Frasi su delizia

Vincenzo Consolo 25
scrittore e saggista italiano 1933 – 2012
„Rosalia. Rosa e lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha ròso, il mio cervello s'è mangiato. Rosa che non è rosa, rosa che è datura, gelsomino, bàlico e viola; rosa che è pomelia, magnolia, zàgara e cardenia. Poi il tramonto, al vespero, quando nel cielo appare la sfera d'opalina, e l'aere sfervora, cala misericordia di frescura e la brezza del mare valica il cancello del giardino, scorre fra colonnette e palme del chiostro in clausura, coglie, coinvolge, spande odorosi fiati, olezzi distillati, balsami grommosi. Rosa che punto m'ha, ahi!, con la sua spina velenosa in su nel cuore. Lia che m'ha liato la vita come il cedro o la lumia il dente, liana di tormento, catena di bagno sempiterno, libame oppioso, licore affatturato, letale pozione, lilio dell'inferno che credea divino, lima che sordamente mi corrose l'ossa, limaccia che m'invischiò nelle sue spire, lingua che m'attassò come angue che guizza dal pietrame, lioparda imperiosa, lippo dell'alma mia, liquame nero, pece dov'affogai, ahi!, per mia dannazione. Corona di delizia e di tormento, serpe che addenta la sua coda, serto senza inizio e senza fine, rosario d'estasi, replica viziosa, bujo precipizio, pozzo di sonnolenza, cieco vagolare, vacua notte senza lume, Rosalia, sangue mio, mia nimica, dove sei?“

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Giordano Bruno 246
filosofo e scrittore italiano 1548 – 1600
„Scarsa brama, sollecitata da naturale pulsione, liga l'uomo torpido, dal cibo limitato e rozzo. Non lo ingentilisce l'eloquio, né eros lo solletica, non la musica o la pittura, né altre delizie di natura. (art. 5, 2000, p. 97)“


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Alexandr Alexandrovič Blok 118
poeta russo 1880 – 1921
„Cammino, e le rugiade si raggelano, | coprendosi d'argenteo luccichio | al pensiero che hai sciolte le tue trecce | nell'isba per l'amico misterioso. | Dammi filtri odorosi, soffocanti | e annebbiami con un dolce veleno, | perché, inebriato dalle tue delizie, | io ricordi per sempre questa notte. (da Cerco le luci – le luci propizie)“

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Veronica Franco 4
poetessa italiana 1546 – 1591
„E qual ella si sia, la mia bellezza, | quella che di lodar non sète stanco, | spenderò poscia in vostra contentezza: | dolcemente congiunta al vostro fianco, | le delizie d'amor farò gustarvi, | quand'egli è ben appreso al lato manco; | e 'n ciò potrei tal diletto recarvi, | che chiamar vi potreste per contento, | e d'avantaggio appresso innamorarvi. (II, vv. 145-153)“

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Thomas Sydenham 5
medico inglese 1624 – 1689
„La Podagra assale il più spesso que' vecchi, i quali poiché passarono la migliore età infra la mollezza e i piaceri abbandonandosi alle delizie della mensa, al vino, ai liquori spiritosi, infine mercé dell'inerzia compagna alla vecchiaia lasciarono quegli esercizj di corpo, cui giovani erano avvezzi. Oltracciò le persone soggette a questa malattia hanno grossa la testa, sono d'ordinario d'un abito di corpo assai pieno, umido e lasso, tutti però di florida costituzione e robusta, e d'ottimi stami vitali. (vol. 2, pp. 176-177)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Il sesso tutto comprende, i corpi, le anime, | significati, prove, purezze, delicatezze, risultati, promulgazioni, | canti, comandi, salute, orgoglio, il mistero materno, il latte del seme, | ogni speranza, beneficienza, dono, tutte le passioni, gli amori, le bellezze e delizie della terra, | tutti i governi, i giudici, gli dèi, le persone del mondo che hanno sèguito, | tutto questo si trova nel sesso come parte di esso, giustificazione di esso. (Una donna m'attende, pp. 127-128)“

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Guido Gozzano 32
scrittore italiano 1883 – 1916
„Nonno, l'argento della tua canizie | rifulge nella luce dei sentieri | passi tra i fichi, i susini e i peri | con nelle mani un cesto di primizie: || «Le piogge di Settembre già propizie | gonfian sul ramo i fichi bianchi e neri, | susine claudie... | A chi lavori e speri | Gesù concede tutte le delizie» (I sonetti del ritorno, IV)“

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Tullio Solenghi 4
attore e comico italiano 1948
„Molte persone pensano che i vegetariani e i vegani siano persone tristi che mangiano insalatine e non si godono i piaceri della tavola. È una lettura assolutamente fuorviante. Il mio pranzo di Natale lo dimostra: abbiamo mangiato una polenta con gulasch di seitan favolosa, una delizia che non ha nulla da invidiare al piatto di carne classico.“


Vespasiano da Bisticci 3
scrittore e umanista italiano 1421 – 1498
„ma per tutta l'Italia non si diceva altro che di questo giovane. Sogliono i più di questi oltramontani avere poco ingegno; costui superava non solo gli oltramontani, ma non era Italiano che s'accostasse al suo ingegno. Non era la sua complessione se non in spirito, in tutto alieno dalla materia. A vederlo pareva le delizie del mondo, tanta grazia aveva con ognuno, e pe' sua modi e pe' sua costumi! Ogni dì cresceva più la sua riputazione.“

