare uomini nuovi o rimanere vecchi come i nostri anni e i nostri ricordi. Dobbiamo trovare il coraggio di alzare le vele e prendere i venti del destino, dovunque spingano l'imbarcazione. Cercare di dare un senso alla nostra esistenza può esasperare il nostro animo, ma una vita priva di questo significato rappresenta la tortura del desiderio e dell'inquietudine.

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Romano Battaglia 153
scrittore italiano 1933 – 2012

L'Italiano ha un tale culto per la furbizia, che arriva persino all'ammirazione di chi se ne serve a suo danno. Il furbo è in alto in Italia non soltanto per la propria furbizia, ma per la reverenza che l'italiano in generale ha della furbizia stessa, alla quale principalmente fa appello per la riscossa e per la vendetta. Nella famiglia, nella scuola, nelle carriere, l'esempio e la dottrina corrente – che non si trova nei libri – insegnano i sistemi della furbizia. La vittima si lamenta della furbizia che l'ha colpita, ma in cuor suo si ripromette di imparare la lezione per un'altra occasione. La diffidenza degli umili che si riscontra in quasi tutta l'Italia, è appunto l'effetto di un secolare dominio dei furbi, contro i quali la corbelleria dei più si è andata corazzando di una corteccia di silenzio e di ottuso sospetto, non sufficiente, però, a porli al riparo delle sempre nuove scaltrezze di quelli.

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Giuseppe Prezzolini 95
giornalista, scrittore e editore italiano 1882 – 1982

Un tale volle chiedere a un folle di Dio: Dimmi, cosa è mai questo mondo? Cos'è mai questa nostra immensa dimora? Quegli rispose: Questo mondo di gloria e d'infamia è simile ad una palma dagli infiniti colori. Se qualcuno sfregasse la sua corteccia con le mani, si scioglierebbe come cera. Ma essendo fatto realmente di cera, che altro può essere? E quegli infiniti colori in realtà sono pure apparenze! Poiché tutto è pura unità, ogni dualità è qui inconcepibile, per cui non ha senso dire io e tu. L'interminabile scala della creazione si snoda attraverso infiniti io e noi, e per questo è così facile cadere dai suoi gradini. Più in alto vuoi salire e più stolto ti dimostri, giacché scivolando conoscerai una caduta più rovinosa. Se non morrai a te stesso per vivere in Lui, sarai considerato un ribelle, giacché avrai scelto di associarti a un pugno di mosche. Ma se vivrai in Lui, potrai conoscere il mistero dell'unità: unità purissima, non volgare associazione. (da Il Canto degli Uccelli)

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Farid al-Din 'Attar 3
mistico e poeta persiano 1142 – 1221

L'eccitazione emotiva inibisce l'attività razionale, l'ipotalamo blocca la corteccia. Per nessun'altra emozione questo vale in così larga misura come per l'odio etnico collettivo, che conosciamo anche troppo bene sotto forma di odio nazionalista. Dobbiamo tener presente che l'odio della generazione più giovane per quella degli anziani ha le medesime radici. L'odio ha conseguenze più nefaste della totale cecità o sordità, perché falsifica ogni informazione che cerchiamo di trasmettere e la trasforma nel suo contrario. Ogni esortazione che rivolgiamo ai giovani contestatori per impedire che distruggano i loro beni più preziosi viene da loro interpretata, ed era prevedibile, come un insidioso tentativo per sostenere l'odiato "sistema". L'odio non rende soltanto ciechi e sordi, ma anche incredibilmente sciocchi. Sarà difficile dare a quelli che ci odiano l'aiuto di cui avrebbero bisogno. Sarà difficile far loro capire che lo sviluppo della cultura ha dato luogo alla formazione di valori altrettanto insostituibili e degni di rispetto quanto quelli che sono emersi nel corso della filogenesi; sarà difficile far loro capire che una cultura può estinguersi come la fiamma di una candela. (pp. 107-108)

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Konrad Lorenz 113
zoologo e etologo austriaco 1903 – 1989

Le passioni si manifestano in tutta la loro nudità; e col lungo contatto non v'è corteccia che tenga, non raffinata ipocrisia che possa durare; il cuore vedesi qual è: e grande scuola per conoscere gli uomini sono le prigioni. (p. 18)

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Felice Orsini 21
patriota e scrittore italiano 1819 – 1858

Non esistono aree della corteccia dotate di rigide competenze, come invece si verifica in età più tardive. (libro Prima lezione di neuroscienze)

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medico e biologo italiano 1938

Ogni aspetto saliente del comportamento umano è localizzato in un particolare sito della corteccia cerebrale. (libro Prima lezione di neuroscienze)

Alberto Oliverio 12
medico e biologo italiano 1938

Se nei vegetali la corteccia è in funzione del pericarpo, e se il pericarpo è in funzione del frutto, allora essi vengono innaffiati per essere nutriti e vengono nutriti per poter dare i frutti.

