Frasi su decadenza

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Luce Irigaray 3
filosofa, psicoanalista e linguista belga 1930
„L'attrazione sessuale è ciò che ci può facilitare il passaggio dai bisogni individuali legati alla sopravvivenza a una condivisione con l'altro. È ciò che ci può aiutare a trascendere il nostro corpo come materia attraverso il desiderio, un desiderio che fa da ponte e mediazione tra corpo e anima, e anche fra l'altro e noi stessi. Questa spiritualizzazione del corpo e dell'amore carnale è resa impossibile per mancanza di una cultura della sessualità, per la sua repressione e riduzione a un bisogno, sessuale e perfino procreativo, che non ha più nulla di propriamente umano. Troppo spesso, la nostra tradizione, specialmente la nostra tradizione morale, incoraggia questa decadenza dell'attrazione amorosa che fa nascere nella stessa anima ogni sorta di fantasmi e desideri sostituitivi. Da allora, non è più soltanto il corpo che è prostituito o si prostituisce, ma l'anima che si vende per ottenere soldi, potere o gloria.“

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Emil Cioran 518
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„[…] se cerco la data più mortificante per l'orgoglio dello spirito, se scorro l'inventario delle intolleranze, non trovo niente di paragonabile a quell'anno 529 in cui, per ordine di Giustiniano, fu chiusa la Scuola di Atene. Soppresso ufficialmente il diritto alla decadenza, credere diventa un obbligo… È il momento più doloroso nella Storia del Dubbio.“


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Jean Jacques Rousseau 66
filosofo, scrittore e musicista svizzero di lingua francese 1712 – 1778
„In uno stato ben governato vi sono poche punizioni, non perché si facciano molte grazie, ma perché vi sono pochi criminali: quando lo stato è in decadenza il gran numero dei crimini ne assicura l'impunità. (II, 5)“

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Alexis De Tocqueville 44
filosofo, politico e storico francese 1805 – 1859
„Dopo aver studiato moltissimo il Corano, la convinzione a cui sono pervenuto è che nel complesso vi siano state nel mondo poche religioni altrettanto letali per l'uomo di quella di Maometto. A quanto vedo l'Islam è la causa principale della decadenza oggi così evidente nel mondo musulmano, e benché sia meno assurdo del politeismo degli antichi le sue tendenze sociali e politiche sono secondo me più pericolose. Per questo, rispetto al paganesimo, considero l'Islam una forma di decadenza anziché una forma di progresso. (Lettera a Arthur de Gobineau, 22 ottobre 1843, ora in: Olivier Zunz, Alan S. Kahan (a cura di): The Tocqueville Reader: A Life in Letters and Politics, Wiley-Blackwell, 2002)“

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Eugenio Scalfari 46
giornalista, scrittore e politico italiano 1924
„A guardar bene Trump coltiva una tendenza di tipo dittatoriale: un capo e l'America, nessun partito, uno staff personale composto da uomini di finanza e da alcuni militari che hanno il solo pregio di un'amicizia personale con lui. Lui è contro l'establishment americano e questo evidentemente piace agli americani. Il populismo di Trump va incontro al populismo di un ceto medio in tragica decadenza ed anche ai giovani. Non sopportano una classe dirigente.“

Francesco Flora 25
critico letterario e scrittore italiano 1891 – 1962
„La poesia si lavora e si libra su se stessa. L'intensità espressiva tocca i vertici. Per un processo di purificazione piena, l'autobiografia si fa oggetto. La tendenza è nuova, e sormonta di tanto il proprio tempo da rimanere un po' incerta nel Foscolo stesso. La lirica pura, quale i moderni più avvertono e alla quale più tendono con concentrati richiami, dopo le estreme esperienze romantiche fino al surrealismo, questa lirica supremamente oggettiva, è colta dal Foscolo prima d'ogni altro, è raggiunta con acutezza profetica: e ciò che nella cosiddetta poesia della decadenza era sincero moto poetico e non mistura o filtro è già attuato nelle Grazie in forma classica; ed è pur vero che di questa acerba bellezza, partendo dalle Grazie, si troveranno i primi moti anche nella precedente poesia foscoliana: per questa parte non v'è poesia di domani, neppure quella del Leopardi, che la raggiunga. E anzi, soltanto oggi, stimolati dalle esperienze analogiste, possiamo intendere il miglior segreto di quella poesia, e riconoscere nel Foscolo la più scaltra coscienza lirica dell'ottocento italiano. (da Le Grazie, vol. IV, p. 278)“

Sciltian Gastaldi 3
scrittore e giornalista italiano 1974
„Perché Sorrentino sa quali sono gli ingredienti che gli americani si aspettano da un film italiano per sostenere che sia "perfetto". E il regista li mescola, con assoluta maestria, confermando però uno stereotipo che ormai danneggia il cinema italiano contemporaneo proprio perché lo costringe in un angolo identitario di un'epoca che non è certo quella di oggi. Da qui viene anche l'errato paragone fra La grande bellezza e La dolce vita, quando in realtà il film felliniano che andrebbe usato come paragone è Otto e mezzo, altro celebre vincitore di Golden Globe nel 1964, con la sua continua, estenuata ricerca psicologica del senso della vita per l'artista. Sorrentino vuole dimostrare una tesi banale e sentita tante di quelle volte da risultare ormai stantia: la decadenza della sinistra, la decadenza della borghesia italiana, la decadenza della città di Roma, e la decadenza della borghesia di sinistra e romana...“

