Frasi su credito

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Luigi Einaudi 23
2º Presidente della Repubblica Italiana 1874 – 1961
„Migliaia, milioni di individui lavorano, producono e risparmiano nonostante tutto quello che noi possiamo inventare per molestarli, incepparli, scoraggiarli. È la vocazione naturale che li spinge; non soltanto la sete di guadagno. Il gusto, l'orgoglio di vedere la propria azienda prosperare, acquistare credito, ispirare fiducia a clientele sempre più vaste, ampliare gli impianti, costituiscono una molla di progresso altrettanto potente che il guadagno. Se così non fosse, non si spiegherebbe come ci siano imprenditori che nella propria azienda prodigano tutte le loro energie ed investono tutti i loro capitali per ritirare spesso utili di gran lunga più modesti di quelli che potrebbero sicuramente e comodamente ottenere con altri impieghi. (da Dogliani, Dedica all'impresa dei Fratelli Guerrino, 15 settembre 1960)“

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Ermes Ronchi 71
presbitero e teologo italiano 1947
„Noi perdoniamo, ma in un angolo della nostra memoria conserviamo un po' di rancore. Noi perdoniamo ma in un angolo dell'anima diventiamo diffidenti verso quella persona. Perdoniamo, ma non riusciamo più a fidarci come prima. È difficilissimo perdonare di cuore. Bisogna scommettere sull'uomo. Ancora. Bisogna scommettere non come atto d'istinto ma come atto di fede. Bisogna dare credito all'altro, in base non al suo passato, ma in base al suo futuro. Bisogna dare credito non per un atto di intelligenza ma per un atto di speranza. Noi non riusciamo a perdonare di cuore. La nostra pace tante volte assomiglia alla tregua di due contendenti che si fermano a riprendere fiato. Tante volte noi perdoniamo, ma conserviamo le offese come munizioni pronte per la prossima contesa. Perdonare di cuore implica una purificazione, una verginità della memoria.“


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Charles Bukowski 264
poeta e scrittore statunitense 1920 – 1994
„Ero morto per tre quarti. Accesi la tv. C'era uno spot. TI SENTI SOLO? DEPRESSO? STA' ALLEGRO. TELEFONA A UNA DELLE NOSTRE BELLE RAGAZZE. LORO DESIDERANO PARLARE CON TE. USA LA TUA CARTA DI CREDITO MASTER O VISA. PARLA CON KITTY O FRANCI O BIANCA. TELEFONA ALL'800-435-8745.
Fecero vedere le ragazze. Kitty sembrava la migliore. Bevvi un sorso di scotch e composi il numero. (1995, p. 152)“

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Emma Watson 6
attrice e modella britannica 1990
„[Su Sex and the City] Benché all'epoca ne avessi sentito tanto chiacchierare, mi sono appassionata alle avventure di Carrie&co. dopo aver ricevuto in regalo, dalla mia amica Taylor Swift, i cofanetti delle prime due stagioni, che ho praticamente divorato. Poco tempo fa ho completato l'intera serie. Tra gli episodi che amo di più ci sono quelli in cui Carrie si lascia sedurre da un affascinante artista russo che la corteggia come un vero gentleman. Adoro la Bradshaw (Sarah Jessica Parker), è così glamour. Non mi considero una fashionista come lei ma non appena ho potuto avere una carta di credito tutta "mia", le ho dato fondo acquistando un paio di favolose Manolo Blahnik!“

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Abraham Lincoln 13
16º Presidente degli Stati Uniti d'America 1809 – 1865
„Il Governo dovrebbe creare, emettere e far circolare tutta la valuta ed il credito necessario per soddisfare il potere di vendita del Governo ed il potere d'acquisto dei Cittadini consumatori. Il privilegio di creare ed emettere moneta non è solo la suprema prerogativa del Governo, ma è anche la sua più grande opportunità creativa. Con l'adozione di questi princìpi, ai Contribuenti saranno risparmiate enormi quantità di interessi. Il denaro cesserà di essere il padrone e diventerà il servitore dell'Umanità.“

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Gianni Agnelli 71
imprenditore italiano 1921 – 2003
„Avere Platini in squadra era come avere una credit card sempre a portata di mano.“

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Francois Quesnay 4
1694 – 1774
„Che non si speri di trovare risorse per i bisogni straordinari di uno stato, se non dalla prosperità della nazione, e non mai dal credito dei finanzieri; poiché LE FORTUNE PECUNIARIE SONO RICCHEZZE CLANDESTINE CHE NON CONOSCONO NÈ RE NÈ PATRIA. (da Massime generali del governo economico, XXIX, in Miglio 2001, p. 61)“

