Frasi su devoto

Giorgio Colli 6
filosofo e filologo italiano 1917 – 1979
„Spinoza è un'unità, mentre il mondo moderno è una molteplicità frantumata. La voce di Spinoza giunge a noi da lontano, sommessa; non chiede di essere ascoltata. L'Etica ha la fermezza di un tempio, in un paesaggio disabitato: se sapremo contemplarlo, penetrare devoti il suo interno, conosceremo il divino. (ibidem)“

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Paramahansa Yogananda 25
filosofo e mistico indiano 1893 – 1952
„La forma fisica è come un piatto che il devoto usa, mentre consuma il cibo di saggezza della vita.“


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Ennio Flaiano 174
scrittore italiano 1910 – 1972
„Devoto: Fra 30 anni l'Italia sarà non come l'avranno fatta i governi, ma come l'avrà fatta la televisione.“

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Josemaría Escrivá de Balaguer 29
presbitero spagnolo 1902 – 1975
„Siate devoti agli Angeli Custodi! È molto umana l'amicizia, ma è anche molto divina: come la nostra vita, che è divina e umana.“

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Manlio Sgalambro 53
filosofo, scrittore e poeta italiano 1924 – 2014
„Ciò che vi è di altro nel bello è il suo effetto distruttore. La felice tensione di una poesia fa scoppiare, se essa entra in te, il tuo povero cuore. Tu ne sei la vittima che accoglie devota l'acuminato coltello con cui il bello di immola. Nessuno dev'esserci dov'è la bellezza, questo essa sembra dire e con gesto sdegnoso ti volta le spalle. Chi vede il volto della bellezza muore, sì, ma non disperato.“

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Anselm Grün 19
scrittore tedesco 1945
„L'orante non è semplicemente una persona devota; attraverso la preghiera diviene una persona più matura, più sana, più saggia, più integra.“

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Nanni Balestrini 1
poeta e scrittore italiano 1935
„[…] il pubblico della poesia non minaccia proprio nessuno | è invece mite generoso attento | prudente interessato devoto | ingordo imaginifico un po' inibito || pieno di buone intenzioni di falsi problemi | di cattive abitudini di pessime frequentazioni | di mamme aggressive di desideri irrealizzabili | di dubbie letture e di slanci profondi || non è assolutamente cretino non | è sordo indifferente malvagio non è | insensibile prevenuto senza scrupoli non è vile | opportunista pronto a vendersi al primo venuto || non è un pubblico tranquillo benpensante credulone | senza troppe pretese | che se ne lava le mani | e giudica frettolosamente || è invece un pubblico che persegue degusta apprezza | lento da scaldare ma che poi rende | come direbbe Pimenta | e soprattutto è un pubblico che ama || il pubblico della poesia è infinito vario inafferrabile | come le onde dell'oceano profondo | il pubblico della poesia è bello aitante avido temerario | guarda davanti a se impavido e intransigente […] (da Le avventure complete della signorina Richmond, libro IV, n.° 16, pp. 216-217)“

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Alfred Edmund Brehm 40
biologo e scrittore tedesco 1829 – 1884
„I buansu presi giovani si addomesticano bene. Dimostrano molto attaccamento al loro custode, e, se questo se ne intende, può farsene eccellenti ausiliari di caccia. Sgraziatamente il buansu pare voler essere devoto solo al suo padrone. Non solo non può servire ad altri cacciatori, ma talvolta anche diventa pericoloso a motivo dello acuto suo morso. (p. 367)“