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Giuseppe Ungaretti 26
poeta italiano 1888 – 1970
„Non sono il poeta dell'abbandono alle delizie del sentimento, sono uno abituato a lottare, e devo confessarlo – gli anni vi hanno portato qualche rimedio – sono un violento: sdegno e coraggio di vivere sono stati la traccia della mia vita. Volontà di vivere nonostante tutto, stringendo i pugni, nonostante il tempo, nonostante la morte. (da Note a L'allegria; in Vita d'un uomo, p. 518)“

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Guido Gozzano 32
scrittore italiano 1883 – 1916
„A chi lavori e speri | Gesù congede tutte le delizie! (p. 40)“

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„La mia sensazione di inferiorità intellettuale nei Suoi confronti non riesce a rovinare la grande delizia delle nostre conversazioni, soprattutto perché la Sua benevolenza paterna verso tutti noi ci trattiene dal piombare nello sconforto. (pp. 53-54)“


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Giampietro Zanotti 3
pittore, storico dell'arte e poeta italiano 1674 – 1765
„Uno di questi intelletti, ch'era la gioia sua, la sua delizia, si è il Conte Francesco Algarotti Viniziano, giovine col quale come la fortuna fu abbondevole di grandi averi, così fu d'ingegno la natura, che tanto gliene diè quanto era in suo potere, ed è da tutti amato, e stimato, e della sua dottrina, e vena poetica ha dato al mondo chiarissime prove. (da Vita del Manfredi; citato in Domenico Michelessi, Memorie del Conte Francesco Algarotti, in Francesco Algarotti, Opere Vol. I, p. VI, Lorenzo Manini, Cremona 1778)“

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Walt Whitman 254
poeta, scrittore e giornalista statunitense 1819 – 1892
„Senza mestizia cadiamo, maestosi fratelli, | noi che con tanta grandezza il nostro tempo abbiamo compiuto, | con il calmo consenso della Natura, con tacita immensa delizia, | noi salutiamo ciò per cui operammo in passato, | e cediam loro il campo. | Per essi, da lungo tempo predetti, | per più superba razza, destinata essa pure a compiere il tempo suo con grandezza, | a quelli noi abdichiamo, in essi sopravviviamo, monarchi della foresta! (1, p. 266)“

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Natalia Ginzburg 37
scrittrice italiana 1916 – 1991
„Era, il dopoguerra, un tempo in cui tutti pensavano d'essere dei poeti, e tutti pensavano d'essere dei politici; tutti s'immaginavano che si potesse e si dovesse anzi far poesia di tutto, dopo tanti anni in cui era sembrato che il mondo fosse ammutolito e pietrificato e la realtà era stata guardata come di là da un vetro, in una vitrea, cristallina e muta immobilità. Romanzieri e poeti avevano, negli anni del fascismo, digiunato, non essendovi intorno molte parole che fosse consentito usare; e i pochi che ancora avevano usato parole le avevano scelte con ogni cura nel magro patrimonio di briciole che ancora restava. Nel tempo del fascismo, i poeti s'erano trovati ad esprimere solo il mondo arido, chiuso e sibillino dei sogni. Ora c'erano di nuovo molte parole in circolazione, e la realtà di nuovo appariva a portata di mano; perciò quegli antichi digiunatori si diedero a vendemmiarvi con delizia. E la vendemmia fu generale, perché tutti ebbero l'idea di prendervi parte; e si determinò una confusione di linguaggio fra poesia e politica, le quali erano apparse mescolate insieme. Ma poi avvenne che la realtà si rivelò complessa e segreta, indecifrabile e oscura non meno che il mondo dei sogni; e si rivelò ancora situata di là dal vetro, e l'illusione di aver spezzato quel vetro si rivelò effimera. Cosí molti si ritrassero presto sconfortati e scorati; e ripiombarono in un amaro digiuno e in un profondo silenzio. Cosí il dopoguerra fu triste, pieno di sconforto dopo le allegre vendemmie dei primi tempi. Molti si appartarono e si isolarono di nuovo o nel mondo dei loro sogni, o in un lavoro qualsiasi che fruttasse da vivere, un lavoro assunto a caso e in fretta, e che sembrava piccolo e grigio dopo tanto clamore; e comunque tutti scordarono quella breve, illusoria compartecipazione alla vita del prossimo. Certo, per molti anni, nessuno fece piú il proprio mestiere, ma tutti credettero di poterne e doverne fare mille altri insieme; e passò del tempo prima che ciascuno riprendesse sulle sue spalle il proprio mestiere e ne accettasse il peso e la quotidiana fatica, e la quotidiana solitudine, che è l'unico mezzo che noi abbiamo di partecipare alla vita del prossimo, perduto e stretto in una solitudine uguale. (1963, pp. 165-166)“

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Edmondo De Amicis 25
scrittore italiano 1846 – 1908
„I nuovi quartieri eleganti, le nuove vaste piazze alberate, i nuovi magnifici passeggi pubblici, veri luoghi di delizie, degni di Parigi e di Londra, non hanno mutato la sua antica fisionomia originalissima che è sempre costituita dalle sue interminabili vie diritte - Maqueda e Vittorio Emanuele - che s'incrociano nel suo centro [... ] A giudicare dal movimento di quelle due strade si direbbe che Palermo è una città di due milioni di abitanti. Corrono in ciascuna, da un capo all'altro e dalla mattina alla sera, due torrenti di gente, di carrozze, di carri, di carrette che continuamente serpeggiano per non urtarsi, che in mille punti si intrecciano e si confondono, s'arrestano, s'addensano, ondeggiano. È un formicolio che vi confonde la vista, uno strepitio che vi introna la testa, una varietà di veicoli, di carichi, d'aspetti umani, di gesti e di voci, un contrasto di allegrezza e di furia, di fatica e di spasso, di lusso e di povertà, quale in nessun'altra città del mondo credo si possa vedere.“

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