Frasi su derelitto

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Giuseppe Moscati 34
medico italiano 1880 – 1927
„Ricordatevi che con la medicina vi siete assunto la responsabilità di una sublime missione. Perseverate, con Dio nel cuore, con gli insegnamenti di vostro padre e di vostra mamma sempre nella memoria, con amore e pietà per i derelitti, con fede e con entusiasmo, sordo alle lodi e alle critiche, tetragono all'invidia, disposto solo al bene. (volume 1, pp 243-244)“

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Nicolás Gómez Dávila 332
scrittore, filosofo e aforista colombiano 1913 – 1994
„Nietzsche sarebbe l'unico abitante nobile di un mondo derelitto. Solo la sua scelta potrebbe esporsi senza vergogna alla resurrezione di Dio.“


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Papa Leone XIII 34
256° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1810 – 1903
„Ora quanta cagione di mali contengano in sé stessi i divorzi, appena fa d'uopo ricordarlo. Per essi infatti si rendono mutabili i maritaggi; si sminuisce la mutua benevolenza; si dànno perniciosi eccitamenti all'infedeltà; si arreca pregiudizio al benessere e all'educazione dei figli; si porge occasione allo scioglimento delle società domestiche; si diffondono i semi delle discordie tra le diverse famiglie; è scemata ed abbassata la dignità delle donne, le quali, dopo, aver servito alla libidine degli uomini, corrono il rischio di rimanere derelitte. (p. 56)“

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Karl Marx 115
filosofo, economista, storico, sociologo e giornalista t... 1818 – 1883
„Parecchie migliaia di questi poveri bambini abbandonati, dai 7 ai 13 o 14 anni, furono in tal maniera inviati al nord. Era usanza che il padrone (alias il ladro di bambini) desse da vestire e da mangiare ai suoi apprendisti e li alloggiasse in una abitazione posta accanto alla fabbrica. Alcuni guardiani avevano il compito di vigilare il loro lavoro. Tali aguzzini avevano interesse a spremere questi bambini fino all'inverosimile, dato che la loro paga era proporzionata alla quantità di prodotto che riuscivano ad estorcere dai fanciulli. Come conseguenza ne derivò la crudeltà. In molti distretti industriali, soprattutto nel Lancashire, questi poveri innocenti e derelitti, in balìa del padrone di fabbrica, andavano incontro ai tormenti più atroci. Venivano prostrati a morte dal lavoro eccessivo, venivano flagellati, messi in catene e torturati coi metodi di crudeltà più squisitamente raffinati; si davano parecchi casi in cui per mancanza di cibo si riducevano a pelle e ossa, e intanto la frusta li legava al lavoro. Qualche volta arrivavano persino a suicidarsi! Le belle e romantiche vallate del Derbyshire, del Nottinghamshire e del Lancashire, ignote al pubblico, divennero orribili deserti di tortura — e spesso di assassinio! I guadagni dei fabbricanti erano immensi. Malgrado ciò la loro insaziabilità da lupi mannari era sempre più forte, ed allora inaugurarono la prassi del lavoro notturno, ossia dopo aver paralizzato durante il giorno un gruppo di braccia, ne apprestavano un altro per il lavoro di notte; il gruppo diurno si metteva nei letti appena abbandonati dal gruppo notturno, e 'vice versa'. Nel Lancashire è divenuta tradizione popolare che «i letti non si raffreddino mai». (Libro I, settima sezione, cap. 24, p. 545)“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 240
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Voi ritenete che le donne nella nostra società nutrano interessi diversi rispetto alle donne delle case di tolleranza, e io vi dimostrerò che è falso. Se le finalità, il contenuto interiore dell'esistenza sono differenti, tale differenza si rifletterà inevitabilmente anche sull'aspetto esteriore, e tale aspetto sarà differente. Ma osservate quelle derelitte e infelici, e poi le dame della più alta società: agghindate, vestite allo stesso modo, gli stessi profumi, le stesse braccia, spalle e seni denudati e il sedere in bella mostra sotto gli abiti attillati, la stessa passione per le pietruzze e gli altri gingilli costosi e luccicanti, gli stessi divertimenti, balli, musica e canti. Sia quelle che queste usano ogni mezzo per sedurre. Non c'è alcuna differenza. A un esame oggettivo si può solo dire che quelle che si prostituiscono per brevi periodi sono di solito disprezzate, e quelle che si prostituiscono più a lungo sono invece riverite. (cap. VI, Roma 2011)“

