Frasi su denominazione

Rocco Chinnici 4
magistrato italiano 1925 – 1983
„Riprendendo le fila del nostro discorso, prima di occuparci della mafia del periodo che va dall'unificazione del Regno d'Italia alla prima guerra mondiale e all'avvento del fascismo, dobbiamo brevemente, ma necessariamente premettere che essa come associazione e con tale denominazione, prima dell'unificazione, non era mai esistita in Sicilia. [... ] La mafia [... ] nasce e si sviluppa subito dopo l'unificazione del Regno d'Italia.“

„La storia non ha detto ancora l'ultima parola. Quand'anche sul pianeta non dovesse restare un solo Paese comunista, ciò non significherebbe la morte definitiva del comunismo. In un modo o nell'altro, l'umanità aprirebbe un nuovo ciclo di lotta per il comunismo. Magari con denominazioni diverse, con altri slogan, ma la sostanza sarebbe la stessa. L'era postcomunista è solo un sogno segreto degli anticomunisti, e una frase irresponsabile dei demagoghi.“


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Girolamo Gigli 8
letterato e commediografo italiano 1660 – 1722
„Nel tempo, che in questa Chiesa si adunavano gli Uomini di Arme spiegavano per insegna un'Oca bianca in campo verde, la quale impresa serve oggi alla Contrada di Fontebranda. Questa Contrada piglia denominazione dall'antica Famiglia de' Brandi, che molto vi fabbricò (Mem. della Chiesa), e particolarmente nell'anno 1217. quella celebre Fontana, che dà l'acqua a tanti edifizj, e di cui Dante fece menzione. Fontebranda è illustre fra tutte le altre contrade della Città per averla abitata persone di gran fama. (vol. I, p. 27)“

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Primo Levi 132
scrittore, partigiano e chimico italiano 1919 – 1987
„Quasi tutti abbiamo paura delle forfecchie [... ] il cui addome termina in una pinza dall'aspetto minaccioso. Stanno nascoste sotto la corteccia degli alberi, o si annidano a volte nei panni riscaldati dal sole, nelle pieghe degli ombrelli o delle sedie a sdraio. Non fanno male a nessuno: la pinza non è velenosa, anzi, non pinza affatto (è un organo che facilita l'accoppiamento); e non è vero, ma viene tenacemente insegnato da generazione a generazione, che «se uno non sta attento, gli si infilano nelle orecchie». Questa nozione è talmente radicata nella nostra memoria collettiva che è stata recepita nella denominazione binaria della bestiolina, che infatti si chiama ufficialmente Forficula auricularia; ma inglesi e tedeschi non hanno aspettato il battesimo scientifico, e da secoli la chiamano rispettivamente earwig e Ohrwurm, l'insetto o il verme dell'orecchio. Oltre alla pinza, la forfecchia ha un'altra proprietà che ci incute uno strano timore: come tutti gli animali notturni, se viene esposta alla luce passa bruscamente dall'immobilità alla fuga, ed il suo trasalire si ripercuote in un nostro trasalire. (Bisogno di paura, p. 156)“

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Emma Bonino 36
politica italiana 1948
„L'eredità dell'Editto di Costantino – anche noto come Editto di Tolleranza, denominazione che io prediligo – ha consentito di riconoscere al principio della libertà di culto una posizione centrale all'interno della società occidentale, sopravvivendo alle infinite e dolorose vicissitudini storiche attraversate dai popoli e dagli Stati del nostro Continente nel corso di diciassette lunghissimi secoli. Non si è trattato di un percorso semplice né indolore! Basti ricordare le guerre di religione del XVI secolo fino all'olocausto degli ebrei. Solo a partire dal Secondo dopoguerra il principio della libertà di culto è effettivamente assurto al rango di diritto universale, tutelato da Convenzioni internazionali e accolto all'interno del moderno sistema di leggi e nelle costituzioni degli Stati europei.“

Santi Nolla 1
1957
„Conquistare una Coppa dei Campioni contro il Milan non è qualcosa che accade tutti i giorni, nè tutti gli anni. Per molti, mai. Quindi siamo sicuramente alla vittoria del secolo, che può introdurre la squadra di Cruyff a entrare di diritto nella leggenda. Tutto è pronto. Dall'animo al pronostico generale, un nemico pericoloso che punta al Camp Nou come ultimo atto della Coppa dei Campioni, precisamente l'ultima che si disputerà sotto questa denominazione prima di entrare nella Champions League del futuro.“

Piero Chiara 23
scrittore italiano 1913 – 1986
„L'albero, al quale si riferivano antiche leggende, veniva chiamato il Buon Cazzone, e la denominazione era tanto antica e radicata negli altavillesi che nessuno, nemmeno i parroci, poterono mai trovarvi rimedio. Si può dire che erano tali l'imponenza, la fama e la serietà dell'albero, che si era perso il significato del nome, il quale fini con lo scomparire dagli usi comuni ingiuriosi e scherzevoli, per rimanere, senza sospetto di equivoco, come unico appellativo della grande pianta.
Man mano che la gente del paese usciva quella mattina dalle case e vedeva il Bordigoni seduto sotto il Buon Cazzone, si rendeva conto che finalmente era arrivato l'uomo che poteva stargli a pari. Vicino al suo tronco il corpo del Bordigoni non sfigurava, anzi prendeva proporzione e stabiliva un rapporto intermedio tra gli uomini di taglia normale e quel colosso della natura che aveva lasciato le foreste, dove non gli sarebbe mai riuscito un simile sviluppo, per venire tra la gente a godere di un'ammirazione e di un'autorità che avevano finito col trasformarsi in affetto. Tanto che mai vi era stato infisso un chiodo, neppure per i festoni della processione durante la festa dell'Addolorata; e una volta che un merciaio ambulante stava piantandovi un gancio, scoppiò una mezza sommossa e l'imprudente venne cacciato dal paese. (pp. 81-2, Oscar Mondadori 1972)“

