Frasi su dileggio


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Carl Gustav Jung 136
psichiatra, psicoanalista e antropologo svizzero 1875 – 1961
„L'inconscio collettivo è il precipitato di tutte le esperienze mondiali di ogni epoca, è quindi un'immagine del mondo che si è venuta formando nel corso di eoni. In questa immagine si sono delineati nel corso del tempo determinati tratti, i cosiddetti dominanti. Questi dominanti rappresentano i dominatori, gli dèi, sono cioè immagini dileggi e principi dominanti, i quali si ripresentano con regolarità media nei fluire delle immagini che il cervello ha assorbito dal fluire dei processi secolari. (p. 80; 1997)“

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Friedrich Nietzsche 491
filosofo, poeta, saggista, compositore e filologo tedesco 1844 – 1900
„La fede cristiana è fin da principio sacrificio: sacrificio di ogni libertà, di ogni orgoglio, di ogni autocoscienza dello spirito, e al tempo stesso asservimento e dileggio di se stessi, automutilazione. (46; 2007)“


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Piergiorgio Bellocchio 8
critico letterario e scrittore italiano 1931
„[Su Va' dove ti porta il clito, di Daniele Luttazzi] Un saccheggio massiccio, sistematico e indiscriminato dell'opera di un altro autore, e un dileggio pure sistematico di questa. Un dileggio pesantissimo e assolutamente gratuito, mai giustificato né dal testo preso di mira, né da alcun risultato d'ordine artistico o anche semplicemente di originalità. [... ] Che non basti la sostituzione di parole con altre di senso diverso né il capovolgimento di fatti e situazioni perché si concreti la parodia dovrebbe essere ovvio.“

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William Shakespeare 229
poeta inglese del XVI secolo 1564 – 1616
„Oh, guardatevi dalla gelosia, mio signore. È un mostro dagli occhi verdi che dileggia il cibo di cui si nutre. Beato vive quel cornuto il quale, conscio della sua sorte, non ama la donna che lo tradisce: ma oh, come conta i minuti della sua dannazione chi ama e sospetta; sospetta e si strugge d'amore!(Iago ad Otello, atto III, scena III, traduzione italiana di Cesare Vico Lodovici).“

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Natalino Sapegno 5
critico letterario e storico italiano 1901 – 1990
„[su Giustino Fortunato] Dev'essere anzitutto un signore: a quel modo che possono esserci dei signori anche da noi, in Italia. Gentiluomo di provincia, e padron di terre con cura di anime. La chiarezza istruttiva ed ornata dei suoi discorsi, anche di materia finanziaria o in altro modo tecnico, mi piace. Come il suo stile largo, riposato e fiorito, e le sue citazioni oraziane. [... ] Spirito di predicatore, e quasi d'apostolo, c'è infatti in questo «pessimista»: in questo «provveditore d'inquietudini», come lo chiamarono per dileggio. (citato in Walter Binni, Letteratura e critica: studi in onore di Natalino Sapegno, Volume 5, Bulzoni, 1979, p. 101-102)“

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Ernst Jünger 284
filosofo e scrittore tedesco 1895 – 1998
„L'essere si maschera dietro il tempo e i tempi; ma noi non riusciamo a scoprire il suo volto, perché, se lo smascherassimo, in mano ci resta una maschera. E già siamo ingannati, abbagliati da una nuova moda, da un nuovo volto. Questo però: mettersi nella condizione di raggiungere il luogo in cui si scorga, se non ciò che si trasforma, almeno le sue trasformazioni – questo è un avvicinamento. Qui i cammini si separano: da una parte, il rimpianto o il dileggio della maschera caduta, dall'altra, invece, l'attrazione per la nuova maschera. Una terza prospettiva è tuttavia possibile, simile a quella che si apre tra i sepolcri etruschi: lo sguardo sereno su ciò che è transitorio. (da L'iniziativa surrealista, p. 304)“

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Robert Jordan 85
scrittore statunitense 1948 – 2007
„«In quei giorni eri pazzo» disse Rand piano, guardando Moridin negli occhi. Poteva quasi vedere dei fuochi ardere lì. «Sei ancora pazzo, vero? Riesci solo ad arginarlo. Nessuno potrebbe servirlo senza essere almeno un poco pazzo.» Moridin fece un passo avanti. «Dileggia quanto vuoi, Lews Therin. La fine giunge. Tutto sarà dato al grande soffocamento dell'Ombra, per essere abusato, squamato, strangolato.» Anche Rand fece un passo avanti, proprio di fronte a Moridin. Avevano la stessa statura. «Tu odi te stesso» sussurrò Rand. «Posso percepirlo in te, Elan. Una volta lo servivi per il potere; ora lo fai perché la sua vittoria - e la fine di tutte le cose - è l'unica liberazione che conoscerai mai. Preferiresti non esistere che continuare a essere te. Devi sapere che non ti lascerà andare. Mai. Non te.» (Rand al'Thor e Moridin, Capitolo 4)“

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Lorenzo de' Medici 9
scrittore, politico e mecenate italiano 1449 – 1492
„Chi vince, per dolcezza si gavazza, | dileggia e ghigna, e tutto si diguazza; | credere alla Fortuna è cosa pazza: | aspetta pur che poi si pieghi e chini. (da Canzona de' confortini, vv. 27-30)“


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Pupi Avati 18
regista italiano 1938
„Credo di aver fatto, in quel mondo, esperienze che né la famiglia né la scuola ti possono offrire. Come i «fuochi di bivacco» prima di andare a dormire. Erano anche quelli momenti di socializzazione. Che potevano essere scherzosi, allegri, con scenette e barzellette. Ma anche molto seri: momenti in cui ci si confrontava, ci si raccontava, ci si confidava, sapendo che nessuno avrebbe mai fatto uso di dileggio di quel che sentiva. Se sono una persona che ha una certa facilità a raccontare se stesso senza nascondere le proprie debolezze e i propri errori, lo devo a quei momenti lì, ai «fuochi di bivacco».“

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Alfredo Accatino 113
autore televisivo e sceneggiatore italiano 1960
„Il popolo freme, sussurra, si accalca, brontola, strepita, acclama, fischia, deride, dileggia, minaccia, ondeggia, schiamazza, si indigna, avanza. E poi torna a casa per cena.“

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Oriana Fallaci 129
scrittrice italiana 1929 – 2006
„Ma non esiste solo la violenza fisica. La violenza che nutrendosi di cinismo va in cerca del morto da santificare, che per trovarlo scaglia pietre o estintori contro il carabiniere terrorizzato. La violenza che nutrendosi di cretineria imbratta le facciate degli antichi palazzi, frantuma le vetrine, saccheggia i Mac Donald, brucia le automobili. Che occupa le case e le banche e le fabbriche, che distrugge i giornali e le sedi degli avversari. Che (non avendo studiato la storia loro non lo sanno) ripete gli sconci cari ai fascisti di Mussolini e ai nazisti di Hitler. Esiste anche la violenza morale, perdio. Ed è la violenza che si manifesta con le demagogie e i ricatti, che si esprime con le minacce e le intimidazioni. La violenza che sfruttando la legge umilia la Legge, la ridicolizza. La violenza che servendosi della democrazia oltraggia la Democrazia, la dileggia. La violenza che approfittandosi della libertà uccide la Libertà. La assassina. E questa violenza Firenze la subisce in misura sfacciata. Scandalosa.“