Frasi, citazioni e aforismi su digestione

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Albert Einstein 579
scienziato tedesco 1879 – 1955
„Secondo la teoria della relatività generale, la legge del moto di un punto nel puro campo gravitazionale è espressa dall'equazione della geodetica. In effetti tale linea è quella matematicamente più semplice, e nel caso particolare in cui le g_{\mu\nu} siano costanti diventa una retta. Pertanto qui siamo di fronte alla traduzione del principio d'inerzia di Galilei nella teoria della relatività generale. (p. 524)“

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Pietro Anastasi 27
calciatore italiano 1948
„Per tutti ero Pietro 'u turcu perché d'estate diventavo nero come la pece.“


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Diego De Silva 25
scrittore, giornalista e sceneggiatore italiano 1964
„Mi sa che è questo il mio limite: mi mancano le conclusioni, nel senso che ho l'impressione che niente finisca mai veramente. Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d'amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati.“

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Karl Ludwig Borne 7
1786 – 1837
„Accade con la brama di potere quel che accade con la voglia di mangiare: negli animi deboli quella è spesso fortissima, come questa è spesso grandissima negli uomini di debole digestione. (da Frammenti e aforismi)“

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Silvio Berlusconi 715
politico e imprenditore italiano 1936
„Gli sta a pennello l'aggettivo tedesco "folgerichtig", nel senso subrazionale: ha dei riflessi costanti (finto sorriso, autocompianto, barzelletta, morso, digestione); non tollera le vie mediate; sceglie d'istinto la più corta, come il caimano quando punta la preda.“

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Leo Ortolani 87
autore di fumetti italiano, creatore di Rat-Man 1967
„[... ] Posso chiamarla parodia, posso chiamarla omaggio, [Diabolik] sa benissimo che cos'è, questo Ratolik.
È il furto di una grande, preziosa idea.
La sua.“

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Arthur Schopenhauer 231
filosofo e aforista tedesco 1788 – 1860
„Tutti i giornalisti sono, per via del mestiere che fanno, degli allarmisti: è il loro modo di rendersi interessanti. Essi somigliano in ciò a dei botoli che, appena sentono un rumore, si mettono ad abbaiare forte. Bisogna perciò badare ai loro squilli d'allarme solo quel tanto che non guasti la digestione.“

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Boris Leonidovič Pasternak 29
poeta e scrittore russo 1890 – 1960
„Cosa posso dirvi – rispose Jura. Si mosse irrequieto sulla seggiola, si alzò, fece alcuni passi e sedette di nuovo. – Prima di tutto, domani vi sentirete meglio, ci sono i sintomi, son pronto a farmi tagliare la testa. E poi: la morte, la coscienza, la fede nella resurrezione... Volete sapere la mia opinione di naturalista? Non sarebbe meglio un'altra volta? No? Subito? Bene, come volete. Solo che è una cosa difficile, così, di punto in bianco –.....
– La resurrezione. Nella forma più volgare in cui se ne parla, a consolazione dei deboli, mi è estranea. E anche le parole di Cristo sui vivi e sui morti io le ho sempre intese in un altro modo. Dove mettereste questi immensi eserciti arruolati in tutti i millenni? Non basterebbe l'universo, le divinità, il bene e il raziocinio dovrebbero cedere il posto. In quell'avida calca animalesca sarebbero schiacciati.
– Ma, nel tempo, sarebbe la medesima vita, incommensurabile identica, riempie l'universo, a ogni ora si rinnova di innumerevoli combinazioni e trasformazioni. Ecco, voi vi preoccupate se risorgerete o meno, mentre siete già risorta, senza accorgervene, quando siete nata.
– Sentirete dolore? Sente forse il tessuto la propria dissoluzione? Cioè, in altre parole, che sarà della vostra coscienza? Ma che cos'è la coscienza? Vediamo. Desiderare coscientemente di dormire è insonnia garantita, tentare coscientemente di avvertire il lavorio del propria digestione è esattamente perturbare la sua innervazione. La coscienza è un veleno, un mezzo di autoavvelenamento per il soggetto che la applica a se stesso. La coscienza è luce, proiettata al di fuori e che illumina la strada a noi, perché non si inciampi. La coscienza sono i fari accesi davanti ad una locomotiva che corre. Rivolgete la loro luce all'interno e succederà una catastrofe.
– Dunque, che sarà della vostra coscienza? Della vostra. La vostra. Ma voi cosa siete? Qui sta il punto. Guardiamo meglio. In che modo avete memoria di voi stessa, di quale parte del vostro organismo siete cosciente? Dei vostri reni, del fegato, dei vasi sanguigni? No, per quanto ricordiate, di voi vi siete sempre accorta di una estrinsecazione, in un atto, nelle opere delle vostre mani, in famiglia, fra gli altri. E, ora, state bene attenta. L'uomo negli altri uomini, ecco che cos'è l'anima dell'uomo. Ecco che cosa siete voi, ecco di che cosa ha respirato, si è nutrita, di che cosa si è abbeverata per tutta la vita la vostra coscienza. Della vostra anima, della vostra immortalità, della vostra vita negli altri. E allora? Negli altri siete vissuta, negli altri resterete. Che differenza fa per voi se poi ciò si chiamerà memoria? Sarete ancora voi, entrata a far parte del futuro.
– Un ultima cosa. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. La morte non esiste. La morte non riguarda noi. Ecco, voi avete parlato di talento, questa è un'altra cosa, una cosa nostra, scoperta da noi. E il talento, nella sua nozione più alta e più lata, è il dono della vita.
– Non vi sarà morte, dice Giovanni Evangelista: guardate come è semplice la sua argomentazione. Non vi sarà morte, perché il passato è ormai trascorso. Quasi come dire: non vi sarà morte, perché questo è già stato visto, è vecchio e ha stancato, e ora occorre qualcosa di nuovo e il nuovo è la vita eterna.
Parlando, Jura passeggiava per la stanza. – Dormite, – disse accostandosi al letto e ponendo le mani sulla testa dell'inferma. Passò qualche minuto e Anna Ivànova cominciò ad assopirsi.
Silenziosamente Jura uscì dalla camera e disse alla Egòrovna di richiamare l'infermiera. «Che diavolo,- pensò,- sto diventando una specie di ciarlatano. Mi metto pure a fare scongiuri, a curare la gente imponendo le mani.“