Tommaso Landolfi 41
scrittore, poeta e traduttore italiano 1908 – 1979
„Eppoi si facciano al minimo cambiar nome, i lavoratori, se vogliono accreditare presso i migliori la loro causa. Ma che davvero si può seguitare con denominazioni come: masse lavoratrici, camera del lavoro, confederazione del lavoro, o con quell'altra simile al rumore d'un ventre diarroico, di proletario, con relativo proletariato, eccetera? E facciano cambiar nome ai loro dirigenti (altra bella e, per chi è diretto, onorevole parola). S'è mai sentito uno di costoro che avesse un nome con qualche luce di spirito o con qualche destino? (da Cancroregina, Adelphi, Milano, 1993, p. 80)“


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Denis Diderot 58
filosofo, enciclopedista, scrittore e critico d'arte fra... 1713 – 1784
„7º I sostenitori del senso interno intendono per bello l'idea che certi oggetti suscitano nella nostra anima e per senso interno del bello la facoltà che abbiamo di accogliere questa idea; osservano che gli animali hanno delle facoltà simili ai nostri sensi esterni, e che anzi le hanno qualche volta superiori alle nostre; ma che non ce n'è nessuno che mostri quello che intendiamo per senso interno. Un essere, continuano, può dunque avere interamente la nostra medesima sensazione esterna, senza cogliere però le somiglianze e i rapporti tra gli oggetti; può anche discernere quelle somiglianze e quei rapporti senza sentirne un grande piacere; d'altra parte le pure e semplici idee della figura e delle forme, ecc., sono qualcosa di distinto dal piacere. Il piacere può trovarsi là dove le proporzioni non sono considerate né conosciute, e può mancare per quanta attenzione si rivolga all'ordine e alle proporzioni. Come chiameremo dunque questa facoltà che agisce in noi senza che sappiamo bene il perché? Senso interno.8º Questa denominazione è fondata sul rapporto tra la facoltà che essa designa e le altre facoltà. Tale rapporto consiste principalmente nel fatto che il piacere che ci fa provare il senso interno è differente dalla conoscenza dei princìpi. La conoscenza dei princìpi può accrescerlo o diminuirlo; ma questa conoscenza non si identifica con esso né è la sua causa. Questo senso dà un piacere necessario; poiché la bellezza e la bruttezza di un oggetto rimangono sempre le stesse per noi anche se abbiamo tutte le intenzioni di giudicare diversamente. Un oggetto sgradevole non ci può parere bello per il solo fatto che è utile; un bell'oggetto, anche se è nocivo, non per questo ci sembra brutto. Prometteteci il mondo intero in ricompensa per costringerci a trovare bella la bruttezza e brutta la bellezza; aggiungete al premio le più terribili minacce, voi non porterete nessun cambiamento alle nostre percezioni e al giudizio del senso interno: la nostra bocca potrà lodare o biasimare a vostro piacere; ma il senso interno rimarrà incorruttibile. (2001, pp. 18-20)“

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Nicolás Gómez Dávila 349
scrittore, filosofo e aforista colombiano 1913 – 1994
„Società totalitaria è il nome volgare di quella specie sociale la cui denominazione scientifica è società industriale.“

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Terenzio Mamiani 84
filosofo, politico e scrittore italiano 1799 – 1885
„Lo Stato dipendente come si sia da un altro non è, a propriamente parlare, autonomo; e perciò, a rigore di definizione, neppure la denominazione di Stato gli si compete. (p. 61)“

„La scienza non è né sarà mai un dogma, e se lo diventasse perderebbe la sua denominazione di scienza. Molti hanno di essa una visione troppo dogmatica.“


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Luigi Veronelli 12
enologo e cuoco italiano 1926 – 2004
„Disprezzo e odio le industrie che – determinate per costituzione al solo profitto – si sono appropriate di quell'impossibile, per loro, denominazione. (da EV, n.° 60, 2001)“

„Alla Madre di Dio, che qui volle stabilire sua dimora sotto la cui protezione sorse e crebbe questa deliziosa terra che ci ricorda nella sua nuova denominazione il giardino delle virtù della Bianca Signora del cielo. (da Storia di Biancavilla, Gutenberg, 1953)“

Giacomo Biffi 55
cardinale e arcivescovo cattolico italiano 1928 – 2015
„Ogni messaggio ecologico che non metta al primo posto la difesa della vita umana (sempre sacra e intangibile in ogni momento del suo sviluppo) e delle leggi che naturalmente presiedono alla trasmissione della vita è un messaggio ecologico acefalo, in grave sospetto di essere organico e funzionale a quelle ideologie disumane che magari cambiano le denominazioni e le bandiere, ma, al di fuori della confessione cristiana non finiscono mai di imperversare.“

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„Il superamento della morale, in un certo senso persino l'autosuperamento della morale: possa essere questa la denominazione di quel lungo lavoro segreto che è riservato alle più fini ed oneste e anche più maliziose coscienze d'oggi, quali viventi pietre di paragone dell'anima. (32; 2007)“

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