Frasi su davanzale


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Adrienne von Speyr 112
mistica, medico e autrice svizzera 1902 – 1967
„La neve cadeva pesante, approfondiva il silenzio, veniva immediatamente dal cielo e portava con sé un mistero inesplicabile. Qualche fiocco restava appeso alla finestra e sembrava una piccola stella piena di luce. Altri cadevano sul davanzale e coprivano lentamente le briciole che aspettavano gli uccelli. Una volta pregai la nonna: «Nonna, raccontami anche una storia del cielo». Allora la nonna domandò: «Perché anche?». «Perché la neve viene di lassù e dice sicuramente che in cielo è tutto bianco». (p. 16)“

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Peppino Impastato 6
attivista politico, giornalista e conduttore radiofonico... 1948 – 1978
„Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un'arma contro la rassegnazione, la paura e l'omertà. All'esistenza di orrendi palazzi sorti all'improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l'abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.“


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Giobbe Covatta 47
comico, attore e scrittore italiano 1956
„In quel tempo il Signore aveva deciso di distruggere Sodoma, città di sodomiti. In questo luogo, come dice la parola stessa, si praticava la sodomia, e tutti si conoscevano l'un l'altro facendo una grande confusione, perché gli uomini erano diventati come donne, ma dall'altra parte, e nessuno si affacciava al davanzale perché anche in famiglia ci si fidava poco.“

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Antonio Fogazzaro 81
scrittore italiano 1842 – 1911
„Certi volumi di giurisprudenza dormivano sotto un dito di polvere, e non una foglia della piccola gardenia in vaso, sul davanzale della finestra di levante, ne aveva un atomo solo. Questi eran già sufficienti indizi, là dentro, del bizzarro governo d'un poeta. (2010, p. 37)“

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Luciano Garofano 1
biologo italiano 1953
„Capricciosamente l'aria penetra nella stanza da sotto la porta. Da qualche parte nel casolare, una finestra è aperta. Una persiana sbatacchia contro il davanzale. Sono passati solo cinque giorni dal plinilunio, e la luce della luna è ancora intensa e proietta il suo riflesso sul muschio che ricopre il tetto. Il riverbero ricorda il luccichio sul mare calmo. Ma la scena del delitto è al buio, le tende sono state tirate. Il sipario è calato. (p. 4)“

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Aldo Busi 347
scrittore italiano 1948
„La perfetta Gentildonna, ripeto, può anche fare la sposa e la spesa, la mamma e la mammona, la casalinga e la carlinga per tutta la vita: basta che non scambi un intestino con il destino e la sfiga con una missione. Se è costretta, per le più svariate ragioni, a stare quasi sempre in casa, si affacci più che può almeno al davanzale e, se sente un fischio, non pensi automaticamente alla pentola a pressione. A buona intenditrice poche parole. (p. 303)“

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Eros Drusiani 202
cabarettista e scrittore italiano 1954
„Era talmente povero che i passerotti gli portavano le briciole di pane sul davanzale. Ma era talmente sfortunato che le formiche gliele mangiavano tutte.“

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Tiziano Scarpa 36
scrittore italiano 1963
„La vita è un gatto addormentato sul davanzale che si sveglia all’improvviso cadendo dal terzo piano. (libro Venezia è un pesce. Una guida)“


Yutang Lin 20
inventore, scrittore 1895 – 1976
„Una vera conversazione la possiamo intraprendere soltanto quando incontriamo i nostri amici intimi e siamo preparati a vuotare i cuori l’uno nell’altro. Uno di loro avrà posato il piede su una tavola vicina, un altro si sarà seduto sul davanzale della finestra, un altro sul pavimento, appoggiato a un cuscino tolto dal divano, lasciando così un terzo del divano scoperto.“

„La soglia era bloccata dalla mole massiccia di uno Skeksis, che li guardava. Sulla faccia del Ciambellano era dipinta un'espressione cordiale, intesa a ingraziarsi i Ghelfling.
Fizzgig saltò su un davanzale, e stando lassù in bilico si voltò verso Kira per indurla a seguirlo. Lei stava per farlo, ma poi si accorse che Jen non si era mosso.
Il Ciambellano alzò la mano, senza sfoderare gli artigli, nello stesso gesto della notte precedente. – Fermatevi – sibilò. – Sono amico. Amico di Kelffinks. Ieri notte io salvato voi da Garthim. Io nemico? No, io amico. State, per favore.
Jen guardò il mostro che avrebbe potuto afferrarlo e ridurlo in brandelli. – Mi hanno detto che gli Skeksis uccidono i Ghelfling – ribatté.
Il Ciambellano sbuffò. – Puah! È per stupida profezia che dice Kelffinks mettere fine potere di Skeksis. Stupido – e scrollò la testa.
Jen stava calcolando che lo Skeksis non avrebbe potuto varcare la soglia a meno che non abbattesse le pareti che sovrastava di tutta la testa. Ma quello non era il modo di agire degli Skeksis, che, nelle aggressioni, ricorrevano sempre ai Garthim. No, e poi, con un po' di fortuna, lui e Kira avrebbero potuto scappare dalla finestra. Per sicurezza arretrò di qualche passo per tenersi alla larga da quegli artigli. Prima di scappare, voleva sapere tutto quello che lo Skeksis aveva da dirgli.
– Stupida profezia – diceva il mostro. – Ma Skeksis spaventati. Paura di Kelffinks, sì. Piccoli Kelffinks. Errore, grande errore. State, per favore. Io amico.“

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Alexandr Alexandrovič Blok 119
poeta russo 1880 – 1921
„[Sulla paziente e sterile attesa dell'ispirazione] Ma nell'istante della concentrazione | d'un'anima novissima e terribile, | come un tuono maligno la ragione | creativa l'assale per ucciderla. | E dentro una mia gabbia fredda e forte | il buono e lieve uccello chiudo solo, | venuto a liberarmi dalla morte, | l'anima mia a salvare col suo volo. | Sembra la gabbia ruvida d'acciaio | d'oro in mezzo al crepuscolo serale; | ora l'uccello già libero e gaio | scuote l'anello e canta al davanzale. | Le ali ha tarpate, e canta canti altrui. | Forse quei canti ad altri dànno gioia. | Io sono stanco come sempre fui, | e il nuovo attendo dentro la mia noia. (da L'artista)“

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George Orwell 147
scrittore britannico 1903 – 1950
„Nessun altro futuro ti è possibile, a meno che tu non prenda marito. Le donne che non si sposano avvizziscono – avvizziscono come l'aspidistra sul davanzale che dà su cortiletto interno – e il lato diabolico della situazione è che non se lo sognano lontanamente. (V, 1: p. 335)“