Frasi, citazioni e aforismi su danese

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“


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Slavoj Žižek 6
filosofo e psicanalista sloveno 1949
„Contro la concezione orientale dell'Assoluto come Vuoto-Sostanza-Fondamento, nascosto sotto i fragili e sfuggenti fenomeni della realtà quotidiana, dovremmo contrapporre la concezione che è la nostra realtà quotidiana quella fissa, inerte, stupidamente presente e che è l'Assoluto quello fragile, perituro e sempre sfuggente. Per dirla diversamente, che cos'è l'Assoluto? Qualcosa che troviamo nelle fugaci esperienze, come il sorriso di una bella donna o persino il sorriso di una persona che fino a poco tempo fa ci era sembrata bruta e repellente. È in questi miracolosi, ma estremamente fragili momenti che viene alla luce, attraverso la nostra realtà, un'altra dimensione. L'Assoluto come tale può facilmente disgregarsi, può troppo facilmente sfuggirci tra le mani, dobbiamo maneggiarlo con cautela, come una fragile farfalla. (da Il fragile assoluto: "Krhki absolut: enajst tez o krščanstvu in marksizmu danes. Med psihoanalizo in religijo", Analecta, Lubiana 2000, p. 132)“

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Bertolt Brecht 67
drammaturgo, poeta e regista teatrale tedesco 1898 – 1956
„Fuggito sotto il tetto di paglia danese, amici, seguo la vostra lotta. Di qui vi mando, come già ogni tanto, i miei versi, incalzati da sanguinose visioni oltre il Sund e il fogliame. Fate uso di quel che ve ne giunga, con prudenza! Libri ingialliti, consunti rapporti mi sono scrittoio. Se ci vedremo ancora, volentieri ritornerò apprendista“

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Heinrich Heine 31
poeta tedesco 1797 – 1856
„Cos'è di una ruota più tondo? | Dove si brinda al Natal più giocondo? | Dove va il sole, quando non lo vedi? | Ed il morto, dove volge i piedi? | Guardati intorno, ser Vonved!
[... ] Della ruota il sole è più tondo. | In ciel si festeggia un Natale giocondo. | Va a occidente il sole che non vedi. | E il morto ad oriente volge i piedi. | Guardati intorno, ser Vonved! ([Antica canzone danese riprodotta e variata da Heine; citato da Wilhelm Grimm in Altdänische Heldenlieder, Balladen und Märchen], p. 81)“

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Oriana Fallaci 103
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Caro Totti, capisco le necessità professionali, ma io non avrei chiesto scusa a nessuno. Erano tre ore che quel danese la prendeva a gomitate, pedate, stincate. Pur non essendo una tifosa di calcio, guardavo ed ho visto tutto. Con sdegno. Unico dissenso: io avrei tirato un cazzotto nei denti e una ginocchiata non le dico dove. Stia bene, dunque, non si rimproveri ed abbia le più vive congratulazioni di Oriana Fallaci.“

Giuseppe Albertini 7
giornalista italiano 1911 – 1988
„La lotta è ancora incerta: tanto l'Olanda quanto l'Italia, quanto la Germania orientale possono vincere la medaglia d'oro, mentre non sono molto lontani nemmeno la Danimarca e gli Stati Uniti. L'unica formazione che ha deluso parecchio è quella della Germania occidentale. Sembra circoscriversi la lotta ad azzurri e olandesi, che lottano sul filo dei centimetri. Gli italiani sono in testa di circa due metri, procedono verso la medaglia d'oro, mentre gli olandesi devono difendersi dall'attacco dei danesi e dei tedeschi orientali. Vince l'Italia! Seconda è l'Olanda, mentre per il terzo posto stabilirà la fotografia tra tedeschi orientali e danesi. L'Italia conquista la prima medaglia d'oro dell'Olimpiade per merito di Baran e Sambo. (XIX Olimpiade, gara di canottaggio "Due con")“

