Frasi su costrutto

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Nino Oxilia 5
giornalista, scrittore e poeta italiano 1889 – 1917
„Io maschio ben costrutto | per l'amore ed avvezzo agli sportivi | giochi fisici, io, l'uomo dai lascivi | impeti, l'uomo in cui l'istinto è tutto, | io sono triste. || Io fecondo animale | che non conosco il rispetto | dell'altalena sociale, | e mi compiaccio dando lo sgambetto | alle dottrine dell'intelligenza, | saltando di piè pari sopra il petto | della menzogna detta convenienza, io sono triste. (da Contraddizione)“

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Giorgio Bocca 56
giornalista italiano 1920 – 2011
„Non tutti i «gentili» – per sfortuna degli ebrei – sono stati degli «ingenui» o «zucche vuote» come essi amano chiamarli. Anche essi, o almeno una parte di essi ha saputo guardare il viso non amabile forse, ma pur tuttavia immutabile, della realtà. Un colpo tremendo deve aver subito il cuore ebreo nel vedere sorgere un movimento, quale quello fascista che denunciava la inconsistenza pratica della parola libertà nel campo politico dove gli uomini sono in tal modo costrutti da trasformare la libertà loro accordata in anarchia. Una rabbia immensa deve aver riempito il cuore degli anziani di Sion, nel sentire dei non ebrei dire che il comunismo è un'utopia irraggiungibile e che le sue applicazioni pratiche sono costruzioni meccaniche e crudeli dove milioni di schiavi lavorano per una minoranza di dirigenti (ebrei). L'odio di chi vede svelati i suoi piani è enorme, l'odio di chi vede rovinati i propri piani è tremendo. Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli anglosassoni e della Russia; in realtà sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l'idea di dovere in un tempo non lontano essere lo schiavo degli ebrei? È certo una buona arma di propaganda presentare gli ebrei come un popolo di esseri ripugnanti o di avari strozzini, ma alle persone intelligenti è sufficiente presentarli come un popolo intelligente, astuto, tenace, deciso a giungere, con qualunque mezzo, al dominio del mondo. Sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell'Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù". (da La Provincia grande – Sentinella d'Italia, Foglio d'ordini settimanale della Federazione dei Fasci di Combattimento di Cuneo, 14 agosto 1942).“


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Giuseppe Ferrari 4
filosofo, storico e politico italiano 1812 – 1876
„Per riassumermi, mi limiterò a trasmettervi l'impressione che reco da Napoli, da me prima non vagheggiata se non ne' sogni o ammirata se non ne' libri suoi. Ho visto una città colossale, ricca, potente: innumerevoli sono i suoi palazzi, costrutti con titanica negligenza sulle colline, sulle alture, nei vichi, nelle piazze, quasi che indifferente fosse la scelta del luogo in una terra da per tutto incantevole. Ho visto strade meglio selciate che a Parigi, monumenti più splendidi che nelle prime capitali d'Europa, abitanti fratellevoli, intelligenti, rapidi nel concepire, nel rispondere, nel sociare, nel agire. Napoli è la più grande capitale italiana, e quando domina i fuochi del Vesuvio e le ruine di Pompei sembra l'eterna regina della natura e delle nazioni.“

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Antonio Tabucchi 35
scrittore italiano 1943 – 2012
„La vita non è in ordine alfabetico come credete voi. Appare... un po' qua e un po' là, come meglio crede, sono briciole, il problema è raccoglierle dopo, è un mucchietto di sabbia, e qual è il granello che sostiene l'altro? A volte quello che sta sul cocuzzolo e sembra sorretto da tutto il mucchietto, è proprio lui che tiene insieme tutti gli altri, perché quel mucchietto non ubbidisce alle leggi della fisica, togli il granello che credevi non sorreggesse niente e crolla tutto, la sabbia scivola, si appiattisce e non ti resta altro che farci ghirigori col dito, degli andirivieni, sentieri che non portano da nessuna parte, e dai e dai, stai lì a tracciare andirivieni, ma dove sarà quel benedetto granello che teneva tutto insieme... e poi un giorno il dito si ferma da sé, non ce la fa più a fare ghirigori, sulla sabbia c'è un tracciato strano, un disegno senza logica e senza costrutto, e ti viene un sospetto, che il senso di tutta quella roba lì erano i ghirigori.“