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Giorgio Napolitano 49
11º Presidente della Repubblica Italiana 1925
„La crisi finanziaria vede l'Eurozona al suo epicentro e non ha risparmiato l'Italia, con il suo fardello di indebitamento pubblico. Lo spread, parola anch'essa di uso oramai comune, fluttua penalizzando i titoli italiani per ragioni che ben poco hanno a che vedere con i fondamentali della nostra economia, ma finisce con l'elevare oltre misura il costo della gestione e della riduzione stessa del nostro debito, e anche quindi con il limitare severamente l'accesso al credito da parte delle imprese. Le conseguenze socio-economiche dello tsunami finanziario innescatosi oltre oceano colpiscono in special modo i giovani, all'angosciosa ricerca, troppi di loro, di un posto di lavoro senza il quale è difficile fare progetti e nutrire speranze nel futuro.“


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Anthony Kiedis 120
cantante statunitense 1962
„Non c'è una gerarchia perché siamo una squadra, lavoriamo come una squadra di basket sin dal primo giorno dei Red Hot Chili Peppers non c'è mai stato un capo, siamo per la totale eguaglianza. Ci dividiamo sempre in parti uguali il credito per le composizioni e il resto. Siamo come un puzzle a quattro pezzi che funziona alla perfezione solo quando ognuno dà il suo input. Questo è uno dei motivi che ci tiene uniti e forti, il fatto che non si tratta di una sola visione o di una sola persona, ma di quattro che si uniscono per fare un'insieme migliore. Come per una squadra, non si può vincere un campionato con un solo buon giocatore.“

Erwin Chargaff 1
biochimico austriaco 1905 – 2002
„Alcuni scienziati, diventati vecchi, forse si chiedono come siano capitati in questa società di cannibali. Essi accuseranno ogni cosa – il destino, la società –, e per niente la stupidità della loro intelligenza. Alla fine giungeranno, forse, alla conclusione che Picasso ha avuto ragione: non si cerca, se si vuol trovare; e che il febbrile cercare rende impossibile un felice trovare. Solo con la fame delle anime si può cercare; ma dove ci sono ancora anime, se non nella banca di crediti ipotecari di Mefistofele?“

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Vittorio Feltri 66
giornalista italiano 1943
„Nessuno li accusa di essere i padroni del terzo istituto di credito nazionale (Mps), ma è un fatto che agiscono come se lo fossero, in quanto la nomina del management spetta loro tramite il partito dominante a Siena, dove i democratici fanno il bello e soprattutto il cattivo tempo, incontrastati.“

Barbara Lezzi 4
politica italiana 1972
„Un altro filone vede 13 consiglieri e 5 sindaci - stiamo parlando di coloro che, con la diligenza del buon padre di famiglia, avrebbero dovuto tutelare i risparmi dei cittadini e dei clienti - concedersi fidi che ammontavano anche a 20 milioni di euro ciascuno (per un totale di 185 milioni di euro a loro personalmente concessi), anziché operare a tutela dei risparmiatori. Da qui abbiamo immediatamente 18 milioni di perdite, a cui si aggiungono 90 milioni di euro che vanno nei crediti incagliati, cioè quelli che non vengono più restituiti. Si registra così una perdita causata proprio da chi doveva amministrare.“


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Aldo Busi 340
scrittore italiano 1948
„Quindi, se da solo non puoi figliare e ti serve un terzo incomodo per fare i comodi tuoi, è meglio tu non debba. [... ] gli appagati e trionfanti papà, diciamo pure contronatura e contro ogni buonsenso, di questi bambini con una madre senza come possono essere poi tanto appagati? Come possono guardare queste meravigliose creature che gli gattonano attorno e danno ai loro contorti geni, nonché a patrimoni finanziari da non disperdere certo in beneficenza qui e subito, una cinica convinzione di totale appartenenza al mondo sulla pelle di quella anonima madre, snaturata ma senza ignominia, travolta nel suo dolore di eterna bambina violentata da ultimo anche con le migliori intenzioni e senza più un grido per farsi sentire da quel buio rimosso non solo da lei ma anche da chi l’ha sfruttato? Come possono questi padri surrogati di madri surrogate guardare questi figli amatissimi e doppiamente idolatrati quali premi di una hybris vittoriosa senza provare ribrezzo per se stessi al pensiero di quella mammifera incosciente, dolente, abbandonata a se stessa che glieli ha forniti e si è tolta di mezzo, anzi, che è stata di fatto tolta di mezzo magari con un bonifico conclusivo a sigillo di una lettera di credito iniziale? Di un credito di sangue mai più esigibile, estinto - come l’utero che l’ha pompato per nove mesi come se pompasse la ruota sgonfia di una bicicletta non sua?“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Morti poeti, filosofi, preti, | martiri, artisti, inventori, governi da tempo scomparsi, | foggiatori di lingue su altre rive, | nazioni un giorno possenti, ora ridotte, rattratte e desolate, | non oso procedere oltre finché rispettosamente non v'abbia dato credito di quanto avete lasciato e a queste rive è pervenuto, | io l'ho esaminato (passandoci nel bel mezzo,) e riconosco che è ammirevole, | ritengo che nulla possa essere più grande, nulla meritare di più di quanto esso merita, | mentre lo contemplo con attenzione, a lungo, e poi lo congedo, | e assumo il mio posto, qui, con il mio tempo. (5, p. 26)“