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Hans Magnus Enzensberger 22
scrittore, poeta e traduttore tedesco 1929
„Su quattrocento noti militanti di Al Qaeda il 63 per cento vantava un diploma di maturità, i tre quarti provenivano dalla classe superiore o media; altrettanti si situavano a livello universitario, come professori, ingegneri, architetti ed esperti di vario genere. Sicché il perdente radicale non deve affatto appartenere obbligatoriamente ai derelitti di questa terra. (XV; 2007, pp. 61-62)“

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Elias Canetti 177
scrittore, saggista e aforista bulgaro 1905 – 1994
„Non spiegare a nessuno, neanche a se stessi, fino a che punto si è derelitti.“

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Papa Benedetto XVI 304
265° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica 1927
„Dal bimbo derelitto di un campo nel Darfur ad un adolescente turbato, ad un genitore in ansia in una qualsiasi periferia, o forse proprio ora dalle profondità del vostro cuore, emerge il medesimo grido umano che anela ad un riconoscimento, ad un'appartenenza, all'unità.“


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Giuseppe Pollicelli 11
giornalista, poeta e regista cinematografico italiano 1974
„Come il comunismo, Zeman vuole il riscatto dei perdenti e dei (presunti) derelitti, sempre demagogicamente considerati la parte buona da contrapporre a quella, ignobile, dei vincenti. Come il comunismo, Zeman ha il suo nemico giurato, la Juventus (identificata con il grande capitale e le sue losche manovre), che è anche un poderoso alibi per giustificare le sconfitte, il comodo bersaglio grosso da colpire ogni volta che gli eventi prendono una brutta piega.“

„È ben strana in effetti questa donna | Che il pensiero non teme | Spinta dall'amore per il prossimo | Consola la casa disgraziata | Strana, colei che, lungi dal bello, | Non esita a parlare al lebbroso | E con le lacrime agli occhi | Si precipita al letto del morente e del derelitto | Signore patronesse, guardate un po' com'è | Una vera modesta carità | Senza la musica di Johan Strauss | Ma nel silenzio di un ospedale | Guardate la nostra Imperatrice, un esempio | Di umanità e di grandezza. (p 206-207)“

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Ferdinando Galiani 17
1728 – 1787
„Solo pare che, in tanto progresso, resti indietro e resti irreparabilmente negletto ed incapace più di ristoro e di fortuna il nostro volgar dialetto napoletano: quello stesso dialetto pugliese che, primogenito tra gl'italiani, nato ad esser quello della maggior corte d'Italia, destinato ad esser l'organo de' pensieri de' più vivaci ingegni, sarebbe certamente ora la lingua generale d'Italia se quella felice Campania e quell'Apulia che lo produssero e l'allevarono si fossero sostenute quali prime, e non qual infime e le più derelitte delle provincie italiane. (pp. 7-8)“

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Matthew Scully 4
giornalista e scrittore statunitense 1959
„[Descrivendo un grande allevamento di suini] Ovunque ferite, tumori, ulcere, ascessi, lesioni, cisti, abrasioni, orecchie strappate, gambe rigonfie. Urla di dolore, lamenti, code morsicate, risse e altri "vizi", come vengono definiti in termini industriali. Il masticare frenetico delle sbarre e delle catene, i comportamenti stereotipati del masticare a vuoto, del grufolare e del costruire tane con paglia immaginaria. E poi i "rifiuti", molti; ogni tre o quattro box un qualche essere giace completamente annientato e capisci che è ancora vivo solo perché sbatte le palpebre e ti guarda. [... ] creature incapaci di essere aiutate perché oltre ogni risorsa della pietà, creature che non possono essere rese ancora più derelitte perché oltre la miseria dell'indifferenza, morte per il mondo, semplici pezzi di carne.“


