Frasi su decapitazione

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Vittorio Arrigoni 62
scrittore e attivista italiano 1975 – 2011
„Camminando per le strade della città di Gaza senza più il costante terrore di un bombardamento chirurgicamente mirato alla mia decapitazione, tremo ancora alla vista dei cani randagi raccolti in circolo, a ciò che mi si potrebbe parare davanti agli occhi come loro pasto. (p. 97)“

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Oriana Fallaci 129
scrittrice italiana 1929 – 2006
„E chi crede nel mito della <> che secondo i collaborazionisti caratterizzava i rapporti tra conquistati e conquistatori farebbe bene a rileggersi le storie dei conventi e dei monasteri bruciati, delle chiese profanate, delle monache stuprate, delle donne cristiane o ebree rapite per essere rinchiuse negli harem. Farebbe bene a riflettere sulle crociffisioni di Cordova, sulle impiccagioni di Granada, sulle decapitazioni di Toledo e di Barcellone, di Siviglia e di Zamora. (I; p. 39)“


Paolo Burini 188
scrittore, comico 1986
„Come intervento di chirurgia estetica, ti consiglio la decapitazione.“

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Thomas Bernhard 83
scrittore, romanziere e drammaturgo austriaco 1931 – 1989
„Entrando a scuola tremavo, uscendo da scuola piangevo. Andavo a scuola come si va al patibolo, la mia decapitazione era sempre soltanto rinviata, e questa era per me una tortura.“

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Guido Ceronetti 202
poeta, filosofo e scrittore italiano 1927
„232. Il monoteismo biblico e islamico, questa decapitazione integrale del Divino policefalo, questa insensata instaurazione (auto crocifissione?) del Divino nello squallore di un po' di sabbia e pietra, domina ancora tutte le nazioni del mondo.“

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Andrea Vesalio 3
anatomista e medico fiammingo 1514 – 1564
„Posso affermare di non aver mal trovato passaggio di alcuna sorta, nonostante a questo scopo abbia esaminato i nervi ottici durante la vivisezione di cani e di altre specie animali di dimensioni maggiori, ed il capo di un uomo ancora caldo, meno di un'ora dopo la decapitazione.“

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Karlheinz Deschner 34
storico e scrittore tedesco 1924 – 2014
„I francescani furono anche carnefici nei campi di concentramento che, nello «Stato Indipendente di Croazia», nella «Croazia di Dio e di Maria», venivano su come funghi. Il campo di concentramento di Jasenovac, tristemente noto per le sue decapitazioni di massa – vi morirono circa duecentomila serbi ed ebrei – ebbe per un periodo come comandante il francescano Filipovic-Majstorovic, detto «frate Satana». In quattro mesi vi furono fatte fuori sotto la sua direzione quarantamila persone. Soltanto il borsista francescano Brzica vi decapitò in una notte, il 29 agosto 1942, milletrecentosessanta persone con un coltello speciale. L'arcivescovo Stepinac, che nel maggio 1943 presentò in Vaticano un memorandum in cui sottolineava i meriti degli ustascia, ringraziava a questo proposito non a caso il clero croato, «soprattutto i francescani». (da È possibile l'oltraggio alla Chiesa?, pp. 197-198)“

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Ali Eteraz 17
scrittore e giornalista pakistano
„Ali Eteraz – che significava "Nobile Protesta" – era la mia ultima incarnazione, una nuova fase del mio tentativo di soddisfare il patto congenito con l'Islam. Ali Eteraz era la forza che infrangeva l'incantesimo del silenzio che mi aveva avvolto come un bozzolo dopo che le Torri erano crollate a New York, e che aveva fatto da cuscinetto tra me e la realtà durante i molti anni alla facoltà di legge a Philadelphia. Ali Eteraz era colui che mi aveva fatto alzare la testa e affrontare il mondo in un periodo in cui mi accontentavo semplicemente di giocare ai videogame, guadagnare soldi e tentare di mettere su famiglia. Era Ali Eteraz che mi aveva fatto appassionare alla riforma dell'Islam – un movimento sommerso di milioni di musulmani in tutto il mondo, che sfidavano i teocrati e i terroristi che si erano impossessati della religione.
Ali aveva cominciato a manifestarsi ancor prima della sua nascita. Poco dopo l'undici settembre, c'era stato qualche fugace istante – alla notizia di un attentato suicida a Madrid, per esempio, o di una decapitazione in Iraq, o di una scuola femminile fatta esplodere in Pakistan – in cui la mia coscienza aveva minacciato di infiammarsi. La combustione però, non si era mai alimentata a sufficienza.
La situazione era cambiata nel gennaio del 2006 con il disastro delle vignette satiriche danesi. [... ] Che questa assurdità potesse produrre tale violenza fu l'ultima goccia. «Basta!», disse a quel punto Ali Eteraz. «L'Islam non appartiene agli idioti.“


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Shirley MacLaine 17
attrice statunitense 1934
„Ho osservato la mia testa rotolare sul pavimento. Si è fermata con il viso verso l'alto e una grossa lacrima è spuntata da un occhio. (descrivendo la sua decapitazione in una vita precedente).“

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Magdi Allam 28
giornalista e politico egiziano naturalizzato italiano 1952
„Il punto è proprio questo: noi oggi tocchiamo con mano che nel momento in cui si ammette anche una sola eccezione all'inviolabilità della vita dal concepimento alla morte naturale, finiamo per spalancare la voragine dell'inciviltà che inesorabilmente, prima o dopo, finirà per mettere a repentaglio la vita di noi tutti.
Che orrore assistere al lugubre spettacolo dei miliziani assetati di sangue che invocando sempre più ossessivamente «Allah Akhbar», il dio islamico è grande, elevando sempre più forte le urla fino a creare un clima da rito satanico, infieriscono sul corpo di Gheddafi uccidendolo e sfregiandolo.
Ho subito associato questa scena all'atroce sgozzamento e decapitazione del ventiseienne ebreo americano Nick Berg il 7 maggio 2004 in Irak, per mano di Al Zarqawi, il luogotenente di Bin Laden, che proprio mentre avvicinava la lama della spada al collo e l'affondava fino a separare la testa dal busto urlava all'unisono con gli altri terroristi presenti «Allah Akhbar». Quale dio potrebbe mai consentire la violazione del bene della vita, il principio fondante della nostra umanità e il valore cardine della nostra civiltà? (da La vita umana è sacra. Pure quella dei tiranni, il Giornale. it, 24 ottobre 2011)“