Frasi su disperazione

La disperazione più grave che possa impadronirsi d'una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile. (da Ultimo diario, Bompiani)

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Corrado Alvaro 50
scrittore, giornalista e poeta italiano 1895 – 1956

Signore, fa' di me uno strumento della tua pace.
Dove è odio, fa' che io porti l'amore.
Dove è offesa, che io porti il perdono.
Dove è discordia, che io porti l'unione.
Dove è dubbio, che io porti la fede.
Dove è errore, che io porti la verita'.
Dove è disperazione, che io porti la speranza.
Dove è tristezza, che io porti la gioia.
Dove sono le tenebre, che io porti la luce.

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Francesco d'Assisi 28
religioso e poeta italiano 1182 – 1226

Quando vedo amici, ma anche sconosciuti che stanno passando momenti di angoscia, il mio consiglio è uno solo: «Andate venti minuti in un cimitero, e vedrete che le vostre pene certo non svaniranno del tutto, ma in larga parte sì». […] È molto meglio che andare dal medico; non ci sono medici per questo tipo di dolori, ma una passaggiata al cimitero è una lezione di saggezza, quasi automatica. […] Che cosa vuol dire a uno che è in preda alla disperazione profonda? Niente o quasi niente. In cimitero, invece, si capiscono le cose. […] Il solo modo di sopportare davvero questo genere di vuoto è avere coscienza del nulla, altrimenti la vita non è tollerabile. Ma se hai la coscienza del nulla, tutto quello che ti capita conserva le sue proporzioni normali e non assume le proporzioni folli che caratterizzano l'esagerazione del dolore. (Intervista con Michael Jacob)

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Emil Cioran 536
filosofo, scrittore e saggista rumeno 1911 – 1995

Là potevano fare pettegolezzi, amoreggiare per finta ed evitare la noia, se non la disperazione. (p. 62)

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Gore Vidal 41
scrittore, saggista e sceneggiatore statunitense 1925 – 2012

C'è qualcosa in una donna infuriata, specialmente se alle sue forti passioni aggiunge gli irrefrenabili impulsi della disperazione e della indifferenza, che pochi uomini osano provocare. (libro Oliver Twist)

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Charles Dickens 121
scrittore, giornalista e reporter di viaggio britannico 1812 – 1870

La schizofrenia non può essere capita senza capire la disperazione.

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Ronald Laing 38
psichiatra scozzese 1927 – 1989

Bisogna soltanto sapere che l'amore è un orientamento e non uno stato d'animo. Se lo si ignora, si cade nella disperazione al primo contatto con la sventura.
Chi riesce a mantenere la propria anima orientata verso Dio mentre un chiodo la trafigge, si trova inchiodato al centro stesso dell'universo. È il vero centro, che non sta nel mezzo, che è fuori dello spazio e del tempo, che è Dio. (p. 100)

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Simone Weil 228
scrittore, filosofo 1909 – 1943

Strinse tra le braccia la disperazione. A quella disperazione accarezzò i capelli. Regalò voce. Raccontò favole.

Isabella Santacroce 171
scrittrice italiana 1970

Con l'ottimismo della disperazione, che è oggi molto più pertinente del gramsciano ottimismo della volontà, dico che quest'epoca odora troppo di morte e di declino, canta e balla sul ciglio del burrone, avverte di essere a un passo dal paradiso e a due dall'inferno, in sequenza automatica (da Il Censis-khan o l'Italia del nostro scontento, Libero, 9 dicembre 2007)

Marcello Veneziani 34
giornalista e scrittore italiano 1955

Una gioia perfetta, paralizzante | e quieta come la disperazione. (da Poesie, BUR, traduzione di Margherita Guidacci)

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Emily Dickinson 60
scrittrice e poetessa inglese 1830 – 1886

