Frasi, citazioni e aforismi su cupola

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“


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Leon Battista Alberti 9
1404 – 1472
„[Sulla Cupola del Brunelleschi] Structura si grande, erta sopra e' cieli, ampla da coprire chon sua ombra tutti e popoli toscani. (dal De Pictura)“

„La Cattedrale di Catania è la più bella e la più grande della Sicilia, essa non è sovraccarica di molti ornamenti che il pessimo gusto ha introdotto in altre; all'incontro è decorata di una bella cupola, e tutto l'edificio porta l'impronta della maestà.“

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Augusto De Luca 20
fotografo italiano 1955
„Ogni angolo mi riservava una sorpresa: una cupola, un campanile romanico, un tetto merlato, uno stemma gentilizio, un giardino, un'arca tombale, un sontuoso palazzo con all'interno un cortile dipinto e innumerevoli torri che spuntavano all'improvviso come funghi dopo una notte di pioggia.“

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Ettore Sottsass 98
architetto e designer italiano 1917 – 2007
„Mi sono chiesto molte volte quale può essere il rapporto tra un ambiente formale e gli eventi che vi si svolgono. Mi sono chiesto molte volte se c'è una ragione per cui le dichiarazioni di guerra partono da grossi palazzi con cupole e colonne bianche, se c'è una ragione per cui gli eventi nelle case dei ricchi si svolgono sempre come operazioni matematiche e così via....“

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Rodolfo Celletti 7
musicologo e critico musicale italiano 1917 – 2004
„[Franco Corelli] In questo è stato un autentico fenomeno vocale, un do e un re bemolle 4 meno adamantini e solari di quelli di Lauri-Volpi ma enormi, straripanti, che sembravano addensarsi sulla platea della Scala come una cupola sonora. (da Voce di tenore, dal Rinascimento a oggi, storia e tecnica, ruoli e protagonisti di un mito della lirica, Edizioni Idea Libri, 1989, p. 244)“

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Christa Wolf 3
scrittrice tedesca 1929 – 2011
„Un tempo, le coppie d'amanti prima di separarsi cercavano una stella, su cui i loro sguardi la sera potessero incontrarsi. Che cosa dobbiamo cercare noi? «Il cielo almeno non possono dividerlo» disse Manfred beffardo. Il cielo? Tutta questa cupola si speranza e di anelito, di amore e di tristezza?
«Sì invece» disse lei piano. «Il cielo è sempre il primo a essere diviso.“


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Alberto Sordi 34
1920 – 2003
„Avevo quattro anni quando vidi per la prima volta San Pietro e fu proprio per il Giubileo del 1925. Ero in compagnia di mio padre, venivamo da Trastevere, dove ero nato in via San Cosimato e dove vivevo con la mia famiglia. Arrivammo percorrendo i vicoli, che poi furono distrutti, di Borgo Pio: un ammasso di casupole, piazzette, stradine. Poi, dietro l'ultimo muro di una casa che si aprì come un sipario, vidi questa immensa piazza. Il colonnato del Bernini, la cupola. Un colpo di scena da rimanere a bocca aperta. Ecco, quello che ricordo di più di quel Giubileo fu questa sorpresa.“

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Giorgio Baffo 29
1694 – 1768
„Cara mona, che in mezzo a do colone | Ti xe là messa, come un capitelo, | Per cupola ti ga do culattone, | E 'l bus del Cul sora xe 'l to Cielo. || Perché t'adorin tutte le persone | Ti stà coverta sotto un bianco velo, | Che, se qualcun te l'alza, e che t'espone, | Vittima sul to altar casca ogni Oselo. (Cara mona, che in mezzo a do colone, vv. 1-8)“

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Carmelo Bene 200
attore, drammaturgo e regista italiano 1937 – 2002
„Attiguo a casa sua stava un palazzo moresco, denunciato dal salmastro, orientale, come un riflesso sbiadito. Scrostato sotto le volte degli archi e sulle cupole. Abitato l'inverno da Cristiani comodi che nell'estate pagana cedevano le due ali sul mare per non morire di fame. Proclamato la fine lo stato d'assedio, quel palazzo sarebbe diventato il quartier generale dei Turchi che di tra le viole del cielo assolato avevano ammainato le mezzelune. (pag. 84)“

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Mauro Zárate 4
calciatore argentino 1987
„L'ultima volta che mi sono allenato in gruppo era novembre. Non ho mai sentito la fiducia di nessuno e non aver giocato neanche un minuto in quindici partite mi ha danneggiato molto. Una situazione folle. Quando in televisione c'era una partita, mi chiudevo al bagno a piangere per non farmi vedere da mia moglie. Non riuscivo più a guardare il calcio. È assurdo che ti impediscano di fare quello che ti piace. Sono tornato dall'Inter e da quel momento Lotito e la sua cupola mi hanno fatto fuori.“