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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Ali Eteraz – che significava "Nobile Protesta" – era la mia ultima incarnazione, una nuova fase del mio tentativo di soddisfare il patto congenito con l'Islam. Ali Eteraz era la forza che infrangeva l'incantesimo del silenzio che mi aveva avvolto come un bozzolo dopo che le Torri erano crollate a New York, e che aveva fatto da cuscinetto tra me e la realtà durante i molti anni alla facoltà di legge a Philadelphia. Ali Eteraz era colui che mi aveva fatto alzare la testa e affrontare il mondo in un periodo in cui mi accontentavo semplicemente di giocare ai videogame, guadagnare soldi e tentare di mettere su famiglia. Era Ali Eteraz che mi aveva fatto appassionare alla riforma dell'Islam – un movimento sommerso di milioni di musulmani in tutto il mondo, che sfidavano i teocrati e i terroristi che si erano impossessati della religione.
Ali aveva cominciato a manifestarsi ancor prima della sua nascita. Poco dopo l'undici settembre, c'era stato qualche fugace istante – alla notizia di un attentato suicida a Madrid, per esempio, o di una decapitazione in Iraq, o di una scuola femminile fatta esplodere in Pakistan – in cui la mia coscienza aveva minacciato di infiammarsi. La combustione però, non si era mai alimentata a sufficienza.
La situazione era cambiata nel gennaio del 2006 con il disastro delle vignette satiriche danesi. [... ] Che questa assurdità potesse produrre tale violenza fu l'ultima goccia. «Basta!», disse a quel punto Ali Eteraz. «L'Islam non appartiene agli idioti.“


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Silvio Berlusconi 715
politico e imprenditore italiano 1936
„La boiata razzista del Cainano s'inserisce in una tradizione che l'ha reso celebre nel mondo, perché è fuori dai patrii confini che dà il meglio. Le corna a Caceres, in Spagna. L'atterraggio in Estonia ("Bella, l'Estuania"). Le molestie a un'operaia della Merloni in Russia ("voglio baciare la lavoratrice più bella", con Putin che osservava gelido l'amico Silvio intento ad arrampicarsi sulla giunonica ragazza in fuga). Il ricordo dell'11 settembre ("voglio ricordare l'attacco del comunismo alle due torri"). Gl'insulti al mondo islamico ("Dobbiamo esser consapevoli della superiorità della nostra civiltà su quella islamica, ferma a 1400 anni fa)". Le ganassate da latrin lover col danese Rasmussen ("È più bello di Cacciari, lo presenterò a Veronica") e col tedesco Schroeder ("Parliamo di donne: tu te ne intendi, ne hai cambiate tante, eh eh"). Il "kapò nazista" al socialista tedesco Schulz. La mania di regalare orologi a chiunque, anche durante il G8 mentre parlava Chirac. E poi i tentativi di rimediare alle gaffe, raddoppiandole. [... ] Pezo el tacon del buso. Infatti l'altroieri ha dato degli "imbecilli" e poi dei "coglioni" a quelli che non hanno gradito il suo umorismo da Ku Klux Klan, mandandolo alla fine "affanculo". Ora si spera che non incontri mai Mandela: "Ohè, Nelson, troppe lampade eh?.“