Marc Monnier 18
scrittore italiano 1827 – 1885
„È noto che a Napoli la immagine della Vergine non solamente è affissa su tutti i canti delle vie, ma anche nelle botteghe le più profane, nei caffè, nelle taverne e perfino ne' postriboli. Le prostitute, alla pari delle donne oneste, si addormentano la sera, sotto l'immagine della Madre di Dio, che esse, per devoto pudore, tengono velata durante le loro turpitudini. La Madonna può dunque a maggior ragione essere anche nelle prigioni venerata dai malfattori e dai camorristi incaricati di fornire l'olio della lampada, che deve stare accesa dinanzi a lei. A tale effetto, essi richiedono una contribuzione a tutti i detenuti, e guadagnano per tal modo di che illuminare la città intiera. È questo un costume immemorabile, del quale si ritrovano le traccie ad ogni passo, risalendo nella storia di Napoli, fino alla conquista spagnuola, e nella storia della Spagna fino al medio-evo. L'olio per la Madonna fornì in ogni epoca pretesto ad ogni sorta di frodi, e alla più umile di tutte, cioè all'accattonaggio. (p. 18-19)“

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Torquato Tasso 86
poeta, scrittore e drammaturgo italiano 1544 – 1595
„Tu, Regina del ciel, ch' a noi ti mostri | Umida i lumi e l'una e l'altra gota, | Fa di lagrime dono a gli occhi nostri, | Ed ambe l'urne in lor trasfondi e vota, | Perché, piangendo, a gli stellanti chiostri | Teco inalzi il pensier l'alma devota; | Parte del Tebro in su la verde riva | Il tuo santo dolor formi e descriva. (da Lagrime di Maria Vergine)“

Mario Guarino 8
scrittore e giornalista italiano 1945
„Una delle nuove "figlie spirituali" del frate era l'ex infermiera Maria Di Maggio, il cui marito era emigrato da tempo in America. Costei intratteneva da molti anni una relazione adulterina con l'arciprete di San Giovanni Rotondo, don Giuseppe Prencipe, il quale le aveva promesso che un giorno avrebbe lasciato l'abito talare e l'avrebbe sposata. Stanca di aspettare il compiersi della promessa, la Di Maggio confessò tutto a padre Pio e al suo delfino Emmanuele Brunatto. [... ] A un certo punto emerse che nella foresteria del convento di Santa Maria delle Grazie era stato installato un letto, e che padre Pio vi riceveva la visita delle sue devote, talvolta anche di notte. La cosa venne denunciata dall'arcivescovo Gagliardi al Sant'Uffizio. (p. 67)“

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Gianni Brera 70
giornalista e scrittore italiano 1919 – 1992
„Il tifoso juventino è borghese o aspirante borghese. Si manifesta dove un capoluogo abbia da farsi perdonare nequizie medioevali. Fuor dal Piemonte, i più devoti juventini sono lombardi, e ancora emiliani di Romagna. Se c'entri anche il Re sabaudo non so dire. Fatto è che la "Juventinitas" è un sentimento che fa casta. Io spesso ironizzo chiamando Thugs i devoti della dea Kahlì: ma sotto sotto li invidio. Hanno un garbo, una certezza, un piglio che non sempre si scopre..“


Antonio Sicari 6
presbitero e teologo italiano 1943
„Nel processo del 1626 il pievano di Cascia depose: «Quotidianamente quasi tutti gl'habitatori di questa terra vanno a raccomandarsi al corpo di questa beata Rita, dove ricevono grazie, ed ho inteso dire dalli Antichi che per il passato questo medesimo è stato fatto». Da allora un incredibile e costante flusso di pellegrini lega quel piccolo paese umbro al mondo intero. In Rita ricercano certo la «santa degli impossibili», ma nel senso che può tutto colei che tanto ha conosciuto e tanto ha amato: i devoti cercano la ragazza desiderosa di Dio, la donna dal matrimonio difficile, la sposa privata violentemente dello sposo, la madre che non sa più cosa fare per salvare i propri figli, la vedova capace di perdono e di bontà, la donna consacrata che sta accanto alla Croce per ricevere e distribuire quella grazia e quella salvezza. Nella storia del nostro popolo Rita è la sorella minore di due grandi santi dell'Umbria: il grande patriarca san Benedetto da Norcia (situata a pochi chilometri da Cascia) e san Francesco d'Assisi. Ella, però, è, forse, la più amata dal popolo [... ]. (p. 139)“