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Jean Pierre Louis Laurent Hoüel 12
incisore, pittore e architetto francese 1735 – 1813
„Non vi è paese che più sia stato provato da rivolgimenti politici. I Fenici furono i primi stranieri che dominarono in Sicilia, vi fondarono delle colonie; i Greci vi si stabilirono poco tempo dopo l'assedio di Troia, i Cartaginesi ne contesero il dominio ai Greci per molti secoli; i Romani cacciarono i Cartaginesi e riunirono tutti i diversi governi dell'isola sotto il loro potere unico e assoluto. Durante il periodo della decadenza dell'Impero, i Vandali la saccheggiarono e l'asservirono; Bellisario la fece tornare per breve tempo sotto la dominazione degli Imperatori di Costantinopoli. Presto essa divenne preda dei Saraceni; i Normanni la tolsero a questi e vi fondarono un regno che acquisì forza e qualche splendore. Ma gli Svevi dovevano a loro volta regnarvi per lasciare il posto ai Francesi; questi vi perirono nel famoso massacro conosciuto con il nome di «Vespri Siciliani». Gli Aragonesi vi furono accolti come signori, e da quest'ultima rivolta, la Sicilia è sotto il dominio del ramo di Spagna che regna a Napoli. E fra tutti questi mutamenti mai si ravvisa un'epoca in cui il popolo siciliano abbia avuto soltanto l'idea di governarsi da solo; sembra che tutti i popoli abbiano il diritto di governarsi da soli; e invece pare che tutti i popoli abbiano il diritto di governare questo bel paese tranne quello che lo abita. E tuttavia questo popolo, degradato dalla costante schiavitù, ha un carattere tutto proprio, che lo ha spesso reso temibile ai suoi dominatori, che lo ha spinto a grandi eccessi e che lo ha talvolta reso degno della genialità delle arti che altri gli avevano fatto conoscere. (p. 20)“


Basilide Del Zio 9
medico e scrittore italiano 1839 – 1919
„Dopo la gloriosa e splendida insurrezione lucana, dopo che la Basilicata fu prima fra le provincie continentali a proclamare la decadenza dei Borboni, per negligenza di governanti, e per opera di tristi nemici d'ogni progresso e nemici della patria, doveva essere, in molti suoi comuni, la prima ad inalberare novellamente il vessillo borbonico.“

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Sergio Zavoli 9
giornalista, scrittore e politico italiano 1923
„Un ragazzo che oggi è in terza media, quando le Br rapirono Moro e ne uccisero la scorta aveva zero anni. Ai tempi di piazza Fontana i suoi futuri genitori forse non si conoscevano. Questa nostra inchiesta è in un certo senso dedicata a lui, nato nell'ora più atroce del terrorismo e cresciuto senza poterne capire gli sviluppi e la progressiva decadenza. Oggi, quel ragazzo ha davanti una vita in qualche modo tracciata anche da come il Paese, senza di lui, ma anche per lui, è uscito da quel tunnel.“

Vintilă Horia 39
scrittore rumeno 1915 – 1992
„[... ] Mozart, attraverso il quale capivo a poco a poco il fascino tragico di Vienna, fatto di musica, come la Francia è fatta di parole; un fascino ingannatore, sulle prime, poiché il rococò dei palazzi, esattamente come il serico patos di Mozart, sembra creato in una specie di gioia adolescente, quando in realtà è una maschera di velluto per nascondere un viso moribondo, quello dell'ultima conoscenza di una civiltà imperiale affaticata, cosciente già della sua inutile e gloriosa follia. Qualcosa come Venezia nel XVII secolo, che tradusse la sua decadenza in pittura. La musica austriaca, da Mozart a Richard Strauss, non è che l'espressione di questa ultima presa di coscienza. (da Nota di diario di Domenica, 17 gennaio 1965, p. 62)“

Luigi Amicone 3
scrittore e giornalista italiano 1956
„Cos'ha infatti il cristianesimo da dire e da dare a una società infestata dai topi dell’irrealtà e della decadenza? Ha da dare e da dire la forza invincibile della persona, qualunque sia la condizione in cui si trova.“


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Dominique Perrault 3
architetto e urbanista francese 1953
„C'è questa miscela di architettura molto antica, di architettura che viene anche dall'altra riva del Mediterraneo. È una specie di barocco molto complesso, molto lavorato, ma c'è insieme anche la dimensione della decadenza, che a Palermo è qualcosa di straordinario. Alcune case hanno solo il piano terra e il primo piano non ha più il tetto, dunque un primo piano a cielo aperto è diventato una terrazza.“

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Massimo Bontempelli 39
scrittore, saggista e giornalista italiano 1878 – 1960
„La decadenza ha questo processo: il poeta decade in scrittore, lo scrittore decade in letterato. Più in basso non si va. (1978, p. 760)“

Remo Cantoni 8
filosofo italiano 1914 – 1978
„Nietzsche non si è mai occupato di Marx, ma ha ragione Karl Löwith di affermare che Nietzsche è l'unico, dopo Marx e Kierkegaard, che abbia sottoposto a una critica radicale la decadenza del mondo cristiano-borghese.“

Camilian Demetrescu 1
pittore, scultore e scrittore romeno 1924 – 2012
„Non sono le arti praticate dall'uomo moderno la prova più evidente della sua decadenza spirituale?
Arti sempre più lontane l'una dall'altra, separate e congelate in una specializzazione estrema, in una atomizzazione disperata, sintomo della perdita di quel centro cosmico, divino, che assicurava l'unità corale, estetica-spirituale, dell'arte delle cattedrali del medioevo. Ma anche la perdita della presenza del sacro nella stessa esistenza quotidiana dell'uomo, presenza che Eliade ha battezzato una volta per sempre Ierofania, manifestazione del sacro, arricchendo il linguaggio teologico con una pietra preziosa.“

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