Frasi su dicotomia


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Antonietta Potente 6
teologa e religiosa italiana 1958
„La Trinità è l'intuizione dei primi cristiani per superare ogni sterile dualismo e dicotomia. (Congresso "Il Dio delle Culture", Salamanca, Ottobre 2010)“

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Amélie Nothomb 162
scrittrice belga 1966
„Qual è l'origine della necessità umana di classificare il reale? Certo non i dualismi, che sono una trasposizione quasi naturale di una dicotomia originaria, quella cioè maschio-femmina. Il termine di categoria si giustifica infatti solo a partire dal momento in cui ci sono più di due elementi opposti.“


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Federico Buffa 67
giornalista italiano 1959
„[Sui Pacers]... La franchigia è maledetta da quella notte del novembre 2004, da quando Ron Artest, che stava facendo la Maya Desnuda a bordo campo, è stato coperto da una birra di uno spettatore...... e ormai è la solita dicotomia tra good guys e bad guys.... Ecco, questo peraltro del bene e del male, è la dicotomia che accompagna gli Stati Uniti da quando era una comunità silvopastorale e come forse avete intuito dalla storia del paese, tendono ad automettersi dalla parte del bene... Hollywood c'azzuppa da 80 anni... (da Pacers vs Spurs del 07-03-2008)“

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Osho Rajneesh 181
filosofo indiano 1931 – 1990
„Il tantra non condanna il corpo. Il tantra è una totale accettazione delle cose per quello che sono. I teologi cristiani e quelli delle altre religioni condannano il corpo. Creano un dualismo, una dicotomia, scindendoti in due e dicendo che il corpo è il nemico, il male e va combattuto. Questa dualità è fondamentalmente sbagliata: dividerà il tuo animo in due e creerà una personalità scissa. (p. 109)“

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Aristotele 211
filosofo e scienziato greco antico -383 – -321 a.C.
„Secondo è l'argomento [di Zenone di Elea] detto Achille. Questo sostiene che il più lento non sarà mai raggiunto nella sua corsa dal più veloce. Infatti è necessario che chi insegue giunga in precedenza là di dove si mosse chi fugge, di modo che necessariamente il più lento avrà sempre un qualche vantaggio. Questo ragionamento è lo stesso della dicotomia, ma ne differisce per il fatto che la grandezza successivamente assunta non viene divisa per due. Dunque il ragionamento ha per conseguenza che il più lento non viene raggiunto ed ha lo stesso fondamento della dicotomia (nell'un ragionamento e nell'altro infatti la conseguenza è che non si arriva al termine, divisa che si sia in qualche modo la grandezza data; ma c'è di più nel secondo che la cosa non può essere realizzata neppure dal più veloce corridore immaginato drammaticamente nell'inseguimento del più lento), di modo che la soluzione sarà, per forza, la stessa.“

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Lev Nikolajevič Tolstoj 270
scrittore, drammaturgo, filosofo, pedagogista, esegeta e... 1828 – 1910
„Sembra talvolta che ci siano due Tolstoj. [... ]
I Diari di Tolstoj (che tiene, con qualche interruzione, per sessantatré anni) fanno giustizia di questa dicotomia. La forza vitale e il pensiero, la vita e la riflessione su di essa, che possono sembrare contrastanti, appaiono qui complementari e inscindibili, fusi, per tutto il corso dell'esistenza tolstoiana, in un unico modo di capire e sentire il mondo. Essi ci mostrano il filo ininterrotto che lega il primo e il secondo Tolstoj [... ]. (Silvio Bernardini)“

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Stefano Rodotà 59
giurista e politico italiano 1933
„L'intimità dovrebbe designare un modo d'essere del vivere che non è solitudine, né semplice riservatezza. Non un allontanamento, non una opacità della vita, ma la possibilità di coglierla nella sua pienezza, fuori d'ogni controllo o interferenza. Collocandosi, però, nel cuore della dicotomia tra pubblico e privato, non può che risentire del modo in cui queste due sfere si strutturano, si compenetrano, si combattono. Da ciò il suo trascorrere da libertà in possibile tirannia. (p. 114)“