Maurizio Abbatino 4
collaboratore di giustizia e criminale italiano 1954
„Negli anni settanta, nella zona dell'Alberone si riunivano varie "batterie" di rapinatori, provenienti anche dal Testaccio. Ne facevano parte, oltre ad alcune persone che non ricordo, Maurizio Massaria, detto "rospetto", Alfredo De Simone, detto "il secco", i tre "ciccioni", cioè Ettore Maragnoli, Pietro "il pupo", e mi sembra Luciano Gasperini – questi tre, persone particolarmente riconoscibili per la mole corporea, svolgevano più che altro il ruolo di basisti e di ricettatori – Angelo De Angelis, detto "il catena", Massimino De Angelis, Enrico De Pedis, Raffaele Pernasetti, Mariano Castellani, Alessandro D'Ortenzi e Luigi Caracciolo, detto "gigione". Tutti costoro affidavano le armi a Franco Giuseppucci, chiamato allora "il fornaretto", ancora incensurato e che godeva della fiducia di tutti. Questi le custodiva all'interno di una roulotte di sua proprietà che teneva parcheggiata al Gianicolo. All'epoca frequentavo l'ambiente dei rapinatori della Magliana, del Trullo e del Portuense. Nel corso del tempo si erano cementati i rapporti tra me, Giovanni Piconi, Renzo Danesi, Enzo Mastropietro ed Emilio Castelletti, ma non costituivamo quella che in gergo viene chiamata "batteria", cioè un nucleo legato da vincoli di esclusività e solidarietà, in altre parole non ci eravamo ancora imposti l'obbligo di operare esclusivamente tra noi, ne di ripartire i proventi delle operazioni con chi non vi avesse partecipato. In particolare, negli anni precedenti il 1978, ognuna delle suddette persone operava o da sola ovvero aggregata in gruppi più piccoli o diversi. (dall'interrogatorio di Maurizio Abbatino, 13 dicembre 1992)“

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Anwar al-Sadat 4
politico e militare egiziano 1918 – 1981
„Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con... [Israele]. Mai. Mai“

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Leo Ortolani 87
autore di fumetti italiano, creatore di Rat-Man 1967
„[... ] Posso chiamarla parodia, posso chiamarla omaggio, [Diabolik] sa benissimo che cos'è, questo Ratolik.
È il furto di una grande, preziosa idea.
La sua.“


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Fritjof Capra 17
fisico e saggista austriaco 1939
„Niels Bohr fu ben consapevole della corrispondenza tra il suo concetto di complementarità e il pensiero cinese. Durante una sua visita in Cina, nel 1937, quando la sua interpretazione della meccanica quantistica era già stata completamente elaborata, egli fu profondamente colpito dall'antica idea cinese di opposti polari, e da allora conservò un profondo interesse per la cultura orientale. Dieci anni più tardi Bohr fu fatto nobile in riconoscimento dei suoi notevoli risultati scientifici e per gli importanti contributi alla vita culturale danese; e quando gli fu chiesto di scegliere un soggetto adatto al suo stemma, la sua scelta cadde sul simbolo cinese del T'ai Chi che rappresenta la relazione di complementarità degli archetipi opposti yin e yang. Scegliendo questo simbolo per il suo stemma assieme al motto contraria sunt complementa (gli opposti sono complementari), Niels Bohr riconobbe una profonda armonia tra l'antica saggezza orientale e la scienza occidentale moderna. (p. 184-185)“

„A volte la carta è solo carta>, mormora mia madre. .(Madre di Cassia)“

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Nico Perrone 74
saggista, storico e giornalista italiano 1935
„A Copenaghen ho dunque trovato le carte per scrivere queste pagine. A parte i documenti dell'archivio massonico [... ] ho potuto consultare l'elenco della corrispondenza del religioso danese con i liberi muratori e giacobini italiani. [... ] Ho quindi ottenuto copie della corrispondenza a quello straordinario personaggio dai fratelli massoni del Regno di Napoli e di Sicilia, e le ho riprodotte in buona parte nelle pagine che seguono. (p. 11)“

„Con le sue memorie dal carcere, scoperte centosettanta anni dopo la sua morte, Leonora Cristina lasciò un libro singolare, crudo e conciso, destinato a rimanere nella letteratura danese come la migliore opera in prosa del Seicento, e nell'amore del popolo come uno di quei massi erratici gelosamente rispettati nelle verdi, geometriche distese della campagna danese, quale fiera e rara testimonianza di una terra non idilliaca. (Angela Zucconi)“

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