La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l'altro. La disperazione è una follia possibile all'uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell'uomo, si lega al suo bisogno di stare con l'altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento. L'uccidere è un attimo di disperazione infinito e insanabile, e allora il mondo appare inutile e dannoso e un individuo si percepisce come irriducibile al mondo, come un alieno, come un alienato. Un sentimento umano, possibile, compatibile alla normalità. L'ammazzare si lega alla follia della normalità, a quella capacità dell'uomo che, se entrato in crisi, invece che aiutarlo a vivere lo trasformano in morte e lo spingono ad uccidere e rovinarsi, uccidersi. Diversa è la follia dal punto di vista clinico, ma anche da quello giuridico (l'incapacità di intendere e di volere: un'infermità che è sopravvenuta impedendo alla macchina umana di funzionare). Io vedo la follia come un meccanismo che ricalca quello della disperazione, della sensazione di fine: l'incomprensibilità del mondo, il tirarsene fuori. Stare ancora sul pianeta senza saperlo. Vicino agli altri senza aver bisogno dell'altro. Perdendo persino il ricordo delle parole e del loro significato, rinunciando a comunicare. La schizofrenia ne è un esempio straordinario: essere nel mondo come il mondo finisse e come se l'essere non avesse alcun senso, poiché ogni significato si pone in una relazione. Lo schizofrenico è un'isola, una monade chiusa in una cella dell'esistere, in una prigione del mondo. In isolamento perché così può ancora respirare. La vita che più si avvicina alla morte. Insomma, la follia ha già a che fare con la morte, anche se non nella sua rappresentazione corporea, bensì in quella psicologica, la personalità, e in quella sociale, le relazioni. Vi sono tre morti: quella del corpo, la più emblematica e assoluta, quella psicologica, che permette al corpo di essere ancora attivo e di rivestirsi persino di eleganza, e poi la morte sociale: privati di ogni dimensione, come se fossimo diventati trasparenti e, pur dentro una moltitudine, nessuno ci vedesse. Il folle è un morto che cammina e che respira. Se uccide lo fa senza disperazione, forse per stizza, è un cadavere che uccide. La follia ha già superato la disperazione e per questo vive senza vivere, vive da morta e, se uccide, uccide già morta. (da Il lato oscuro, Rizzoli, 2002)

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Vittorino Andreoli 77
psichiatra e scrittore italiano 1940

Oh Dio! – esclamò a un tratto, e ricadde sul suo sedile. Solo in quel momento aveva afferrato tuttò ciò che la parola «bancarotta» implicava, il senso vago e terribile che fin dall'infanzia le aveva inspirato. «Bancarotta»... era una cosa piú atroce della morte, era disordine, crollo, rovina, vergogna, scandalo, disperazione e miseria. (IV, VII; 2002, p. 196)

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Thomas Mann 100
scrittore e saggista tedesco 1875 – 1955

Il tuo amore è sceso su di me come un dono divino, inatteso, improvviso, dopo tanta stanchezza e disperazione.

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Fëdor Dostoevskij 256
scrittore e filosofo russo 1821 – 1881

Al funerale di un amico o davanti allo sfogo di disperazione di un altro, ci troviamo faccia a faccia con la realtà, distogliamo lo sguardo con terrore e sconcerto. In questa cultura la fede è condannata ad avere la funzione di consolazione per quanti non sono all'altezza.

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John Waters 31
regista, sceneggiatore e scrittore statunitense 1946

Mai gli era sembrata così grande: e mai così illogico il suo destino. Poiché la disperazione era un eccesso che non gli apparteneva, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riiniziò a prendersene cura, con l'incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale.

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Alessandro Baricco 350
scrittore e saggista italiano 1958

In un mondo pieno d'odio, dobbiamo avere ancora il coraggio di sperare. Il un mondo pieno di rabbia, dobbiamo avere ancora il coraggio di confortare. In un mondo pieno di disperazione, dobbiamo avere ancora il coraggio di sognare. In un mondo pieno di sfiducia, dobbiamo avere ancora il coraggio di credere. (dal suo Discorso a Oxford, 21 marzo 2001)

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cantante statunitense 1958 – 2009

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