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Volfango De Biasi 20
regista e sceneggiatore italiano 1972
„Mi piacerebbe raccontare storie emozionanti, con un tocco di magia. Insomma quello che da ragazzino consideravo essere il cinema. Uno spettacolo straordinario che fa sognare e che allo stesso tempo fa riflettere. Cercare un pubblico o cercare di divertire non può essere un male, anche se qui da noi, più che in altri paesi del mondo c'è una feroce, e a mio giudizio insensata, dicotomia fra autori "impegnati" e "commerciali". Sarebbe bello smetterla con queste polemiche oziose ed impegnarsi a riportare il pubblico in sala con storie belle, con immagini oneste, con un occhio agli incassi ed uno ai contenuti. Perché fra una polemica e l'altra, un'invidia e un pregiudizio, si rischia di dimenticare che il pubblico è sovrano. E tutto il resto è alibi. (ibidem)“


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Domenico Losurdo 26
filosofo italiano 1941
„Inserite in questo contesto storico e teorico, possiamo comprendere due svolte importanti che si verificano nel corso della tradizione liberale. Sappiamo che, inizialmente, la dicotomia liberali/servili ha una forte connotazione sociale ed etnica; questa connotazione tende ad attenuarsi, quanto più significative diventano le concessioni che la comunità dei liberi si vede costretta a fare. Si comprende allora il tentativo di certi settori del movimento liberale di discernere tra liberalismo e liberismo, e di prendere così le distanze da quei settori (liberisti) che, gridando allo scandalo per ogni intervento dello Stato in ambito economico-sociale, si rifiutano di mettere in discussione i rapporti di dominio e di oppressione presenti all'interno della società civile, della «sfera privata». (cap. VIII, 12, p. 278)“

„Sembra talvolta che ci siano due Tolstoj. Uno, il più conosciuto, è il romanziere celebre [... ].
L'altro Tolstoj, che pare nascere, già vecchio, dopo il 1880, è il pensatore anarchico e cristiano che mette sotto accusa la società com'è e condanna la ricchezza, il sesso, l'arte come «vizi» del nostro mondo; contrapposto a quello vitalistico, è un Tolstoj etico (non moralista, com'è talvolta detto: Tolstoj non è un moralista, se mai il contrario) e razionalista, uno che a ogni passo si guarda vivere, e vivendo cerca le ragioni della vita. Per questo verifica di continuo, come in una colossale equazione, i dati della coscienza con quelli della realtà. L'esercizio, anche se svolto con forza logica prodigiosa (tanto che Ludwig Wittgenstein considerava Tolstoj uno dei suoi maestri), appare a molti vagamente maniacale e, alla fine, noioso. I biografi tolstoiani simpatizzano di solito col primo Tolstoj, che si presta al cliché facile del genio sregolato e fa più scena, e mettono il secondo, dato che non possono ignorarlo, come dietro un vetro spesso: si vede il gesticolare, ma non si capisce quel che dice, e l'effetto è curioso.
I Diari di Tolstoj (che tiene, con qualche interruzione, per sessantatré anni) fanno giustizia di questa dicotomia. La forza vitale e il pensiero, la vita e la riflessione su di essa, che possono sembrare contrastanti, appaiono qui complementari e inscindibili, fusi, per tutto il corso dell'esistenza tolstoiana, in un unico modo di capire e sentire il mondo. Essi ci mostrano il filo ininterrotto che lega il primo e il secondo Tolstoj [... ]. (dall'introduzione a Lev Nikolaevič Tolstoj, I diari, Longanesi, Milano, 1980, pp. 9-10)“

