Frasi su diagnosi

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Ivan Illich 49
1926 – 2002
„La prevenzione della malattia mediante l'intervento di terzi professionisti è diventata una moda. La sua domanda cresce. Donne incinte, bambini sani, operai, vecchi, tutti si sottopongono a periodici check-up e a esami diagnostici sempre più complessi. Per questa via, ci si rafforza nella convinzione di essere macchine la cui durata dipende da un piano sociale. Le risultanze d'un paio di dozzine di studi attestano che questi esami non hanno alcuna influenza sull'andamento della mortalità e della morbilità. In realtà essi trasformano persone sane in pazienti angosciati, e i rischi per la salute che si accompagnano a queste campagne di diagnosi automatizzata sopravanzano i benefici teorici. Per ironia della sorte, i disturbi asintomatici gravi che si possono scoprire soltanto con questo tipo d'indagine sono spesso malattie inguaribili, nelle quali una cura precoce aggrava la condizione patologica del paziente. (p. 144)“

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Patch Adams 28
medico statunitense 1945
„La depressione è un'epidemia di portata mondiale. Nel 2020 secondo le stime dell'OMS la depressione sarà la più diffusa malattia del pianeta. Personalmente credo che la maggior parte delle depressioni abbiano le sue radici nella solitudine, ma la comunità medica preferisce parlare di depressione piuttosto che di solitudine. È più facile liberarci del problema dando una diagnosi e una scatola di farmaci. Perché se cominciassimo a parlare di solitudine, sapremmo, per certo, che non ci sono farmaci. Non c'è industria medica che tenga, basta l'amore umano. E la cosa meravigliosa è che non serve una scuola di formazione per essere amanti. Tuttavia c'è sempre uno squilibrio tra quanti continuano ad "ammalarsi" di questa malattia e coloro i quali cercano, ognun per sé, di arginarla. (dalla Conferenza al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, ArcoIrisTv, 27 marzo 2008)“


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Arnold Ehret 5
scrittore e insegnante tedesco 1866 – 1922
„Le diagnosi mediche non danno alcuna reale comprensione del soggetto, sebbene i medici pensino che siano più importanti della cura. (p. 33)“

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Igino Giordani 16
scrittore, giornalista e politico italiano 1894 – 1980
„Dai loro tempi, Dostoievski aveva posto il dilemma: o Dio o il suicidio; e Nietzsche aveva messo l'Europa nell'alternativa o di ritornar cattolica o di scomparire. E nei nostri tempi Peter Wust ha parlato di agonia del mondo e Berdiaev di fine della nostra epoca e Benda di fine dell'Eterno e Daniel– Rops di mondo senz'anima...; tutte diagnosi che si accordano nell'ammettere che dalla vita sociale è stato distaccato il principio vitale: e cioè Dio, l'Assoluto, la religione. (p. VII)“

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Anastacia 88
cantautrice e stilista statunitense 1968
„La diagnosi precoce mi ha salvato la vita due volte. Continuerò a combattere ed a prestare la mia voce in ogni modo possibile.“

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Stefania Prestigiacomo 9
politica italiana 1966
„La fecondazione assistita andava regolamentata, la legge è ottima, ma contiene due o tre norme orride. Come quella che vietava la diagnosi preimpianto anche a coppie portatrici di malattie genetiche. Ora il ministro Turco ha corretto quella stortura. Noi sbaglieremmo a ripristinarla». (citato in [http://www. corriere. it/politica/08_maggio_13/cazzullo_74263d78-20b0-11dd-b34d-00144f486ba6. shtml Corriere della Sera], 13 maggio 2008)“

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Gustave Thibon 23
filosofo e scrittore francese 1903 – 2001
„Il passato sapeva distinguere le istituzioni dalle persone: si poteva disprezzare un Re o un Papa (il medioevo non se n'è astenuto!) senza mettere per nulla in discussione il principio della monarchia o del Papato. Si sapeva che un'istituzione sana - un'istituzione venuta da Dio - restava feconda anche attraverso il più imperfetto degli uomini. I capi politici e religiosi erano allora degli anelli di congiunzione tra Dio e gli uomini: si attribuiva più importanza a ciò che essi trasmettevano che non a ciò che erano. L'altare sosteneva il prete, il trono il re. Oggi si chiede al re di portare il trono, al prete di sostenere l'altare. Le istituzioni si giustificano agli occhi delle folle solo attraverso il genio o il magnetismo di qualche individuo. Questa esigenza porta con sé due rovinose conseguenze: impone agli sventurati "portatori" delle istituzioni un grado di tensione e di attività veramente inumano, e, correlativamente, lega la sorte delle istituzioni ai miserabili casi individuali. (da Diagnosi, p. 125)“

W. R. Thayer 2
1859 – 1923
„Il genio di Cavour era positivo ed egli non sciupava il tempo in problemi che la sua ragione aveva dichiarato insolubili. Interamente persuaso che era vano sofisticare sugli enigmi dell'esistenza, rivolse la sua attenzione all'aspetto pratico della religione. Avrebbe voluto che il culto fosse soltanto affare di coscienza e di rito; avrebbe voluto che le verità morali venissero insegnate nella loro semplice maestà invece di essere incastonate in velenose superstizioni. Che fosse ad uomini spirituali affidato di parlare dello spirito. Ma i suoi accenni all'istituzione cattolica, dopo questa diagnosi, sono pochi. Era sicuro che l'istituzione richiedeva una completa riorganizzazione e che rigenerando le condizioni politiche, economiche e sociali del tempo anche la Chiesa sarebbe stata obbligata a riformarsi. (citato in Cavour: l'uomo e l'opera, p. 104-105)“


