Frasi su diffusione

La borghesia in Italia ha fatto fiasco. Almeno una volta c'era una borghesia illuminata. Oggi è pochissimo illuminata. E il cialtrionismo è tipico della borghesia attuale. Finite le oasi di alcuni decenni fa, mentre la diffusione della cultura ha coinciso con l'involgarimento e l'appiattimento. È finita la coesione comunitaria. Da noi la destra non ha saputo fare cultura di punta né generare classi dirigenti, a differenza dei grandi paesi occidentali.

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Gillo Dorfles 10
critico d'arte, pittore e filosofo italiano 1910

Presi contatto con il tenente Frank, rappresentante degli alleati il quale mi disse: "Entreremo in città quando avrete ripulito Firenze da tutti i franchi tiratori". E quando questo accadde puntualmente entrarono a Firenze. Frank mi accompagnò a Roma. Di quei giorni porto con me, costantemente, l'immagine della nostra diffusione dell'«Avanti!». In piazza San Marco mi ferma un signore, avrà avuto 70, 75 anni; senza dire una parola stese la mano a prendere il foglio; prese il foglio come un credente può prendere un'immagine sacra. E lo baciò. Baciò l'"Avanti!" e si mise a piangere. Un ricordo che mi commuove ancora.

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Sandro Pertini 75
7º Presidente della Repubblica Italiana 1896 – 1990

Fermare la diffusione del sapere è uno strumento di controllo per il potere perché conoscere è saper leggere, interpretare, verificare di persona e non fidarsi di quello che ti dicono. La conoscenza ti fa dubitare. Soprattutto del potere. Di ogni potere. (da la Repubblica, 13 giugno 2004)

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Dario Fo 52
drammaturgo, attore, scrittore, paroliere e scenografo i... 1926

Il pessimo costume di abbandonarsi al turpiloquio (a partire dal «me ne frego» fascista) si sta diffondendo ovunque, molto meno disapprovato della diffusione degli anglismi, che se non altro non feriscono il buon gusto. Forse si teme che questa disapprovazione sia considerata bacchettoneria; si dovrebbe invece formulare una condanna esclusivamente estetica. Anche qui, molti giovani si mettono alla testa del peggioramento. Pensiamo all'uso di punteggiare qualunque discorso con invocazioni al fallo maschile, naturalmente nel registro più basso, che inizia con la c. Un marziano giunto tra noi penserebbe che il fallo sia la nostra divinità, tanto ripetutamente viene nominato dai parlanti. Insomma, una vera fallolatria.

Cesare Segre 8
filologo, semiologo e critico letterario italiano 1928 – 2014

In un mondo come il nostro, volto con sempre più consapevole determinazione, ad est e ad ovest, a nord e a sud, alla ricerca e all'impiego delle competenze e dei talenti, non mi pare che sia il caso da parte degli scrittori di invocare una inserzione nell'ingranaggio della gran macchina produttiva ancora più diffusa e completa di quella attuale. [... ] E così bisogna servire, rendersi utili, collaborare [... ]. L'unica cosa da pretendere sarà se mai un'altra: e cioè che il nostro servizio, la nostra collaborazione, non abbiano a risolversi in una alienazione della nostra natura e del nostro destino. [... ] vendere l'anima: ecco uno sbaglio che l'utente vero, il destinatario autentico e indispensabile, così poco adatto a far parte delle inerti assemblee consumistiche vagheggiate dalle fantasie dei tecnici e dei datori di lavoro, non perdona mai. (Lo scrittore e i mezzi di diffusione della cultura, pp. 209 ss.)

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Giorgio Bassani 95
scrittore e poeta italiano 1916 – 2000

Il problema è che i teatri lirici in Italia sono oggi gestiti da gente senza discernimento e con un sistema clientelare. Gli enti lirici fanno la parte del leone togliendo spazio alla capillare diffusione della musica.

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Uto Ughi 33
violinista italiano 1944

[Su Suzanne Lenglen] Non è esagerato affermare che nessuna abbia dominato il tennis come lei, mi trattiene dal definirla la più grande di ogni tempo la limitata diffusione del tennis nella sua epoca. (p. 149)

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Rino Tommasi 72
giornalista e conduttore televisivo italiano 1934

Se non riesce in questo impegno di penetrazione dell'umano, di diffusione sociale, la filosofia ha fallito l'occasione offertale dal tempo.

Gustavo Bontadini 11
filosofo italiano 1903 – 1990

La diffusione di questo convincimento non dipende certo dal fatto che tutti noi partecipiamo dei processi metodologici delle scienze, ma è indotto dal processo di autolegittimazione sociale della tecnoscienza contemporanea, che a sua volta dipende in stretta misura dai processi economici.

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Adriano Pessina 37
filosofo e scrittore italiano 1953

Ognuno per la propria parte deve contribuire alla diffusione del Regno di Dio sulla terra... Soltanto quando si fa un largo posto a Dio in noi Lui ne avrà uno più grande nel mondo. (da Messis, n. 1, Napoli 1960)


Il comunismo è il potere sovietico più l'elettrificazione di tutto il paese. (slogan politico del 1920 per la diffusione del programma di elettrificazione in Russia)

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Lenin 61
rivoluzionario e politico russo 1870 – 1924

Vi sarebbe dunque un insieme di eventi che viene battezzato caso e che, per ciò, esclude la responsabilità. Paul Virilio ha scritto che l"invenzione" del naufragio accompagna quella della nave e l'incidente ferroviario segna la diffusione del treno. (p. 159)

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Stefano Rodotà 59
giurista e politico italiano 1933

La teiera di Russell dimostra che l'ampia diffusione della credenza in Dio, rispetto alla scarsa diffusione della credenza nelle teiere celesti, non modifica dal punto di vista logico l'onere della prova, anche se sembra modificarlo dal punto di vista della politica pratica. Che non si possa dimostrare l'inesistenza di Dio è un fatto riconosciuto, se non altro perché non si può dimostrare in maniera incontrovertibile l'inesistenza di niente. L'importante non è se Dio sia confutabile (non lo è), ma se Dio sia probabile. È tutt'altra questione. (p. 60)

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Richard Dawkins 81
etologo, biologo e divulgatore scientifico britannico 1941

La grande musica sinfonica è come un computer fonico e sono convinto che la diffusione di Internet sia d'aiuto per riportare in auge grandi maestri come Bernstein e Gershwin. Il '900 è stato il secolo del cinema e della televisione. Più facile far amare la musica sinfonica ai miei nipoti che a mia madre, cresciuta, come tutta la sua generazione, con il mito del cinema.

Francesco Micheli 4
teologo italiano

Ma io sono un ottimista, e ti ripeto che il cambiamento indotto dalla straordinaria diffusione di informazioni è un progresso che vale il rischio di un'eventuale perdita di competenze individuali. (dall'intervista di Luca Sofri, Wired, n.° 8, ottobre 2009)

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Jimmy Wales 9
imprenditore e fondatore di Wikipedia 1966

Internet non è più un agglomerato di siti web isolati e indipendenti tra loro, seppure collegati e messi in rete, ma è da considerare come l'insieme delle capacità tecnologiche raggiunte dall'uomo nell'ambito della diffusione e della condivisione dell'informazione e del sapere.

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Antonio Spadaro 48
gesuita, scrittore e teologo italiano 1966

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