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Charlize Theron 11
attrice e modella sudafricana 1975
„Le donne sono davvero complesse, anche se la dicotomia 'madonna-puttana' continua a resistere.“

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George Mosse 8
storico tedesco 1918 – 1999
„L'opera dell'ebreo convertito Otto Weininger, Geschlecht und Charakter (Sesso e carattere) che, pubblicata nel 1904, conobbe vasta popolarità, faceva della dicotomia maschio-femmina addirittura un principio cosmico. La teoria dell'Eros, maschiocentrica, destinava la donna a una posizione ancillare rispetto all'uomo. Nelle donne, affermava Weininger, mancava l'Eros proprio degli uomini: gli interessi delle donne erano il matrimonio, la riproduzione, la soddisfazione dei bisogni dei figli, ragion per cui era da escludere che fossero responsabilmente depositarie dell'Eros culturale. Nel tentativo di conferire obbiettività alla propria tesi, Weininger esaltava il «femminino-materno» come una forza fondamentale, facendo però il panegirico del «mascolino-creativo» inteso come la forza superiore racchiudente le qualità spirituali dell'uomo. E, non contento ancora, si spinse più in là, col risultato di sconfinare vieppiù nell'assurdo e nell'irrazionale: non solo attribuì alla donna un ruolo inferiore, ma introdusse una componente razziale. Come la femmina era opposta al maschio, così l'ebreo si contrapponeva all'ariano. Le caratteristiche dell'ebreo erano equiparate a quelle della donna: l'uno e l'altra aspiravano a beni materiali a scapito degli interessi spirituali, l'uno e l'altra trasformavano l'amore in lussuria. Laddove tuttavia la femmina nell'ambito di una razza aveva semplicemente un ruolo secondario rispetto al maschio l'ebreo, di sesso maschile o femminile che fosse, era inferiore all'intera razza ariana. Le donne erano semplicemente suddite; gli ebrei nemici dell'anima e della vita spirituale. (p. 317-318)“


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Stefano Rodotà 59
giurista e politico italiano 1933
„La «rivoluzione dei beni comuni», che ci porta sempre più intensamente al di là della dicotomia proprietà privata/proprietà pubblica; ci parla dell’aria, dell’acqua, del cibo, della conoscenza; ci mostra la connessione sempre più forte tra persone e mondo esterno, e delle persone tra loro; ci rivela proprio un legame necessario tra diritti fondamentali e strumenti indispensabili per la loro attuazione. (libro Il diritto di avere diritti)“

„Io posso pensare di andare davanti a Dio puntando sulla mia perfezione? Così nessuno si salva, ma Dio ci dice: “punta sulla mia misericordia, che ti sarà data nella misura in cui tu avrai avuto misericordia”. Giustizia e misericordia non sono affatto in dicotomia, c’è una giustizia nella misericordia: il fatto che la misericordia viene data nella misura in cui ho misericordia.“

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Kenneth Tynan 17
critico cinematografico, critico teatrale 1927 – 1980
„Dicotomia: operazione compiuta sulle lesbiche per farle tornare normali.“

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Neale Donald Walsch 65
scrittore 1943
„Hai portato il tuo Sé nel mondo relativo in modo da disporre dei mezzi con i quali conoscere e sperimentare Chi Sei Veramente. Chi Sei è quanto tu stesso hai creato per essere in relazione con tutto il resto. I tuoi rapporti personali sono gli elementi più importanti in questo processo. I tuoi rapporti personali costituiscono perciò un sacro territorio. Non hanno virtualmente niente a che fare con l'altro individuo, eppure, poiché lo coinvolgono, hanno 'tutto' a che fare con lui. È questa la divina dicotomia. Questo è il circolo chiuso. Per cui può non essere un insegnamento così radicale dire: «Benedetti gli egocentrici, perché conosceranno Dio». Potrebbe non essere un cattivo traguardo nella tua vita conoscere la parte più elevata di te e "starne al centro".“

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