Frasi su designatore

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Zdeněk Zeman 82
allenatore di calcio ceco 1947
„Che ci sia un rapporto fra i dirigenti e i designatori non sarebbe un problema di per sé. Bisognerebbe però capire e vedere che tipo di rapporto c'è stato e c'è ancora. Sapere cosa si dicono i designatori e i dirigenti.“

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Luciano Moggi 45
dirigente sportivo italiano 1937
„Calciopoli non esiste. Per esistere Calciopoli bisognava prendere tutte le squadre perché il calcio va visto a 360 gradi e non certamente prendendo una squadra ed escludendo tutte le altre. Se io telefono a un designatore per lamentarmi di una cosa e questo è ammesso dal regolamento, se si escludono tutti gli altri che telefonavano più di me e chiedevano anche favori, diventa un reato il mio che reato non è. Il problema di fondo è l'esclusione di tutte le squadre di calcio e l'inclusione della Juventus, mettendo sotto i riflettori soltanto quello che ha fatto la Juventus e che non aveva niente di illecito. Sono considerato l'ideatore di Calciopoli, però non hanno ancora detto dov'erano le frodi. Erano nella mente di chi sostanzialmente ha creato l'indagine. La Juventus vinceva perché c'era Moggi che aiutava la Juventus e non è così. La Juventus vinceva perché aveva giocatori buoni e migliori degli altri.“


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Massimo Moratti 42
imprenditore e dirigente sportivo italiano 1945
„[Alla domanda "Lei ha mai telefonato a un designatore?"] No. Ma posso aver ricevuto da loro qualche telefonata in cui mi chiedevano delle opinioni. Solo telefonate "normali" senza alcun interesse.“

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Elio Corno 3
giornalista italiano 1946
„Soltanto per questa telefonata [riferendosi ad un'intercettazione del 26 novembre 2004 tra Carraro, ex presidente della FIGC, e Bergamo, ex designatore arbitrale] il processo di Calciopoli andava annullato, andava subito annullato. (dalla trasmissione Diretta Stadio sull'emittente televisiva 7 Gold, 24 marzo 2010)“

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Giancarlo Abete 13
imprenditore, politico e dirigente sportivo italiano 1950
„[Sulla richiesta di commissariamento della Federcalcio inoltrata al Tar del Lazio dalla Juventus in merito ai fatti di Calciopoli] Ho la coscienza a posto, si possono esprimere critiche legittime per la politica sportiva, ma tutti sanno che io sono un uomo di regole. Era noto, infatti, che, anche prima del commissariamento, quando c'era un quadro federale diverso, avevo tanti avversari. Ho sempre attaccato il doppio designatore, una scelta di sette società che avevano forzato la mano per questa soluzione. Sono tranquillo, resta l'amarezza ma con questa bisogna conviverci.“

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Andrea Agnelli 44
imprenditore e dirigente sportivo italiano 1975
„[Sulla difesa degli scudetti della Juventus di Capello] Innanzitutto scomponiamo. Noi abbiamo un anno sotto inchiesta, il 2004-2005. Il 2005-2006 è pulito: subiamo la penalizzazione su un anno in cui non c'è niente e i designatori arbitrali sono cambiati. Se il capo dello sport e quello del calcio mi parlano di giustizia sommaria, quali che fossero i dirigenti, fu giustizia sommaria. E poi siamo entrati in un procedimento penale: i giudizi li possiamo dare solo alla fine.“

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Gigi Garanzini 34
giornalista, scrittore e conduttore radiofonico italiano 1948
„Alla premiata ditta Bergamo-Pairetto «viene da sorridere». Beati loro, e la loro divertita serenità. Erano altrettanto sereni quando Paolo Casarin raccontò che la cosiddetta via italiana al fuorigioco era in realtà un vicolo cieco: poi, quando l'Uefa confermò parola per parola la tesi di Casarin, il buonumore non tardò a dissolversi. [... ] Ma resta la violenza dei toni usati dal neo-presidente Facchetti, il pesante rincaro dell'ex-presidente Moratti, la totale, imbarazzante, divergenza di vedute sulla prestazione dell'arbitro Pellegrino: «Eccellente» per il designatore Bergamo, «Inaccettabile» per il presidente Facchetti. Dal secondo anello di San Siro, in tutta serenità, la sensazione era che, nonostante il gol iniziale di Adriano, la Juventus avesse cercato sin dall'avvio la finale con maggior convinzione e ben diverse risorse di gioco. E che più di Pellegrino ne avesse combinate, a monte, Zaccheroni. Dal primo anello la visibilità dev'essere migliore. (14 aprile 2004)“

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Oliviero Beha 5
giornalista, scrittore e saggista italiano 1949
„[Sul legame tra lo Scandalo del calcio italiano del 2006 e quello del 2011] Senza indulgere su un fatto emerso come notorio durante il processo, cioè che il Presidente del Collegio, Teresa Casoria, riteneva tale processo penalmente una buffonata e invece i due giudici a latere, con le quali era in conflitto, pensavano il contrario, con l'esito di risultare maggioranza nella determinazione della sentenza, le motivazioni in 558 pagine si riassumono così. 1) Campionati non alterati (quindi scudetti tolti ingiustamente alla Juve...), partite non truccate, arbitri non corrotti, indagini condotte non correttamente dagli investigatori della Procura (intercettazioni dei carabinieri risultate addirittura manipolate nel confronto in Aula). 2) Le Sim, le schede telefoniche estere che Moggi ha distribuito a qualche arbitro e ai designatori, sarebbero la prova del tentativo di alterare e di condizionare il sistema, pur senza la dimostrazione effettiva del risultato truccato. 3) L'atteggiamento di Moggi, da vero boss "telefonico", è invasivo anche quando cerca di condizionare Federcalcio e Nazionale, vedi telefonate con Carraro e Lippi. 4) Che queste telefonate e questa promiscuità "mafiosa" o "submafiosa" o tesa a "fare associazione per delinquere" risultassero costume comune nell'ambiente come risulta evidente, non assolve Moggi e C.: e dunque ecco la condanna. [... ] Infine il punto 1), la cosiddetta parte positiva delle motivazioni, cioè nei fatti tutto regolare. E allora lo scandalo di "Scommettopoli“

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