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Alessandro di Afrodisia 3
filosofo greco antico

O Magali, mia tanto amata, metti la testa | alla finestra, ascolta un po' quest'albada di tam- | burini e violini. || È pieno di stelle lassù, il vento è caduto: | ma le stelle impallidiranno, quando ti vedranno. || Non più che del mormorare delle frasche, | della tua albada io fo caso. Ma io me ne vo nel | mar biondo a farmi anguilla di rocca. || O Magali, se tu ti fai il pesce dell'onda, io | il pescatore mi farò, ti pescherò. || Oh, ma se tu ti fai pescatore, quando le tue | nasse getterai, io mi farò l'uccello volatore, vo- | lerò nelle lande. || O Magali, se tu ti fai l'uccel dell'aria, io il | cacciatore mi farò, ti caccerò. || Alle pernici, agli uccellini [di becco fine] se | vieni tu a tendere i lacci, io mi farò l'erba fio- | rita e mi nasconderò nelle praterie. || O Magali, se tu ti fai la margherita, io mi | farò l'acqua limpida, t'annaffierò. || Se tu ti fai l'acquetta limpida, io mi farò il | nuvolone, e me n'andrò ratto in America, lag- | giù [non mi raggiungerai] mai. || O Magali, se tu te ne vai lungi in America, | il vento del mare io mi farò, [là] ti porterò. || Se tu ti fai vento marino, io fuggirò d'un al- | tro lato, io mi farò un incandescente sbattimento | di sole, che fonde il ghiaccio. || O Magali, se tu ti fai raggio di sole, la verde | lucertola io mi farò, e ti beverò. || Se tu ti rendi la salamandra che si nasconde | nella macchia, io mi renderò la luna piena che | nella notte fa lume alle streghe. || O Magali, se tu ti fai luna serena, io bella | nebbia mi farò, t'avvolgerò. || Ma se la nebbia m'avvolgerà, non tu per ciò | mi terrai: io bella rosa verginella sboccerò nel | cespuglio. || O Magali, se tu ti fai la rosa bella, la far- | falla io mi farò, ti bacerò! || Va', seguitante, corri, corri. Giammai giam- | mai mi agguanterai. Io della corteccia d'una | gran quercia io mi vestirò nella foresta nera. || O Maddalena, se tu ti fai l'albero dei tristi, | io mi farò la rama dell'ellera, t'abbraccerò.

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Frédéric Mistral 4
scrittore e poeta francese 1830 – 1914

La verità è che solo gli scrittori mediocri sono tranquillizzanti. [... ] io penso che la nozione di classico – ordine, regolarità, imitabilità – sia stata "inventata" allo scopo di tranquillizzare i lettori, perché in realtà le grandi opere, se lette con abbandono, incutono timore, suscitano paura, e perciò gli uomini o allontanano da loro lo sguardo oppure trovano il modo di sistemarle dentro nicchie rassicuranti. Funzioni sociali specifiche sono state via via costruite a tale scopo: grammatici e critici non hanno fatto per secoli che lavorare a questo fine, e il lettore, nella grande maggioranza dei casi, deve lavorare controcorrente per recuperare il senso originario del classico. Solo superando tale diaframma, si recupera quel "turbamento", che la grande opera, originariamente, ha dovuto produrre per nascere. L'uomo che legga queste opere senza provare tale "sgomento", dimostra di avere una corteccia tanto dura, che quella lettura, comunque, non potrà giovargli affatto.

Alberto Asor Rosa 29
critico letterario italiano 1933

Le parole non sono contemplate in questo momento per entrambi primordiale, arcaico, in cui la vita chiama la vita attraverso la più profonda energia della specie. Le parole, nella loro sofisticatezza biologica, potrebbero solo confondere un momento che non si esprime attraverso alcun linguaggio se non quello, ficcato nel più profondo della corteccia cerebrale, della lotta per la vita. (libro Camere separate)

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Pier Vittorio Tondelli 48
scrittore italiano 1955 – 1991

Anche dentro di te, nel profondo del tuo cervello, c'è un «Beatle primordiale». Sta nell'ipotalamo, quell'organo grande come una noce che regola la fame, la sete, il sesso e la rabbia. E se c'è una cosa di cui anche lui ha bisogno, è proprio un manager. Appena sei venuto al mondo, l'ipotalamo ha cominciato a manifestare le proprie richieste, ma all'epoca l'unica cosa che potevi fare era piangere e dimenare le braccia e le gambe. Il tuo «Brian Epstein», invece, si trova nello strato più esterno del cervello, nella corteccia. Sai che fa? Prende il tuo io indisciplinato e grezzo, con tutte le sue voglie, i suoi desideri e le sue ambizioni, e mette le cose in regola. Aiuta l'ipotalamo scatenato a pazientare quando il cibo sta arrivando, ti risolve i problemi e ti guida a ottenere ciò che vuoi in una maniera più raffinata del semplice puntare i piedi. (pp. 15-16)

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Neal D. Barnard 44
medico statunitense 1953

La mia famiglia mi avrebbe sostenuto se avessi voluto diventare un marziano, indossare solo bucce di banana, fare l'amore con dei posacenere o mangiare corteccia d'albero.

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Casey Affleck 6
attore, sceneggiatore e regista statunitense 1975

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