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Margherita D'Amico 13
scrittrice e giornalista italiana 1967
„"Grazie alla scienza abbiamo imparato a calibrare numeri, dosi e funzioni, evitando ogni sofferenza all'animale... bisogna evitare di manipolare la realtà inventandosi la pratica (inesistente) della vivisezione" asserisce Elena Cattaneo [... ] Ma l'esistenza stessa delle deroghe, sempre più di frequente accordate, per testare senza anestesia, proprio affinché l'animale provi dolore, contrasta irrimediabilmente con tali affermazioni, e, più in generale, l'intera sperimentazione animale si basa su interventi che impongono atroci sofferenze fisiche e psicologiche [... ] La realtà di laboratorio descritta dall'onorevole Cattaneo parla di pochi animali trattati magnificamente in contesti ameni [... ] Purtroppo però video, immagini, testimonianze dirette e le stesse pubblicazioni scientifiche ci descrivono una realtà opposta. Come credere, allora, al resto? Quale senso e valore attribuire all'esortazione, rivolta agli "animalisti", ad accettare una diagnosi ineluttabile (la vivisezione non può tramontare) da parte di una scienza che, contraddizione in termini, rifiuta il progresso? È come se l'imprenditoria contemporanea perorasse l'utilizzo degli schiavi, prendendo a modello il Colosseo o le piramidi.“

Mario Guarino 8
scrittore e giornalista italiano 1945
„Nel 1999 lo psichiatra Luigi Cancrini firmerà una «Perizia psichiatrica su padre Pio». Scriverà Cancrini: «Una diagnosi psichiatrica relativa al caso di padre Pio non è difficile da proporre. Osservato longitudinalmente, il disturbo di cui ha sofferto padre Pio è, secondo il Dsm IV (il manuale diagnostico preparato dall'Associazione degli psichiatri americani e oggi largamente utilizzato anche in Italia e in Europa), un disturbo istrionico di personalità. Osservato trasversalmente, nelle sue manifestazioni sintomatiche più evidenti, il suo è un disturbo di trance dissociativa. I criteri di ricerca per il disturbo di trance dissociativa sono di ordine sintomatico e culturale. Il primo prevede due diverse condizioni morbose che possono presentarsi, in periodi diversi, nella stessa persona. [... ] Il secondo criterio, di ordine culturale, pone un problema più generale di rapporto fra questo tipo di esperienza e i luoghi sociali in cui esso si manifesta. [... ] È intorno a storie del tipo di questa che si definiscono, ancora oggi, sentimenti di appartenenza, visioni del mondo, forme del giudizio capaci di influire profondamente sui comportamenti collettivi. La diffusione e la santificazione di un sentimento religioso affascinato dalle imprese (sintomi) di un santo (persona con gravi disturbi personali) significa, da questo punto di vista, promozione e diffusione tra i fedeli di una credenza che molti pensavano superata: il male del mondo, si legge nella vita di padre Pio, è opera del diavolo e delle tentazioni cui un grande scommettitore (Dio) esporrebbe la creatura uomo semplicemente per vedere se a esse sarà in grado di resistere; credenza medievale dal punto di vista della collocazione storica, primitiva e un po' perversa dal punto di vista dell'organizzazione psicologica di chi la provoca o la condivide e che non è mai stata negata apertamente, tuttavia, dalla Chiesa di Roma [... ]». (pp. 51-52)“

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Karl Kraus 175
scrittore, giornalista e aforista austriaco 1874 – 1936
„Una delle malattie più diffuse è la diagnosi.“

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Elio Sgreccia 15
cardinale, vescovo cattolico e teologo italiano 1928
„Diagnosticare per curare non per uccidere: questa è la meta principale della diagnosi prenatale.“


„Mi fido solo dei medici che sbagliano le diagnosi infauste.“

Roberto Sanesi 7
critico d'arte, storico dell'arte e poeta italiano 1930 – 2001
„La diagnosi | sta sulla soglia, in una sepoltura | dell'ultimo soggetto. E viene il giorno | che si abbandonano i corvi nel ghiaccio. (da In direzione dell'alba, in Téchne, 1984)“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„La "follia" di Walser, preesistente alla diagnosi clinica, è dunque la cellula germinale degli spazi irreali, di quella immaginazione malinconica che sembra percorrere, con la divina levità degli eterni proscritti, le «camere intime» di un'interiorità poetica confinante con i profili sfuggenti e più veri delle cose. Già vivere alla periferia del mondo borghese, già chiedere non felicità, ma oblio, già voler essere e restare "piccoli", come aveva detto Jakob, già sapere di poter respirare solo «nelle regioni inferiori», nelle miniere di Falun dei "senza patria" e dei "non nati", già tutto questo è uno scandalo per la ragione, un misfatto imperdonabile per il senso comune. (da Follia, p. 78)“

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Bryan Cranston 2
attore statunitense 1956
„Chi è rimasto puro a questo mondo? Forse Madre Teresa, ma i santi che camminano su questa terra, e in Breaking Bad, sono davvero pochi. C’è un Walter White in ogni persona nel mondo, siamo tutti in grado di fare quello che ha fatto lui. Con le stesse circostanze, chiunque si potrebbe sentire minacciato abbastanza fino a quando qualcosa, come la diagnosi terminale nel caso di Walt, lo libera e gli fa dire: "Fanculo! Faccio una cosa coraggiosa nella mia vita, lo faccio per me, la mia famiglia. E poi muoio". Naturalmente, un piano "semplice" va sempre storto.“

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