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Konstantinos Kavafis 3
poeta e giornalista greco 1863 – 1933
„Dici: In un altro paese | a un altro mare me ne andrò | una città tanto più bella, di quanto | questa sarà mai o sia stata, troverò... | Ora a ogni passo il laccio stringe il morso: | il cuore è sepolto in corpo e non ha corso: | fino a quando, quanto devo restare qui | recluso in questa tetra periferia sfiorita | della mente qualunque? Dovunque guardi vedo | solo macerie nere della mia vita. | Sono tanti anni, tanti, che sono qui, | spendere e spandere, senza un costrutto. | No, non ci sono paesi nuovi, amico, né | nuovi mari: la città ti segue dappertutto. | Nello stesso groviglio di vie girerai all'infinito, | gli stessi borghi mentali scivolano | all'età vecchia dall'età bella, | nella stessa casa di sempre incanutisci. | La città è una cella. || Nessun altro posto, sempre questo | tuo ancoraggio terrestre, e nessuna nave esiste | che ti porti lontano da te stesso. Ma non capisci? | La vita che hai rovinato fino in fondo su questo | unico lembo della terra, adesso | è rovinata per ogni parte del mondo. (La città)“

Sergio Nazzaro 31
scrittore e giornalista italiano 1973
„Un filmato di quelli accelerati, i fotogrammi veloci mischiati con una musica di sottofondo. Evocativa. Mani che si avventano. Poi, solo lo scheletro, arrugginito. Forse, dopo, neanche più il palo. Distrutto, bruciato. Alla base. Penzolante. Tenuto sospeso dai fili elettrici. L'immagine perfetta. Il palo è alla mercé del vento. Ma non cade. Mentre tutti si rendono conto che c'è un motorino abbandonato, mi guardo intorno. Castel Volturno. Il mare è vicino. Anche se non si vede. L'odore. Intorno case abbandonate. Sventrate. Come se ci fossero state delle esplosioni. Ma pochi le hanno udite. Canneti, arbusti, polvere, rifiuti, cartelli. Tutto nasconde la vista del mare. Osservo il motorino. Anche gli africani, dopo i casalesi, hanno fatto una scelta. Casale di Principe sede legale. L'Africa sede legale. La sede operativa La Domitiana, Castel Volturno, e le sue terre, strade sterrate tutt'intorno. Mentre i casalesi hanno combattuto le loro guerre con gli altri clan vicini per difendere e imporre la sede operativa, gli africani non ne hanno avuto bisogno. Decenni di permanenza. Inesorabile. Protetta. Utile. A testa bassa hanno subito colpi, lamentele, repulisti generali, promesse di miglioramento e promesse di esodi biblici. Hanno accettato tutto, in silenzio. E sono rimasti. Sempre pochi a rendersene conto, gli altri in ritardo. In ritardo a cercare nel vocabolario aggettivi e sostantivi iperbolici, costrutti intelligenti, paradossi eccentrici, aforismi, per colpire la fantasia. Trovare una bellezza nell'inferno, che non c'è. (13)“

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Edoardo Boncinelli 11
genetista italiano 1941
„La password però non la devo conoscere soltanto io; sennò non serve a niente. Ci deve essere qualcuno o più probabilmente qualcosa che sa che la mia password per quel determinato servizio è proprio quella e deve poter controllare. Ci avviamo quindi ad avere ciascuno di noi un suo doppio: il detentore di questa informazione. Anzi, una molteplicità di doppi, ciascuno per un determinato servizio. Non solo si dovrà così mappare la nostra memoria ma la si dovrà proiettare su una matrice (Matrix?) di detentori-controllori. Ognuno di noi diverrà così sempre più se stesso, ma condizionatamente a un sistema sociale efficiente e permanente. Saremo condannati a materializzarci in un astratto costrutto sociale che ha in qualche modo la nostra stessa deperibilità. Ma ovviamente sto scherzando.“