Massimo Fini 49
giornalista, scrittore e drammaturgo italiano 1943
„L'Italia è diventata un bordello. Non perché il premier va a escort e qualcun altro a trans, ma perché sono state sovvertite tutte le regole. Un bordello squallido e triste, la cui cupezza si respira nell'aria. Raccontavo qualche giorno fa a una mia giovane amica la Milano dei '50, di quando ero ragazzino. Eravamo poveri, allegri e spavaldi. I tram erano stipati fino all'inverosimile con la gente sui predellini aperti e qualcuno attaccato al troller. Uscivamo dalla guerra, ci eravamo salvati dai bombardamenti angloamericani e dai rastrellamenti tedeschi, non ci poteva certo spaventare una caduta dal tram. Tutti, uomini e donne, fumavano. Il terrorismo diagnostico era di là da venire. Noi ragazzini uscivamo di casa alle due del pomeriggio e rientravamo con le ginocchia sbucciate, alle otto, senza che i nostri genitori se ne preoccupassero. Perché nel quartiere c'era un controllo sociale e se un bambino si fosse messo nei guai ci avrebbero pensato gli adulti a tirarlo fuori e un pedofilo sarebbe stato avvistato a un chilometro di distanza. Eppoi c'era, "il ghisa", il vigile, autorità sovrana. La "pula" non aveva bisogno di farsi vedere. La malavita era professionale, conosceva le regole, stava attenta a non spargere una goccia di sangue (il colpo in banca della banda di via Osoppo, senza un ferito, tenne la scena sui giornali per mesi). Eravamo solidali perché eravamo poveri e anche quelli che non lo erano non lo davano a vedere. Il sordido gioco degli "status simbol" non era ancora cominciato. Lealtà e onore erano moneta sonante. Se fra noi ragazzi ci si scontrava a pugni sulla strada – dove ci siamo formati – e un gruppo era di dieci e l'altro, poniamo di otto, due si levavano per far pari. E l'onestà era un valore assoluto. Per la borghesia, se non altro perché dava credito. Per il proletariato, per il mondo contadino dove la stretta di mano contava più di un contratto. Mentre raccontavo queste e altre cose i begli occhi della mia amica si ingrandivano, si sgranavano. Alla fine mi ha detto "tu mi stai raccontando una favola, questa non è l'Italia". Appunto.“

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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„Pochi sono gli animali la cui storia sia stata adorna di tante favole, di tante straordinarie dicerie, come quella delle iene. Gli antichi stessi narravano di esse le più incredibili cose. Si asseriva che il cane il quale vedeva l'ombra d'una iena ne perdesse incontanente la voce ed i sensi; si assicurava che l'odiosa belva sapeva imitare la voce dell'uomo per meglio adescarlo, poi d'un tratto aggredirlo ed ucciderlo; si credeva che il medesimo individuo radunasse in sè i due sessi, e persino mutasse a piacimento di sesso, ora presentandosi come essere maschio, ora come femmina. Il più notevole si è che siffatte fiabe trovarono credito presso tutte le popolazioni che conebbero le iene. Gli Arabi principalmente sono ricchi di leggende sopra questi animali. Si crede da essi solamente che l'uomo diventi furioso mangiando cervella di iena; si sottera il capo della belva uccisa per togliere malvagi stregoni il mezzo di fare soprannaturali sortilegi. Persino si crede dai più, e con certezza, che le iene non son altro che stregoni travestiti, che di giorno vanno attorno in figura umana, ma di notte pigliano la maschera di iena e danno di ogni giustizia. Io stesso fui varie volte ammonito dai miei servi arabi con premura di non isparare sulle iene, e mi vennero narrate spaventose storie sulla potenza degli spiriti infernali mascherati. (p. 500)“

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