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Mario Pappagallo 14
giornalista e scrittore italiano 1954
„È interessante sottolineare che alcune ricette tradizionali prevedono l'utilizzo, accanto ai legumi, di cipolla, cumino, mirto e timo, utili a facilitarne la digestione e moderare la fermentazione intestinale. (p. 47)“

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Anwar al-Sadat 4
politico e militare egiziano 1918 – 1981
„Non chiedetemi d'intrattenere relazioni diplomatiche con... [Israele]. Mai. Mai“

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Antoine de Saint-Exupéry 57
scrittore e aviatore francese 1888 – 1957
„Una volta, quando avevo sei anni, in un libro sulla foresta vergine intitolato Storie vissute ho visto un'illustrazione bellissima. Raffigurava un serpente boa che divora una belva. Questa è la riproduzione del disegno. Il libro diceva: «I serpenti boa divorano la preda tutt'intera senza masticarla. Dopo non riescono più a muoversi e passano i sei mesi della digestione dormendo». (cap. I, p. 7)“

„A volte la carta è solo carta>, mormora mia madre. .(Madre di Cassia)“


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Giovanni Lindo Ferretti 59
cantautore e scrittore italiano 1953
„Aspetta chi è aspettato/Che sia compiuta l'attesa di chi attende/Non sono strutturato in modo di poter reggere per molto tempo ancora/Sotto la calma apparente/Un assordante frastuono/Dissonanze chiassose e confuse/Armonie affannate sconnesse/Leggere increspature agli orli/Ho dato al mio dolore la forma di parole abusate/Che mi prometto di non pronunciare mai più/Alimentare catena implacabile/Pause tranquille atte alla digestione/Intransigenze mute/Rabbiose devozioni/Ho dato al mio dolore la forma di parole abusate/Che mi prometto di non pronunciare mai più/Ho dato al mio dolore la forma di abusate parole/Lasciando perdere attese e ritorni/Ho aperto gli occhi dall'orlo increspato/Ho visto l'alba blu ("Blu")“

Ferruccio Masini 50
germanista, critico letterario e traduttore italiano 1928 – 1988
„Una poesia, questa di Nelly Sachs, che non ci riporta soltanto il dono della parola dopo l'orrore di Auschwitz, ma che cerca nella parola il segreto di una giustificazione religiosa del male, di una teodicea che ci in qualche modo con il mysterium iniquitatis. Un messaggio trepidamente raccolto e consegnato a noi – oltre la spaventosa eclisse di un mondo – quasi per comunicarci la quintessenza di una gnosi salvifica, di una illuminazione segreta quale è quella di chi custodisce nella poesia l'arte dolorosa di decifrare una «trascendenza bella» nella polvere, un «segno regale» nel mistero dell'aria.“

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Gianni Mura 54
giornalista e scrittore italiano 1945
„Tempo di crisi o no, c'è qualcosa di eccessivo nel diluvio di trasmissioni sul cibo, nessuna delle quali fa cultura sul cibo, come tanto tempo fa Ave Ninchi e Luigi Veronelli, ma solo audience. Giudizio critico su Masterchef: mappazzone, digestione a rischio.“

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Paolo Mantegazza 76
fisiologo, antropologo e patriota italiano 1831 – 1910
„I vecchi devono mangiar pochissimo e il loro cibo deve esser sempre di facile digestione.“

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