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Arturo Toscanini 6
direttore d'orchestra italiano 1867 – 1957
„Margarita Wallmann': Come mai, Maestro, ha concesso un autografo a uno sconosciuto, quando lo rifiuta ai più devoti ammiratori?
'Toscanini': Ma come, non ha visto? Era un gobbo: porta fortuna toccare la sua gobba!“

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Andrzej Sapkowski 84
scrittore polacco 1948
„«Vedi, in ogni Stato si possono incontrare persone che sono ciecamente fanatiche dell’idea dell’ordine sociale. Devote a questa idea, sono pronte a tutto pur di affermarla. An c h e al crimine, giacché sono convinte che il fine giustifichi i mezzi e muti il significato dei concetti. Loro non assassinano, loro salvano l’ordine. Loro non torturano, non ricattano: loro proteggono la ragion di Stato e combattono per l’ordine. La vita di un individuo, qualora l’individuo infranga il dogma dell’ordine stabilito, per queste persone non significa nulla, non vale un soldo. Queste persone non si rendono conto che la società che servono è costituita appunto d’individui. Hanno il cosiddetto sguardo ad ampio raggio... e avere uno sguardo del genere è il modo più sicuro per non vedere gli altri.» (Vysogota di Corvo citato da Esterad Thyssen, cap. 8)“

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Vittorio Messori 30
giornalista e scrittore italiano 1941
„Nel maggio del 1949 fu istituito a Strasburgo il Consiglio d'Europa, organismo allora privo di poteri politici effettivi e incaricato solo di «porre le basi per la costruzione di una federazione europea». Così nell'atto della sua fondazione. L'anno dopo – dunque, nel 1950 – quel Consiglio bandì un concorso di idee, aperto a tutti gli artisti, per una bandiera della futura Europa unita. Un allora giovane disgnatore alsaziano, Arsène Heitz, partecipò con un bozzetto, dove dodici stelle bianche campeggiavano in un cerchio su uno sfondo azzurro. Come rivelò poi, l'idea non era casuale: devoto della Madonna, recitava ogni giorno il rosario. Proprio quando seppe del concorso europeo e decise di partecipare stava leggendo la storia di santa Catherine Labouré e – stimolato da quella lettura – si era deciso a procurarsi, per sé e per la moglie, una «Medaglia miracolosa», che sino allora non conosceva. Le stelle, dunque, del suo disegno vennero da lì: e, lì, venivano direttamente dall'Apocalisse e dalla sua «Donna vestita di sole» con la corona attorno al capo. Quanto all'azzurro, era il colore tradizionale della Vergine. Tra i 101 bozzetti giunti da tutto il mondo, «inspiegabilmente», come disse lo stesso Heitz (che aveva partecipato al concorso senza troppe speranze, quasi solo per rispondere a un impulso datogli dalla scoperta della Medaglia), il Consiglio d'Europa scelse proprio il suo. Si noti, tra l'altro, che il responsabile della commissione che procedeva alla scelta era un ebreo, Paul M. G. Lévy, direttore del Servizio di stampa e informazione del Consiglio. Non agirono, dunque, motivazioni confessionali [... ] Inoltre, a conferma della singolarità della scelta, contro la proposta di Heitz stava il fatto che, se dodici erano le stelle sulla bandiera proposta, non altrettanti erano allora gli Stati del Consiglio. In effetti, di fronte alle critiche, il disegnatore dovette replicare che il dodici rappresentava un «simbolo di pienezza» (e tale è, infatti, anche nell'Antico Testamento: dodici, tra l'altro, i figli di Giacobbe, come dodici le tribù di Israele; ed è perciò che dodici è il numero voluto da Gesù per i suoi apostoli, a significare che la Chiesa è il «nuovo popolo eletto»). Avendo adottato questa prospettiva simbolica, le autorità comunitarie, quando gli Stati membri dell'Europa finirono col superare la dozzina, stabilirono ufficialmente che il numero delle stelle sulla bandiera era da considerare immutabile. (pp. 107-108)“

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