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Dino Buzzati 51
scrittore italiano 1906 – 1972
„E come nella vita l'attesa di un bene certo ci dà piú gioia che il raggiungerlo (ed è saggio non approfittarne subito, ma conviene assaporare quella meravigliosa specie di desiderio che è il desiderio sicuro di essere appagato ma non ancora praticamente soddisfatto, l'attesa insomma che non ha piú timori e dubbi e che rappresenta probabilmente l'unica forma di felicità concessa all'uomo), come la primavera, che è una promessa, rallegra gli uomini piú dell'estate che ne è il compimento sospirato, cosí il pregustare con la fantasia lo splendore del poema ignoto, equivale, anzi supera il godimento artistico della diretta e profonda conoscenza. Si dirà che questo è un gioco della immaginazione un po' troppo disinvolto, che cosí si apre la porta alle mistificazioni e ai bluffs. Eppure, se ci si guarda indietro, constatiamo che le piú dolci e acute gioie non hanno mai avuto un piú solido costrutto. (da Una pallottola di carta; pp. 514-515)“


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Murray N. Rothbard 7
economista, filosofo e politico statunitense 1926 – 1995
„Unicamente l'individuo ha una mente; solo l'individuo può avere sentimenti, vedere, sentire e percepire; soltanto l'individuo può abbracciare valori e fare scelte; solo l'individuo può agire. [... ] [questo] implica che concetti collettivi come gruppi, nazioni e stati non esistono nella realtà né effettivamente agiscono; sono solo costrutti metaforici per esprimere corrispettive e concentrate azioni di individui.“

George Kelly 1
psicologo, matematico e pedagogista statunitense 1905 – 1967
„I processi di una persona sono psicologicamente canalizzati in funzione dei modi attraverso i quali essa anticipa gli eventi. (da La psicologia dei costrutti personali)“

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Friedrich August von Hayek 21
economista premio nobel per l'economia britannico 1899 – 1992
„[Il collettivismo metodologico è una concezione erronea che tratta] alla stregua di oggetti reali gli insiemi, che non sono altro che costrutti e che non possono avere altre proprietà che quelle derivanti dal modo in cui li abbiamo messi insieme a partire dagli elementi componenti. (cap. VI)“

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Vasilij Andreevič Žukovskij 6
poeta e traduttore russo 1783 – 1852
„Finché la lingua è ricca di sole opere originali, gli scrittori usano i costrutti e le espressioni già accettati, e plasmano i propri pensieri in una forma nota e spesso del tutto appiattita dall'uso. (p. 53)“


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Angela Carter 1
scrittrice e giornalista britannica 1940 – 1992
„Di tutti gli elementi combinati nel complesso di segni etichettati a Margaret Thatcher, è la sua voce che riassume l'ambiguità del costrutto intero. Lei tuba come una colomba, sibila come un serpente, abbaia come un cane [in un artificioso accento di alto ceto] che non ricorda ricconi reali, ma le zie di Wodehouse.“

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Gaetano Crespi 2
scrittore e poeta italiano 1852 – 1913
„Cianchettini, salvo che una macchina da far denari, ha inventato e costrutto quanto si può immaginare. Oggi, visto che nessuno gli dà retta, si adatterebbe a fare il maestro di metafisico-politica e calligrafia e d'imbastitura di abiti purché potesse abbandonare questa ingrata terra, questa Milano sempre sentina di popolo imbestialito che vive ferocemente.“

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Vasilij Andreevič Žukovskij 6
poeta e traduttore russo 1783 – 1852
„Le traduzioni arricchiscono la lingua. La differenza di governi e costumi necessariamente produce una differenza anche nelle lingue: le traduzioni, facendoci conoscere le concezioni di altri popoli, ci fanno conoscere nel contempo anche i segni mediante i quali essi esprimono le proprie concezioni; impercettibilmente per loro tramite passa nella lingua una moltitudine di costrutti, forme, espressioni appena decenti, poi sopportabili, che poi si trasformano in pecularietà. (p. 52)“

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Friedrich Hölderlin 55
poeta tedesco 1770 – 1843
„Noi compiangiamo i morti, quasi sentissero la morte; e i morti hanno pur pace. Ma questo, questo è il dolore, che non ha uguali, questo è il senso dell'annullamento totale, che non dà tregua; quando la nostra vita perde così il suo significato, quando il cuore dice in tal guisa a se stesso: «tu devi cadere e nulla rimane di te; tu non hai piantato alcun fiore, non hai costrutto nessuna casa; oh, almeno potessi tu dire: io lascio sulla terra una traccia di me! Ahi! che l'anima può essere sempre sì piena di brama e nello stesso tempo, tanto scorata!» (p. 64-65)“

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