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Carl August Schneegans 8
1835 – 1898
„Siamo ancora in Europa? Abbiamo già passato la soglia dell'Oriente?
Come un porto di una delle isole Cicladi, bianca e quasi impallidita dal sole, con tetti piani, sparsa di cupole moresche e con le cime dei campanili stranamente acuminate, si stende Messina sul mare e sale dai monti, che si alzano rapidamente dalla costa. Scabrosa e con profilo irregolarmente dentato e solcato dalle spaccature profonde, taglienti e irte delle valli, si stende la catena dei monti Pelori fino al promontorio, all'apertura dello stretto.
Le linee belle, dolci e ben disegnate dei monti di Napoli, di Capri e di Sorrento, sono sparite. È un nuovo paese che si presenta ai nostri sguardi, un paese strano, mezzo orientale e mezzo africano, bizzarro e meraviglioso. E come la città, come le montagne, così anche gli abitanti, hanno un carattere speciale. Il riso e il canto dei napoletani, qui tacciono, qui invano cercheresti il brioso e goderesco tipo degli uomini e delle donne.“

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Nikolaj Vasiljevič Gogol 67
scrittore e drammaturgo ucraino 1809 – 1852
„Come un'innumerevole moltitudine di chiese e monasteri, colle loro cupole, le loro guglie, le loro croci, è disseminata per la santa e pia terra di Russia; cosí un'innumerevole moltitudine di stirpi, di generazioni, di popoli si affolla, svaria e si agita sulla faccia della terra. E ciascun popolo, che porta in sé il pegno delle sue forze, riboccante di spirituali forze creatrici, di spiccate caratteristiche proprie, e di tutto quello che ha avuto in dono da Dio, ciascuno in maniera originale si differenzia dagli altri con un suo proprio linguaggio, nel quale, qualunque cosa esprima, riflette nel modo di esprimerla un lato dell'indole che gli è propria. Comprensione del cuore e saggia esperienza della vita impregnano la parola del britanno; scintilla di lieve eleganza e vanisce l'effimera parola del francese; ingegnosamente escogita il tedesco, non a tutti accessibile, la sua parola profonda e scabra. Ma non c'è parola che scocchi. (I, 5; 1977, p. 107)“

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Fëdor Dostoevskij 230
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881
„Ma sarà meglio parlarvi di un altro individuo, che conobbi or fa un anno. C'era, nel suo caso, una circostanza strana: dico strana, perché rara. Era stato condannato, insieme con altri, alla fucilazione. Per non so che delitto politico, doveva essere giustiziato. Gli fu letta la sentenza di morte. Se non che, venti minuti dopo, arrivò la grazia, cioè la commutazione della pena. Nondimeno, durante quei venti o quindici minuti, egli visse nella ferma convinzione che di lì a poco sarebbe morto. [... ] E così egli distribuì il suo tempo: due minuti per dire addio ai compagni, due altri per raccogliersi e pensare a sé, un minuto per dare un'occhiata intorno. Aveva ventisette anni; era sano e robusto. Accomiatandosi da uno dei compagni, si ricordava di aver fatto una domanda insignificante e di averne aspettato con interesse la risposta. Agli addii successero i due minuti di raccoglimento. Sapeva già a che cosa avrebbe pensato: "Adesso sono vivo; ma fra tre minuti, che sarò? Qualcuno o qualche cosa, e dove?". Non lontano sorgeva una chiesa, e la cupola dorata splendeva nel sole. Aveva guardato fisso a quella cupola: gli pareva che quei raggi ripercossi fossero la sua nuova natura e che fra tre minuti egli si sarebbe con essi confuso. L'ignoto che lo attendeva era certamente terribile; ma più assai l'atterriva l'assiduo pensiero: "E se non morissi? se la vita continuasse?... che eternità! e tutta, tutta a mia disposizione... Oh allora, di ogni minuto io farei una esistenza e non un solo ne perderei!" Questo pensiero a tal segno lo invadeva, che avrebbe voluto esser fucilato all'istante."
[... ] "Siete un po' saltuario, principe", osservò Aleksandra. "Che volete provare, insomma? che ogni attimo della vita è prezioso, e che a volte cinque minuti valgono più di un tesoro? E sia, ammettiamolo pure... Ma, scusate, a quel vostro amico che vi contava i suoi spasimi gli commutarono la pena, non è così?... In altri termini, secondo lui e secondo voi, gli fecero dono di una vita senza fine, di un tesoro. E che ne fece egli di questo tesoro? tenne poi conto scrupoloso di ogni minuto?"
"Nient'affatto! Glielo domandai una volta, e mi confessò di averne perduti molti."
"Cosí abbiamo una prova che utilizzare tutti, tutti i minuti della vita è impossibile... Per una ragione o per l'altra, fatto sta che non è possibile.“

André Scala 28
filosofo francese 1950
„[Riferito agli Open di Francia] Capita, a Parigi, che il tennis venga associato alla primavera – non al suo risveglio, ma alla primavera inoltrata a cui manca solo l'afa implacabile dell'estate –, ai folti ippocastani dell'Avenue de la Porte d'Autueuil, alla cupola disabitata del giardino dei poeti che la costeggia e al nido sotto il tetto. (p. 10)“

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