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Giovanni Testori 13
scrittore, drammaturgo e storico dell'arte italiano 1923 – 1993
„Abitando in un paese appena fuori Milano, uso servirmi, pei miei quotidiani spostamenti, delle Ferrovie Nord; greve eppur cara dimestichezza che dura dai lontani tempi della scuola e durerà, spero, fino alla conclusione stessa della vita. Chi li abbia frequentati sa che quei treni, grigi e malandati, risultano quasi sempre disagevoli, tanto son colmi di viaggiatori: pendolari del lavoro, dell'impiego, dello studio, e, insomma, nei modi più diversi, della fatica. Solo la notte, all'ultime corse, capita di trovarli vuoti; o quasi.
Era, quella di ier l'altro, una notte freddissima; terso e come ripulito da un vento di cristallo, il cielo; innumeri, dentro di esso, a portata, ecco, di mano, le tremanti luci delle stelle. Resti di neve, per le strade, là dove il traffico non l'aveva di già ridotta a pantano; e, tuttavia, bianchissima coltre appena, passate le gallerie, il treno avrebbe accostato gli ultimi, derelitti orti della Bovisa... (da Il Giorno, 30 luglio 1999, p. 69)“

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Emil Cioran 518
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995
„Ci sono due modi di sentire la solitudine: sentirsi soli al mondo o avvertire la solitudine del mondo. Chi si sente solo vive un dramma puramente individuale; il sentimento dell'abbandono può sopraggiungere anche in una splendida cornice naturale. In tal caso interessa unicamente la propria inquietudine. Sentirti proiettato e sospeso in questo mondo, incapace di adattarti ad esso, consumato in te stesso, distrutto dalle tue deficienze o esaltazioni, tormentato dalle tue insufficienze, indifferente agli aspetti esteriori – luminosi o cupi che siano –, rimanendo nel tuo dramma interiore: ecco ciò che significa la solitudine individuale. Il sentimento di solitudine cosmica deriva invece non tanto da un tormento puramente soggettivo, quanto piuttosto dalla sensazione di abbandono di questo mondo, dal sentimento di un nulla esteriore. Come se il mondo avesse perduto di colpo il suo splendore per raffigurare la monotonia essenziale di un cimitero. Sono in molti a sentirsi torturati dalla visione di un mondo derelitto, irrimediabilmente abbandonato ad una solitudine glaciale, che neppure i deboli riflessi di un chiarore crepuscolare riescono a raggiungere. Chi sono dunque i più infelici: coloro che sentono la solitudine in se stessi o coloro che la sentono all'esterno? Impossibile rispondere. E poi, perché dovrei darmi la pena di stabilire una gerarchia della solitudine? Essere solo non è già abbastanza?“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il papa e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. (IX, 133-138)“

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Dante Alighieri 217
poeta italiano autore della Divina Commedia 1265 – 1321
„La tua città, che di colui è pianta | che pria volse le spalle al suo fattore | e di cui è la 'nvidia tanto pianta, | produce e spande il maladetto fiore | c'ha disvïate le pecore e li agni, | però che fatto ha lupo del pastore. | Per questo l'Evangelio e i dottor magni | son derelitti, e solo ai Decretali | si studia, sì che pare a' lor vivagni. | A questo intende il papa e' cardinali; | non vanno i lor pensieri a Nazarette, | là dove Gabrïello aperse l'ali. | Ma Vaticano e l'altre parti elette | di Roma che son state cimitero | a la milizia che Pietro seguette, | tosto libere fien de l'avoltero. (Folchetto di Marsiglia: )“

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